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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 11.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/dallaccoglienza-allintegrazione">
    <title>Dall'accoglienza all'integrazione </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/dallaccoglienza-allintegrazione</link>
    <description>Giornata Mondiale del Rifugiato</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">A causa di conflitti e persecuzioni, circa 43.000 persone al giorno hanno dovuto abbandonare le loro case secondo le ultime stime disponibili:  ed un rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) presentato nei giorni scorsi a Ginevra fissa a 1,19 milioni il numero di soggetti  che nel 2017 necessiteranno di reinsediamento, in particolare per la gravità della situazione del Medio Oriente.   </p>
<p style="text-align: justify; ">Per l’edizione 2016 della Giornata Mondiale è stata lanciata una campagna #<a href="http://www.unhcr.org/refugeeday/it/petizione/" target="_blank">WithRefugees</a> che durerà fino al 19 settembre, ovvero la data in cui a New York  verrà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Quartier Generale ONU la petizione per chiedere ai governi di lavorare insieme per questa particolare categoria di migranti, assicurando alle famiglie rifugiate condizioni sicure, ai bambini opportunità di educazione, e ad ogni soggetto adulto occasioni di lavoro o di qualificazione per dare il proprio contributo alle comunità di destinazione. La prospettiva che si intende raccomandare, quindi, è quella dell’integrazione e non solo della mera garanzia di sussistenza. Si parla perciò  di politiche di integrazione anche nelle numerose iniziative che nel nostro Paese stanno fiorendo intorno alla ricorrenza della Giornata Mondiale, e che vedranno tra l’altro la partecipazione dell’Isfol  quale Ente di ricerca che nel corso della sua pluriennale esperienza ha prodotto diversi studi sulle tematiche dell’immigrazione e dell’inclusione di persone di origine straniera. In particolare il prossimo 8 luglio a Montepulciano, in occasione del workshop ