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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-dibattito-presso-luniversita-di-perugia">
    <title>Il dibattito presso l'Università di Perugia</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-dibattito-presso-luniversita-di-perugia</link>
    <description>Transizioni scuola-lavoro</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Al tavolo dei relatori coordinato dalla professoressa Mirella Damiani, insieme al  Presidente dell’Inps, sedeva anche Andrea Ricci economista e ricercatore Isfol impegnato da anni sui temi del mercato del lavoro e del capitale umano. Nella sua relazione Ricci ha presentato i risultati degli ultimi studi realizzati sul tema che lo hanno visto affrontare diverse piste di ricerca. La prima, che ha preso  le mosse dall’Indagine sulle Transizioni Scuola Lavoro (TSL) condotta dall’ Isfol nel 2014 su un campione rappresentativo di oltre 45000 giovani di età compresa tra i 20 e i 35 anni, si è concentrata sull’analisi dei rapporti che intercorrono tra «qualità» dei percorsi formativi e transizioni verso l’occupazione, soprattutto riguardo la forza lavoro più giovane. I risultati, presentati all’auditorium di giovani universitari, hanno messo in luce fondamentalmente due aspetti, ossia che investire in istruzione (anche umanistica) aumenta sempre la probabilità di occupazione per i giovani, indipendentemente dalla scelta dell’ambito disciplinare e in seconda battuta che investire in studi di tipo scientifico aumenta le prospettive occupazionali soprattutto per le donne. Rispetto agli ambiti territoriali la ricerca evidenzia come l’investimento in istruzione offra prospettive occupazionali relativamente migliori nelle regioni del Centro-Sud rispetto a quelle del Nord, dove le lauree di tipo umanistico sono associate ad una probabilità di occupazione (32,7%) del tutto analoga a quella che si registra per le lauree di tipo scientifico (32,9%), discorso diverso nella macro-area del Centro dove la specializzazione nelle materie scientifiche offre maggiori opportunità di occupazione rispetto alle altre. La seconda parte della relazione di Ricci si è concentrata sull’analisi del nesso che intercorre tra caratteristiche demografiche degli imprenditori e qualità dell’occupazione, partendo dai dati della Rilevazione sulle Imprese e i Lavoratori (RIL) condotta da ISFOL nel 2010 su un campione rappresentativo oltre 25.000  società di persone e società di capitali. I risultati indicano il livello di istruzione degli imprenditori come fattore potenzialmente cruciale per incentivare  la domanda di lavoro di buona qualità intesa come occupazione stabile, investimento in formazione professionale e crescita salariale, quello che però si rileva nel tessuto produttivo del nostro Paese, secondo Ricci, è ancora un “mismatch» tra livello di istruzione dei lavoratori, inquadramento contrattuale e riconoscimento dei premi salariali con conseguente indebolimento delle prospettive professionali e reddituali dei lavoratori più qualificati. Per questo le indicazioni conclusive fornite dal ricercatore dell’Isfol vanno nella direzione di suggerire una politica economica che promuova   misure normative locali e nazionali capaci di aumentare il capitale umano imprenditoriale come meccanismo per valorizzare le risorse umane nei mercati interni del lavoro.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1302">Intervento Andrea Ricci</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-11T08:13:58Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema">
    <title>Isfol e Istat per la modernizzazione del sistema</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema</link>
    <description>Dodicesima Conferenza nazionale di statistica</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tre giorni, 5 sessioni plenarie, 4 aree tematiche e 24 sessioni parallele per affrontare il tema conduttore contenuto nel titolo della manifestazione “Più forza ai dati: un valore per il Paese”, sullo sfondo la ricorrenza dei 90 anni dell’Istituto nazionale di statistica con quello che rappresenta in termini di rafforzamento della statistica ufficiale tanto sul fronte nazionale che europeo ed internazionale. Diversi gli spazi di confronto e i laboratori  che hanno visto, tra gli altri, anche la partecipazione dell’Isfol. Ieri infatti Marco Centra Responsabile della Struttura Lavoro e Professioni dell’Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori è intervenuto nel corso dell’incontro su “Sinergie, opportunità e criticità per lo sviluppo del Programma di Modernizzazione dell'Istat” durante il quale, partendo da alcuni esempi concreti relativi al mercato del lavoro, si è affrontato il tema della valorizzazione degli archivi amministrativi e del loro uso congiunto con le rilevazioni dell’Istituto per la costruzione di registri statistici. Nel corso della sua relazione Centra ha proposto un confronto ragionato tra le evidenze scaturite dalle fonti informative basate sulle comunicazioni obbligatorie (COB), in particolare Sisco e Cico diffuse dal Ministero del lavoro  e dal Network SeCO, e quelle prodotte dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro. Scopo ultimo dell’analisi era quello di rendere coerenti le due fonti, promuovendo un utilizzo sistematico e parallelo delle basi informative desunte sia dai registri che dalle fonti basate su rilevazioni campionarie.  Obiettivo tanto più importante se si considera che nel corso degli ultimi anni l’affiancamento di fonti informative diverse, rappresentate da una parte da survey e dall’altra da registri amministrativi per le analisi del mercato del lavoro ha posto seri problemi di comparabilità dei dati, producendo spesso incongruenze e confusione. Alla discussione hanno partecipato anche Nadia Mignolli, Francesca Abate e Piero Demetrio Falorsi dell’Istat insieme a Leopoldo Mondauto di Italia Lavoro e Onofrio Strignano dell’Università Sapienza di Roma.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.istat.it/it/dodicesima-conferenza/programma">Programma completo dell’evento</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1293">Slide relazione Marco Centra</a></p>
<p><b><br /></b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-23T10:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-foto-del-nostro-paese-nel-volume-in-uscita">
    <title>La foto del nostro Paese nel volume in uscita </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-foto-del-nostro-paese-nel-volume-in-uscita</link>
    <description>Monitoraggio Mercato del Lavoro</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il risultato è una analisi dello stato di salute del nostro Paese all’indomani di una importante stagione di riforme legate al mercato del lavoro e all’inclusione sociale, il cui obiettivo prioritario è stato quello di sostenere la reazione dell’Italia alla recessione e incoraggiarne la ripresa. Alcuni dei principali risultati presenti nel volume sono stati già presentati durante il convegno Isfol <a href="http://old.isfol.it/primo-piano/lavoro-e-crisi-al-centro-del-dibattito" class="internal-link" title="">“Lavoro e crisi economica”</a>, lo scorso 10 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’uscita del volume è l’occasione per offrire il quadro completo del lavoro svolto dall’Isfol su tali temi nel corso del 2015. Molti gli approfondimenti presenti all’interno del volume che affronta il grande tema delle riforme del mercato del lavoro italiano con particolare attenzione per il <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/8/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%202.pdf">Jobs Act</a><a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/retrieve/3777">,</a> descrive le <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/9/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%203-4-5.pdf">le dinamiche occupazionali negli anni di