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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/sacchi-in-studio-a-il-posto-giusto">
    <title>Sacchi in studio a Il Posto Giusto</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/sacchi-in-studio-a-il-posto-giusto</link>
    <description>Su Rai 3</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La consulenza scientifica dell’Isfol, mettendo a disposizione dati, ricerche, previsioni utili a leggere il mondo del lavoro e a fornire la <i>valigia degli attrezzi</i> a chi voglia trovare “il posto giusto”, si è tradotta quest’anno nella presenza fissa di un nostro esperto in studio, alternativamente Massimiliano Franceschetti e Valeria Scalmato. La prossima puntata parlerà di esperienze di tirocinio di giovani laureati, tutela dei prodotti locali tipici, artigianato di antiche tradizioni, microcredito e scuole di eccellenza.</p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://www.ilpostogiusto.rai.it/dl/portali/site/page/Page-df546307-46b7-4f22-8811-f60d36e9deb5.html" title="">Il Posto Giusto</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-24T14:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/in-isfol-il-primo-workshop-nazionale-esco">
    <title>In Isfol il primo workshop nazionale Esco</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/in-isfol-il-primo-workshop-nazionale-esco</link>
    <description>Incontro tecnico</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel corso dell’incontro sarà possibile puntualizzare il lavoro svolto nel nostro Paese, a confronto con i rappresentanti della Commissione europea  ed i vari esperti e rappresentanti nazionali. I lavori sono stati organizzati in modo da prevedere l’alternanza di  interventi programmati e liberi da parte dei partecipanti, nella prospettiva di favorire lo scambio e l’approfondimento. Per l’Isfol è previsto l’intervento di Sandra D’Agostino e di Saverio Pescuma.</p>
<p>ESCO rientra nell’ambito delle azioni che favoriscono la mobilità per lavoro e studio, elemento chiave dell’agenda europea su cui si concentrano le politiche e le azioni d’intervento della Programmazione 2014-2020 (Europa 2020), orientata a garantire la trasparenza dei titoli, delle qualifiche, delle competenze e delle occupazioni, quale importante volano per l’accesso al mondo del lavoro e per la ripresa economica. La classificazione ESCO può essere scaricata, utilizzata e/o riprodotta gratuitamente per qualsiasi scopo e da qualunque parte interessata e può essere collegata a tassonomie o classificazioni esistenti a fini di integrazione e mappatura. Al momento è stata rilasciata una prima versione in cui risultano censite quasi 5 mila occupazioni e quasi 6 mila competenze.</p>
<p><b>Per approfondimenti</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2015/esco-novembre-2015/programma">Programma</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-23T15:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/audizione-alla-camera-dei-deputati">
    <title>Audizione alla Camera dei deputati</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/audizione-alla-camera-dei-deputati</link>
    <description>Professioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">D’Agostino ha richiamato l’attenzione dell’aula sul contributo metodologico che l’Isfol può fornire al legislatore ed ha illustrato il lavoro svolto insieme ad Istat rispetto alla classificazione delle professioni. Lavoro che parte dalla classificazione internazionale Isco, definita a livello mondiale, tradotta poi da Istat e successivamente specificata da Isfol e Istat, i quali provvedono insieme a descrivere le singole unità professionali. Quindi anche le due figure professionali prese in esame dalla Camera: l’educatore e il pedagogista, sebbene quest’ultimo sia richiamato all’interno “della figura di esperto della progettazione formativa e curriculare che ha tra i suoi lemmi elementari anche la figura del pedagogista” ha precisato D’Agostino.</p>
<p>Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli, D’Agostino ha evidenziato che l’Italia ha ormai da diversi anni avviato il processo di referenziazione delle qualificazioni al Quadro europeo (Eqf). Nel caso specifico “sia la laurea triennale che la magistrale si trovano collocate rispettivamente al livello sesto e settimo del Quadro Eqf” ha aggiunto D’Agostino.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1156">Leggi il testo del documento</a></p>
<p><a href="http://webtv.camera.it/archivio?id=8567&amp;position=0">Guarda il video dell’audizione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-09T11:00:34Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-competenze-del-futuro-nel-non-profit">
    <title>Le competenze del futuro nel non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-competenze-del-futuro-nel-non-profit</link>
