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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit">
    <title>Le professioni sociali nelle organizzazioni non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit</link>
    <description>Risorse umane </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo da questi due assunti prende le mosse l’articolo di Annalisa Turchini e Michele Cuppone apparso sul secondo numero  de I Quaderni di Economia Sociale. I due ricercatori della Struttura Inclusione Sociale dell’Isfol hanno proposto un affondo sul tema de “Le risorse umane nelle imprese human intensive” attraverso il quale hanno indagato il mondo delle professioni sociali che operano all’interno delle organizzazioni non profit con particolare riguardo per le Fondazioni, ossia quei soggetti caratterizzati dall’obbligo di mettere a disposizione il proprio patrimonio esclusivamente per il raggiungimento dei fini sociali stabiliti.  Un primo aspetto affrontato nell’articolo è quello legato alla classificazione delle professioni sociali indispensabile per identificare e differenziare i lavoratori che operano all’interno dei contesti non profit e nello specifico delle Fondazioni. Il riferimento adottato è quello della Classificazione delle Professioni (CP2011) realizzata dall’Istat in collaborazione con l’Isfol, secondo la quale le professioni sociali risultano articolate come segue: sociologi, assistenti sociali specializzati, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, addetti all’assistenza personale, professioni qualificate nei servizi sociali. Nelle Fondazioni l’incidenza delle professioni sociali sul totale degli addetti è del 44,3% che in valori assoluti si traduce in circa 14mila unità. Di queste il gruppo più consistente è costituito dai cosiddetti operatori socio-saitari (OSS) che conta più della metà degli addetti delle Fondazioni (55,9%) e rappresenta una delle poche figure professionali normate a livello nazionale. Seguono con il 28,5% gli addetti all’assistenza personale che formando un gruppo di professioni non regolamentato presentano un alto livello di diversificazione territoriale dei contenuti professionali. In coda si trovano gli educatori professionali (9,9%), i sociologi (0,5%) e infine i tecnici del reinserimento (0,7%). Da questo quadro si deduce che l’azione delle Fondazioni nei servizi sociali è caratterizzata dal ricorso ad un mix di risorse umane di livello medio e da una consistente presenza di “bassi profili” la cui regia è affidata a un numero esiguo di figure di coordinamento. Tutto ciò all’interno di un contesto di scarsa regolamentazione professionale nel quale è difficile individuare percorsi di qualifica e mansioni da realizzare. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane l’articolo di Turchini e Cuppone dimostra che le Onp, a causa della scarsità di risorse economiche, scelgono di ricorrere a incentivi immateriali per motivare il proprio personale che si concretizzano nei corsi di formazione e nel coinvolgimento attivo nei processi decisionali.  Le Fondazioni, in particolare, investono molto sulla formazione dei soggetti impiegati nell’impresa, siano essi dipendenti o volontari, con quote così ripartite:  nel 47,1% dei casi sulla formazione continua, si prosegue con l’alta formazione (28,3%) fino  ad arrivare alla formazione specialistica (14,3%) e a quella destinata ai corsi di base per chi inizia il percorso di attività all’interno delle ONP (11,6%). Su questo tema l’articolo anticipa i contenuti di una ricerca Isfol di prossima uscita intitolata “Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni”, all’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine realizzata su un campione di Fondazioni che operano nei servizi sociali.  </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/woocommerce_uploads/2016/09/ques_2_2016_web.pdf">Articolo Turchini-Cuppone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T14:35:36Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/un-nuovo-modello-di-sviluppo-e-possibile">
    <title>Un nuovo modello di sviluppo è possibile </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/un-nuovo-modello-di-sviluppo-e-possibile</link>
    <description>Economia civile</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Su questo interrogativo nel febbraio scorso il Centro Servizi per il Volontariato (Cesvol) di Terni e il Dipartimento di Economia dell’Università di Perugia hanno avviato  con la collaborazione di CCIAA Terni un ciclo di incontri interdisciplinari per capire come il settore imprenditoriale della provincia umbra si relazioni con il Terzo Settore nella cura del territorio e della comunità,  e come le organizzazione solidaristiche possano a loro volta esercitare nei confronti delle imprese ruoli di stimolo per la promozione dell’Economia Civile. Tra gli esperti intervenuti nei seminari dei mesi passati si possono citare Leonardo Becchetti (Ordinario di Economia a Roma Tor Vergata) e Roberto Museo (Direttore CSVnet), il ciclo di incontri si chiuderà il prossimo 7 ottobre con la <i>lectio magistralis</i>  di Stefano Zamagni (Università di Bologna).</p>
