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  <title>news in evidenza</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni">
    <title>Atlante del lavoro e delle qualificazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni</link>
    <description>Uno strumento a servizio delle parti sociali e datoriali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Repertorio fa parte dell’<i>Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni</i>, un’ampia banca dati, quasi un’enciclopedia - in continua evoluzione ed aggiornamento - che si propone di realizzare una descrizione universale del lavoro allo scopo di monitorare e valutare in che modo il mercato si sta muovendo nell’ambito di un contesto socio-economico estremamente dinamico, come quello attuale. I contenuti dell’Atlante sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico-professionali per 835 aree d’attività.</p>
<p>In particolare il Repertorio delle professioni dell'apprendistato è costituito da tutti i profili presenti nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi all’apprendistato professionalizzante, raccolti in 15 diversi comparti rappresentativi di tutte le categorie contrattuali e referenziati ai codici statistici di classificazione delle attività economiche (ATECO) e delle professioni (CP-ISTAT). Sono 805 i codici inseriti ed a ciascuno corrisponde una descrizione del profilo professionale. Al suo interno si può trovare e scaricare il contratto corrispondente al settore produttivo d’interesse. Per ogni contratto è possibile estrarre i profili dell’apprendistato ed una scheda che dettaglia la qualificazione. Si descrive anche a quale potenziale sbocco occupazionale la qualificazione punta. Il Repertorio si propone anche di mettere in contatto il lavoro con i contesti di apprendimento. Tale sistema vuole essere utile anche alle regioni in quanto ora le qualificazioni regionali hanno valore nazionale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-02-21T14:34:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78">
    <title>Pubblicata la Relazione annuale ex lege 845/78</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78</link>
    <description>Formazione professionale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Si tratta di uno strumento di riflessione volto a favorire lo sviluppo di politiche adeguate a rispondere ai fabbisogni del Paese in materia di formazione iniziale e continua.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presente Rapporto, che fa riferimento all’anno formativo 2014-15, adotta, nell’analisi dei sistemi formativi, un’ottica di tipo generazionale, nell’intento di ricostruire le diverse politiche nazionali. Si osservano gli interventi destinati ai più giovani, maggiormente ancorati al sistema educativo nazionale e quelli rivolti agli adulti occupati o in cerca di occupazione, cui si richiede una strettissima connessione con le richieste del mercato del lavoro e del tessuto produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare vengono approfondite tre tematiche: la filiera lunga della formazione tecnico-professionale,   che riporta un’analisi qualitativa e quantitativa dei percorsi della formazione iniziale, a partire dai dati di monitoraggio annualmente acquisiti dall’Isfol; gli strumenti di sostegno alla formazione per gli adulti che esamina le politiche a sostegno della formazione degli adulti, con particolare riguardo a quella dei lavoratori;<i> </i>l’apprendimento permanente e il confronto intergenerazionale, nel quale gli aspetti della partecipazione formativa della popolazione adulta e della forza lavoro sono analizzati alla luce delle profonde trasformazioni demografiche intervenute negli ultimi decenni in Italia nonché della forte accelerazione di processi di crisi economica da un lato e di cambiamento tecnologico dall’altro.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più: <a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21027" title="scarica il documento"><i>Relazione ex lege 845/78 art. 20</i></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-28T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-dibattito-su-modelli-organizzativi-e-managerialita">
    <title>Il dibattito su modelli organizzativi e managerialità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-dibattito-su-modelli-organizzativi-e-managerialita</link>
