<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:syn="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/">




    



<channel rdf:about="http://old.isfol.it/search_rss">
  <title>ISFOL</title>
  <link>http://old.isfol.it</link>

  <description>
    
            These are the search results for the query, showing results 1 to 12.
        
  </description>

  

  

  <image rdf:resource="http://old.isfol.it/logo.png"/>

  <items>
    <rdf:Seq>
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/piaac/storia"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/piaac/che-cos2019e-piaac"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/piaac/en/storia"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/piaac/en/gli-strumenti-di-piaac"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/piaac/en/che-cos2019e-piaac"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/primo-rapporto-nazionale-di-referenziazione"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/approda-in-europa-il-rapporto-italiano"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/paese-che-vai-apprendistato-che-trovi"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/al-via-il-progetto-italiano-per-l2019applicazione-della-risoluzione-del-consiglio-europeo-sull2019adult-learning."/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo-1"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/events/eventi-2011/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce"/>
      
    </rdf:Seq>
  </items>

</channel>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/piaac/storia">
    <title>Indagini sulle competenze</title>
    <link>http://old.isfol.it/piaac/storia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Boris Sofronic</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Piaac</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-18T13:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/piaac/che-cos2019e-piaac">
    <title>Che cos’è PIAAC</title>
    <link>http://old.isfol.it/piaac/che-cos2019e-piaac</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>PIAAC (<em>Programme for the International Assessment of Adult Competencies</em>) è un Programma ideato dall’OCSE, l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Al primo round hanno partecipato 24 paesi nel mondo, tra cui l'Italia. </p>
<p>L’indagine si è svolta con successo nel settembre 2011 - marzo 2012 e ha coinvolto circa 12.000 persone. I rispondenti dell’indagine PIAAC sono stati individuati tra i membri di famiglie estratte dalle liste anagrafiche dei Comuni italiani. </p>
<p>L'indagine ha lo scopo di conoscere attraverso un questionario e dei test cognitivi specifici le abilità fondamentali della popolazione adulta compresa tra i 16 e i 65 anni, ovvero quelle competenze ritenute indispensabili per partecipare attivamente alla vita sociale ed economica odierna. </p>
<p>Gli strumenti di cui si avvale l’indagine PIAAC sono un Questionario (Background Questionnaire - BQ) e dei test cognitivi ideati dall’Ocse, poi tradotti e adattati al contesto nazionale dai singoli paesi partecipanti. </p>
<p>Il Questionario indaga la condizione socio-anagrafica dell’individuo, i percorsi d’istruzione e la formazione svolta nel corso della vita lavorativa, la sua storia professionale e lo status occupazionale, oltre ad aspetti più “personali”, come ad esempio gli atteggiamenti sociali e indicazioni relative alla famiglia attuale o a quella d’origine. Il Questionario, inoltre, ha una sezione basata sulla metodologia Job Requirements Approach (JRA) che mira a rilevare le competenze utilizzate da ogni individuo nel proprio lavoro. Questa metodologia particolarmente innovativa è stata già impiegata in diverse indagini nazionali, ma PIAAC è la prima indagine che la sperimenta a livello internazionale.     </p>
<p>I test cognitivi mirano invece all’analisi di abilità e competenze utilizzabili sia sul lavoro che nella vita quotidiana, riguardanti gli ambiti della Literacy, della Numeracy e del Problem solving in ambienti tecnologicamente avanzati, così come definiti nell’Indagine PIAAC. Nel primo round dell’Indagine l’Italia, insieme ad altri paesi, non ha utilizzato i test riguardanti il Problem solving, optando per quelli relativi ai Reading Components, ovvero prove che rilevano le abilità di lettura di base e che costituiscono una delle innovazioni di PIAAC rispetto alle indagini precedenti.  </p>
