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  <title>Notizie in evidenza</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni">
    <title>Atlante del lavoro e delle qualificazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni</link>
    <description>Uno strumento a servizio delle parti sociali e datoriali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Repertorio fa parte dell’<i>Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni</i>, un’ampia banca dati, quasi un’enciclopedia - in continua evoluzione ed aggiornamento - che si propone di realizzare una descrizione universale del lavoro allo scopo di monitorare e valutare in che modo il mercato si sta muovendo nell’ambito di un contesto socio-economico estremamente dinamico, come quello attuale. I contenuti dell’Atlante sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico-professionali per 835 aree d’attività.</p>
<p>In particolare il Repertorio delle professioni dell'apprendistato è costituito da tutti i profili presenti nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi all’apprendistato professionalizzante, raccolti in 15 diversi comparti rappresentativi di tutte le categorie contrattuali e referenziati ai codici statistici di classificazione delle attività economiche (ATECO) e delle professioni (CP-ISTAT). Sono 805 i codici inseriti ed a ciascuno corrisponde una descrizione del profilo professionale. Al suo interno si può trovare e scaricare il contratto corrispondente al settore produttivo d’interesse. Per ogni contratto è possibile estrarre i profili dell’apprendistato ed una scheda che dettaglia la qualificazione. Si descrive anche a quale potenziale sbocco occupazionale la qualificazione punta. Il Repertorio si propone anche di mettere in contatto il lavoro con i contesti di apprendimento. Tale sistema vuole essere utile anche alle regioni in quanto ora le qualificazioni regionali hanno valore nazionale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-02-21T14:34:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam">
    <title>Presentati i risultati del monitoraggio nelle Istituzioni Afam</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam</link>
    <description>Supplemento Europass al Diploma </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Il supplemento al Diploma è un documento che evidenzia cosa effettivamente gli studenti possono e sanno fare. Vogliamo capire quali sono le cause ostative al suo rilascio in automatico “ ha affermato Ismene Tramontano, responsabile del Nec Italiano operativo in Isfol, nel presentare i risultati del monitoraggio effettuato sulla diffusione del Supplemento al Diploma nel sistema Afam. Uno strumento “fondamentale per garantire la libertà di movimento dei cittadini e la permeabilità dei sistemi educativi” così come lo ha definito Federico Cinquepalmi, dirigente del Miur (Ufficio V Internazionalizzazione della formazione superiore).</p>
<p>Ma allora perché non viene rilasciato in automatico insieme al Diploma, così come avviene per il supplemento Europass al Certificato, che da quest’anno viene consegnato a tutti gli studenti che completano  il ciclo d’Istruzione secondaria superiore?</p>
<p>Dall’analisi delle risposte fornite dai partecipanti all’indagine, emerge che le cause principali risiedono in difficoltà di natura informatica correlate all’elaborazione del Supplemento, e di natura linguistica, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di traduzione. </p>
<p>Da sottolineare però che la maggior parte degli Istituti che ancora non rilasciano il supplemento al Diploma, dichiarano di impegnarsi  a farlo a partire dal prossimo anno scolastico.</p>
<p>All’indagine hanno preso parte 110 Istituti fra Conservatori, Accademie di Belle Arti, Istituti superiori di Studi musicali e Istituti superiori per le Industrie artistiche.</p>
<p> Se confrontiamo questi dati con quelli riguardanti le Università, ci accorgiamo che le Istituzioni Afam sono più virtuose: da un sondaggio ancora in corso di realizzazione emerge che delle 65 Università che hanno fino ad ora risposto all’indagine, 62 dichiarano di rilasciare il Supplemento al Diploma, ma solo 14 in automatico, le altre 48 su richiesta. </p>
<table class="plain">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://old.isfol.it/repository-immagini/Luoghi%20e%20istituzioni/diploma-supplement/@@images/793a6031-6e19-48c4-9565-24f69c36059e.jpeg" alt="Diploma supplement" class="image-inline" title="Diploma supplement" /></td>
<td>
<p><b>Supplemento Europass al Diploma</b></p>
<p>Il Diploma Supplement (DS) è un documento integrativo del titolo di studio ufficiale conseguito al termine di un corso di studi in una università o in un istituto di istruzione superiore accademica e non accademica (Istruzione Tecnica Superiore, Alta Formazione artistica e musicale - Afam). <a href="http://www.isfol.it/europass/passaporto-europeo-delle-competenze-1/supplemento-al-diploma-1">continua….</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> <b>Per saperne di </b><b>più:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/il-portafoglio-europass-per-la-mobilita-e-la-trasparenza/programma">Programma del Seminario</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/europass/brochure-europass/europass-diploma-supplement-nellafam">La diffusione del Supplemento Europass al Diploma nel sistema Afam</a></p>
<p> Intervento <a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title="">Ismene Tramontano</a></p>
<p><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title=""></a><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/relazione-seminario-8-novembre-afam" title="">Relazione finale del seminario.</a></p>
<p> <a href="http://www.isfol.it/europass">Centro nazionale Europass – Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.afam.miur.it/">Miur – Afam</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-10T11:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78">
    <title>Pubblicata la Relazione annuale ex lege 845/78</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78</link>
    <description>Formazione professionale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Si tratta di uno strumento di riflessione volto a favorire lo sviluppo di politiche adeguate a rispondere ai fabbisogni del Paese in materia di formazione iniziale e continua.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presente Rapporto, che fa riferimento all’anno formativo 2014-15, adotta, nell’analisi dei sistemi formativi, un’ottica di tipo generazionale, nell’intento di ricostruire le diverse politiche nazionali. Si osservano gli interventi destinati ai più giovani, maggiormente ancorati al sistema educativo nazionale e quelli rivolti agli adulti occupati o in cerca di occupazione, cui si richiede una strettissima connessione con le richieste del mercato del lavoro e del tessuto produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare vengono approfondite tre tematiche: la filiera lunga della formazione tecnico-professionale,   che riporta un’analisi qualitativa e quantitativa dei percorsi della formazione iniziale, a partire dai dati di monitoraggio annualmente acquisiti dall’Isfol; gli strumenti di sostegno alla formazione per gli adulti che esamina le politiche a sostegno della formazione degli adulti, con particolare riguardo a quella dei lavoratori;<i> </i>l’apprendimento permanente e il confronto intergenerazionale, nel quale gli aspetti della partecipazione formativa della popolazione adulta e della forza lavoro sono analizzati alla luce delle profonde trasformazioni demografiche intervenute negli ultimi decenni in Italia nonché della forte accelerazione di processi di crisi economica da un lato e di cambiamento tecnologico dall’altro.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più: <a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21027" title="scarica il documento"><i>Relazione ex lege 845/78 art. 20</i></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-28T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





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