    <description>Etica pubblica</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il convegno dal titolo “La valutazione delle performance amministrative e la responsabilità della dirigenza pubblica tra efficienza e equità”, ha inteso puntare l’attenzione sulle nuove strade che si sono aperte nel campo degli studi politici con particolare attenzione all’impatto della responsabilizzazione manageriale sulle prestazioni amministrative. Tra i partecipanti alla giornata che ha visto la presenza tra gli altri di Aurelio Tommasetti rettore dell’università di Salerno e Mita Marra presidente dell’Associazione Italiana di Valutazione (AIV) c’era anche Antonello Scialdone Presidente dell’Organismo indipendente di Valutazione dell’Isfol, che è intervenuto all’interno della tavola rotonda con una relazione sul tema dell’etica pubblica. L’analisi di Scialdone muove dai dati forniti pochi mesi fa, all’interno dell’”Economic Bulletin”, dalla Banca Centrale Europea (BCE) in merito alla rilevanza di istituzioni solide ed efficienti per il conseguimento di obiettivi di crescita a lungo  termine. Dal confronto fra Paesi dell’area OCSE si constata che  le performances migliori appartengono a Fillandia, Paesi Bassi, Lussemburgo e Germania mentre la qualità delle Istituzioni italiane viene considerata superiore solo a quella della Grecia e inferiore di 3/5 volte alla Slovacchia e Slovenia che ci precedono. Eppure, ha sottolineato Scialdone, da anni nel nostro Paese si sollecitano dibattiti e si producono strumenti senza riuscire a convertire la tendenza che ci porta a bassi piazzamenti nel confronto internazionale, per questo è auspicabile, secondo l’esperto dell’Isfol, muovere verso strade meno battute come ad esempio quella della leadership etica. Stiamo parlando, così come ci indicano i maggiori studiosi di teorie organizzative, di azioni individuali e relazioni interpersonali che mettono in evidenza stili di comportamento orientati alla presa di decisioni moralmente sostenibili,  e soprattutto enfatizzano l’impatto della condotta del manager sul contesto organizzativo e sul clima etico complessivo. Per rendere efficacie la funzione virtuosa della leadership etica, ha spiegato Scialdone, è opportuno che i dirigenti vengano percepiti come riferimenti degni di fiducia ed è altrettanto importante che rinforzino nei dipendenti risorse essenziali quali motivazione, impegno, senso di appartenenza e soddisfazione per la propria prestazione. Attraverso la responsabilizzazione manageriale, inoltre, assume senso e rilevanza la valutazione delle prestazioni amministrative e dell’impatto dei programmi pubblici. Per tutti questi motivi, ha concluso Scialdone, si potrebbero coinvolgere studiosi, operatori e decisori politici con i quali  stimolare una discussione nel merito, a partire dalle condizioni di adattabilità di questo approccio al contesto delle nostre istituzioni.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/la-valutazione-delle-performance-amministrative-e-la-responsabilita-della-dirigenza-pubblica-tra-efficienza-e-equita/programma" class="internal-link" title="">Programma</a><b><br /></b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/articolo-scialdone-su-etica-pubblica" class="internal-link" title="">Articolo Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-23T06:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta">
    <title>Isfol alla 26° edizione JOB&amp;ORIENTA</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta</link>
    <description>Tre giorni dedicati al lavoro, alla scuola e all’orientamento</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tradizionale appuntamento si svolgerà alla Fiera di Verona dal 24 al 26 novembre 2016. Otto seminari si potranno seguire all’interno della ‘Casa del Welfare’, lo stand del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che vede oltre all’ISFOL, anche Italia Lavoro, Inail, Inps e Covip i quali propongono workshop e laboratori interattivi per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro. Il nono appuntamento sarà invece un ‘grande evento’ dal titolo: “Passo dopo passo verso la costruzione dell’apprendimento duale”. Quest’ultimo si terrà nell’ambito dell’evento “Le Olimpiadi dei Mestieri” e vedrà intervenire il Commissario straordinario dell’ISFOL-INAPP Stefano Sacchi, insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ad altri esponenti del mondo dell’impresa, delle istituzioni, dell’accademia e del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify; ">Come nelle precedenti tre edizioni anche quest’anno Isfol in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con il supporto organizzativo e realizzativo di Enaip (Ente nazionale Acli Istruzione Professionale), organizza sei itinerari tematici per rendere la visita dei giovani un’occasione utile e reale di conoscenza, apprendimento e scoperta delle opportunità offerte dal mondo della formazione, della scuola e del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’edizione 2016 - si legge in una nota stampa diffusa dall’organizzazione - “si propone da un lato di aiutare i giovani a compiere scelte formative e professionali più consapevoli ed efficaci, dall’altro di potenziare il dialogo tra la scuola e le imprese valorizzando le alleanze tra i due mondi”. Tante le proposte sul tappetto dirette ad accompagnare il pubblico a “imparare, riconoscere e valorizzare al meglio le proprie competenze e abilità, conoscere i canali e gli strumenti più adatti ed efficaci nella ricerca di lavoro, individuare le opportunità e i servizi messi a disposizione dai soggetti pubblici e privati. E ancora, approfondire i temi della previdenza e delle tutele contrattuali, ascoltare le testimonianze di giovani imprenditori, artigiani, startupper del settore digitale, cooperatori, che hanno affrontato con successo la sfida di avviare una propria attività, utilizzare gli strumenti di sostegno alla nuova impresa”.</p>
