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  <title>Archivio notizie</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/il-30-novembre-presentazione-inapp">
    <title>Isfol diventa Inapp </title>
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    <description>Al via l’Istituto per l’Analisi delle Politiche Pubbliche</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">“Il nuovo ente pubblico di ricerca, vigilato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si occuperà di analisi monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro e dei servizi per il lavoro, politiche dell’istruzione e della formazione, politiche sociali e più in generale di tutte le politiche economiche che hanno effetti sul mercato del lavoro” ha detto il presidente Stefano Sacchi, questa mattina a Roma presso la Camera dei Deputati, in occasione della conferenza stampa di presentazione di INAPP.</p>
<p style="text-align: justify; ">“Il compito dell’Istituto è quello di costruire informazioni e ricerche che siano non soltanto di carattere statistico, ma che possono fornire ai decisori politici, al governo e al parlamento le coordinate per azioni di natura legislativa. Informare e suggerire orientamenti riguardo le politiche sulle quali il legislatore deciderà” ha detto Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera nel corso del suo intervento.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le aree tematiche di INAPP sono cinque: innovazione, occupazione, welfare; professioni e competenze; dinamiche, istituzioni e politiche del mercato del lavoro; istituzioni e politiche della formazione; povertà, disabilità, inclusione sociale. “I principi fondanti che ispirano l’azione del nuovo Istituto sono riferiti ai concetti di innovazione, crescita e benessere” ha spiegato il prof. Sacchi, il quale ha aggiunto che i referenti di INAPP sono in particolare “la comunità scientifica nazionale e internazionale, il mondo della pratica e dei policymaking”.</p>
<p style="text-align: justify; ">In tale prospettiva INAPP ha la vocazione di costruire beni pubblici per il mondo della ricerca, per il lavoro e le imprese, conducendo indagini in detti ambiti. Non è un caso infatti che dal 2017 l’Italia sarà di nuovo nello European Social Survey, la più importante indagine europea su attitudini e valori dei cittadini europei.</p>
<p style="text-align: justify; ">“Condivido l’esigenza, certamente dei decisori, ma ad essi vorrei aggiungere anche delle parti sociali di avere uno strumento di monitoraggio e valutazione di questo tipo” ha detto Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato, nel corso del suo intervento.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presidente Sacchi ha anticipato alcuni temi in agenda per il 2017 che riguarderanno gli ‘effetti della riforma pensioni su assunzioni programmate’ gli ‘effetti del Jobs Act sull’andamento dei contratti di lavoro a tempo indeterminato’ e ‘gli effetti della contrattazione decentrata’.</p>
<p style="text-align: justify; ">La missione di INAPP si caratterizza, in sintesi, su due pilastri: “da un lato la costruzione di beni pubblici accessibili a tutti, università e studiosi per la ricerca, dall’altro una ricerca d’istituto <i>policy oriented,</i> finalizzata a studiare in modo rigoroso fenomeni d’importanza strategica per la collettività, al fine di fornire informazioni, conoscenze e strumenti utili al <i>policy maker</i> per compiere le proprie scelte, ma utile anche ai cittadini per valutare l’impatto di queste scelte” ha concluso il presidente.</p>
<p style="text-align: justify; ">La conferenza stampa, riservata ai giornalisti, è stata trasmessa in diretta streaming sul sito della Camera dei Deputati.<b> <a class="external-link" href="http://webtv.camera.it/evento/10327" title="">Guarda la diretta</a></b></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1370" title="">Presentazione S. Sacchi</a><a href="resolveuid/d117208b7e534b7a9cfc6b46fe3b9a9a" class="internal-link" title=""></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T13:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/workshop-201cl2019atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni-le-policies-e-i-servizi201d-gli-interventi-dei-relatori">
    <title>Workshop “L’Atlante del lavoro e delle qualificazioni: le policies e i servizi” : gli interventi dei relatori</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/workshop-201cl2019atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni-le-policies-e-i-servizi201d-gli-interventi-dei-relatori</link>
    <description>Repertorio nazionale dei titoli e delle qualifiche</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono disponibili i video degli interventi svolti in occasione del Workshop “L’Atlante del lavoro e delle qualificazioni: le policies e i servizi” che si è svolto a Roma il 15 dicembre 2016.</p>