crisi</a>  sia riguardo ai contratti di lavoro che alla flessibilità, per soffermarsi infine su tematiche specifiche connesse a <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/10/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%206.pdf">famiglia</a>, <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/11/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%207.pdf">giovani</a> e <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/12/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%208.pdf">innovazione</a>. Filo conduttore dell’intera attività di studio è il paradigma contenuto nella strategia di <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/1/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%201.pdf">Europa 2020</a> che punta ad “una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva”, la cui idea di fondo è aumentare la competitività dell’Europa a livello globale attraverso la lotta alla disoccupazione strutturale, ma soprattutto attraverso nuove forme di sviluppo economico che mirino alla costruzione di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, e che oltre ai parametri economici, tengano conto anche della sostenibilità ambientale  e dell’inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify; ">La crisi economica ha, in molti casi, modificato il profilo del disagio sia economico che sociale di individui e famiglie. I dati PLUS 2014 mostrano, ad esempio, che il 27% degli italiani, afferma di non essere in grado di affrontare una spesa imprevista di 300 euro, e se fra gli occupati il dato scende al 18%, è importante evidenziare che fra questi ultimi il 46% vive in nuclei familiari nei quali è presente almeno un reddito e nel 45% dei casi addirittura due redditi. Inoltre, fra gli occupati, il gruppo in situazione di maggior difficoltà dal punto di vista economico mostra fragilità anche riguardo ad altri aspetti: possiede, infatti, un titolo di studio basso (licenza elementare/media) in oltre il 50% dei casi, ha uno stato di salute non soddisfacente, vive in contesti nei quali la bassa qualità dei servizi sembra essere sensibilmente più diffusa, mostra minore soddisfazione nei confronti della propria vita in generale, e di alcuni aspetti legati al lavoro. Tale scenario richiama, quindi, la necessità di assicurare, non solo o non tanto, più e migliore lavoro all’interno delle famiglie, quanto garantire che ciascun cittadino al di là del proprio reddito possa avere accesso ad un rete di servizi efficienti e in grado di proteggerlo da situazioni di disagio, oltre che economico, anche di tipo personale (salute, della qualità dei servizi, qualità abitativa).</p>
<p style="text-align: justify; ">La lunga fase recessiva ha portato, inoltre, ad un maggiore utilizzo delle forme di lavoro atipiche e durante il periodo di crisi economica è aumentata la probabilità, per un lavoratore atipico di rimanere nella condizione di instabilità, e di non riuscire a vedere trasformato il proprio contratto in un contratto a tempo indeterminato. Nel corso del 2015 l’aumento della numerosità dei contratti a tempo indeterminato si è verificato grazie al doppio incentivo, economico (sgravio triennale) e normativo (contratto a tutele crescenti) offerto rispettivamente dalla Legge di Stabilità 2015 e dal Jobs Act, tuttavia in molti casi si è contribuito soprattutto alla trasformazione a tempo indeterminato proprio di quei contratti atipici (a tempo determinato) non disincentivati dalle riforme di questi ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify; ">Riguardo la partecipazione femminile gli approfondimenti proposti sottolineano le enormi difficoltà ad aumentare i livelli di fecondità e di occupazione femminile in un contesto in cui le donne sono spesso espulse dal mercato del lavoro dopo la nascita del primo figlio e con realtà familiari che stentano a proporre modelli simmetrici di condivisione della cura fra i generi, soprattutto nei casi in cui le donne presentano bassi livelli di istruzione. Inoltre, se l’analisi sui percorsi di studio evidenzia la relazione positiva tra indirizzi di tipo tecnico scientifici e la probabilità di trovare un’occupazione, sottolinea anche come tale relazione sia soggetta a una fondamentale eterogeneità territoriale e presenti una forte connotazione di genere a sfavore delle donne.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’analisi della condizione dei giovani fra i 20 e i 34 anni mostra poi, una significativa presenza di esperienze di contatto con il mondo del lavoro già durante gli studi (quasi il 51% ha svolto ad esempio stage o tirocini curriculari); ma anche un atteggiamento di rinuncia, fra i giovani,  riguardo alla coerenza tra il percorso di studi e le attività di lavoro nella scelta di quest’ultimo, a favore, invece, di un contesto occupazionale che garantisca sicurezza sul lavoro (93,7%). Il 93% dei giovani italiani considera inoltre il lavoro come un diritto fondamentale, ma allo stesso tempo il 92,1%, con vero disincanto, dichiara che per poter lavorare è necessario sapersi adattare (92,1<b>%). </b></p>
<p style="text-align: justify; ">La strategia Europa 2020, da cui prende spunto l’intero volume, suggerisce, per aumentare i livelli di competitività di ciascun Paese,  di puntare sul capitale umano e sull’investimento in Innovazione e non più sulla riduzione del costo del lavoro. Ma come si misura l’Innovazione e quali sono i modelli di governance della ricerca e dell’innovazione in Europa? Il volume si chiude con un approfondimento su tale tema, ed in particolare con una analisi della relazione fra il modello di governance dell’innovazione di alcuni paesi (Italia, Francia e Germania)  e i livelli di performance raggiunti.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20794">Rapporto di Monitoraggio del mercato del lavoro</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/14-giugno-2016-monitoraggio-mercato-del-lavoro-italia-fra-jobs-act-ed-europa-2020" class="internal-link" title="">Comunicato Stampa</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-14T11:10:33Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/come-si-cerca-lavoro-in-italia-canali-di-intermediazione">
    <title>Come si cerca lavoro in Italia? Canali di intermediazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/come-si-cerca-lavoro-in-italia-canali-di-intermediazione</link>
    <description>Terza uscita sui servizi per l'impiego</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Buona parte delle opportunità di lavoro viene intermediata dai canali informali (amici, parenti e conoscenti, autopromozione e ambiente professionale), mentre quelli formali (Centri per le Impiego, società di ricerca, annunci e concorsi) hanno un ruolo più circoscritto. L’utilizzo crescente dei rapporti informali desta alcune preoccupazioni soprattutto nella misura in cui riduce le opportunità lavorative a disposizione di tutti, impedendo a quanti non possiedono adeguate reti di conoscenze, di trovare una corretta collocazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">“L’Italia continua ad essere un paese dove per trovare lavoro conta moltissimo la rete di conoscenze che un individuo può mettere in campo”, ha dichiarato il Commissario straordinario dell’Isfol Stefano Sacchi. “I dati che presentiamo dimostrano come le <i>chance</i> occupazionali e di carriera delle persone siano fortemente condizionate dalla famiglia di origine, dall’appartenenza a determinati ambienti. Questo va a scapito del merito e riduce le opportunità di ascesa delle fasce più deboli del mercato del lavoro, che solo in misura molto ridotta ottengono aiuto dai servizi per l’impiego, pubblici o privati che siano”.</p>