<p style="text-align: justify; ">La partecipazione di ISFOL-INAPP al JOB&amp;ORIENTA avviene alla vigilia del cambio di nome dell’Istituto. Infatti, dal 1° dicembre ISFOL prenderà la denominazione di INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche). L’INAPP si occuperà di ricerca, analisi strategica, monitoraggio e valutazione delle politiche economiche, sociali, del lavoro, dell’istruzione e della formazione professionale. Come ha spiegato il Commissario straordinario di ISFOL-INAPP, Stefano Sacchi: «faremo ricerche a tutto campo. Sulla formazione, ma anche sulle politiche sociali ed economiche che hanno un impatto sul mercato del lavoro. Come ad esempio povertà e disuguaglianze».</p>
<p>Per informazioni:<a class="external-link" href="http://www.joborienta.info" title=""> www.joborienta.info</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Orientamento</dc:subject>
    
    <dc:date>2016-11-21T13:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit">
    <title>Le professioni sociali nelle organizzazioni non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit</link>
    <description>Risorse umane </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo da questi due assunti prende le mosse l’articolo di Annalisa Turchini e Michele Cuppone apparso sul secondo numero  de I Quaderni di Economia Sociale. I due ricercatori della Struttura Inclusione Sociale dell’Isfol hanno proposto un affondo sul tema de “Le risorse umane nelle imprese human intensive” attraverso il quale hanno indagato il mondo delle professioni sociali che operano all’interno delle organizzazioni non profit con particolare riguardo per le Fondazioni, ossia quei soggetti caratterizzati dall’obbligo di mettere a disposizione il proprio patrimonio esclusivamente per il raggiungimento dei fini sociali stabiliti.  Un primo aspetto affrontato nell’articolo è quello legato alla classificazione delle professioni sociali indispensabile per identificare e differenziare i lavoratori che operano all’interno dei contesti non profit e nello specifico delle Fondazioni. Il riferimento adottato è quello della Classificazione delle Professioni (CP2011) realizzata dall’Istat in collaborazione con l’Isfol, secondo la quale le professioni sociali risultano articolate come segue: sociologi, assistenti sociali specializzati, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, addetti all’assistenza personale, professioni qualificate nei servizi sociali. Nelle Fondazioni l’incidenza delle professioni sociali sul totale degli addetti è del 44,3% che in valori assoluti si traduce in circa 14mila unità. Di queste il gruppo più consistente è costituito dai cosiddetti operatori socio-saitari (OSS) che conta più della metà degli addetti delle Fondazioni (55,9%) e rappresenta una delle poche figure professionali normate a livello nazionale. Seguono con il 28,5% gli addetti all’assistenza personale che formando un gruppo di professioni non regolamentato presentano un alto livello di diversificazione territoriale dei contenuti professionali. In coda si trovano gli educatori professionali (9,9%), i sociologi (0,5%) e infine i tecnici del reinserimento (0,7%). Da questo quadro si deduce che l’azione delle Fondazioni nei servizi sociali è caratterizzata dal ricorso ad un mix di risorse umane di livello medio e da una consistente presenza di “bassi profili” la cui regia è affidata a un numero esiguo di figure di coordinamento. Tutto ciò all’interno di un contesto di scarsa regolamentazione professionale nel quale è difficile individuare percorsi di qualifica e mansioni da realizzare. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane l’articolo di Turchini e Cuppone dimostra che le Onp, a causa della scarsità di risorse economiche, scelgono di ricorrere a incentivi immateriali per motivare il proprio personale che si concretizzano nei corsi di formazione e nel coinvolgimento attivo nei processi decisionali.  Le Fondazioni, in particolare, investono molto sulla formazione dei soggetti impiegati nell’impresa, siano essi dipendenti o volontari, con quote così ripartite:  nel 47,1% dei casi sulla formazione continua, si prosegue con l’alta formazione (28,3%) fino  ad arrivare alla formazione specialistica (14,3%) e a quella destinata ai corsi di base per chi inizia il percorso di attività all’interno delle ONP (11,6%). Su questo tema l’articolo anticipa i contenuti di una ricerca Isfol di prossima uscita intitolata “Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni”, all’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine realizzata su un campione di Fondazioni che operano nei servizi sociali.  </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/woocommerce_uploads/2016/09/ques_2_2016_web.pdf">Articolo Turchini-Cuppone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T14:35:36Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali">