<p style="text-align: justify; ">Nel quinto incontro dedicato a “Infrastrutture per l’economia civile”,  tenutosi sabato 28 maggio presso il Cesvol di Terni, la relazione centrale è stata affidata ad Antonello Scialdone, primo ricercatore Isfol attualmente impegnato nella <i>Struttura di Coordinamento scientifico</i> del Dipartimento ‘Lavoro e politiche sociali’. Ricordando che la costruzione di circuiti di partenariato virtuoso tra pubblico, privato e non profit  viene invocata dalla strategia europea in tema di investimenti sociali, Scialdone ha proposto una rilettura di approcci ed esperienze che, abbracciando la letteratura internazionale, si è incentrata sull’analisi delle condizioni di efficacia delle collaborazioni, sulla disamina dei ruoli dei vari attori e sui dispositivi che sembrano agevolare la condivisione di conoscenza e l’assunzione di decisioni collettive. E’ stata messa in evidenza pure la necessità di ‘infrastrutture intangibili’  che sono fondate eminentemente sulle dimensioni dell’interazione e che riguardano la varietà di orientamenti culturali, la qualità delle connessioni e la capacità di mobilitare risorse nascoste o sottoutilizzate. Nel corso dell’incontro Scialdone non ha omesso di considerare una serie di limiti e di aspetti critici delle esperienze di cooperazione in questione, non trascurando il rischio di mancato conseguimento degli obiettivi ed anzi di veri e propri fallimenti dell’azione di networking. Una funzione rilevante al proposito viene assolta non solo dal ricorso a metodologie finalizzate all’apprendimento interorganizzativo o dalla disponibilità di spazi vocati allo scambio e alla ‘fertilizzazione reciproca’. Ciò che più conta è “<i>avere presente che si tratta di processi che richiedono tempo e che scommettono su impatti differiti nel tempo, oltre che allargati al contesto. Per questi motivi non è prudente né utile assumere aspettative prospettive di breve termine, mentre è necessario condividere una visione di futuro che possa sostenere l’aspettativa di ‘dividendi’  non ravvicinati. Del resto fiducia e responsabilizzazione sono chiavi dell’economia civile</i> –ha concluso Scialdone-<i>, al pari della convinzione che la fiducia possa generare altra fiducia</i>”.</p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/infrastrutture-per-l2019economia-civile/programma" class="internal-link" title="">Programma 28 maggio</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.cesvol.it/insieme-per-uneconomia-civile/" title="">Cesvol</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1282">Infrastrutture per l’economia civile. Relazione di A. Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-01T11:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-capitale-umano-e-il-non-profit">
    <title>Il capitale umano e il non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-capitale-umano-e-il-non-profit</link>
    <description>Infoday del Terzo Settore</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Nella sessione riservata al capitale umano è presente l’Isfol, che dedica un approfondimento alla relazione tra nonprofit e risorse umane. Ad alternarsi al tavolo di presidenza, coordinati da Antonello Scialdone (esperto delle tematiche del terzo settore), Simone Casadei, Elisabetta Perulli e Giusy Montalbano. L’intervento di Casadei si concentra sui risultati dell’Audit dei fabbisogni delle imprese non profit, e mira ad evidenziare conoscenze e skills degli operatori, oltre ad analizzare gli ambiti nei quali esse devono svilupparsi nel tempo. Nell’altra presentazione Perulli e Montalbano affrontano il tema della validazione degli apprendimenti non formali e informali, con particolare all’attestazione e alla certificazione delle competenze acquisite in attività di servizio civile nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, e all’esperienza in corso nel territorio laziale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Partendo da considerazioni teoriche sul ruolo del Terzo Settore, l’InfoDay ha lo scopo di fornire momenti concreti di orientamento e training point, testimonianze e casi-studio, dibattiti e tavole rotonde, simulazioni di colloqui di lavoro e di strategie utili ad esprimere al meglio talenti e capacità. Presenti alla giornata, tra gli altri, <b>Pietro Barbieri </b>(Portavoce Nazionale Forum), <b>Luigi Bobba</b> (Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle politiche sociali),<b> Giacomo D’Arrigo </b>(Direttore Agenzia Nazionale Giovani) e<b> Lucia Valente</b> (Assessore al Lavoro e Pari opportunità della Regione Lazio).</p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/info-day-terzo-settore/programma">Programma dell’evento</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1250">Slide Elisabetta Perulli</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Formazione_apprendimento/certificazione-delle-competenze/copy_of_validazione-e-certificazione-delle-competenze">Validazione e certificazione delle competenze</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/isfol-europa/garanzia-giovani">Garanzia Giovani</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1249">Slide Simone Casadei</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni">Sito Professioni</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/audit-dei-fabbisogni-professionali">Audit dei fabbisogni professionali</a></p>
<p><a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">Professionioccupazione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-04-05T09:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/conferenza-finale-active-inclusion-learning-network">
    <title>Conferenza finale Active Inclusion Learning Network</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/conferenza-finale-active-inclusion-learning-network</link>