<p>Durante l’evento sono state illustrate le potenzialità e le modalità di applicazione dell’<a href="http://nrpitalia.isfol.it/sito_standard/sito_demo/index.php">Atlante</a> nei diversi contesti di policies, per la validazione e la certificazione delle competenze, per lo sviluppo dell’apprendimento permanente e per le politiche attive del lavoro.</p>
<p>In particolare la tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti di varie realtà - Fondo Banche e Assicurazioni, Regione Emilia Romagna, IRES Piemonte, Regione Lazio, Ente Bilaterale Agricolo Nazionale - è stata occasione di confronto sull’utilizzo dell’Atlante per lo sviluppo dell’apprendimento permanente e le politiche attive del lavoro. Durante il workshop inoltre sono state illustrate le prospettive di ampliamento e articolazione dei servizi di validazione e certificazione delle competenze e presentate testimonianze da parte dell’Associazione AMESCI, del Programma Integra e del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato – CSVnet.</p>
<p>Per accedere ai video degli interventi <a class="external-link" href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLR_q51hPf7R_xnnpZADadfrPj6K5lqpsv" title="">cliccare qui</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Diana Macri</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2017-03-23T14:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/seminario-201cgli-strumenti-europei-per-la-mobilita-transnazionale201d">
    <title>SEMINARIO “Gli strumenti europei per la mobilità transnazionale”</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/seminario-201cgli-strumenti-europei-per-la-mobilita-transnazionale201d</link>
    <description>EQF, Europass, Euroguidance</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Sono disponibili le presentazioni e i <a class="external-link" href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLR_q51hPf7R_vkHrx_vZQvN-o5aNMoQrf" title="">video </a>degli interventi relativi al seminario“Gli strumenti europei per la mobilità transnazionale” che si è svolto a Roma il 13 dicembre 2016. Il seminario è stato organizato dall'INAPP in qualità di  Punto Nazionale di Coordinamento EQF, Centro Nazionale Europass e Centro Euroguidance, con la collaborazione dell'Agenzia Locale Eurodesk di Roma Capitale. Obiettivo del seminario è stato presentare le caratteristiche e l'uso dei vari strumenti messi a disposizione dalla Commissione Europea a sostegno della libera circolazione dei cittadini per studio o lavoro e per l'apprendimento permanente.  </p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1599/Agenzia%20Locale%20Mobilita%20Giovani_Eurodesk.pdf?sequence=1" title="">Eurodesk</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1597/Macri_EQF.pdf?sequence=1" title="">EQF</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1601/Calzolari_Europass_Portafoglio_13%20dicembre%202016.pdf?sequence=1" title="">Europass</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1602/Calzolari_Euroguidance_13%20dicembre%202016.pdf?sequence=1" title="">Euroguidance</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1598/Mastracci_Rete%20Eures.pdf?sequence=1" title="">Eures</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1600/MLPS_Mastracci%20Catia_YourFirstEuresJob.pdf?sequence=1" title="">YourFirstEuresJob</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Diana Macri</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2017-03-23T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni">
    <title>Atlante del lavoro e delle qualificazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni</link>
    <description>Uno strumento a servizio delle parti sociali e datoriali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Repertorio fa parte dell’<i>Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni</i>, un’ampia banca dati, quasi un’enciclopedia - in continua evoluzione ed aggiornamento - che si propone di realizzare una descrizione universale del lavoro allo scopo di monitorare e valutare in che modo il mercato si sta muovendo nell’ambito di un contesto socio-economico estremamente dinamico, come quello attuale. I contenuti dell’Atlante sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico-professionali per 835 aree d’attività.</p>
<p>In particolare il Repertorio delle professioni dell'apprendistato è costituito da tutti i profili presenti nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi all’apprendistato professionalizzante, raccolti in 15 diversi comparti rappresentativi di tutte le categorie contrattuali e referenziati ai codici statistici di classificazione delle attività economiche (ATECO) e delle professioni (CP-ISTAT). Sono 805 i codici inseriti ed a ciascuno corrisponde una descrizione del profilo professionale. Al suo interno si può trovare e scaricare il contratto corrispondente al settore produttivo d’interesse. Per ogni contratto è possibile estrarre i profili dell’apprendistato ed una scheda che dettaglia la qualificazione. Si descrive anche a quale potenziale sbocco occupazionale la qualificazione punta. Il Repertorio si propone anche di mettere in contatto il lavoro con i contesti di apprendimento. Tale sistema vuole essere utile anche alle regioni in quanto ora le qualificazioni regionali hanno valore nazionale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-02-21T14:34:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam">