    <title>Crisi economica e squilibri territoriali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali</link>
    <description>Pubblicazione Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Lo studio si inquadra, dunque, all’interno di queste riflessioni, con l’obiettivo di analizzare se e in che modo le regioni abbiano retto e reagito alla crisi e, soprattutto, comprendere come si è modificata la distribuzione delle disparità tra i territori. Le analisi proposte nel volume evidenziano una sostanziale interruzione del processo di convergenza, iniziato negli anni precedenti la crisi, determinata da due fattori: un peggioramento dei principali indicatori nelle regioni più sviluppate e un aggravamento della situazione delle regioni già in difficoltà. Sul versante dell’occupazione ci si trova di fronte ad un aumento delle distanze tra le diverse realtà territoriali e ad un inasprimento di alcuni fenomeni che nel tempo sono diventati quasi cronici tendenzialmente dovuto alle caratteristiche strutturali del tessuto produttivo e del mercato del lavoro. Sono emersi due modelli: quello delle regioni del Nord dove, per quanto riguarda le politiche passive, si osserva una concentrazione di interventi di cassa integrazione guadagni nelle sue varie forme e del ricorso all’apprendistato sul fronte delle politiche attive; e quello delle regioni del Sud dove è maggiore il sostegno in termini di indennità di disoccupazione e l’utilizzo delle agevolazioni destinate alle assunzioni. Le regioni del Centro si collocano in una situazione intermedia. In termini di convergenza tra regioni l’unico tema su cui al contrario si denota un certo miglioramento è quello del capitale umano, un tema anch’esso al centro del percorso di costruzione di politiche del lavoro efficaci. Le politiche del lavoro solo in parte hanno potuto contenere gli effetti della crisi economica e questo anche a causa del fatto che le politiche passive hanno assorbito gran parte delle risorse disponibili. Si conferma, dunque, l’importanza del rilancio del ruolo delle politiche attive, quale strumento per costruire sinergie tra i diversi interventi e soprattutto interrompere il processo di ampliamento delle divergenze tra i territori.</p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p>Testo completo - <a class="external-link" href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=21017" title="">Crisi economica e squilibri territoriali. Una lettura multidimensionale dei contesti regionali</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T10:21:12Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam">
    <title>Presentati i risultati del monitoraggio nelle Istituzioni Afam</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/presentati-i-risultati-del-monitoraggio-nelle-istituzioni-afam</link>
    <description>Supplemento Europass al Diploma </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“Il supplemento al Diploma è un documento che evidenzia cosa effettivamente gli studenti possono e sanno fare. Vogliamo capire quali sono le cause ostative al suo rilascio in automatico “ ha affermato Ismene Tramontano, responsabile del Nec Italiano operativo in Isfol, nel presentare i risultati del monitoraggio effettuato sulla diffusione del Supplemento al Diploma nel sistema Afam. Uno strumento “fondamentale per garantire la libertà di movimento dei cittadini e la permeabilità dei sistemi educativi” così come lo ha definito Federico Cinquepalmi, dirigente del Miur (Ufficio V Internazionalizzazione della formazione superiore).</p>
<p>Ma allora perché non viene rilasciato in automatico insieme al Diploma, così come avviene per il supplemento Europass al Certificato, che da quest’anno viene consegnato a tutti gli studenti che completano  il ciclo d’Istruzione secondaria superiore?</p>
<p>Dall’analisi delle risposte fornite dai partecipanti all’indagine, emerge che le cause principali risiedono in difficoltà di natura informatica correlate all’elaborazione del Supplemento, e di natura linguistica, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti di traduzione. </p>
<p>Da sottolineare però che la maggior parte degli Istituti che ancora non rilasciano il supplemento al Diploma, dichiarano di impegnarsi  a farlo a partire dal prossimo anno scolastico.</p>
<p>All’indagine hanno preso parte 110 Istituti fra Conservatori, Accademie di Belle Arti, Istituti superiori di Studi musicali e Istituti superiori per le Industrie artistiche.</p>