    <description>Transnazionalità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="western">A conclusione del lungo e intenso lavoro solto nel corso degli ultimi anni si è svolta a Roma, il 19 e il 20 maggio, la conferenza finale. L’evento conclusivo, organizzata dall'Isfol e dal <a href="https://www.gov.uk/government/organisations/national-offender-management-service">National Offender Management Service </a>(Noms – agenzia del ministero della Giustizia britannico), ha coinvolto attivamente un centinaio di rappresentanti provenienti da molti Paesi dell'Ue. Hanno preso parte all'incontro e animato la discussione esperti della Commissione europea, Autorità di gestione Fse, esponenti del mondo politico, del privato sociale, delle Organizzazioni non governative e delle Federazioni europee del settore. Alle relazioni e discussioni plenarie si sono alternate alcune sessioni tematiche su aspetti specifici. Obiettivo comune individuare e porre in rilievo le <i>best practice</i> nazionali, utili per elaborare raccomandazioni per le politiche pubbliche da adottare a favore delle fasce di popolazione maggiormente a rischio di esclusione sociale (giovani Neet, persone senza fissa dimora, soggetti sottoposti a provvedimenti giudiziari, disabili fisici e psichici, famiglie in difficoltà).</p>
<p class="western">Uno dei nuclei principali attorno al quale si sono articolate le riflessioni è stato il <i>Research report</i> realizzato dal professor Ian Durnescu in collaborazione con un gruppo di ricerca del quale ha fatto parte anche l’Isfol. La pubblicazione contiene gli esiti di una vasta indagine transnazionale sulle strategie di inclusione sociale destinate a differenti gruppi in condizioni di svantaggio. Nel vengono evidenziate le migliori pratiche adottate in 17 stati membri, un ricco catalogo di buoni esempi che possono essere condivisi ed estesi nella pratica in altri contesti. In un convegno che, come ha dichiarato Francesca Emmett del Noms, nel suo intervento conclusivo, ha fornito stimoli per l'indirizzo delle <i>policy</i> nazionali ed è stato “specchio di emozioni e di sfide”.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-22T09:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/mediateca/video-interviste/laformazione-professionale-per-lo-sviluppo.-intervista-a-donatella-gobbi">
    <title>La formazione professionale per lo sviluppo. Intervista a Donatella Gobbi</title>
    <link>http://old.isfol.it/mediateca/video-interviste/laformazione-professionale-per-lo-sviluppo.-intervista-a-donatella-gobbi</link>
    <description>Nell'anno Europeo per lo sviluppo, la Commissione europea pone l'accento sul ruolo della formazione professionale come elemento di crescita. Su questo tema, l'Unità DEVCO B3 Occupazione, Inclusione Sociale, Migrazioni, ha elaborato una concept note, Vocational Education and Training in European Development Cooperation. Ce ne parla Donatella Gobbi, ricercatrice Isfol e autrice della nota.</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-11T11:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Video</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicato-il-volume-che-indaga-il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">
    <title>Pubblicato il volume che indaga il non profit nell'erogazione dei servizi sociali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicato-il-volume-che-indaga-il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali</link>
    <description>Il welfare che cambia</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo studio fornisce una chiara fotografia del non profit in Italia evidenziando come questo sistema non presenti carenze e inefficienze, quanto piuttosto una sorta di negligenza verso le “persone reali”, da una parte nei confronti dei cittadini fruitori dei servizi stessi, che in molti casi si trovano costretti a far fronte a deficit dei servizi territoriali ricorrendo a fornitori “di cura” in nero, e dall’altra nei confronti dei lavoratori presso i servizi che si trovano a vivere un forte squilibrio tra ruolo sociale e reddito. Aspetto interessante dello studio è quello relativo all’identikit del lavoratore dei servizi sociali che risulta essere generalmente un dipendente a tempo indeterminato, donna, con adeguata qualificazione professionale, con retribuzione medio basse e per di più sovra-professionalizzato ossia in possesso di conoscenze e competenze spesso superiori al ruolo ricoperto. Per ciò che attiene alla governance generalmente praticata emerge il ricorso a processi decisionali democratici e allargati ad ampie fasce di lavoratori/trici, che porta alla riduzione di figure dirigenziali. La tendenza è quella di privilegiare la responsabilizzazione dei gruppi di lavoro e dei singoli operatori attraverso diffusi processi di co-decisione.</p>
<p>Importante punto di forza è la rete di collaborazione, ampia e diversificata sia in ambito istituzionale che nel campo degli altri attori del non profit e che si ramifica fino a coinvolgere istanze sociali non formalizzate.</p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20238">Testo integrale della ricerca – Il welfare che cambia: il non profit nell’erogazione dei servizi sociali</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Pagina tematica Economia sociale e non profit</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/mediateca/video-interviste/il-welfare-che-cambia.-intervista-ad-annalisa-turchini">Video intervista ad Annalisa Turchini</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">Notizia: Il non profit nell’erogazione dei servizi sociali</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/25-febbraio-2015-il-welfare-che-cambia-il-non-profit-nell2019erogazione-dei-servizi-sociali" class="internal-link" title="">Comunicato stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-25T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte">