    <title>Presentati i risultati del monitoraggio nelle Istituzioni Afam</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam</link>
    <description>Supplemento Europass al Diploma </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Il supplemento al Diploma è un documento che evidenzia cosa effettivamente gli studenti possono e sanno fare. Vogliamo capire quali sono le cause ostative al suo rilascio in automatico “ ha affermato Ismene Tramontano, responsabile del Nec Italiano operativo in Isfol, nel presentare i risultati del monitoraggio effettuato sulla diffusione del Supplemento al Diploma nel sistema Afam. Uno strumento “fondamentale per garantire la libertà di movimento dei cittadini e la permeabilità dei sistemi educativi” così come lo ha definito Federico Cinquepalmi, dirigente del Miur (Ufficio V Internazionalizzazione della formazione superiore).</p>
<p>Ma allora perché non viene rilasciato in automatico insieme al Diploma, così come avviene per il supplemento Europass al Certificato, che da quest’anno viene consegnato a tutti gli studenti che completano  il ciclo d’Istruzione secondaria superiore?</p>
<p>Dall’analisi delle risposte fornite dai partecipanti all’indagine, emerge che le cause principali risiedono in difficoltà di natura informatica correlate all’elaborazione del Supplemento, e di natura linguistica, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di traduzione. </p>
<p>Da sottolineare però che la maggior parte degli Istituti che ancora non rilasciano il supplemento al Diploma, dichiarano di impegnarsi  a farlo a partire dal prossimo anno scolastico.</p>
<p>All’indagine hanno preso parte 110 Istituti fra Conservatori, Accademie di Belle Arti, Istituti superiori di Studi musicali e Istituti superiori per le Industrie artistiche.</p>
<p> Se confrontiamo questi dati con quelli riguardanti le Università, ci accorgiamo che le Istituzioni Afam sono più virtuose: da un sondaggio ancora in corso di realizzazione emerge che delle 65 Università che hanno fino ad ora risposto all’indagine, 62 dichiarano di rilasciare il Supplemento al Diploma, ma solo 14 in automatico, le altre 48 su richiesta. </p>
<table class="plain">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://old.isfol.it/repository-immagini/Luoghi%20e%20istituzioni/diploma-supplement/@@images/793a6031-6e19-48c4-9565-24f69c36059e.jpeg" alt="Diploma supplement" class="image-inline" title="Diploma supplement" /></td>
<td>
<p><b>Supplemento Europass al Diploma</b></p>
<p>Il Diploma Supplement (DS) è un documento integrativo del titolo di studio ufficiale conseguito al termine di un corso di studi in una università o in un istituto di istruzione superiore accademica e non accademica (Istruzione Tecnica Superiore, Alta Formazione artistica e musicale - Afam). <a href="http://www.isfol.it/europass/passaporto-europeo-delle-competenze-1/supplemento-al-diploma-1">continua….</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> <b>Per saperne di </b><b>più:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/il-portafoglio-europass-per-la-mobilita-e-la-trasparenza/programma">Programma del Seminario</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/europass/brochure-europass/europass-diploma-supplement-nellafam">La diffusione del Supplemento Europass al Diploma nel sistema Afam</a></p>
<p> Intervento <a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title="">Ismene Tramontano</a></p>
<p><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title=""></a><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/relazione-seminario-8-novembre-afam" title="">Relazione finale del seminario.</a></p>
<p> <a href="http://www.isfol.it/europass">Centro nazionale Europass – Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.afam.miur.it/">Miur – Afam</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-10T11:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/il-nuovo-logo-in-un-video">
    <title>Il nuovo logo in un video</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/il-nuovo-logo-in-un-video</link>
    <description>#inappsiparte</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-30T12:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche">
    <title>L’Isfol presenta a Milano gli esiti delle ultime ricerche </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche</link>