<p style="text-align: justify; ">Scendendo nel dettaglio, è possibile fare una distinzione tra intermediazione diretta e indiretta, intendendo con la prima quella che porta all’occupazione vera e propria mentre la seconda riguarda le forme di assistenza utile a trovare lavoro. I Centri per l’Impiego, ad esempio, hanno una capacità di intermediazione diretta che si ferma al 3,4% degli attuali occupati ma raggiungono il 33% delle persone “in cerca” riguardo la funzione indiretta che, in considerazione del tipo di utenza servita, ossia la più debole, si conferma quale strumento di sostegno importante.</p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20789" title="">I canali di intermediazione e i servizi per il lavoro</a>, Isfol 2016 Emiliano Mandrone, Roberto Landi, Manuel Marocco e Debora Radicchia</p>
<p><a href="http://www.isfol.it/ufficio-stampa/comunicati/archivio/30-maggio-2016-come-si-trova-lavoro-in-italia">Comunicato stampa 30 maggio 2016</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/30-maggio-2016-isfol-appunti-come-si-trova-lavoro-in-italia">Isfol Appunti 30 maggio 2016 - Come si trova lavoro in Italia</a></p>
<p><b>23 maggio 2016 ‘Pubblico e privato nei servizi per il lavoro’: </b><a href="http://www.isfol.it/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/23-maggio-2016-isfol-appunti-servizi-per-il-lavoro">Isfol Appunti</a>, <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/201cnonostante-un2019utenza-piu-numerosa-e-piu-difficile-i-centri-per-l2019impiego-hanno-performance-non-cosi-distanti-da-quelle-delle-agenzie-per-il-lavoro201d.-e2019-il-commento-di-stefano-sacchi-ai-dati-resi-noti-oggi-dall2019isfol-con-la-nota">comunicato stampa</a>, <a href="http://www.isfol.it/primo-piano/sistema-pubblico-e-privato-a-confronto">notizia</a>; <a href="https://magic.piktochart.com/output/13942958-plus_isfol_2016">infografica</a></p>
<p><b>16 maggio 2016 ‘Rappto Monitoraggio SPI 2015</b><b>’:</b> <a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20724">Monitoraggio SPI 2015</a>, <a href="http://www.isfol.it/highlights/monit_spi2015/monitoraggio-sui-servizi-per-il-lavoro-2015">Highlights</a>, <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/16-maggio-2016-monitoraggio-spi">comunicato stampa</a>, <a href="http://www.isfol.it/primo-piano/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol">notizia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-30T09:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/sistema-pubblico-e-privato-a-confronto">
    <title>Sistema pubblico e privato a confronto </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/sistema-pubblico-e-privato-a-confronto</link>
    <description>Servizi per l’Impiego</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">In questa prima uscita vengono presentate le analisi relative all’utenza del sistema pubblico e privato di intermediazione al lavoro, sotto il profilo delle caratteristiche socio-economiche, della richiesta di servizi e del grado di soddisfazione. “Nonostante un’utenza più numerosa e più difficile, i Centri per l’Impiego hanno <i>performance</i> non così distanti da quelle delle Agenzie per il Lavoro”, ha commentato Stefano Sacchi. “Per valutare l’effettivo ruolo svolto dall’operatore pubblico – ha aggiunto il Commissario straordinario dell’Istituto – occorre considerare che sono soprattutto i Centri per l’Impiego ad occuparsi delle fasce deboli del mercato del lavoro, vale a dire i disoccupati di lunga durata, chi ha scarse competenze o un titolo di studio basso, poca o nessuna esperienza lavorativa, chi vive in contesti ambientali dove spesso mancano reali opportunità di collocamento, come nelle Regioni del Mezzogiorno”. La rilevazione PLUS ha stimato in oltre 4,6 milioni le persone che nell’anno si sono rivolte ai Servizi per il Lavoro, ripartiti tra Centri per l’impiego e Agenzie per il Lavoro, ovvero agenzie interinali o di somministrazione, società di ricerca e selezione del personale, sindacati o organizzazioni datoriali, consulenti del lavoro e job center universitari. Di questi poco più della metà (54,7%) si è rivolta esclusivamente ad un CPI, il 21,4% ha scelto di affidarsi alle APL, ed il restante 23,3% ha utilizzato sia i CPI che le APL. Le popolazioni dei servizi privati e pubblici sono sistematicamente diverse. L’utenza dei CPI è in prevalenza femminile, meno istruita, residente nel Sud e caratterizzata dalla maggior presenza di persone in cerca di lavoro; mentre le APL si occupano soprattutto dei più istruiti, dei già occupati e meno di chi è in cerca di lavoro. La ricerca è stata in grado di fornire un quadro complessivo delle modalità di fruizione dei servizi (richiesto e ottenuto, non richiesto, richiesto e non ottenuto) dal punto di vista dell’utenza di CPI e APL per ciascuna area funzionale (collocazione, politiche attive, servizi amministrativi) e della capacità del sistema di far fronte alle istanze dell’utenza. I risultati mettono in luce alcune criticità soprattutto quando si tratta di collocare i soggetti e di far svolgere corsi di formazione, si rileva inoltre un importante carico amministrativo. La nota dolente, però, è rappresentata dal fatto che nei primi 4 mesi sono stati trattati per il servizio richiesto solo il 30% di chi si è rivolto ai CPI, d’altro canto le APL processano nello stesso lasso di tempo, appena il 40% degli utenti.  Questo risultato evidenzia un problema di sottodimensionamento dei SPI in termini di capacità operativa e di presa in carico dell’utenza. Tuttavia, passando ad analizzare il grado di soddisfazione degli utenti in merito ai servizi richiesti si rileva che i CPI ottengono una soddisfazione medio alta in circa il 50% dei casi, percentuale che sale al 60% per le APL.</p>
<p><strong>PROSSIMA USCITA SUI SERVIZI PER L’IMPIEGO:</strong></p>
<p><strong>- 30/05/2016</strong></p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://goo.gl/eJMUzy">Isfol Appunti</a></p>
<p><a href="http://goo.gl/rLK5oj">Comunicato stampa 23 maggio</a></p>
<p><a href="https://goo.gl/KIyMB1">Infografica</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/primo-piano/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol" class="internal-link" title="">Notizia Rapporto di Monitoraggio SPI 2015</a></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20724">Monitoraggio SPI 2015</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/highlights/monit_spi2015/monitoraggio-sui-servizi-per-il-lavoro-2015" class="internal-link" title="">Highlights</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/16-maggio-2016-monitoraggio-spi">Comunicato stampa 16 maggio</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-23T09:11:22Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol">
    <title>Tutti i numeri del monitoraggio </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol</link>
    <description>Servizi per l’Impiego</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo dal monitoraggio dei Centri per l’Impiego (CPI) l’analisi restituisce un quadro caratterizzato da notevole disomogeneità territoriale sia in termini di personale impiegato che di volume e caratteristiche dell’utenza. Degli 8.798 addetti operanti presso i Centri per l’Impiego la maggior parte presta servizio nelle Regioni del Sud che da sole contano il 48,3% del complesso del personale, ripartito tra dipendenti e collaboratori. A scalare troviamo le quote degli operatori del centro Italia, pari al 20,5% e quelle del Nord-ovest (16,3%) e del Nord-est (14,9%). Riguardo le caratteristiche contrattuali degli addetti dei CPI la maggioranza di loro è a tempo indeterminato (88%) mentre la percentuale di dipendenti a tempo determinato o con contratti di collaborazione si attesta intorno al 30% in Regioni come Toscana, Sardegna e Umbria e al 20% in Friuli Venezia Giulia, l’Abruzzo e la Puglia con punte del 49,4% in Molise. In merito ai livelli di istruzione del personale operativo dei CPI, il monitoraggio fa registrare un tasso di laureati pari al 27,1%, mentre coloro che hanno conseguito un diploma sono 6 su 10, si rileva inoltre un 16% fra quanti posseggono al massimo la licenza media. Da