    <title>Le opportunità per il terzo settore in Piemonte</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte</link>
    <description>La mappatura delle organizzazioni non profit</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Due le tavole rotonde che hanno dato vita al dibattito della giornata: la prima dal titolo “Verso il registro unico del Terzo Settore: il dialogo fra le istituzioni detentrici dei dati” a cui sono stati invitati: Istat, Agenzia delle Entrate, Unioncamere, Prefetture e Regione Piemonte; e la seconda dal titolo “Il ruolo dei fondi strutturali e dei programmi europei per lo sviluppo del non profit” a cui sono stati invitati esperti, rappresentanti del mondo del non profit e gli assessori della Giunta Regionale del Piemonte interessati al tema del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify; ">La giornata è stata l’occasione per presentare il lavoro svolto relativamente alla sperimentazione del sistema informativo come base dati aggiornabile e affidabile per costruire mappature e svolgere indagini a basso costo, confronti scientifici e gli scambi informativi significativi per migliorare le procedure e le funzionalità in un’ottica di miglioramento della capacità istituzionale del sistema, gli elementi di benchmark utili alla costituzione del Registro Unico, con informazioni che riguardano le tipologie organizzative del non profit articolate per competenza: dagli enti territoriali alle amministrazioni centrali, dalle fonti private a quelle di rappresentanza.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per l’Isfol erano presenti Enrico Spataro (Coordinatore Gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale non profit</a>) e Anna Elisa Carbone (Ricercatrice del Gruppo di ricerca Economia sociale e non profit) che ha seguito direttamente la realizzazione dell’Archivio Sperimentale Piemonte.</p>
<p>Vedi anche il <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/21-novembre-2014-le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte">Comunicato stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-21T15:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/terzo-settore-e-impresa-sociale-audizione-del-presidente-varesi-1">
    <title>Terzo Settore e impresa sociale: audizione del presidente Varesi</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/terzo-settore-e-impresa-sociale-audizione-del-presidente-varesi-1</link>
    <description>Alla Camera dei Deputati</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="Normal">Nel corso di questa nuova audizione è stata sottolineata fra l’altro la necessità di identificare le varie categorie di soggetti attivi in questo ambito, al fine di consentire una differenziazione dal punto di vista degli incentivi, delle regole, dei vincoli e dei regimi fiscali. Dall’analisi degli atti regionali e provinciali effettuata dall’Isfol è inoltre emersa la necessità di migliorare il sistema informativo poiché sono stati rilevati più di 300 registri disomogenei e lacunosi. Varesi pertanto ha segnalato che sarebbe opportuno un luogo di reperimento unico delle informazioni e il prototipo realizzato dall’Istituto, <a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/strumenti-per-le-analisi/sionp-2013-sistema-informativo-sulle-organizzazioni-no-profit">SIONP</a>- Sistema Informativo sulle Organizzazioni No Profit, che raccoglie gran parte delle realtà operanti nel Terzo settore iscritte nei registri/albi ufficiali, potrebbe costituire la base per la costruzione del futuro Registro Unificato delle organizzazioni del Terzo settore. Il Presidente ha infatti ricordato che SIONP è già stato inserito da qualche anno dal ministero del Lavoro nel Piano statistico nazionale ed è stato collegato ad un Progetto interregionale e transnazionale Fse per la creazione di una rete per la diffusione della responsabilità sociale di impresa con l’obiettivo di far confluire tutto il sistema nel proprio portale istituzionale. </p>
<p class="Normal">Sempre in questo ambito da qualche anno l’Istituto ha anche sviluppato un filone di ricerca sullo strumento della rendicontazione sociale mentre relativamente al Servizio civile universale l’Isfol sta seguendo due principali direttrici di ricerca: i profili di certificabilità e il monitoraggio delle esperienze di servizio civile.</p>
<p class="Normal"><b> </b></p>
<p class="Normal"><b>Per approfondimenti</b></p>
<p class="Normal"><a href="http://old.isfol.it/primo-piano/Audizione_Varesi_Isfol13_11_2014.pdf" class="internal-link" title="">Testo audizione Varesi Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati, 13 novembre 2014 </a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-14T13:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/attivita-di-assistenza-tecnica/analisi-e-valorizzazione-dei-modelli-imprenditoriali-dell2019economia-sociale-per-l2019inserimento-lavorativo">