    <description>Professioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tra le figure più citate si segnalano, per fare alcuni esempi, educatori professionali, operatori sociosanitari, figure tecniche delle mediazione sociale ed interculturale, psicologi e assistenti sociali. Riguardo la distribuzione geografica dei fabbisogni professionali dall’indagine emerge, per quanto riguarda le Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, una concentrazione soprattutto in Lombardia (25,3%), Veneto (12,4%), Puglia (7,6%) e Sicilia (7,4%). In merito alle Professioni esecutive nel lavoro di ufficio, invece, le esigenze di aggiornamento si registrano in prevalenza in Lombardia (14,9%), Lazio (12%), Toscana (9,7%) e Veneto (9,1%). Il discorso è in parte diverso per quel che concerne le Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi: Lombardia (23,7%), Piemonte (10,3%), Toscana (7,9%) e Veneto (7,6%). Infine il grande gruppo delle Professioni tecniche, che presenta nel complesso un fabbisogno consistente in diverse regioni, tra cui Lombardia (19,3%), Piemonte (10,3%), Toscana (7,4%), Veneto e Sardegna (7% in entrambi i territori). I fabbisogni di conoscenze e competenze naturalmente mutano in base alle professioni citate dai responsabili delle imprese non profit. Per quanto riguarda le Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, tipicamente deputate nell’ambito dell’impresa sociale alla progettazione di interventi, al loro monitoraggio e valutazione, il fabbisogno di aggiornamento si concentra soprattutto sul versante delle conoscenze afferenti alle scienze sociali e psicosociali. Per il grande gruppo delle Professioni tecniche - a cui sono riconducibili tutte le figure che animano i servizi e gli interventi sociali territoriali - si segnala invece la necessità di aggiornare le competenze relative alla soluzione di problemi complessi, orientamento al servizio, valutazione e capacità di prendere decisioni. L’indagine “Audit sui fabbisogni professionali delle imprese non profit” dell’Isfol contribuisce ad alimentare il portale <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">professionioccupazione.isfol.it</a>, all’interno del quale sono descritte tutte le professioni esistenti in Italia (800 scheda di Unità professionali), con particolare riferimento ai fabbisogni delle imprese, ai contenuti professionali, alle previsioni di occupazione a medio termine a livello nazionale e regionale, alle previsioni sugli andamenti dell’economia e dell’occupazione settoriale nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/documenti/it/audit_imprese_no_profit.doc" title="">Nota dell'Audit</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-26T08:44:45Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/i-nuovi-risultatti-dell2019audit-isfol">
    <title>I nuovi risultati dell'Audit Isfol</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/i-nuovi-risultatti-dell2019audit-isfol</link>
    <description>Professioni, le competenze da aggiornare in azienda </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I dati contenuti nella ricerca rappresentano la media biennale delle due edizioni dell’indagine che si è basata su un campione nazionale di circa 35.000 imprese private con almeno un dipendente con un contratto a tempo indeterminato, a termine, di apprendistato e lavoro stagionale. Di queste il 33% (circa 510 mila) dichiarano di avere in azienda almeno una figura per cui si registra un fabbisogno professionale da soddisfare nell’arco dei prossimi mesi con specifiche attività di formazione.</p>
<p>Riguardo le professioni, quelle per cui si registrano le esigenze più forti di aggiornamento appartengono ai seguenti quattro grandi gruppi: <i>professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi</i> (23,9%); <i>artigiani, operai specializzati e agricoltori</i> (22,9%); <i>professioni tecniche</i> (20%); <i>esecutive nel lavoro di ufficio</i> (18,3%). A questo proposito la ricerca indiga anche la distribuzione territoriale dei fabbisogni in merito ai grandi gruppi professionali registrando questa ripartizione: per quanto riguarda le <i>professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi</i> il fabbisogno si concentra soprattutto in Lombardia (13,8%), Veneto (9%), Toscana (8,3%), Puglia (8,1%) e Sicilia (7,9%). Il gruppo degli <i>artigiani, operai specializzati e agricoltori</i> presenta un fabbisogno consistente soprattutto al Sud, con percentuali di rilievo in diverse regioni, tra cui Puglia (8%), Campania (7,8%) e Sicilia (7,6%). Per le <i>professioni tecniche</i> il fabbisogno è prevalente in Lombardia (21,3%), Veneto (11,3%), Emilia Romagna (8,8%) e Campania (8,5%). Le esigenze di aggiornamento relative alle <i>professioni esecutive nel lavoro di ufficio</i> si concentrano in prevalenza in Lombardia (14,8%), Veneto (10,3%), Lazio (9,4%) e Campania (8,9%).</p>
<p>L’Audit contribuisce ad alimentare il portale <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">professionioccupazione.isfol.it</a> che descrive tutte le professioni esistenti in Italia (800 schede di Unità Professionali), con un’attenzione particolare all’analisi dei fabbisogni delle imprese, ai contenuti professionali, alle previsioni di occupazione a medio termine a livello nazionale e regionale, alle previsioni sugli andamenti dell’economia e dell’occupazione settoriale nei prossimi anni.</p>