<p>Il Questionario e i test vengono somministrati consecutivamente durante un’intervista di un’ora e trenta minuti circa, attraverso l’uso di un computer (modalità CAPI) ed è svolta in forma rigorosamente anonima.</p>
<p>PIAAC mira ad avere informazioni sulle competenze fondamentali degli adulti - definite dall’OCSE <em>foundations skills -</em> e in particolare sulla lettura (<em>Literacy</em>), sulle abilità logico-matematiche (<em>Numeracy</em>) e sulle competenze collegate alle tecnologie dell’informazione e comunicazione (ICT). Inoltre, per la prima volta in uno studio internazionale, PIAAC fornisce indicazioni su come le persone fanno uso delle competenze non solo nella loro vita personale, ma anche durante la loro attività lavorativa.  </p>
<p>I risultati internazionali di PIAAC sono stati resi noti nel rapporto curato dall’OCSE e pubblicato nell'ottobre del 2013. I dati forniti da PIAAC sono di grande importanza per comprendere quali strategie adottare in futuro, sia per migliorare i percorsi di istruzione e formazione sia per capire come accrescere e arricchire le competenze degli adulti. L’indagine internazionale PIAAC viene ripetuta nel tempo, per avere informazioni e dati aggiornati sull’evoluzione delle competenze della popolazione adulta.</p>
<p>In contiguità con l’indagine OCSE-PIAAC, nel 2013 l’Italia ha aderito insieme ad altri 8 paesi a PIAAC Online, un progetto sperimentale di <em>self-assessment</em> delle competenze degli adulti. </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Boris Sofronic</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Piaac</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-18T13:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/piaac/en/storia">
    <title>Story</title>
    <link>http://old.isfol.it/piaac/en/storia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Boris Sofronic</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Piaac</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-18T13:14:19Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/piaac/en/gli-strumenti-di-piaac">
    <title>The PIAAC interview</title>
    <link>http://old.isfol.it/piaac/en/gli-strumenti-di-piaac</link>
    <description>
</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>The contribution required of each person selected in the survey consists of an interview lasting around one hour and thirty minutes, conducted in Italian. The interview is carried out with the aid of a computer and with an official PIAAC interviewer in charge.</p>
<p> </p>
<p>The interview consists of two consecutive parts. Part one consists of a questionnaire regarding the respondent’s personal data, education/training, and occupational history. Part two consists of a series of questions geared to gathering information on the skills used at work and in everyday life. Since the interview is conducted anonymously and is not a test or assessment, there will be no positive or negative outcome to notify.</p>
<p> </p>
<p>The PIAAC interview was designed by the OECD and then adapted to the national context by individual countries participating in the survey.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Boris Sofronic</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Piaac</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-18T13:14:17Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/piaac/en/che-cos2019e-piaac">
    <title>About PIAAC</title>
    <link>http://old.isfol.it/piaac/en/che-cos2019e-piaac</link>
    <description>PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies).
</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>PIAAC (Programme for the International Assessment of Adult Competencies) is the most comprehensive international survey on adult skills ever undertaken.</p>
<p> </p>
<p>PIAAC was designed and is coordinated by the OECD, the Organization for Economic Cooperation and Development, and concerns 26 countries in the world. In Italy, PIAAC is promoted by the Ministry of Labour and Social Affairs, which commissioned the ISFOL (Institute for the Development of Vocational Training of Workers) to conduct the survey in Italy.</p>
<p> </p>
<p>The survey aims to know the fundamental skills of the adult population aged between 16 and 65 years, or those skills which are essential for active participation in social and economic life in the 21st century.</p>
<p> </p>
<p>In particular, PIAAC aims to collect information on adults’ literacy and numeracy skills and their ability to solve problems in technology-rich environments. In addition, for the first time in an international study, PIAAC provides indications on how people make use of their skills not only in their personal lives, but also in their work.</p>
<p> </p>
<p>PIAAC data will be of great importance to understand what strategies to adopt in the future in order to improve vocational education and training, and also to understand how to enhance and enrich adults’ skills.</p>
<p> </p>
<p>PIAAC will be repeated over time in order to obtain information and data on the development of the skills of the adult population.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Boris Sofronic</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Piaac</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-18T13:14:13Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/primo-rapporto-nazionale-di-referenziazione">
    <title>Primo Rapporto nazionale di referenziazione </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/primo-rapporto-nazionale-di-referenziazione</link>
    <description>European Qualifications Framework</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il <b>Primo Rapporto di Referenziazione</b> italiano è il risultato di un lavoro di analisi e confronto durato circa 4 anni, che ha visto il coinvolgimento di numerosi attori istituzionali (Ministeri del Lavoro e Politiche Sociali e dell'Istruzione, Università e Ricerca, Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche europee, Regioni e Province Autonome), delle parti sociali e di esperti internazionali, e ha fatto registrare un’ampia condivisione attraverso la consultazione pubblica svoltasi lo scorso anno. Il <b>20 dicembre 2012</b> il Rapporto è stato formalmente adottato dal nostro Paese, nell'ambito di un <a href="http://www.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/2012/normative-statali/accordo-20-dicembre-2012/252CSR_201212.pdf">Accordo Stato-Regioni.</a></p>
<p>Nel primo Rapporto nazionale l'Italia referenzia tutti i titoli rilasciati dal sistema di istruzione, anche a livello universitario, e le qualificazioni rilasciate dalle Regioni e Province Autonome sulla base di accordi nazionali (IeFP e IFTS).</p>
<p>L’<i>Advisory</i> <i>Group</i>, sede deputata alla presentazione del Rapporti nazionali e gruppo di coordinamento dell’implementazione dell’EQF a livello comunitario - che riunisce le 36 autorità nazionali dei Paesi che aderiscono al processo (fra membri UE e paesi limitrofi) oltre ad alcuni <i>stakeholders</i> -, ha riconosciuto ed apprezzato gli sforzi fatti dal nostro Paese e i risultati raggiunti.</p>
<p>Il processo di referenziazione è progettato, infatti, come strumento per aumentare il <i>mutual trust</i>, ovvero quella fiducia reciproca tra Paesi che è alla base del riconoscimento dei titoli e delle qualifiche. E' dunque un processo che esamina il complesso dei sistemi formativi di ciascun Paese per verificare la presenza di un sistema di qualificazioni definite in termini di risultati di apprendimento (<i>learning outcomes</i>) e l’adozione di adeguate misure di assicurazione della qualità.</p>
<p>L'Italia è da molti anni impegnata a rinnovare il proprio sistema di istruzione e formazione lungo le direttrici condivise a livello europeo e nella cornice della costruzione di un sistema per il <i>lifelong learning</i>. I risultati raggiunti con il primo Rapporto di referenziazione sono stati ampiamente sottolineati, riconosciuti ed apprezzati dall’Advisory Group che ha, da un lato, espresso l’auspicio che si possa in tempi brevi completare la seconda fase di referenziazione, relativa alle qualifiche rilasciate dalle Regioni e Province Autonome e le professioni regolamentate e, dall’altro, evidenziato l'importanza di acquisire ulteriori progressi nella generalizzazione dell'approccio per Learning Outcomes, nonché nell'introduzione effettiva di meccanismi/requisiti di qualità nei sistemi nazionali e regionali, e a livello dell'offerta formativa, in linea con la raccomandazione europea.</p>
<p>L’intesa raggiunta il 20 dicembre 2012 assicura che, a partire dal 2014, tutti i certificati rilasciati nel nostro paese riporteranno l’indicazione del corrispondente livello EQF.</p>