    <description>Convegno Nazionale sui Neet</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per cambiare prospettiva l’Istituto Toniolo di Studi Superiori, in collaborazione con la Fondazione Cariplo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano hanno voluto dare vita ad un convegno –il primo a livello nazionale- che affrontasse il tema in un’ottica interdisciplinare attraverso letture ed analisi di tipo sociologico, economico, demografico, psicologico ed educativo. Studiosi, ricercatori ed esperti sono stati invitati a presentare contributi sul tema in oggetto e quelli di loro che hanno superato la <i>call</i> si sono ritrovati oggi nella sede dell’Università cattolica del sacro Cuore per confrontarsi su dati, analisi e proposte. Due i contributi Isfol che hanno passato la selezione e che verranno presentati nel corso di questa prima giornata di incontri del convegno Neeting. La prima ad intervenire sarà Anna Ancora con una relazione intitolata “Nel girone dei Neet” attraverso la quale, partendo dai risultati di un indagine Isfol avviata negli ultimi mesi del 2013, si cercherà di spiegare e connotare la condizione di Neet. Il campione scelto per lo studio è costituito da giovani tra i 25 e i 34 anni, ossia la fascia di età più “anziana” dei Neet, residenti in quattro regioni italiane: Lombardia, Lazio, Puglia e Campania. La ripartizione del campione è la seguente: 299 giovani occupati e 715 Neet, quest’ultimi distinti a loro volta in 482 attivi nella ricerca di un lavoro e 233 inattivi. Il primo risultato della ricerca evidenzia sorprendentemente come i giovani provenienti da famiglie di estrazione sociale più elevata sembrino essere più inclini all’inattività passiva, quindi a permanere nella condizione di inattività senza preoccuparsi di cercare lavoro. Viceversa, a conferma di quanto evidenziato anche in altre indagini sul tema, aver realizzato percorsi di studio migliori porta più facilmente alla realizzazione professionale. Tra i dati più interessanti, secondo la ricercatrice Isfol, vi è quello che riguarda la consapevolezza espressa dagli intervistati relativamente alla propria identità professionale. La quasi totalità del campione, infatti, non sa definire le proprie competenze in maniera chiara ed esprime disorientamento rispetto alla propria collocazione nel mondo del lavoro pur rimarcando la propria propensione a lavorare. I più smarriti in assoluto sono i maschi provenienti da famiglie di ceto sociale elevato che hanno realizzato percorsi di studio di maggior successo e inattivi da più di due anni. Al contrario, risulta più semplice definire le proprie competenze quando si tratta di professioni meno qualificate e più operative, che hanno un filo diretto con i lavori da svolgere. Quasi tutti gli intervistati percepiscono la propria condizione di esclusione come “scontata” e la vivono con sentimenti di frustrazione e rabbia. Secondo le conclusioni riportate da Anna Ancora, i Neet rappresentano una popolazione che non riconosce se stessa e che non è consapevole dei rischi a cui è esposta, primo fra tutti quello di far saltare il capitale umano a disposizione, a causa della prolungata esclusione dai contesti occupazionali e formativi.</p>
<p style="text-align: justify; ">A seguire, nella sessione poster, verrà presentata una analisi a cura di Alessandro Chiozza, Benedetta Torchia e Luca Mattei che arricchisce le riflessioni sui fenomeni di esclusione dal mondo del lavoro e della formazione con un approfondimento che mette al centro il segmento dei 30-34 ovvero dei <i>giovani-adulti: </i>una generazione di confine ormai estranea a misure loro dedicate, come ad esempio Garanzia Giovani. Il tema indagato è il passaggio verso la vita adulta che convenzionalmente viene sancito dal raggiungimento di cinque eventi: la conclusione dei percorsi di studio, l’inserimento nel mercato del lavoro, l’indipendenza abitativa, la costruzione di una nuova famiglia e la genitorialità. Secondo lo studio Isfol che si basa sui dati dell’indagine InTransizione realizzata su un campione di circa 45.000 giovani di età compresa tra 20 e 34 anni, solo il 21,5% dei 30-34enni traguarda tutti e i cinque gli eventi ma non per questo tutti gli altri non presentano caratteristiche associabili alla sfera dell’età adulta. E’ evidente quindi che tali parametri non possano funzionare per descrivere la condizione di adulto che, invece, è comunque riconoscibile nelle biografie individuali. Se si volesse estendere la definizione di neet anche per il segmento 30-34 ci accorgeremmo che il 32,1% dei giovani adulti, analogamente ai loro coetanei più giovani, non è impegnato in alcuna attività di studio o di lavoro con significative differenze tra uomini (25,8%) e donne (38,9%). Dall’indagine, inoltre, risulta cruciale la disponibilità o meno di risorse familiari e individuali rispetto alle quali l’Isfol ha messo a punto l’indicatore <i>ad hoc</i> per la misurazione della dote familiare. Esso sintetizza la condizione occupazionale, la professione e il titolo di studio dei genitori degli intervistati mettendo questi elementi in relazione alle occasioni o meno di raggiungere l’autonomia dalla famiglia di origine. Ne emergono alcuni dati interessanti, come quello ad esempio