<p> Se confrontiamo questi dati con quelli riguardanti le Università, ci accorgiamo che le Istituzioni Afam sono più virtuose: da un sondaggio ancora in corso di realizzazione emerge che delle 65 Università che hanno fino ad ora risposto all’indagine, 62 dichiarano di rilasciare il Supplemento al Diploma, ma solo 14 in automatico, le altre 48 su richiesta. </p>
<table class="plain">
<tbody>
<tr>
<td><img src="http://old.isfol.it/repository-immagini/Luoghi%20e%20istituzioni/diploma-supplement/@@images/793a6031-6e19-48c4-9565-24f69c36059e.jpeg" alt="Diploma supplement" class="image-inline" title="Diploma supplement" /></td>
<td>
<p><b>Supplemento Europass al Diploma</b></p>
<p>Il Diploma Supplement (DS) è un documento integrativo del titolo di studio ufficiale conseguito al termine di un corso di studi in una università o in un istituto di istruzione superiore accademica e non accademica (Istruzione Tecnica Superiore, Alta Formazione artistica e musicale - Afam). <a href="http://www.isfol.it/europass/passaporto-europeo-delle-competenze-1/supplemento-al-diploma-1">continua….</a></p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p> </p>
<p> <b>Per saperne di </b><b>più:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/il-portafoglio-europass-per-la-mobilita-e-la-trasparenza/programma">Programma del Seminario</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/europass/brochure-europass/europass-diploma-supplement-nellafam">La diffusione del Supplemento Europass al Diploma nel sistema Afam</a></p>
<p> Intervento <a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title="">Ismene Tramontano</a></p>
<p><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/intervento-i.tramontano" title=""></a><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/europass/relazione-seminario-8-novembre-afam" title="">Relazione finale del seminario.</a></p>
<p> <a href="http://www.isfol.it/europass">Centro nazionale Europass – Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.afam.miur.it/">Miur – Afam</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-10T11:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/erasmus-vet-partecipa-alla-consultazione-in-rete">
    <title>ERASMUS+ Vet: partecipa alla consultazione in rete</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/erasmus-vet-partecipa-alla-consultazione-in-rete</link>
    <description>Fino al 13 dicembre</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Obiettivo di questa survey  è comprendere il livello di attrattività del Programma Erasmus+ in Italia, in particolare per l’ambito IFP,  la conoscenza sulle opportunità che esso offre e la facilità di accesso percepita da parte degli utenti e degli addetti ai lavori.</p>
<p>I risultati della consultazione  alimenteranno la valutazione intermedia d’impatto del Programma Erasmus+ 2014-2020 e consentiranno una maggiore definizione di eventuali azioni di miglioramento.</p>
<p>Franca Fiacco, responsabile della Agenzia Nazionale Erasmus+ Isfol, al riguardo ha sottolineato la necessità che in tanti offrano il loro contributo: “Invitiamo a farlo non solo coloro che già conoscono ed utilizzano il Programma, ma soprattutto quanti che pur avendone sentito parlare, non hanno mai avuto l’opportunità di approfondire la loro conoscenza”.</p>
<p>La consultazione, realizzata anche grazie alla consulenza metodologica della ricercatrice Anna Ancora, è anonima. L'Isfol ne garantisce la riservatezza in ottemperanza al D.L.196/2003 e successive modificazioni, nel rispetto del trattamento dei dati personali.</p>
<p>Per eventuali richieste di informazioni e/o supporto è possibile inviare una email a: <a href="mailto:comunicazione.eplus@isfol.it.">comunicazione.eplus@isfol.it.</a></p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.isfol.it/agenzia-nazionale-erasmus-isfol">Agenzia Nazionale Erasmus+ Isfol</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-02T18:02:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero">
    <title>Isfol notizie, pronto il nuovo numero </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero</link>
    <description>Newsletter</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A seguire una serie di notizie brevi sui principali ambiti di attività in cui l’Istituto si è dedicato in maniera particolare nelle ultime settimane e la rubrica <i>L’intervista</i>, con una serie di domande rivolte a Pietro Checcucci e Alessandra Tonucci, dedicata alle politiche sulla disabilità e al ruolo svolto dall’Isfol e dai sui ricercatori in questo campo.</p>
<p>La newsletter mensile dell’Isfol può essere scaricata in formato pdf dalla sezione dedicata del sito. Chi lo desidera può anche riceverla con regolarità per posta elettronica inviando una richiesta con i propri dati a: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it" title="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>