<p>Il Punto Nazionale di Coordinamento, istituito presso l’Isfol, assicurerà la diffusione del Rapporto a livello nazionale ed europeo, sostenendo l’implementazione degli impegni assunti dall’Italia.</p>
<p><a class="external-link" href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=19822" title="">Rapporto di referenziazione italiano</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Eqavet</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Europass</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Euroguidance</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Ecvet</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-06-06T13:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/approda-in-europa-il-rapporto-italiano">
    <title>Approda in Europa il Rapporto italiano</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/approda-in-europa-il-rapporto-italiano</link>
    <description>Referenziazione ad Eqf</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’Italia illustrerà il Rapporto, valorizzando il processo effettuato e tutti gli attori che hanno contribuito al raggiungimento di questo risultato, la metodologia di referenziazione adottata e i prossimi <i>step</i> per la prosecuzione del processo di referenziazione Eqf in Italia, così come indicato nell’Accordo nazionale. Il tutto nella cornice delle ultime importanti riforme nazionali che stanno accelerando la costruzione di un sistema per il <i>lifelong learning</i> nel nostro Paese.</p>
<p>Eqf è una  meta-struttura rispetto alla quale gli Stati membri sono chiamati, su base volontaria, a collegare i propri sistemi di istruzione e formazione, in modo da collocare sugli otto livelli di risultati di apprendimento del quadro Eqf tutti i titoli di studio e le qualificazioni professionali rilasciati in ciascun Paese. Il Quadro si applica a tutte le qualificazioni: da quelle ottenute in un percorso scolare obbligatorio, ai livelli più alti di istruzione e formazione.</p>
<p>Il gruppo tecnico che ha guidato il processo di referenziazione e curato la redazione del Rapporto è composto da rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, del Dipartimento delle Politiche Europee, delle Regioni e relativa struttura tecnica e dall’Isfol, all’interno del quale opera il Punto nazionale di coordinamento Eqf.</p>
<p>Il Rapporto è stato formalmente adottato a livello nazionale in sede di Conferenza Stato-Regioni il 20 dicembre 2012.</p>
<p><b> </b><b>Per saperne di più: </b></p>
<p> <a href="http://ec.europa.eu/eqf/documentation_en.htm">Il quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2013-05-28T10:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/paese-che-vai-apprendistato-che-trovi">
    <title>Paese che vai, apprendistato che trovi</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/paese-che-vai-apprendistato-che-trovi</link>
    <description>I risultati di un’indagine comparata</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I risultati dell’analisi sono raccolti nel volume “Modelli di apprendistato in Europa”, recentemente pubblicato dall’Isfol nella Collana I libri del Fondo sociale europeo. Oltre a illustrare le architetture dei vari sistemi-paese, il volume offre un approfondito studio comparato che si sofferma su analogie e differenze che emergono tra i vari contesti nazionali.</p>
<p>Le realtà studiate sono quelle di Germania, Francia, Paesi Bassi e Regno Unito. Una selezione di paesi tra i quali almeno tre presentano solidi modelli di apprendistato riproposti in altri contesti-paese, sulla base di affinità culturali e storiche. Il sistema duale della Germania, ad esempio, rappresenta il modello di riferimento per tutti i Paesi dell’area tedesca, anche se non è possibile parlare di mero trasferimento.</p>
<p>Anche l’apprendistato della Francia, completamente inserito all’interno del sistema educativo, è diventato il modello in base al quale è stato progettato anche il nostro apprendistato di alta formazione nell’ambito del Testo Unico. Di contro, il modello del Regno Unito, costituisce un riferimento anche per tanti Paesi extraeuropei dell’area del Commonwealth - come sta emergendo da un’indagine allargata che l’Isfol sta realizzando - saldamente ancorato ad un sistema di valorizzazione delle competenze e delle qualificazioni professionali, in una prospettiva di formazione continua.</p>