<p><a href="http://professionioccupazione.isfol.it/downloads/nota_audit_fabbisogni.pdf">Audit sui fabbisogni professionali contingenti</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni/professioni" class="internal-link" title="">Pagina tematica sulle Professioni</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/26-marzo-2015-2013-tecnici-figure-del-commercio-e-artigiani-ecco-le-conoscenze-e-le-competenze-importanti-per-il-futuro.-i-nuovi-risultati-dell2019audit-isfol" class="internal-link" title="">Comunicato Stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-03-26T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/mediateca/video-tematici/tutorial-www.professionioccupazione.isfol.it">
    <title>Tutorial Professionioccupazione.isfol.it</title>
    <link>http://old.isfol.it/mediateca/video-tematici/tutorial-www.professionioccupazione.isfol.it</link>
    <description>Una guida per navigare e utilizzare al meglio tutti i servizi e le informazioni del sito Professionioccupazione.isfol.it, un polo informativo dedicato a chi vuole individuare la professione che fa per se, agli operatori della formazione, dei centri per l'impiego e i decisori politici. Un nodo informativo dove si incrociano i dati su fabbisogni professionali, occupazione e lavoro, messi a disposizione da diverse Istituzioni tra cui Isfol, Istat, Ministero del Lavoro, Inail e Unioncamere.</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-17T09:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Video</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo">
    <title>Professioni: presentato il sistema informativo</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo</link>
    <description>Convegno Isfol-Istat</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Ad aprire il convegno è stato il Presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi che ha definito “spirito pionieristico” quello che ha animato i promotori del progetto per sottolinearne la capacità innovativa e di anticipazione. In particolare ha ricordato che “il valore aggiunto rappresentato dal Sistema informativo sulle professioni è proprio quello di rendere disponibili tutti i dati e le statistiche presenti sul tema delle professioni in base alle esigenze dell’utenza. Questo significa fornire un vero strumento di orientamento”. Ha inoltre sottolineato che “il tratto peculiare di questo sistema è la collaborazione tra diverse Istituzioni, una decina quelle attualmente coinvolte tra cui: Isfol, Istat, Ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, Albo professionale Agrotecnici e altre in procinto di entrare come il Miur, l’Inps e l’Enpam. L’auspicio è quello di riuscire a coinvolgere tutte le Regioni e tutte le Agenzie del lavoro interessate magari attraverso una formalizzazione più solida dei soggetti presenti e l’istituzione di un organismo di coordinamento”. Dello stesso avviso anche il Presidente dell’Istat Giorgio alleva che ha posto l’accento sulla capacità del Sistema di rispondere alla crescente domanda di informazioni rappresentata da una parte dai decisori politici e dall’altra dai cittadini ma anche della committenza istituzionale. A questo proposito si è inserito l’intervento di Salvatore Pirrone Direttore generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione del Ministero del Lavoro che ha parlato del Sistema informativo sulle professioni come di “un’interessantissima esperienza” e ha proseguito ricordando che “spesso le informazioni riguardo le politiche del lavoro sono tante ma sparpagliate. Questo lavoro è importante perché si presta fin da subito per finalità gestionali preziose in un momento come questo di passaggio dalle politiche di sostegno al reddito a quelle attive che prevedono l’attivazione dei soggetti”. Sul versante europeo è intervenuta Mara Brugia Deputy Director del Cedefop che ha ricordato come anche l’Ocse abbia individuato nel Sistema informativo sulle professioni un importante riferimento. A questo punto la parola è passata a Cristina Freguja dell’Istat e Mario Gatti dell’Isfol che hanno illustrato nei particolari il Sistema informativo sulle professioni offrendo anche alcuni esempi di navigazione. Gatti, in particolare, ha sottolineato “la logica elementare sottesa al Sistema: coagulare intorno ad una professione tutti i dati e le informazioni disponibili evitando sovrapposizioni e promuovendo la complementarietà. E ha proseguito ricordando che “questo Sistema offre molti vantaggi e pochi svantaggi. Complessivamente non produce costi, ogni istituzione mantiene i propri dati ma tutte le informazioni, una volta messe a sistema, aumentano esponenzialmente il loro valore”. La seconda parte del seminario ha visto il confronto fra diversi soggetti provenienti dalle Istituzioni e dalle Regioni all’interno di una tavola rotonda coordinata da Grazia Stano Direttore Generale Innovazione e Comunicazione del Ministero del Lavoro sul tema dell’informazione per l’occupazione e la crescita. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Bobba Sottosegretario del Ministero del Lavoro che ha sottolineato come “il servizio pubblico ha il compito di accompagnare i giovani neet che sono attualmente i soggetti più difficili da raggiungere, orientare e collocare”.</p>