<p>A partire dal 2016 tutti i numeri sono disponibili anche in <a href="https://issuu.com/isfol">versione sfogliabile</a> on line.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-26T10:43:30Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali">
    <title>La responsabilità sociale d’impresa nei Fondi Interprofessionali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali</link>
    <description>Formazione continua</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’indagine fornisce un quadro conoscitivo degli interventi realizzati dai fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua per le alte professionalità sul tema della responsabilità e della sostenibilità sociale d’impresa. Si tratta di un altro passo in avanti in un’ottica di conoscenza di quanto fanno le imprese in quest’ambito, con uno sguardo particolare ai loro interventi formativi. L’attenzione è rivolta proprio alla formazione per i manager che hanno la prima responsabilità di migliorare la qualità dell’organizzazione e il clima di lavoro dei loro collaboratori e che possono orientare l’impegno aziendale in termini di responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale, oltre che sensibilizzare e permeare a cascata tutti gli altri livelli professionali.</p>
<p>I piani formativi presi in esame riguardano Fondir e Fondirigenti, i due fondi per la formazione continua dei dirigenti maggiormente rappresentativi a livello nazionale per numero di imprese aderenti e conseguente budget.</p>
<p>L’analisi ha consentito di acquisire informazioni e di realizzare approfondimenti su molteplici ambiti dell’impegno dei Fondi per la formazione continua in materia di Corporate Social Responsibility (CSR) e ha messo in evidenza, da un lato, come il crescente impegno delle imprese sulla formazione per la CSR e il welfare venga confermato, dall’altro lato quanto ancora resti da fare nella crescita di competenze manageriali mirate all’attuazione nelle imprese di modalità e procedure per la gestione di un’appropriata e finalizzata responsabilità sociale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-24T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale">
    <title>Approvato il Piano di Azione Biennale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale</link>
    <description>Osservatorio disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La riunione tenutasi ieri presso il Ministero del Lavoro alla presenza del Ministro Poletti ha visto anche la partecipazione dell’Isfol che opera all’interno dell’Osservatorio con funzioni di assistenza tecnico-scientifica. Durante l’incontro, che ha segnato la conclusione del secondo mandato triennale 2013-2016 dell’Organismo, è stata discussa e approvata la formulazione finale del Programma in base alle indicazioni emerse dai gruppi di lavoro e workshop organizzati durante la V Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità, tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre. In quell’occasione ha avuto luogo una discussione ampia e partecipata sulle Linee di intervento proposte, assicurando il confronto tra istituzioni, persone con disabilità, associazioni, federazioni di rappresentanza e altre organizzazioni del terzo settore, parti sociali, operatori ed esperti a vario titolo coinvolti sulle varie tematiche. L’approccio ampio e partecipato che ha caratterizzato l’Osservatorio è stato adottato anche nella stesura del Programma biennale per l’individuazione delle priorità d’azione. Il documento, nella versione definitiva approvata nell’incontro di via Flavia, sarà trasmesso al Consiglio dei Ministri e, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata delle Regini e Province autonome, verrà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica.  </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-19T09:06:43Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/giornata-mondiale-contro-la-poverta2019">
    <title>GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTA’</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/giornata-mondiale-contro-la-poverta2019</link>
    <description>L’Isfol in prima fila sul tema dell’inclusione sociale </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L'obiettivo di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite è quello di porre fine alla povertà in tutte le sue forme nel mondo, riconoscendo che essa non dipende dalla mancanza di una sola cosa, ma da molti fattori correlati che influenzano la vita delle persone che vivono in povertà. La povertà, infatti, non è solo mancanza di reddito o di quanto è necessario per il benessere materiale (cibo, casa, terra) ma essa dipende da molteplici fattori fra loro correlati, come l’accesso all’istruzione e all’educazione.</p>