<p>In una nuova stagione dell’apprendistato in Italia, inaugurata dalla approvazione del Testo Unico, il volume intende fornire spunti di riflessione e suggerimenti.</p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=19039">Consulta il volume</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-01-24T11:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/al-via-il-progetto-italiano-per-l2019applicazione-della-risoluzione-del-consiglio-europeo-sull2019adult-learning.">
    <title>Al via il progetto italiano per l’Applicazione della Risoluzione del Consiglio Europeo sull’Adult Learning</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/al-via-il-progetto-italiano-per-l2019applicazione-della-risoluzione-del-consiglio-europeo-sull2019adult-learning.</link>
    <description>Apprendimento permanente</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="CM1">L’<b>Agenda</b>, il cui scopo principale è quello di realizzare azioni di sensibilizzazione e diffusione su tutto il territorio nazionale, darà maggiore visibilità al settore AL, al fine di assicurare alle fasce adulte di: accedere ad opportunità di apprendimento in ogni momento della vita; promuovere sviluppo personale e professionale; garantire responsabilizzazione, adattabilità, occupabilità e partecipazione attiva alla società. L’adozione dell’Agenda, da parte degli SM, ha inoltre i seguenti principali <b>obiettivi</b>:</p>
<ul>
<li>Sviluppo di un approccio nuovo all'istruzione e formazione per adulti incentrato sui risultati dell'apprendimento (LO) e sulla responsabilità e autonomia del discente;</li>
<li>Promozione, tra gli adulti, di una maggiore consapevolezza del fatto che l'apprendimento sia un impegno permanente cui dedicarsi periodicamente nell'arco della vita ed, in particolare, nei periodi di disoccupazione/transizione di carriera;</li>
<li>Sviluppo di sistemi efficaci di orientamento permanente e di sistemi integrati per la convalida dell'apprendimento non formale ed informale;</li>
<li>Garanzia dell’esistenza di un’offerta formativa flessibile ed adatta alle diverse esigenze degli adulti, compresi la formazione interna all'azienda e l'apprendimento nel luogo di lavoro, che conduca all’acquisizione di competenze chiave e/o permetta di ottenere qualifiche a tutti i livelli <b>EQF</b>;</li>
<li>Sensibilizzazione dei datori di lavoro sul fatto che l'apprendimento degli adulti contribuisca a promuovere produttività, competitività, creatività, innovazione e imprenditorialità e costituisca un fattore importante per il miglioramento di occupabilità e mobilità dei dipendenti nel mercato del lavoro;</li>
<li>Sensibilizzazione degli istituti di istruzione superiore ad accogliere gruppi di discenti meno tradizionali, quali i discenti adulti, come mezzo per manifestare responsabilità sociale e maggiore apertura verso la collettività in generale, nonché per rispondere a sfide demografiche ed esigenze di una società che invecchia;</li>
<li>Promozione del ruolo delle parti sociali e della società civile nell'espressione delle esigenze di formazione e nello sviluppo di opportunità di apprendimento degli adulti, nonché ottimizzazione del coinvolgimento delle autorità centrali, regionali e locali;</li>
<li>Assegnazione equilibrata di risorse per l'istruzione e formazione in tutto l'arco della vita sulla base di responsabilità condivise e di un impegno pubblico forte, in particolare per le seconde opportunità e lo sviluppo delle competenze di base;</li>
<li>Predisposizione di un'offerta di apprendimento per gli anziani al fine di promuovere l'invecchiamento attivo, autonomo e sano e per sfruttare le loro conoscenze ed esperienze ed il capitale sociale e culturale che rappresentano a vantaggio della società in generale.</li>
</ul>
<p>Le <b>attività del progetto italiano</b>, recentemente approvato dalla Commissione Europea ed affidato all’<b>Isfol</b>, per il periodo 2012-2014, hanno l’intento di 1) assicurare un collegamento efficace tra ministeri, parti interessate, parti sociali, aziende, organizzazioni non governative e della società civile, ai fini di una maggiore coerenza tra le politiche per l'apprendimento degli adulti e le politiche socioeconomiche più generali; 2) utilizzare le opportunità offerte dai programmi in corso: apprendimento permanente (LLP) — in particolare <i>Grundtvig </i>e <i>Leonardo da Vinci </i>—, fondi strutturali e altri strumenti, al fine di condividere e diffondere buone prassi. Tra le attività informative previste ci sono:</p>