sottolineare che i tassi più alti di laureati sono da attribuire agli assunti con contratto a tempo determinato e di collaborazione, sia se si considera la media nazionale che ai dati relativi alle singole aree geografiche. Passando all’analisi dell’utenza dei CPI il monitoraggio rileva un volume di individui registrati che ammonta a 9.692.346 unità, il 52,8% delle quali sono donne e poco più del 13% under 25 con un consistente sbilanciamento verso le Regioni del Sud dove risulta iscritto il 51,9% degli utenti. Sul fronte dei servizi privati il volume offre un primo censimento dei soggetti accreditati a partecipare alla rete dei servizi al lavoro pubblici. Il loro numero, secondo le rilevazioni, ammonta a 800 soggetti attivi nei diversi contesti regionali con 2.121 unità operative. Di questi la quota più numerosa è quella degli Enti di formazione (319 soggetti), a seguire troviamo le Agenzie per il Lavoro (APL) con 115 operatori e quindi il Terzo settore con 78 soggetti accreditati. Se si osserva, però, la diffusione sul territorio, sono quasi esclusivamente le Agenzie per il Lavoro ad operare su più regioni, e il divario con gli altri operatori diventa ancora più ampio quando si guarda alle sedi operative presenti sul territorio. Su questo fronte ogni APL può contare mediamente su poco più di 8 unità operative, un numero quattro volte superiore al rapporto registrato per gli Enti di formazione e mediamente di oltre 7 volte più elevato per le restanti tipologie di operatori accreditati. A completamento del quadro, il monitoraggio contiene due contributi esterni all’indagine ma complementari al tema trattato: un approfondimento sull’esperienza del Programma Garanzia Giovani, dell’impatto che ha avuto sulle strategie di governance regionali e di attuazione e sui risultati ottenuti, e una sintesi delle innovazioni strategiche che hanno riguardato il servizio EURES, trasformandolo da mero strumento di trasparenza e scambio di informazioni, a servizio fortemente orientato ai risultati del <i>placement</i> internazionale.</p>
<p style="text-align: justify; ">PROSSIME USCITE SUI SERVIZI PER L’IMPIEGO:<br />- 23/05/2016<br />- 30/05/2016</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20724">Monitoraggio SPI</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/highlights/monit_spi2015/monitoraggio-sui-servizi-per-il-lavoro-2015" class="internal-link" title="">Highlights</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/16-maggio-2016-monitoraggio-spi">Comunicato Stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-16T10:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-ruolo-del-capitale-umano-in-italia">
    <title>Il ruolo del capitale umano in Italia  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-ruolo-del-capitale-umano-in-italia</link>
    <description>Nuova analisi Isfol </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo analizza da diversi punti di vista e sotto numerosi aspetti la funzione e il peso del capitale umano nel contesto dell’attuale crisi economica e alla luce delle dinamiche del mercato del lavoro. Molti gli spunti e gli approfondimenti a partire dall’analisi della relazione tra qualità dell’istruzione e condizione occupazionale dei giovani. Da questo approfondimento emerge una polarizzazione che vede da una parte una situazione per cui l’investimento in istruzione e in particolare la specializzazione in materie tecniche-scientifiche rappresenta effettivamente uno strumento per uscire dalla condizione di non occupazione e transitare verso contratti a tempo indeterminato e dall’altra una situazione per cui quelle stesse scelte di istruzione e orientamento non sembrano agevolare l’inserimento lavorativo con contratti atipici e/o a tempo determinato. In altri termini i soggetti più istruiti hanno maggiori probabilità di transitare verso occupazioni stabili ma non di accedere a rapporti di lavoro atipici. Sempre in ottica di capitale umano altamente qualificato, il volume analizza i fattori di attrazione e di espulsione in grado di influenzare in maniera significativa la mobilità di dottori di ricerca. Ne emerge che insieme a motivazioni di ordine economico e personale ce ne sono altre che incidono sulle scelte migratorie dei laureati italiani e che fanno riferimento alla qualità delle istituzioni informali. Per questo studio i ricercatori dell’Isfol hanno utilizzato un indice specifico, l’Instututional Quality Index (IQI), che indaga cinque dimensioni della qualità delle istituzioni informali: partecipazione della società civile, efficacia dell’azione pubblica dei policy maker, qualità della regolamentazione per promuovere l’attività privata, certezza di diritto e corruzione. I risultati mettono in evidenza come all’aumentare del livello dell’IQI della regione di destinazione, aumenta notevolmente la probabilità migratoria del dottore di ricerca ma se lo stesso valore aumenta nella regione dove si è conseguito il dottorato la probabilità migratoria diminuisce notevolmente. Infine il testo offre un affondo sulla relazione che intercorre tra investimento in formazione professionale e propensione ad adottare accordi integrativi da parte delle imprese. Gli esiti dell’analisi dimostrano che l’intensità dell’investimento formativo incide positivamente soprattutto quando la contrattazione di secondo livello riguarda l’erogazione di premi salariali, meno se gli accordi integrativi interessano l’organizzazione del lavoro. Il motivo risiede nel fatto che spesso i premi salariali sono utilizzati per ridurre il rischio che lavoratori per i quali l’impresa ha fatto un investimento formativo possano accettare offerte da altre aziende che in questa maniera beneficerebbero dei rendimenti di competenze di cui non hanno sostenuto i costi.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20661">Crisi economica, lavoro e imprese. Il ruolo del Capitale Umano in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/rilevazione-longiutudinale-su-imprese-e-lavoro">RIL – Rilevazione su Imprese e Lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/transizione-scuola-lavoro">InTransizione</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro">Qualità del lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sulla-modalita-geografica-dei-dottori-di-ricerca">Indagine sulla mobilità geografica dei dottori di ricerca</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-31T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/sacchi-in-studio-a-il-posto-giusto">
    <title>Sacchi in studio a Il Posto Giusto</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/sacchi-in-studio-a-il-posto-giusto</link>
    <description>Su Rai 3</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La consulenza scientifica dell’Isfol, mettendo a disposizione dati, ricerche, previsioni utili a leggere il mondo del lavoro e a fornire la <i>valigia degli attrezzi</i> a chi voglia trovare “il posto giusto”, si è tradotta quest’anno nella presenza fissa di un nostro esperto in studio, alternativamente Massimiliano Franceschetti e Valeria Scalmato. La prossima puntata parlerà di esperienze di tirocinio di giovani laureati, tutela dei prodotti locali tipici, artigianato di antiche tradizioni, microcredito e scuole di eccellenza.</p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://www.ilpostogiusto.rai.it/dl/portali/site/page/Page-df546307-46b7-4f22-8811-f60d36e9deb5.html" title="">Il Posto Giusto</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-24T14:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019affondo-dellisfol-sulla-qualita-del-lavoro">
    <title>L’affondo dell'Isfol sulla qualità del lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019affondo-dellisfol-sulla-qualita-del-lavoro</link>