    <title>Analisi e valorizzazione dei modelli imprenditoriali dell’economia sociale per l’inserimento lavorativo</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/attivita-di-assistenza-tecnica/analisi-e-valorizzazione-dei-modelli-imprenditoriali-dell2019economia-sociale-per-l2019inserimento-lavorativo</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tale attività ha come campo di indagine l’impresa sociale come modello di impresa a finalità sociale, fondato sull’interdipendenza tra contesto economico e contesto sociale, che produce beni o servizi creando innovazione sociale e producendo valore economico.</p>
<p style="text-align: justify; ">Tale modello in Italia è riconducibile in particolare a quello specifico della impresa sociale ex Legge 118/05 e D.Lgs.155/06, ma anche ad altre figure giuridiche del settore non profit (in particolare cooperative sociali e associazioni) che rispondono alle seguenti caratteristiche:</p>
<ul style="text-align: justify; ">
<li>si fondano su principi di inclusione e partecipazione (dei lavoratori e di tutti gli stakeholders);</li>
<li>agiscono nei sistemi di welfare a livello locale;</li>
<li>agiscono nei sistemi produttivi locali;</li>
<li>creano occupazione aggiuntiva per chi ha difficoltà ad entrare o rimanere nel mercato del lavoro.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify; ">Ultimamente  si stanno sviluppando anche imprese profit e low profit che hanno finalità sociali e perseguono obiettivi di impatto sociale, partecipando alla costruzione di  un welfare plurale o partecipato. Negli ultimi anni l’attività di ricerca in tale ambito ha approfondito:</p>
<ul>
<li style="text-align: justify; ">i modelli imprenditoriali dell’economia sociale per l’inserimento lavorativo;</li>
<li style="text-align: justify; ">il rapporto tra impresa sociale e inclusione sociale;</li>
<li style="text-align: justify; ">la dimensione imprenditoriale del Terzo settore;</li>
<li style="text-align: justify; ">le politiche per lo sviluppo dell’impresa sociale a livello nazionale ed europeo;</li>
<li style="text-align: justify; ">la finanza sociale per l’impresa sociale.</li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Ricerca specifica</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/giovani-e-servizio-civile-conferenza-internazionale-a-milano">
    <title>Giovani e Servizio civile Conferenza internazionale a Milano</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/giovani-e-servizio-civile-conferenza-internazionale-a-milano</link>
    <description>Presidenza italiana UE</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Le tematiche giovanili costituiscono un aspetto centrale dell'agenda politica europea ed italiana e in questo contesto la Presidenza desidera far emergere le migliori esperienze di partecipazione attiva e di servizio civile, già realizzate nei diversi Paesi dell’Ue. Infatti, come si legge nel programma, ai soggetti della società civile organizzata “è affidato oggi il compito di produrre una civiltà europea più umana e inclusiva, e non solamente una civilizzazione funzionale al miglioramento delle performance di Stato e mercato. Il Servizio civile universale è quindi una scelta di <i>policy</i> pubblica tesa alla valorizzazione della partecipazione civica organizzata e alla strutturazione di esperienze definite nelle modalità e negli obiettivi.”</p>
<p>Il programma prevede il confronto con alcune esperienze europee di servizio civile, il dibattito dei <i>working group </i>in quattro sessioni tematiche parallele ed una tavola rotonda finale con interventi istituzionali e le conclusioni del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p><b>Per consultare il programma, ricevere ulteriori informazioni o iscriversi alla conferenza: </b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2014/rigenerare-la-partecipazione/rigenerare-la-partecipazione.-giovani-e-servizio-civile-nella-prospettiva-europea">Rigenerare la partecipazione. Giovani e Servizio Civile nella prospettiva europea</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-10-21T14:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">
    <title>Il non profit nell'erogazione dei servizi sociali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali</link>
    <description>Welfare</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">L’indagine fornisce una chiara fotografia del non profit in Italia. Le cooperative che somministrano servizi sociali sono più presenti nel Nord (60%), seguono il Sud e le Isole (24%) e infine il Centro (16%). Per quanto attiene il livello settoriale emerge una netta diversificazione degli interventi che coprono, oltre al sociale, altri tre macro-ambiti, quali welfare, cultura e ricreazione-istruzione. Particolare l’identikit del lavoratore che opera nei servizi sociali, che risulta essere in prevalenza donna, con contratto a tempo indeterminato, con adeguata qualificazione professionale ma con una retribuzioni medio bassa. Elemento significativo quello della governance che si basa sull’adozione di pratiche decisionali democratiche e allargate ad ampie fasce di lavoratori tale da ridurre il fabbisogno di figure dirigenziali.</p>