che indica una percentuale considerevole di giovani-adulti con una dote familiare alta che rimane a vivere in famiglia procrastinando ulteriormente l’uscita di casa: rispetto ad altri, possono decidere di attendere il momento più favorevole per lasciare il nucleo familiare. A fronte di tali risultati emerge la difficoltà di attribuire una definizione univoca e di utilizzare le categorie più tradizionali per descrivere il passaggio verso la vita adulta dei 30-34enni, tanto che l’analisi suggerisce l’opportunità di investire su questa generazione per sostenere traiettorie di vita sempre meno omologate. Sono gli stessi trentenni infatti che rilanciano i temi del diritto al lavoro e del diritto all’abitazione come tasselli importanti per realizzare il proprio progetto di vita.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1339">Presentazione Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1341">Paper Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1340">Documentazione Chiozza-Torchia-Mattei</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-03T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78">
    <title>Pubblicata la Relazione annuale ex lege 845/78</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78</link>
    <description>Formazione professionale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Si tratta di uno strumento di riflessione volto a favorire lo sviluppo di politiche adeguate a rispondere ai fabbisogni del Paese in materia di formazione iniziale e continua.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presente Rapporto, che fa riferimento all’anno formativo 2014-15, adotta, nell’analisi dei sistemi formativi, un’ottica di tipo generazionale, nell’intento di ricostruire le diverse politiche nazionali. Si osservano gli interventi destinati ai più giovani, maggiormente ancorati al sistema educativo nazionale e quelli rivolti agli adulti occupati o in cerca di occupazione, cui si richiede una strettissima connessione con le richieste del mercato del lavoro e del tessuto produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare vengono approfondite tre tematiche: la filiera lunga della formazione tecnico-professionale,   che riporta un’analisi qualitativa e quantitativa dei percorsi della formazione iniziale, a partire dai dati di monitoraggio annualmente acquisiti dall’Isfol; gli strumenti di sostegno alla formazione per gli adulti che esamina le politiche a sostegno della formazione degli adulti, con particolare riguardo a quella dei lavoratori;<i> </i>l’apprendimento permanente e il confronto intergenerazionale, nel quale gli aspetti della partecipazione formativa della popolazione adulta e della forza lavoro sono analizzati alla luce delle profonde trasformazioni demografiche intervenute negli ultimi decenni in Italia nonché della forte accelerazione di processi di crisi economica da un lato e di cambiamento tecnologico dall’altro.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più: <a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21027" title="scarica il documento"><i>Relazione ex lege 845/78 art. 20</i></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-28T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-un-anno-dopo">
    <title>Un volontario su due lavora</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-un-anno-dopo</link>
    <description>Servizio civile </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E infatti quella del servizio civile si conferma una scelta vincente per i giovani: “Ad una anno di distanza dalla fine dell’esperienza, il 52% dichiara di lavorare, il 61% ha un contratto continuativo e regolamentato e per il 62% si tratta proprio del lavoro che cercava” ha sottolineato Paola Nicastro Direttore generale ISFOL-INAPP nel presentare i risultati della ricerca.</p>
<p class="Default">L’indagine è stata svolta sui volontari del bando 2013 (un campione di 1.511 su un totale di 13.375) che hanno prestato servizio nel 2014-15 e che sono stati intervistati a un anno di distanza.</p>
<p class="Default">Si tratta nel 67% dei casi di donne. Il 29,1% risiede al Nord, il 21,7% al Centro, il 29,6% nel Sud e il 19,6% nelle Isole. Relativamente ai titoli di studio, il 47% è laureato, il 49% diplomato, il 4% si ferma alla licenzia media.</p>
<p>Elevato anche il tasso di soddisfazione: il 95% di chi ha fatto il servizio civile ritiene di aver accresciuto le proprie competenze, il 97% rifarebbe la scelta compiuta e il 69% considera il servizio civile importante per la vita professionale.</p>