    <description>Dibattito alla Sapienza </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tra gli autori del testo che si propone, da una parte di rileggere alcuni momenti del dibattito sociologico italiano sulle trasformazioni del capitalismo e dei soggetti sociali coinvolti sviluppatosi a partire dagli anni Ottanta sino ad oggi, e dall’altra di analizzare i recenti effetti della globalizzazione sugli individui ci sono anche Francesca Bergamante e Tiziana Canal ricercatrici Isfol esperte delle tematiche del lavoro. Il loro contributo si è concentrato su un aspetto specifico, ossia quello della <a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro">qualità del lavoro</a> inteso come elemento utile a far luce su alcune dinamiche che caratterizzano il mercato del lavoro italiano e la composizione della forza lavoro. A questo riguardo il quadro restituito è quello di un sistema fortemente segmentato all’interno del quale convivono più mercati, il primo rappresentato dalla componente matura deli lavoratori che si caratterizza per una maggiore stabilità, redditi più elevati e percorsi di carriera fluidi e in linea con la propria formazione e l’altro riguardante i giovani, nel quale prevale l’atipicità contrattuale, la frammentazione delle carriere e un generale mancato riconoscimento dell’investimento in <a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sulla-modalita-geografica-dei-dottori-di-ricerca">capitale umano</a> sia in termini occupazionali che retributivi. Inoltre Bergamante e Canal rilevano che in Italia l’esperienza di lavoro è l’elemento che, più ancora dell’elevata scolarizzazione, determina maggiore occupabilità ed elevate retribuzioni. In particolare riguardo la componente giovanile, viene messo in evidenza come la maggiore flessibilità richiesta nei rapporti di lavoro segni profondamente le biografie dei lavoratori condizionando alcune scelte personali come l’uscita dalla famiglia d’origine o la decisione di fare figli. Gli studi condotti sulle cosiddette “coppie flessibili” evidenziano una relazione fra precarietà e scelte familiari complessa e multiforme in cui un ruolo fondamentale è giocato dall’ambiente nel quale esse vivono e dal contesto economico e sociale che attraversano. In ogni caso i dati dimostrano che  il grado di vulnerabilità economica di questi soggetti è superiore  rispetto al resto delle famiglie italiane. “In tale scenario” affermano le ricercatrici dell’Isfol “è necessario richiamare l’attenzione sul nostro sistema di welfare che, anziché offrire sostegno e tutela nei confronti delle persone e della famiglia, continua a considerarla fonte di protezione per l’individuo sino ad espletare, in alcuni casi, la funzione di ammortizzatore sociale.” E concludono “il perdurare della crisi, nonché la crescita dell’instabilità lavorativa, oltre che economica, all’interno dei nuclei familiari pone nuove questioni e richiede che venga posta al centro dell’agenda politica il tema dell’insicurezza sul lavoro e delle difficoltà economiche che con il passare del tempo riguardano fasce sempre più ampie della popolazione”.            </p>
<p><b>Per approfondire</b>:</p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=19730">Terza indagine Isfol sulla qualità del lavoro</a></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20004">Indagine Isfol sulla mobilità geografica dei dottori di ricerca</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20163">Rapporto di Monitoraggio del mercato del lavoro 2014 Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/primo-piano/lavoro-e-crisi-al-centro-del-dibattito">Convegno Isfol su Lavoro e crisi</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-11T12:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/lavoro-e-crisi-al-centro-del-dibattito">
    <title>Lavoro e crisi al centro del dibattito</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/lavoro-e-crisi-al-centro-del-dibattito</link>
    <description>Convegno Isfol </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Nell’Auditorium di Corso D’Italia erano presenti ricercatori e rappresentanti delle Istituzioni per condividere e discutere insieme i risultati degli ultimi studi prodotti dall’Istituto per la formazione professionale dei lavoratori in merito ai temi del lavoro. La giornata si è aperta con i saluti del Direttore generale dell’Isfol Paola Nicastro che ha introdotto i lavori del convegno annunciando che sarebbero stati diffusi i primi risultati della quinta edizione del Rapporto di monitoraggio del Mercato del Lavoro, “una ricerca particolarmente importante che l’Isfol segue annualmente e che vedrà la luce nei prossimi mesi”.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il Direttore, quindi, ha lasciato la parola alla curatrice del rapporto Tiziana Canal che dopo aver illustrato l’impostazione e gli obiettivi principali della ricerca ha introdotto gli interventi dei suoi colleghi Marco Centra e Manuel Marocco che hanno proposto due affondi rispettivamente sul tema della crisi economica e sulla riforma del mercato del lavoro. In merito al primo argomento Centra ha sottolineato i dati 2015 relativi al Pil che per la prima volta dopo tre anni torna ad avere il segno più, una crescita progressiva che partendo dal primo trimestre dell’anno, periodo durante il quale si è registrato un +0,2,%, è arrivata a toccare il +0,7% del secondo trimestre. Parallelamente Centra si è soffermato sui dati delle nuove assunzioni, ricavati dal sistema Sisco del Ministero del Lavoro secondo i quali  i nuovi contratti a tempo indeterminato hanno fatto registrare nei primi sei mesi del 2015 un aumento di 250mila unità (+29%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a fronte di una marcata flessione del lavoro parasubordinato (-19%) e ad una sostanziale stabilità del lavoro a termine. Sul fronte legislativo Marocco è intervenuto con una disamina sugli interventi messi in campo dal legislatore attraverso misure di incentivi e disincentivi per modificare i comportamenti delle imprese allo scopo di aumentare il numero di contratti tipici a scapito del ricorso a forme atipiche. I primi risultati dei provvedimenti che vedono da una parte lo sgravio triennale previsto dalla legge di stabilità 2015 e dall’altra l’introduzione del contratto a tutele crescenti introdotto dal <i>Jobs Act</i> sembrano essere positivi ma è stata sottolineata l’importanza di rendere questi effetti duraturi nel tempo. Insieme ad analisi di scenario la giornata ha previsto anche alcuni focus tematici dedicati a target specifici come i giovani e le donne.</p>
<p style="text-align: justify; ">A questo proposito si sono alternati al tavolo di presidenza Benedetta Torchia dell’Isfol e Cinzia Castagnaro dell’Istat che hanno descritto la situazione di alcune categorie rispetto all’attuale mercato del lavoro. Nel suo intervento Torchia ha restituito i risultati prodotti dall’indagine Isfol sulle transizioni dalla formazione al lavoro che ha coinvolto 45.000 giovani tra i 20 e i 34 anni. Secondo la ricerca i giovani italiani hanno una visione del lavoro tutt’altro che immaginifica. Sempre più spesso, infatti, per i ragazzi il lavoro svolge una funzione strumentale cosicchè, diversamente da certe rappresentazioni, il 62,8% dei giovani intervistati ha risposto che nella scelta del lavoro conta sempre meno la coerenza con il percorso di studi realizzato, viceversa occupano un posto di primo piano il contesto occupazionale capace di garantire buone relazioni tra pari (89,8%), una retribuzione adeguata (92,5%) e soprattutto la garanzia di salute e sicurezza (93,7%). Torchia ha sottolineato in sintesi come i risultati dell’indagine  restituiscano una richiesta da parte dei nostri giovani di vivere e lavorare in un Paese dove siano garantiti i diritti minimi di cittadinanza attiva e dove la questione della tutela e sicurezza sul luogo di lavoro diventi basilare, anche prima della realizzazione personale. A seguire la Castagnaro dell’Istat ha illustrato i risultati dell’ultima indagine campionaria sulle nascite condotta dall’Istat in collaborazione con l’Isfol dalla quale si evince con chiarezza quanto la crisi economica abbia avuto un impatto sui comportamenti riproduttivi e sulle intenzioni di fecondità delle famiglie. La ricerca, infatti, mette in luce come alla contrazione del comportamento riproduttivo (1,3 figli per donna nel 2014) non si è accompagnata una diminuzione del numero medio dei figli che le donne desidererebbero avere (di poco superiore a 2 per donna). Inoltre la crisi ha impattato sulla vita professionale proprio delle neo-madri tanto che il 22,3% delle occupate in gravidanza non lo è più dopo la nascita. Tra quelle che hanno concluso il rapporto di lavoro volontariamente il 67,1% riconduce la motivazione alla difficoltà di conciliazione e sempre la conciliazione è un tema molto sentito anche per le donne occupate che nel 42,7% registrano una criticità rispetto a questo tema.</p>