<p style="text-align: justify; ">Lo studio ha chiarito come il sistema dei servizi sociali non presenti carenze e inefficienze, quanto piuttosto una sorta di negligenza verso le “persone reali”, da una parte nei confronti dei cittadini fruitori dei servizi stessi, che in molti casi si trovano costretti a far fronte a deficit dei servizi territoriali ricorrendo a fornitori “di cura” in nero, e dall’altra nei confronti dei lavoratori presso i servizi che si trovano a vivere un forte squilibrio tra ruolo sociale e reddito.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le macro aree sulle quali si dovrebbe operare riguardano il rilancio del settore delle politiche di welfare, attraverso  investimenti che prevedano l’aumento della spesa sociale e la riattivazione del Fondo Nazionale delle politiche sociali; il sostegno alle famiglie nell’acquisto dei servizi di cura dal mercato privato, con una combinazione di sistemi di acquisto tramite voucher, agevolazioni e sgravi fiscali; i vincoli per le Amministrazioni locali nell’agire il proprio ruolo di monitoraggio e valutazione degli interventi esternalizzati con procedure di contracting-out, predisponendo linee guida di definizione degli standard minimi di servizio; l’ottimizzazione dei tempi e delle risorse impiegate nei processi di outsourcing avvalendosi di procedure di e-procurement. Oltre ad agevolare la trasparenza, tali interventi potrebbero favorire la comune adozione di classificazioni omogenee dei servizi sociali, declinazione dei livelli essenziali di prestazione, clausole sociali ecc.; una maggiore attenzione alle dimensioni di “comunità” e di “valore sociale” che il soggetto pubblico dovrebbe mettere in sicurezza anziché usare a fini concorrenziali; l’adozione nelle gare pubbliche di criteri di valutazione dei benefici sociali sul modello del social value act, con l’utilizzo estensivo di percorsi di inserimento lavorativo per fasce deboli, la ridefinizione del design dei servizi e la revisione del concetto di efficacia sociale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale e non profit</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/mediateca/video-interviste/il-welfare-che-cambia.-intervista-ad-annalisa-turchini">Video intervista ad Annalisa Turchini</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-09-11T06:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-a-strasburgo-per-il-social-entrepreneurs">
    <title>L’Isfol a Strasburgo per il Social Entrepreneurs</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-a-strasburgo-per-il-social-entrepreneurs</link>
    <description>Economia sociale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’evento di grande importanza vede la partecipazione di oltre 2000 persone tra rappresentanti delle istituzioni pubbliche, dei network di ricerca  e delle imprese sociali, di cui circa 200 provenienti dall’Italia. Tale momento di confronto rappresenta il risultato di tutto il lavoro compiuto in ambito europeo per far si che le politiche di coesione e l’economia sociale fossero portare al centro delle politiche dei paesi membri. Tali obiettivi sono stati infatti recepiti nel nuovo Regolamento del Fondo sociale europeo 2014- 2020 divenendo una priorità orizzontale nell’agenda europea.</p>
<p>Ciò che ci si attende al termine della due giorni è la risposta a tre fondamentali sfide ossia un maggior riconoscimento del settore a livelli nazionali, al pari di ciò che è avvenuto a livello europeo, il sostegno allo sviluppo di tutte le organizzazioni che compongono l’economia sociale, comprese quelle imprese profit che hanno finalità sociali e quelle che nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa realizzano progetti sociali in partnership con il non profit e per finire lo sviluppo della finanza per l’imprenditorialità sociale, coinvolgendo le istituzioni finanziare private da un lato e aprendo alle nuove prospettive del public procurement del servizio pubblico dall’altro.</p>
<p>Su tutti questi temi dal 2011 (anno in cui è stata lanciata la Social Business) sta lavorando il gruppo Geces composto da esperti europei del settore. Il team è supportato da gruppi di lavoro a livello nazionale, per l’Italia questa attività è sviluppata dall’Isfol, nello specifico dalla <a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/economia-sociale-terzo-settore" class="internal-link" title="">Direzione generale per il Terzo settore e le formazioni sociali</a> del Ministero del Lavoro. Presenti all’evento le ricercatrici Isfol Annachiara Giorio e Cristiana Ranieri.</p>
<p><b>Per saperne di più:</b></p>
<p><a class="external-link" href="http://ec.europa.eu/internal_market/conferences/2014/0116-social-entrepreneurs/index_en.htm" title="">http://ec.europa.eu/internal_market/conferences/2014/0116-social-entrepreneurs/index_en.htm</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-01-16T07:09:23Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/sud-le-imprese-sociali-reggono-nonostante-la-crisi">
    <title>Sud: le imprese sociali reggono nonostante la crisi </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/sud-le-imprese-sociali-reggono-nonostante-la-crisi</link>
    <description>Presentata a Torino indagine Isfol </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’iniziativa è stata organizzata da Iris Network, l’associazione degli Istituti di Ricerca sull’Impresa Sociale, in collaborazione con l’Osservatorio sull’economia civile – Comitato imprenditorialità sociale della Camera di commercio di Torino e l’Università degli Studi di Torino.</p>
<p>Lo studio ha messo in evidenza il fatto che la realtà dell’economia sociale al Sud appare fondata sul “consolidato, più tradizionale e numeroso modello della cooperazione sociale, seppur declinato in modo innovativo in quanto, pur in un contesto di crisi, regge la propria presenza sul mercato ed è sempre meno dipendente dalla commessa pubblica, rafforzato nella dimensione imprenditoriale e di produzione di valore sociale, attento anche a comunicare nel proprio contesto di riferimento questo duplice valore sociale ed economico”.</p>