<p> I video correlati propongono una guida alla navigazione del Sistema informativo delle professioni e del sito <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">Professionioccupazione.isfol.it</a></p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2015/sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/18-febbraio-2015-il-sistema-informativo-sulle-professioni.-un-insieme-aggiornato-di-dati-utili-sui-percorsi-di-lavoro-di-formazione-e-di-sviluppo-della-carriera">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Highlights</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1011/Presidente_Intervento%20CNEL.pdf?sequence=1">Intervento del Presidente Isfol - Pier Antonio Varesi</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/presentazione-del-sistema-informativo-sulle-professioni">Intervento Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/istat-scheda-professioni">Intervento Istat</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/inps-documento-sul-sistema-informativo-19-feb-2015">Intervento Inps</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/mlps-sisco-scheda-19-feb-2015">Intervento  Ministero del Lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/excelsior">Intervento Excelsior</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/agrotecnici-scheda-professioni-evento-19-feb-2015">Intervento  Collegio Nazionale Agrotecnici</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/regione-liguria-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Regione Liguria</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/veneto-lavoro-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Veneto Lavoro</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-17T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/figure-professionali-relative-a-settori-strategici-per-lo-sviluppo-sostenibile">
    <title>Figure professionali relative a settori strategici per lo sviluppo sostenibile</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/figure-professionali-relative-a-settori-strategici-per-lo-sviluppo-sostenibile</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Questo versante di indagine è volto ad individuare e descrivere, rispetto a settori prioritari di intervento, figure professionali innovative o da riqualificare la cui innovatività è data dalla rilevanza strategica dal punto di vista della sostenibilità e dalla possibilità di attivare processi a basso impatto ambientale. Obiettivo specifico di questo ambito di ricerca è quello di fornire indicazione sulla domanda di lavoro espressa e potenziale e di individuare i fabbisogni di competenze espressi e potenziali e la strategia formativa più idonea a riprodurle.</p>
<p style="text-align: justify; ">E’ in fase di realizzazione la seconda fase della ricerca relativa all’analisi dei fabbisogni professionali e formativi delle figure professionali individuate.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le figure professionali sono state analiticamente descritte in termini di profilo professionale, compiti lavorativi, competenze e altri aspetti connotativi. Per alcune delle figure professionali individuate si è proceduto alla progettazione formativa in chiave sistemica.</p>
<p style="text-align: justify; ">I risultati di queste ricerche sono stati adottati da più soggetti: enti di formazione pubblici e privati, regioni, università. </p>
<p><a class="external-link" href="http://www.ifolamb.isti.cnr.it/figure/index.html">........IFOLAMB - Figure professionali ambientali</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulle-professioni-isfol-istat">
    <title>Indagine campionaria sulle professioni Isfol-Istat</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulle-professioni-isfol-istat</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Realizzata su  base quinquennale, attraverso interviste ai lavoratori misura, utilizzando tassonomie standardizzate relativamente a skills, conoscenze, attitudini, ecc.,  il livello di importanza e il grado  di complessità necessari per svolgere le performance lavorative delle 800 Unità Professionali della classificazione. I risultati della Indagine campionaria consentono di avere la rappresentazione delle caratteristiche medie  del lavoro per unità professionale e conseguentemente disegnano il panorama del capitale umano circolante in Italia.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per informazioni: <a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/contatti.php?top=1&amp;id_menu_principale=1&amp;div=white&amp;flag_reset=0&amp;lang=it&amp;testo_percorso" title="">segnalazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/analisi-ricorrenti/studi-anticipatori-sulla-domanda-di-lavoro-per-professioni">