<p>I dati illustrati rappresentano il secondo step di un percorso d’indagine più ampio che mira a conoscere, in misura approfondita, l'universo costituito dai giovani volontari italiani. Nel mese di agosto il Ministero del Lavoro aveva infatti diffuso la fotografia scattata da ISFOL-INAPP sui giovani volontari italiani.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è invece dedicato ai giovani che hanno svolto il servizio civile con Garanzia Giovani. "Un segmento di popolazione che presenta minori opportunità di formazione e lavoro" ha dichiarato Bobba, il quale ha concluso annunciando che, con l'emanazione del decreto legislativo (attualmente in discussione alla Camera e al Senato e inviato alla Conferenza Stato-Regioni), da gennaio 2017 avremo il servizio civile universale.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/23-11-2016-cs-servizio-civile-un-anno-dopo">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1357">Presentazione Nicastro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/infografiche-isfol/ISFOL_infograf_serviziocivile_23_11_16.jpeg">Infografica</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/rilevazioni-in-corso/indagine-isfol-sul-servizio-civile-nazionale">Indagine Isfol-Inapp Servizio civile</a></p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/Comunicati/Pagine/Presentata-al-Ministero-del-lavoro-la-prima-indagine-conoscitiva-sui-giovani-del-servizio-civile.aspx">Comunicato stampa Agosto 2016</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-24T09:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-dibattito-su-modelli-organizzativi-e-managerialita">
    <title>Il dibattito su modelli organizzativi e managerialità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-dibattito-su-modelli-organizzativi-e-managerialita</link>
    <description>Etica pubblica</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il convegno dal titolo “La valutazione delle performance amministrative e la responsabilità della dirigenza pubblica tra efficienza e equità”, ha inteso puntare l’attenzione sulle nuove strade che si sono aperte nel campo degli studi politici con particolare attenzione all’impatto della responsabilizzazione manageriale sulle prestazioni amministrative. Tra i partecipanti alla giornata che ha visto la presenza tra gli altri di Aurelio Tommasetti rettore dell’università di Salerno e Mita Marra presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione (AIV) c’era anche Antonello Scialdone Presidente dell’Organismo indipendente di Valutazione dell’Isfol, che è intervenuto all’interno della tavola rotonda con una relazione sul tema dell’etica pubblica. L’analisi di Scialdone muove dai dati forniti pochi mesi fa, all’interno dell’”Economic Bulletin”, dalla Banca Centrale Europea (BCE) in merito alla rilevanza di istituzioni solide ed efficienti per il conseguimento di obiettivi di crescita a lungo  termine. Dal confronto fra Paesi dell’area OCSE si constata che  le performances migliori appartengono a Fillandia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania mentre la qualità delle Istituzioni italiane viene considerata superiore solo a quella della Grecia e inferiore di 3/5 volte alla Slovacchia e Slovenia che ci precedono. Eppure, ha sottolineato Scialdone, da anni nel nostro Paese si sollecitano dibattiti e si producono strumenti senza riuscire a convertire la tendenza che ci porta a bassi piazzamenti nel confronto internazionale, per questo è auspicabile, secondo l’esperto dell’Isfol, muovere verso strade meno battute come ad esempio quella della leadership etica. Stiamo parlando, così come ci indicano i maggiori studiosi di teorie organizzative, di azioni individuali e relazioni interpersonali che mettono in evidenza stili di comportamento orientati alla presa di decisioni moralmente sostenibili,  e soprattutto enfatizzano l’impatto della condotta del manager sul contesto organizzativo e sul clima etico complessivo. Per rendere efficacie la funzione virtuosa della leadership etica, ha spiegato Scialdone, è opportuno che i dirigenti vengano percepiti come riferimenti degni di fiducia ed è altrettanto importante che rinforzino nei dipendenti risorse essenziali quali motivazione, impegno, senso di appartenenza e soddisfazione per la propria prestazione. Attraverso la responsabilizzazione manageriale, inoltre, assume senso e rilevanza la valutazione delle prestazioni amministrative e dell’impatto dei programmi pubblici. Per tutti questi motivi, ha concluso Scialdone, si potrebbero coinvolgere studiosi, operatori e decisori politici con i quali  stimolare una discussione nel merito, a partire dalle condizioni di adattabilità di questo approccio al contesto delle nostre istituzioni.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/la-valutazione-delle-performance-amministrative-e-la-responsabilita-della-dirigenza-pubblica-tra-efficienza-e-equita/programma" class="internal-link" title="">Programma</a><b><br /></b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/articolo-scialdone-su-etica-pubblica" class="internal-link" title="">Articolo Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-23T06:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta">
    <title>Isfol alla 26° edizione JOB&amp;ORIENTA</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta</link>