<p>Interessante è il dato che restituisce una dimensione delle imprese sociale orientata all’innovazione. Dalle evidenze, risultate dallo studio, emerge che “la maggioranza assoluta delle imprese del campione (54,3%) afferma di aver introdotto nell’ultimo triennio qualche forma di innovazione al proprio interno, con riferimento ai prodotti/servizi realizzati, ai processi produttivi utilizzati oppure nella propria struttura organizzativa, gestionale e/o commerciale”, anche se, precisa l’autrice “tale percentuale si riferisce ad un concetto di innovazione molto ampio, che contempla anche modifiche e cambiamenti di piccola entità, che assumono una portata strategica molto limitata”.</p>
<p>Significativa anche la propensione delle imprese sociali a realizzare o partecipare all’organizzazione di iniziative culturali sul proprio territorio: fra il 40% ed il 45% svolge un’attività di educazione in campo ambientale, di salvaguardia del territorio naturale e/o del patrimonio culturale o di educazione alla legalità e poco più di un quinto svolge attività di educazione al consumo critico oppure di ricerca sociale.</p>
<p>In conclusione, l’indagine Isfol, mette a sistema alcuni tratti distintivi comuni emersi dall’analisi che sintetizza in cinque punti:</p>
<p>1. le organizzazioni economiche del terzo settore al sud non sembrano presentare sintomi di sofferenza economica;</p>
<p>2. all’opposto vi è, rispetto al passato, un rafforzamento da parte delle imprese sociali della loro capacità imprenditoriale, nonostante il periodo di crisi economica;</p>
<p>3. l’impresa sociale al sud sembra finalmente avviata verso un rapporto “alla pari” con la pubblica amministrazione: non chiede più o non solo sostegno finanziario, ma partnership, capacità collaborativa progettuale che vada oltre il settore economico di intervento ;</p>
<p>4. l’ingresso nei settori dei servizi alla collettività delle imprese profit o low profit non sembra ancora avvenuto o incidere sulle realtà dell’economia sociale nelle quattro regioni prese in esame;</p>
<p>5. il bilancio sociale, anche se non pienamente padroneggiato nei suoi aspetti tecnico-compilativi, è ormai comunemente considerato strumento di comunicazione e di misurazione di valore sociale.</p>
<p><strong> Per saperne di più:</strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/598" title="">I paradigmi dell’innovazione e l’impresa sociale al sud: alcune evidenze empiriche. </a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/599" title="">I paradigmi dell’innovazione e l’impresa sociale al sud: alcune evidenze empiriche (slides). </a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-06-11T13:49:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/un-piano-nazionale-sulla-responsabilita-sociale-d2019impresa">
    <title>Un Piano nazionale sulla Responsabilità Sociale d’Impresa  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/un-piano-nazionale-sulla-responsabilita-sociale-d2019impresa</link>
    <description>Tra gli obiettivi: nuovo modello di sviluppo e creazione di occupazione</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il documento illustra le attività e i progetti finalizzati alla realizzazione della strategia rinnovata dell’UE in materia di responsabilità sociale delle imprese. Tale strategia è stata posta dalle istituzioni proponenti in sintonia con la ricerca di un modello alternativo di sviluppo e di uscita dalla crisi economica.</p>
<p>La Responsabilità sociale d’impresa (RSI) parte da lontano, precisamente con il Libro verde del 2001, prosegue con le indicazioni in materia di RSI contenute in Europa 2020, nell’iniziativa per la politica industriale e nell’Atto unico per il mercato interno, con l’obbiettivo di gettare le basi favorevoli all’attuazione di una crescita sostenibile, all’adozione di un comportamento responsabile da parte delle imprese e alla creazione di occupazione durevole nel medio e lungo termine. Inoltre, la RSI fa riferimento anche ai principi e agli orientamenti riconosciuti a livello internazionale, inclusi i principi ONU e le Linee guida OCSE.</p>
<p>“L’Italia è il primo tra gli Stati membri ad aver consegnato alla Commissione europea il proprio Piano di azione” ha sottolineato Danilo Giovanni Festa, direttore generale per il Terzo settore del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, il quale ha ricordato l’importanza di aver coinvolto come parte attiva nella stesura del Piano anche il mondo del Terzo settore. In questa materia, il Ministero del lavoro, svolge, accanto alle funzioni istituzionali un’attività di promozione, impulso e informazione, cura i rapporti con le regioni e gli enti locali e assicura la partecipazione nei diversi contesti internazionali, con particolare riferimento all’Unione Europea. Diverse le azioni in itinere, quali: completamento del monitoraggio delle buone pratiche compiute dalle organizzazioni di volontariato e dalle associazioni, stipula di accordi con l’agenzia che si occupa di gestire i beni confiscati alle mafie, mappatura delle zone a rischio corruzione, stesura entro settembre 2013 di un piano nazionale sui diritti, promozione della finanza etica, realizzazione di corsi di formazione in RSI presso il mondo bancario, meno adempimenti burocratici per chi redige il bilancio sociale e creazione di un tavolo <i>multistakeholder</i> per migliorare l’azione ministeriale. Per incentivare la Responsabilità Sociale d’Impresa, il Piano prevede una serie di agevolazioni per le aziende virtuose, tra cui sgravi fiscali e premi nelle gare per gli appalti pubblici.</p>