<ul>
<li>Focus Group e Conferenze tematiche con i principali stakeholder a livello nazionale, regionale e locale per mobilizzare la cooperazione necessaria a raggiungere conseguentemente il massimo numero di discenti;</li>
<li>Sostegno alla cooperazione transazionale, allo sviluppo e/o consolidamento delle iniziative regionali e nazionali offerte agli adulti per una seconda chance o per acquisire competenze di base;</li>
<li>Creazione di una banca dati progettuale e supporto alla rete comunitaria dedicata ai temi dell’Agenda europea per l'apprendimento degli adulti.</li>
</ul>
<p><strong>Per ulteriori informazioni:</strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://http//www.isfol.it/isfol-europa/progetti-internazionali" target="_self" title="">Isfol Europa - Progetti Internazionali</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-01-22T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo-1">
    <title>Lavorare meglio per lavorare più a lungo</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo-1</link>
    <description>Seminario Eurofound all'Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I partecipanti condividono e analizzano iniziative adottate a livello  nazionale, settoriale e aziendale volte a migliorare le condizioni di  lavoro dei lavoratori anziani in materia di salute, organizzazione del  lavoro e formazione.  La serie di seminari Fss 2011-2012, mira infatti a  contribuire alla strategia di invecchiamento attivo evidenziando come  il miglioramento delle condizioni di lavoro può aiutare a mantenere i  lavoratori over 50 occupati. L'invecchiamento demografico in Europa,  porta a interrogarsi sulla sostenibilità di una popolazione che vede  diminuire di generazione in generazione la sua percentuale produttiva,  quella in grado di sostenere e contribuire all’attuazione di politiche  sociali. L’invecchiamento demografico, se non accompagnato da interventi  mirati,  minaccia infatti la performance macroeconomica e la  competitività dei paesi europei, oltre alla sostenibilità dei sistemi di  protezione sociale. Elemento chiave dei FSS, per un dibattito efficace,  è una rappresentanza  tripartita che vede coinvolti nei seminari i  rappresentanti delle organizzazioni sindacali, dei datori di lavoro e  dei governi degli Stati membri dell'UE.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7h5M1Q5HDdE&amp;feature=relmfu" target="_blank">Intervista ad Aviana Bulgarelli - Direttore Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=giw239cqsSQ" target="_blank">Intervista a Juan Menendez Valdes - Direttore Eurofound</a></p>
<p><br /> <br /> <strong>Per saperne di più</strong><strong> </strong></p>
<p><a href="http://www.eurofound.europa.eu/docs/events/2012/fssrome/programme2.pdf" target="_blank">Programma dell’evento</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/Anno_europeo_per_linvecchiamento_attivo_e_solidarieta_tra_le_generazioni/index.scm" target="_blank">Isfol per l'Invecchiamento attivo</a><br /> <a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/fss.htm" target="_blank">Foundation seminar series FSS</a></p>
<p><a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/2011/fssdublin/index.htm" target="_blank">Prima sessione</a><br /> <a href="http://www.invecchiamentoattivo.politicheperlafamiglia.it/" target="_blank">Anno europeo per l’invecchiamento attivo</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-06-25T13:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo">
    <title>Lavorare meglio per lavorare più a lungo</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavorare-meglio-per-lavorare-piu-a-lungo</link>
    <description>Conclusi i lavori del seminario Eurofound</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nell’auditorium dell’Isfol un pubblico internazionale che, come vuole l’impostazione dei <a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/fss.htm" target="_blank">Foundation Seminar Series</a> (FSS), rappresenta le istituzioni così come le associazioni dei  lavoratori e che coinvolge anche le aziende. Tutti soggetti che, come ha  ricordato Juan Mennendez Valdes, Direttore di Eurofound, sono chiamati a  vario titolo a essere parte attiva nel processo di costruzione di un  ambiente che favorisca l’invecchiamento attivo. Tra le questioni più  rilevanti da affrontare, per Valdes, la sostenibilità del lavoro  rispetto alla vita privata e alle cure sanitarie, l’adattamento delle  condizioni di lavoro e la gestione delle risorse umane come fattore  strategico. “Iniziative come  questo evento – ha sottolineato Valdes -  rappresentano un’importante occasione di confronto anche per la   costruzione di scenari futuri” .