<p style="text-align: justify; ">Terminata la prima tornata di interventi, la seconda parte della giornata si è aperta con la tavola rotonda coordinata da Marco Centra nel corso della quale i relatori sono stati chiamati ad intervenire sul tema della crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Un quesito al quale hanno cercato di rispondere Giuseppe Ciccarone e Alessandra De Rose dell’Università “La Sapienza”, Luisa Corazza dell’Università del Molise, Roberto Monducci dell’Istat e Salvatore Pirrone del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. A tirare le fila del dibattito è intervenuto il Presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi che ringraziando tutti i partecipanti ha affermato che ciascuno di loro “è stato capace di gettare un fascio di luce sul tema del mercato del lavoro collaborando a formare un mosaico di conoscenze che l’Isfol utilizzerà nella propria attività di ricerca.” E ha proseguito segnalando alcune tematiche importanti all’interno del dibattito sul lavoro che meriterebbero di essere ulteriormente approfondite quali le differenze territoriali, il lavoro sommerso, le transizioni al lavoro dei giovani e il sistema delle relazioni industriali.</p>
<p style="text-align: justify; "> Le conclusioni della giornata sono state affidate all’Onorevole Teresa Bellanova  Sottosegretaria di Stato al Lavoro e alle Politiche Sociali che ha aperto il suo intervento ringraziando l’Isfol “per la qualità del rapporto presentato oggi. Un rapporto che” secondo Bellanova “fa giustizia di tante approssimazioni e superficialità, soprattutto su giovani e donne”. Ha proseguito poi descrivendo le misure previste nell’attuale riforma che intende intervenire su numerose questioni anche a proposito di giovani e donne attraverso interventi sul lavoro sommerso, la semplificazione dei rapporti di lavoro, il congedo parentale, le politiche attive, solo per citarne alcune. Ma soprattutto, ha concluso la Bellanova, “è fondamentale che ciascuno faccia il proprio mestiere: alla ricerca il compito di produrre letture puntuali e precise dei fenomeni e alla politica di indicare le soluzioni. Ecco perché sarà fondamentale il ruolo e la funzione che l’Isfol dovrà svolgere ancora come ente pubblico di ricerca”. <strong> </strong></p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:</p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2015/lavoro-e-crisi-economica-roma-10-dic-2015/Programma%202%20convegno_MONIT_ISFOL10dic.pdf" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1188/1/Isfol_RapportoMdL_Executive%20Summary.pdf">Executive Summury</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1193/1/Isfol__raccolta%20abstract_convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015%20%282%29.pdf">Raccolta abstract</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1189/1/Canal_RapportoMdL%202015_Convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Canal</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1186/1/Centra_Canal_Convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Centra Canal </a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1190/1/Marocco_Convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Marocco</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1191/1/Chiozza_Mattei_Torchia_Convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Torchia</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1187/1/Monducci_Istat_Convegno%20lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Monducci</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/1192/1/Castagnaro_Guarneri_Prati_Rinesi_Istat_Convegno%20Lavoro%20e%20crisi_10.12.2015.pdf">Presentazione Castagnaro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/10-dicembre-2015-jobs-act-e-crisi-economica">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="https://goo.gl/Tlp8kt">Infografica</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-12-10T16:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/giornata-di-studio-alla-sapienza">
    <title>Giornata di studio alla Sapienza  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/giornata-di-studio-alla-sapienza</link>
    <description>Generazione Neet </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Stella Agnoli nel suo discorso di apertura del seminario <i>Neet Generation? Giovani in cerca di futuro</i> ha sottolineato la necessità di problematizzare una questione molto complessa come quella dei giovani <i>Not in Education, Employment or Training</i> ossia fuori da tutti i percorsi di studio, formazione e lavoro. Secondo i dati europei si tratta di un esercito di giovani che per diversi motivi non partecipa più all’attività produttiva del proprio Paese, un fenomeno tanto diffuso da spingere gli studiosi ad interrogarsi sulla possibilità di definire quella dei Neet una vera e propria generazione. A discuterne nell’Aula Oriana di via Salaria 113 molti studiosi e ricercatori concordi nel ritenere che il fenomeno Neet rappresenta da tempo un indicatore centrale per definire alcuni processi come ad esempio il passaggio all’età adulta o il disallineamento tra sistema formativo e opportunità occupazionali e infine la marginalità sociale della popolazione giovanile. Tutti temi che hanno trovato spazio nelle relazioni di Stefano Nobile, Carmelo Lombardo e diversi altri ricercatori, tra i quali Sofia Demetrula Rosati e Anna Ancora dell’Isfol che hanno che hanno presentato gli esiti di alcune ricerche sul tema. Secondo i dati dell’indagine che ha lavorato su un campione di giovani tra i 25 e 34 anni residenti in quattro regioni italiane: Lombardia, Lazio, Campania e Puglia la maggior parte di inattivi sono donne (59,4%). Nella maggioranza dei casi il motivo della protratta inattività è legata all’attesa di un lavoro e la quasi totalità del campione dichiara di voler cambiare tale condizione grazie ad una nuova occupazione. I sentimenti che prevalgono tra i giovani inattivi sono la frustrazione, la rabbia e l’angoscia tratti molto simili a quelli riscontrati nei disoccupati. Uno dei dati più sorprendenti, secondo le ricercatrici Isfol, riguarda quel 74% degli intervistati che non sa definire la propria competenza professionale. Rispetto a questa criticità l’Isfol propone come strategia di contrasto l’utilizzo del bilancio di competenze che è uno strumento ancora poco impiegato ma in prospettiva molto utile. Le conclusioni dell’intervento dell’Isfol si sono agganciate con quelle della giornata di studio dalla quale emerge la presenza di una grande contenitore chiamato Neet all’interno del quale si trova una generazione bloccata da un vuoto di opportunità professionali e di orientamento che cerca di trovare un proprio spazio e una propria identità.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per approfondire:</p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2015/neet-generation-novembre-2015/programma" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1173">Presentazione Ancora</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-30T11:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-punto-dellisfol-sugli-incentivi-allassunzione">