<p>Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico “la RSI è un driver dello sviluppo” in quanto si occupa di ambiti strategici che riguardano la gestione d’impresa, ma anche la <i>governance</i> delle organizzazioni non profit e delle istituzioni pubbliche. Si tratta nello specifico di questioni relative agli investimenti in risorse umane, alle buone relazioni sindacali e sociali, all’attenzione nei confronti dell’ambiente e del territorio, ai rapporti con i fornitori, alle buone relazioni con i dipendenti. In altre parole, la RSI riguarda tutta la vita dell’azienda e delle organizzazioni. L’attività di responsabilità sociale è infatti importante sia sotto il profilo di filiera sia sotto il profilo di catena del valore.</p>
<p><strong>Per saperne di più</strong>:</p>
<p><a class="external-link" href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/839B6CCE-9BE5-4086-85B9-DBDBE0C60590/0/Piano_Azione_RSI_2012_14.pdf" title="">Piano d’azione nazionale sulla Responsabilità Sociale d’Impresa 2012-2014 </a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-05-06T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/il-valore-della-rendicontazione-sociale">
    <title>Il valore della rendicontazione sociale</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/il-valore-della-rendicontazione-sociale</link>
    <description>Verso il IV Congresso Regionale del Forum Terzo Settore </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Proprio quest’ultimo ha ricordato che il Forum TS tiene in grande considerazione le ricerche che  l’Isfol svolge da anni in modo sistematico ad efficace riguardo l’osservazione del fenomeno in oggetto e proprio per questo motivo ha “manifestato l’interesse ad avviare una fattiva collaborazione in merito alla rendicontazione sociale”. “L’obbiettivo, ha proseguito Palumbo, è quello di inserire la rendicontazione sociale come requisito presente nelle organizzazioni che intendono aderire  al Forum”. Sulla stessa scia è intervenuto Enrico Spataro il quale come coordinatore del  gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale e terzo settore</a> ha illustrato le rilevazioni che l’Isfol sta svolgendo su queste tematiche e che vanno ad alimentare il Sistema Informativo delle Organizzazioni Non Profit (SIONP). “L’attività - ha affermato Spataro - prevede la realizzazione di indagini ricorrenti per alimentare il Sistema con dati ed informazioni quali - quantitative, e ha lo scopo di trasformare un archivio di dati amministrativi, rilevati da una molteplicità di soggetti, in un sistema di analisi in grado di produrre dati statisticamente rilevanti”. A Cristiana Ranieri è spettato il compito di fare un affondo sul progetto “Promuovere esperienze di rendicontazione sociale ed organizzativa” che l’Isfol in collaborazione con la Dg III settore e formazioni sociali del Ministero del Lavoro sta portando avanti. “Per approfondire quale sia il peso ed il contributo dell’economia sociale alla costruzione di welfare e di innovazione”, ha affermato la Ranieri, “si è articolata una strategia di ricerca multilevel sulle esperienze di rendicontazione sociale: per mappare le esperienze  rilevazione quantitativa si sono inserite specifiche domande nelle rilevazioni in corso all’interno di un campione di 300 imprese sociali, 1200 organizzazioni di volontariato, 1200 Fondazioni, 239 organizzazioni non Governative presenti nell’universo Sionp, 162 associazioni di promozione sociale nazionali e 2.668 cooperative sociali”. “Dal punto di vista delle aree di analisi - ha proseguito la Ranieri - abbiamo posto da 1 a 5 domande sulla presenza del bilancio sociale, il modello di rendicontazione adottato, la tipologia organizzativa del processo di redazione, le motivazioni e le finalità dell’utilizzo e infine la specificità di alcuni contenuti”. Nel confronto tra ricerca e fenomeni, ha continuato la ricercatrice dell’Isfol, “l’ottica promozionale è quella della qualificazione di processi strettamente incardinati nella adozione degli strumenti utilizzati, su questioni di fondo legate alla misurabilità ed alla contabilità di valori aggiunti sociali”. Le conclusioni derivate dall’acceso dibattito apertosi durante la giornata, saranno riportate il 23 aprile durante in occasione del Congresso Ragionale del Forum TS insieme a quelle degli altri due incontri avvenuti il 16 e il 23 marzo sui temi della democrazia e welfare e dello sviluppo locale.             </p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/557" title="">Economia sociale e non profit - Relazione di Enrico Spataro</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/556" title="">La rendicontazione sociale - Relazione di Cristiana Ranieri</a><strong><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/556" title=""></a><br /></strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/839B6CCE-9BE5-4086-85B9-DBDBE0C60590/0/Piano_Azione_RSI_2012_14.pdf" title="">Piano d'azione nazionale sulla responsabilità sociale d'impresa</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.istat.it/it/files/2013/03/bes_2013.pdf" title="">Rapporto BES 2013 - Il benessere equo sostenibile in Italia (ISTAT)</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-10T12:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>




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