    <title>Studi anticipatori sulla domanda di lavoro per professioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/analisi-ricorrenti/studi-anticipatori-sulla-domanda-di-lavoro-per-professioni</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Sul versante quantitativo, su base annuale vengono elaborate  le <b><i>previsioni sugli andamenti settoriali dell’economia e dell’occupazione per settore e  per professioni</i></b>. Le proiezioni di medio termine (5 anni) elaborate, sia a livello nazionale che regionale, vengono realizzate attraverso l’utilizzo di tecniche econometriche (modello multisettoriale per gli andamenti economici e occupazionali) e matematiche (proiezioni a coefficienti fissi e variabili per l’andamento delle professioni).</p>
<p style="text-align: justify; ">Per informazioni: <a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/contatti.php?top=1&amp;id_menu_principale=1&amp;div=white&amp;flag_reset=0&amp;lang=it&amp;testo_percorso" title="">segnalazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>analisi ricorrenti</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni/professioni">
    <title>Professioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni/professioni</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il tema delle Professioni rappresenta il <i>fil rouge</i> di una serie di attività di studio, analisi e ricerca sviluppate dall’Isfol per fornire elementi di conoscenza su struttura e dinamiche di cambiamento della forza lavoro e quindi del capitale umano finalizzati a  favorire  l’accesso e la permanenza nel mercato del lavoro e consentire la progettazione di adeguati interventi formativi. </p>
<p>In questo contesto diviene centrale la necessità di capire quali sono oggi le novità che caratterizzano la dimensione professionale di figure intellettuali, impiegatizie e operaie nonché di comprendere e prevedere in quale direzione evolveranno, nel breve e nel medio termine, i saperi, le competenze e le opportunità occupazionali per le diverse professioni.</p>
<p>Sul sito <a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/" title="">professionioccupazione.isfol.it </a>sono consultabili le previsioni di assunzione previste in Italia per i prossimi anni per aggregati di professioni e presto saranno a disposizione anche i risultati dell’indagine sui fabbisogni formativi dei lavoratori.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-12T13:59:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-e-mercato-del-lavoro">
    <title>Professioni e mercato del lavoro </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-e-mercato-del-lavoro</link>
    <description>Indagine Isfol-Istat </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I risultati mettono in luce una diminuzione di oltre 500 mila unità tra il 2008 e il 2012. I più colpiti risultano essere gli artigiani e gli operai specializzati che perdono 555 mila occupati, mentre le professioni impegnate in attività elementari sia di produzione che di servizio aumentano di 538 mila unità. Nei tre anni precedenti l’intervista solo una professione su quattro ha sperimentato dei cambiamenti nelle modalità di svolgimento del lavoro, di contro oltre 14 milioni di occupati esprimono la necessità di aggiornare le conoscenze e competenze acquisite o di apprenderne di nuove ma solo poco più della metà delle professioni previste dalla classificazione svolge attività di sviluppo delle professionalità acquisite almeno una volta l’anno.</p>
<p>La ricerca ha individuato come “fattori di protezione” nei confronti della crisi e della perdita del posto di  lavoro “elasticità”, “creatività” e “resilienza” e ha identificato tra le professioni che contengono maggiormente questi fattori quelle del ricercatore nell’ambito delle science mediche (86,5 in una scala da 0 a 100) e del docente universitario in scienze biologiche (84,4). Nelle professioni in cui tali caratteristiche sono più diffuse nel 2012 risultano impiegate nel complesso 1 milione e 571 mila persone, pari al 6,8 per cento del totale degli occupati.</p>
<p>Tra le professioni che offrono buone possibilità di realizzare le aspirazioni professionali si annoverano quelle dell’artigianato, chi le svolge riceve anche un buon riconoscimento dei propri meriti (58,2 in una scala da 0 a 100), certamente più di quanto accada a chi svolge una professione di elevata specializzazione (55.2). Queste ultime, infatti, rispetto al riconoscimento dei propri meriti, sono penultime in graduatoria, seguite solo dalle professioni operaie non qualificate. Tra gli occupati che percepiscono maggiormente l’insicurezza del proprio lavoro vi è una netta predominanza degli addetti ai call center (11,3 in una scala da 0 a 100 dove 0 indica molto insicuro e 100 molto sicuro) e le professioni dello spettacolo (20,7). All’estremo opposto, l’insicurezza minima si registra nelle professioni universitarie (82,9 per cento), nella magistratura (89,1), gli ambasciatori (78,5) e le professioni della pubblica sicurezza (88,8).</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/23-settembre-2014-le-professioni-in-tempo-di-crisi-competenze-abilita-e-condizioni-di-lavoro">Comunicato Stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-09-23T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/necessario-rafforzare-conoscenze-e-skills-per-il-33-delle-imprese-italiane">