<p>Il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki-moon in occasione della Giornata ha detto che “La povertà non è semplicemente misurato dal reddito inadeguato. Essa si manifesta in accesso limitato alla salute, all’istruzione e ad altri servizi essenziali e, troppo spesso, dalla negazione o abuso di altri diritti umani fondamentali [...] Ascoltiamo le voci di persone che vivono in condizioni di povertà. Cerchiamo di impegnarci a rispettare e difendere i diritti umani di tutte le persone e terminare l’umiliazione e l’esclusione sociale che le persone che vivono in povertà devono affrontare ogni giorno, promuovendo il loro coinvolgimento negli sforzi globali per fine alla povertà estrema una volta per tutte”.</p>
<p>L’Isfol è impegnato da anni sul tema delle misure di contrasto alla povertà. L’attività di ricerca si concentra su più ambiti che riguardano il perseguimento di obiettivi di carattere conoscitivo, l’azione di supporto nei confronti dei decisori, l’orientamento e definizione delle policy e costruzione di strumenti utili all’implementazione delle policy stesse.</p>
<p><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta" class="internal-link" title="">Isfol - inclusione sociale - povertà</a> </p>
<p><a class="external-link" href="http://www.un.org/en/events/povertyday/messages.shtml " title="">Giornata Mondiale contro la povertà </a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-17T10:33:42Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-punto-sugli-orientamenti-nazionali">
    <title>Il punto sugli orientamenti nazionali  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-punto-sugli-orientamenti-nazionali</link>
    <description>Politiche per la disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nasce con questo obiettivo il convegno “Politiche per la disabilità” tenutosi a Milano il 6 e 7 ottobre che ha visto la presenza dei numerosi attori che a vario titolo sono attivi sul tema della disabilità.</p>
<p style="text-align: justify; ">Tra questi era presente anche l’Isfol che proprio nell’ambito del <a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=164&amp;Itemid=630&amp;lang=it">Programma triennale dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND): 2014-2016</a> sta concludendo, tra l’altro, una specifica attività di ricerca realizzata in collaborazione con IRS, volta alla ricognizione delle esperienze territoriali di Budget di Salute.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ad Alessandra Tonucci, ricercatrice Isfol, è stato affidato il compito di ripercorrere i passaggi più significativi della riflessione maturata nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio, a partire dal Gruppo 2 (OND) <i>Autonomia, vita indipendente e empowerment della persona con disabilità, </i>sul tema della <i>progettazione personalizzata sostenuta da budget di salute</i> evidenziandone i richiami formulati nell’attuale proposta di Programma di azione biennale presentata a Firenze in occasione della <i>V Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità.  </i>Nell’introdurre gli elementi evolutivi che hanno condotto alla definizione attuale di <i>progetto personale</i> assunta nello “Schema di Linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU”, la ricercatrice ha descritto in che modo la correlazione del progetto personale con i modelli allocativi di “budget personalizzati” (budget di cura, di salute o comunque denominati) e una “valutazione multidimensionale” (<i>cfr.</i> ICF modello bio-psico-sociale)  possa innescare un processo volto a supportare il progetto di vita della persona con disabilità e la sua inclusione. In tale prospettiva si colloca pertanto la centralità di una definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane per favorire la ricomposizione delle misure, la trasversalità degli interventi, l’unitarietà dei programmi e la coerenza degli obiettivi, senza ovviamente prescindere dal coinvolgimento diretto della persona con disabilità o di chi la rappresenta. Alla giornata hanno preso parte, insieme agli altri, rappresentanti regionali e degli enti locali.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/politiche-per-la-disabilita/programma" class="internal-link" title="">Programma seminario</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1333">Presentazione Tonucci</a></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/images/conferenza_2016/gruppo2/Gruppo2-Lineeguida_art19_REV-GRAFICA-DEF-PDF.pdf">Documento “Schema di linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU</a></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/images/PDA_Disabilita_2016_Agosto2016.pdf">Proposta di II Programma di azione biennale</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/il-contributo-dellisfol-alla-v-conferenza">Notizia partecipazione Isfol V conferenza disabilità</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=186&amp;Itemid=687&amp;lang=it">Gruppo 2 Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-14T09:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





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