<br /> <br /> La prima parte del seminario si è sviluppata attraverso interventi di  ricercatori e studiosi che  hanno tracciato un quadro ricco e multiforme  dell’active ageing. Un quadro a più voci  che attraversa, oltre alle  politiche del lavoro, quelle della formazione, per un futuro dove  l’apprendimento permanente sia in grado di fare fronte al deprezzamento  del capitale umano e alla obsolescenza delle competenze.<br /> <br /> La fase centrale dell’evento ha visto i partecipanti impegnati in  sessioni parallele su tavoli tematici e in gruppi di lavoro settoriali  (istituzioni, sindacati, datori di lavoro). Dagli incontri sono emersi  indicazioni e suggerimenti di policy per affrontare le molteplici  problematiche legate all’active ageing.<br /> <br /> Nel corso della terza giornata le conclusioni cono state affidate ad  Anne-Marie Guillemard, docente di Sociologia all’Università Descartes di  Parigi che, con una lectio magistralis, ha ricongiunto attraverso un  filo rosso i numerosi temi affrontati nel corso delle tre giornate di  lavoro.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Da domani sarà possibile scaricare gli interventi al seguente indirizzo <a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/fss.htm" target="_blank">Foundation Seminar Series</a></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7h5M1Q5HDdE&amp;feature=relmfu" target="_blank">Intervista ad Aviana Bulgarelli - Direttore Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=giw239cqsSQ" target="_blank">Intervista a Juan Menendez Valdes - Direttore Eurofound</a></p>
<p><br /> <br /> <b>Per saperne di più</b><b> </b><a href="http://www.isfol.it/DocEditor/test/File/2012/Osservatorio%20isfol/n2_2012/01%20Bulgarelli.pdf" target="_blank"><br /> </a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/DocEditor/test/File/2012/Osservatorio%20isfol/n2_2012/osservatorio%20isfol%202%202012%20completo.pdf" target="_blank">Osservatorio Isfol - Numero monografico</a><br /> <a href="http://www.eurofound.europa.eu/docs/events/2012/fssrome/programme2.pdf" target="_blank">Programma dell’evento</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/isfol-europa/invecchiamento-attivo/invecchiamento-attivo" class="internal-link">Isfol per l'Invecchiamento attivo</a><br /> <a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/fss.htm" target="_blank">Foundation seminar series FSS</a></p>
<p><a href="http://www.eurofound.europa.eu/events/2011/fssdublin/index.htm" target="_blank">Prima sessione</a><br /> <a href="http://www.invecchiamentoattivo.politicheperlafamiglia.it/" target="_blank">Anno europeo per l’invecchiamento attivo</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-06-06T07:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/events/eventi-2011/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce">
    <title>Learning later in life - Uncovering the potential of investing in an ageing workforce</title>
    <link>http://old.isfol.it/events/eventi-2011/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce</link>
    <description>Estero</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il 21-22 settembre si svolge a Bruxelles un seminario internazionale di due giorni organizzato dal Cedefop e dalla Commissione europea sul tema dell' apprendimento in età avanzata.</p>
<p>L'iniziativa coinvolge i maggiori esperti internazionali e ha lo scopo di contribuire all'attuazione dell' <a class="external-link" href="http://ec.europa.eu/social/ey2012.jsp" target="_blank">Anno europeo per l'invecchiamento attivo e la solidarietà intergenerazionale 2012</a>.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2011/learning-later-in-life-uncovering-the-potential-of-investing-in-an-ageing-workforce/Learning_Later_in_Life_Call_for_Papers_FINAL.pdf" class="internal-link">Programma</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Stefania Pinardi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2011-12-13T11:00:33Z</dc:date>
    <dc:type>Evento</dc:type>
  </item>




</rdf:RDF>