    <description>Tre giorni dedicati al lavoro, alla scuola e all’orientamento</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tradizionale appuntamento si svolgerà alla Fiera di Verona dal 24 al 26 novembre 2016. Otto seminari si potranno seguire all’interno della ‘Casa del Welfare’, lo stand del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che vede oltre all’ISFOL, anche Italia Lavoro, Inail, Inps e Covip i quali propongono workshop e laboratori interattivi per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro. Il nono appuntamento sarà invece un ‘grande evento’ dal titolo: “Passo dopo passo verso la costruzione dell’apprendimento duale”. Quest’ultimo si terrà nell’ambito dell’evento “Le Olimpiadi dei Mestieri” e vedrà intervenire il Commissario straordinario dell’ISFOL-INAPP Stefano Sacchi, insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ad altri esponenti del mondo dell’impresa, delle istituzioni, dell’accademia e del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify; ">Come nelle precedenti tre edizioni anche quest’anno Isfol in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con il supporto organizzativo e realizzativo di Enaip (Ente nazionale Acli Istruzione Professionale), organizza sei itinerari tematici per rendere la visita dei giovani un’occasione utile e reale di conoscenza, apprendimento e scoperta delle opportunità offerte dal mondo della formazione, della scuola e del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’edizione 2016 - si legge in una nota stampa diffusa dall’organizzazione - “si propone da un lato di aiutare i giovani a compiere scelte formative e professionali più consapevoli ed efficaci, dall’altro di potenziare il dialogo tra la scuola e le imprese valorizzando le alleanze tra i due mondi”. Tante le proposte sul tappetto dirette ad accompagnare il pubblico a “imparare, riconoscere e valorizzare al meglio le proprie competenze e abilità, conoscere i canali e gli strumenti più adatti ed efficaci nella ricerca di lavoro, individuare le opportunità e i servizi messi a disposizione dai soggetti pubblici e privati. E ancora, approfondire i temi della previdenza e delle tutele contrattuali, ascoltare le testimonianze di giovani imprenditori, artigiani, startupper del settore digitale, cooperatori, che hanno affrontato con successo la sfida di avviare una propria attività, utilizzare gli strumenti di sostegno alla nuova impresa”.</p>
<p style="text-align: justify; ">La partecipazione di ISFOL-INAPP al JOB&amp;ORIENTA avviene alla vigilia del cambio di nome dell’Istituto. Infatti, dal 1° dicembre ISFOL prenderà la denominazione di INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche). L’INAPP si occuperà di ricerca, analisi strategica, monitoraggio e valutazione delle politiche economiche, sociali, del lavoro, dell’istruzione e della formazione professionale. Come ha spiegato il Commissario straordinario di ISFOL-INAPP, Stefano Sacchi: «faremo ricerche a tutto campo. Sulla formazione, ma anche sulle politiche sociali ed economiche che hanno un impatto sul mercato del lavoro. Come ad esempio povertà e disuguaglianze».</p>
<p>Per informazioni:<a class="external-link" href="http://www.joborienta.info" title=""> www.joborienta.info</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Orientamento</dc:subject>
    
    <dc:date>2016-11-21T13:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-ok...e-dopo">
    <title>Servizio Civile, OK...e dopo?</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-ok...e-dopo</link>
    <description>Mercoledì 23 novembre</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-22T11:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/stefano-sacchi-nominato-presidente-dellisfol">
    <title>Stefano Sacchi nominato Presidente Isfol</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/stefano-sacchi-nominato-presidente-dellisfol</link>
    <description>Approvazione del CdM</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nelle prossime settimane, quando si perfezionerà l’iter in via definitiva, il ministro del Lavoro provvederà alla nomina degli altri due membri del Consiglio di Amministrazione dell’Istituto, di cui uno già designato dalla Conferenza dei presidenti delle Regioni, Gianni Bocchieri. “Ringrazio il Consiglio dei Ministri e il ministro Poletti – ha dichiarato Sacchi – per la fiducia accordatami. Stiamo lavorando per il rilancio dell’ISFOL, che dal 1^ dicembre acquisirà la denominazione di Istituto Nazionale per l'Analisi delle Politiche Pubbliche (INAPP). <b>L’INAPP sarà presentato alla stampa il prossimo 30 novembre</b>, presso la Camera dei Deputati, alla presenza del ministro Poletti, del presidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera Cesare Damiano e del presidente della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato Maurizio Sacconi”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-10T12:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





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