    <title>Il punto dell'Isfol sugli incentivi all'assunzione</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-punto-dellisfol-sugli-incentivi-allassunzione</link>
    <description>Contratti di lavoro </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il documento si concentra sullo studio degli incentivi all’assunzione a tempo indeterminato messi in campo a partire da gennaio 2015. Dalla ricerca emerge che le dinamiche degli avviamenti, in particolare a tempo indeterminato, tra l’ultimo trimestre del 2014 e il primo del 2015 hanno risentito dell’introduzione di incentivi economici per l’assunzione previsti dalla Legge di stabilità. A confermarlo il +24% degli avviamenti a tempo indeterminato tra gennaio e marzo 2015 a fronte di una sensibile diminuzione alla fine del 2014. Parallelamente alla crescita delle assunzioni a tempo indeterminato si registra, nello stesso periodo, un ridimensionamento di altre forme contrattuali come l’apprendistato (-14% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente) e delle collaborazioni. Stesso trend anche per la dinamica delle trasformazioni. L’analisi mette in luce come tra gennaio e marzo del 2015 siano stati trasformati 91.086 contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, con una variazione tendenziale del 24,2%. Variazione che aumenta ulteriormente nel bimestre aprile-maggio 2015 attestandosi a +56,8%, a conferma della forza attrattiva del tempo indeterminato prodotta dal combinato disposto dell’incentivo economico della Legge di Stabilità<ins cite="mailto:Marocco%20Manuel" datetime="2015-08-03T13:18"> </ins>sopra ricordato e del nuovo contratto a tutele crescenti, entrato in vigore nel marzo 2015. Accanto a queste evidenze, nel bollettino si citano anche i dati diffusi dall’Inps secondo i quali nei primi quattro mesi del 2015 un contratto su due stipulato a tempo indeterminato ha usufruito della decontribuzione prevista dalla Legge di Stabilità, scelta che si mostra crescente nel tempo tanto da segnare un aumento delle quote dei contratti agevolati che passa dal 38,2% di gennaio a 54,6% di aprile. Osservando la composizione degli avviamenti risultanti dalle comunicazioni obbligatorie, nel bollettino si sottolinea come il contratto a tempo indeterminato aumenti progressivamente la sua incidenza rispetto al totale delle attivazioni passando dal 17,3% dell’ultimo trimestre del 2014 al 20,6% del primo del 2015, fino ad arrivare al 22,4% del bimestre aprile-maggio 2015. L’andamento opposto si rileva, invece, per le collaborazioni e l’apprendistato che proprio a partire da gennaio 2015 registrano una progressiva diminuzione della loro incidenza. Il lavoro a termine rimane la forma contrattuale predominante. Infine, l’ultima parte del bollettino è dedicata alla presentazione di un’ipotesi di stima dell’impatto prodotto sul mercato del lavoro dagli incentivi previsti dalla Legge di Stabilità e dall’introduzione del contratto a tutele crescenti. Ricorrendo ad una particolare tecnica si stima che nel periodo gennaio-maggio 2015, in assenza di modifiche normative, si sarebbero avuti 682.600 nuovi avviamenti a tempo indeterminato, confrontando questo dato con quello effettivamente registrato nel periodo, ossia 880.698 si deduce che l’introduzione dei due incentivi ha prodotto oltre 198.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. In modo analogo si è calcolato che ai due incentivi è dovuto il 25,4% delle trasformazioni dei rapporto di lavoro a termine in contratti a tempo indeterminato tra gennaio e maggio (pari a 43.118 in valori assoluti). Per concludere, i dati a disposizione suggeriscono la presenza di un effetto considerevole degli incentivi sull’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato nei primi mesi del 2015, effetto che tuttavia viene in parte ridimensionato dalla diminuzione delle attivazioni e delle trasformazioni osservabile a maggio. In questo senso i prossimi mesi saranno fondamentali per comprendere il carattere strutturale di alcune dinamiche e per verificare come le altre modifiche normative in cantiere contribuiranno a cambiare il quadro emerso dall’analisi.</p>
<p> </p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1117">Il Bollettino ““Dinamica dei contratti di lavoro e incentivi all’assunzione a tempo indeterminato (gennaio-maggio 2015)”</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1105">Il Bollettino: “La dinamica dei contratti di lavoro nello scenario delle politiche per l’occupazione: biennio 2013-2014”</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/news/la-dinamica-dei-contratti-di-lavoro" title="">La Notizia: "La dinamica dei contratti di lavoro"</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-08-04T13:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/qualita-del-lavoro">
    <title>Qualità del lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/qualita-del-lavoro</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tema della qualità del lavoro è divenuto già da diverso tempo oggetto di ampio dibattito sia a livello comunitario che nazionale. Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da una maggiore competizione a livello mondiale e da significativi cambiamenti demografici, nelle politiche del lavoro e nelle modalità contrattuali, si rileva la necessità di concentrarsi sulla qualità dei posti di lavoro sia per migliorare il benessere dell’individuo a lavoro, sia per accrescere la produttività del lavoro.<br />Il concetto di qualità del lavoro amplia ed estende quello di “condizioni di lavoro”, che fa riferimento agli aspetti ergonomici del posto di lavoro, alla salute del lavoratore e alla sicurezza sul lavoro. Esso si presenta, infatti, come un concetto multidimensionale, che si riferisce anche agli obiettivi e alle pratiche organizzative delle aziende in cui i lavoratori operano, al clima sociale sul luogo di lavoro, alle attitudini ed esigenze dei lavoratori, alla corrispondenza tra le aspettative del lavoratore e le caratteristiche dell’occupazione, alla percezione che il lavoratore ha, in termini di soddisfazione, del lavoro che svolge, alle possibilità di sviluppo delle proprie competenze attraverso attività formative. Si tratta quindi di un concetto che racchiude contemporaneamente aspetti soggettivi e oggettivi del lavoro, aspetti intrinseci ed estrinseci.<br />Al fine di una piena traduzione operativa del concetto di qualità del lavoro è necessario individuare degli indicatori che misurino i molteplici aspetti e le varie dimensioni della qualità del lavoro.<br /><br />L’attenzione dell’ISFOL per il tema della qualità del lavoro nasce sin dai primi anni Ottanta, con lo sviluppo di un filone di ricerca contenente diverse attività. Le prime esperienze di studio si sono concentrate su approfondimenti teorici e metodologici. Su tali basi, l’ISFOL ha avviato successivamente una nuova fase caratterizzata dall’esigenza di produrre evidenze empiriche sulla qualità del lavoro in Italia. In questa nuova fase ci si è maggiormente concentrati su aspetti operativi legati principalmente a questioni di misura. Una caratteristica peculiare della nuova fase è l’approccio statistico-quantitativo alla misura della qualità del lavoro. L’attività ha previsto la conduzione di indagini campionarie che hanno permesso di considerare anche questioni legate alla rappresentatività dei fenomeni indagati.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-06T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/copy_of_qualita-del-lavoro">