    <title>Rafforzare conoscenze e skills per il 33% delle imprese </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/necessario-rafforzare-conoscenze-e-skills-per-il-33-delle-imprese-italiane</link>
    <description>Indagine sulle professioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>In Italia imprenditori e responsabili di aziende ritengono investire sulle competenze mediante attività di aggiornamento, di affiancamento o con la partecipazione a corsi di formazione.</p>
<p>Tra i settori economici in cui si registra una maggiore domanda di formazione si segnala quello industriale con particolare riguardo alla fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (50%), fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e fabbricazione di prodotti chimici (42%), farmaceutici di base e di preparati farmaceutici (41%). Nel comparto dei servizi significativo il settore delle attività finanziarie e assicurative (45% sul complesso del comparto) e quell’informazione e della comunicazione (44%).</p>
<p>Per quanto attiene invece alle professioni che necessitano di più aggiornamenti nelle prime posizioni si collocano quelle legate alle attività commerciali e nei servizi (25%); degli artigiani, operai specializzati e agricoltori (23%); delle professioni tecniche (20%) e quelle legate ai lavori di ufficio (18%).</p>
<p>Altro aspetto significativo dello studio è quello legato al territorio. Sono infatti le regioni meridionali, nello specifico Basilicata, Molise, Sardegna, Campania e Puglia, quelle nelle quali le imprese esprimono una maggiore domanda di formazione con percentuali superiori alla media nazionale.</p>
<p><b> </b></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni">http://www.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni</a></p>
<p>Il portale <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">http://professionioccupazione.isfol.it/</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicazione/comunicati/archivio/31-marzo-2014-un2019impresa-su-tre-ha-la-necessita-di-aggiornare-le-competenze-dei-propri-lavoratori">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicazione/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/31-marzo-2014-i-fabbisogni-professionali-delle-imprese">Isfol Appunti 'I fabbisogni professionali delle imprese'</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-03-31T09:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/ventidue-figure-professionali-per-riqualificare-le-citta">
    <title>Ventidue figure professionali per riqualificare le città</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/ventidue-figure-professionali-per-riqualificare-le-citta</link>
    <description>Sviluppo sostenibile</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nodo centrale della relazione di apertura della giornata, affidata a Maria Teresa Palleschi (responsabile Isfol del <a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/sviluppo-sostenibile/sviluppo-sostenibile" class="internal-link" title="">gruppo di ricerca</a>), è stata la discussione del ruolo strategico svolto dalle città per la riqualificazione sostenibile dei contesti urbani. “Sono infatti le città – sostiene la Palleschi - i luoghi in cui sarà sempre più necessario disporre di figure ambientali strategiche in grado di ottimizzare le risorse esistenti e compiere scelte oculate che non facciano disperdere quelle che saranno dedicate a tali fini”. Obiettivo dello studio è stato quindi quello di fornire alle amministrazioni pubbliche delle città un supporto all’implementazioni di azioni efficaci per una riqualificazione sostenibile dando spunti concreti alla progettazione di iter formativi mirati e quindi al rafforzamento dei sistemi regionali della formazione. Tra gli ambiti presi in considerazione la pianificazione urbanistica sostenibile e valutazione economica della fattibilità di piani e progetti, il risparmio, valorizzazione e salvaguardia delle risorse ambientali e il verde urbano, la mobilità urbana e metropolitana sostenibile, la pianificazione e la valorizzazione del patrimonio edilizio e housing sociale.</p>
<p>Lo studio ha inoltre la peculiarità di aver analizzato casi concreti su tre aree metropolitane italiane (Milano, Roma, Napoli) e due europee (Berlino e Parigi). Proporre quindi soluzioni per la riqualificazione urbana, affrontando le questioni della sostenibilità connesse all’urbanistica, alla pianificazione e valorizzazione del patrimonio edilizio, alla mobilità e al rinnovamento delle reti energetiche, è sembrata la strada giusta per contribuire alla rigenerazione delle città in cui viviamo, nell’ottica delle prerogative e dei compiti a cui è chiamato l’Isfol.</p>
<p><strong>Per appronfondire:</strong></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=19605">Il volume</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-12-12T12:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>




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