    <title>XX-Qualità del lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/copy_of_qualita-del-lavoro</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tema della qualità del lavoro è divenuto già da diverso tempo oggetto di ampio dibattito sia a livello comunitario che nazionale. Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da una maggiore competizione a livello mondiale e da significativi cambiamenti demografici, nelle politiche del lavoro e nelle modalità contrattuali, si rileva la necessità di concentrarsi sulla qualità dei posti di lavoro sia per migliorare il benessere dell’individuo a lavoro, sia per accrescere la produttività del lavoro.<br />Il concetto di qualità del lavoro amplia ed estende quello di “condizioni di lavoro”, che fa riferimento agli aspetti ergonomici del posto di lavoro, alla salute del lavoratore e alla sicurezza sul lavoro. Esso si presenta, infatti, come un concetto multidimensionale, che si riferisce anche agli obiettivi e alle pratiche organizzative delle aziende in cui i lavoratori operano, al clima sociale sul luogo di lavoro, alle attitudini ed esigenze dei lavoratori, alla corrispondenza tra le aspettative del lavoratore e le caratteristiche dell’occupazione, alla percezione che il lavoratore ha, in termini di soddisfazione, del lavoro che svolge, alle possibilità di sviluppo delle proprie competenze attraverso attività formative. Si tratta quindi di un concetto che racchiude contemporaneamente aspetti soggettivi e oggettivi del lavoro, aspetti intrinseci ed estrinseci.<br />Al fine di una piena traduzione operativa del concetto di qualità del lavoro è necessario individuare degli indicatori che misuriamo i molteplici aspetti e le varie dimensioni della qualità del lavoro.<br /><br />L’attenzione dell’ISFOL per il tema della qualità del lavoro nasce sin dai primi anni Ottanta, con lo sviluppo di un filone di ricerca contenente diverse attività. Le prime esperienze di studio si sono concentrate su approfondimenti teorici e metodologici. Su tali basi, l’ISFOL ha avviato successivamente una nuova fase caratterizzata dall’esigenza di produrre evidenze empiriche sulla qualità del lavoro in Italia. In questa nuova fase ci si è maggiormente concentrati su aspetti operativi legati principalmente a questioni di misura. Una caratteristica peculiare della nuova fase è l’approccio statistico-quantitativo alla misura della qualità del lavoro. L’attività ha previsto la conduzione di indagini campionarie che hanno permesso di considerare anche questioni legate alla rappresentatività dei fenomeni indagati.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-06T07:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo">
    <title>Professioni: presentato il sistema informativo</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo</link>
    <description>Convegno Isfol-Istat</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Ad aprire il convegno è stato il Presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi che ha definito “spirito pionieristico” quello che ha animato i promotori del progetto per sottolinearne la capacità innovativa e di anticipazione. In particolare ha ricordato che “il valore aggiunto rappresentato dal Sistema informativo sulle professioni è proprio quello di rendere disponibili tutti i dati e le statistiche presenti sul tema delle professioni in base alle esigenze dell’utenza. Questo significa fornire un vero strumento di orientamento”. Ha inoltre sottolineato che “il tratto peculiare di questo sistema è la collaborazione tra diverse Istituzioni, una decina quelle attualmente coinvolte tra cui: Isfol, Istat, Ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, Albo professionale Agrotecnici e altre in procinto di entrare come il Miur, l’Inps e l’Enpam. L’auspicio è quello di riuscire a coinvolgere tutte le Regioni e tutte le Agenzie del lavoro interessate magari attraverso una formalizzazione più solida dei soggetti presenti e l’istituzione di un organismo di coordinamento”. Dello stesso avviso anche il Presidente dell’Istat Giorgio alleva che ha posto l’accento sulla capacità del Sistema di rispondere alla crescente domanda di informazioni rappresentata da una parte dai decisori politici e dall’altra dai cittadini ma anche della committenza istituzionale. A questo proposito si è inserito l’intervento di Salvatore Pirrone Direttore generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione del Ministero del Lavoro che ha parlato del Sistema informativo sulle professioni come di “un’interessantissima esperienza” e ha proseguito ricordando che “spesso le informazioni riguardo le politiche del lavoro sono tante ma sparpagliate. Questo lavoro è importante perché si presta fin da subito per finalità gestionali preziose in un momento come questo di passaggio dalle politiche di sostegno al reddito a quelle attive che prevedono l’attivazione dei soggetti”. Sul versante europeo è intervenuta Mara Brugia Deputy Director del Cedefop che ha ricordato come anche l’Ocse abbia individuato nel Sistema informativo sulle professioni un importante riferimento. A questo punto la parola è passata a Cristina Freguja dell’Istat e Mario Gatti dell’Isfol che hanno illustrato nei particolari il Sistema informativo sulle professioni offrendo anche alcuni esempi di navigazione. Gatti, in particolare, ha sottolineato “la logica elementare sottesa al Sistema: coagulare intorno ad una professione tutti i dati e le informazioni disponibili evitando sovrapposizioni e promuovendo la complementarietà. E ha proseguito ricordando che “questo Sistema offre molti vantaggi e pochi svantaggi. Complessivamente non produce costi, ogni istituzione mantiene i propri dati ma tutte le informazioni, una volta messe a sistema, aumentano esponenzialmente il loro valore”. La seconda parte del seminario ha visto il confronto fra diversi soggetti provenienti dalle Istituzioni e dalle Regioni all’interno di una tavola rotonda coordinata da Grazia Stano Direttore Generale Innovazione e Comunicazione del Ministero del Lavoro sul tema dell’informazione per l’occupazione e la crescita. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Bobba Sottosegretario del Ministero del Lavoro che ha sottolineato come “il servizio pubblico ha il compito di accompagnare i giovani neet che sono attualmente i soggetti più difficili da raggiungere, orientare e collocare”.</p>
<p> I video correlati propongono una guida alla navigazione del Sistema informativo delle professioni e del sito <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">Professionioccupazione.isfol.it</a></p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2015/sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/18-febbraio-2015-il-sistema-informativo-sulle-professioni.-un-insieme-aggiornato-di-dati-utili-sui-percorsi-di-lavoro-di-formazione-e-di-sviluppo-della-carriera">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Highlights</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1011/Presidente_Intervento%20CNEL.pdf?sequence=1">Intervento del Presidente Isfol - Pier Antonio Varesi</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/presentazione-del-sistema-informativo-sulle-professioni">Intervento Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/istat-scheda-professioni">Intervento Istat</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/inps-documento-sul-sistema-informativo-19-feb-2015">Intervento Inps</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/mlps-sisco-scheda-19-feb-2015">Intervento  Ministero del Lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/excelsior">Intervento Excelsior</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/agrotecnici-scheda-professioni-evento-19-feb-2015">Intervento  Collegio Nazionale Agrotecnici</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/regione-liguria-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Regione Liguria</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/veneto-lavoro-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Veneto Lavoro</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-17T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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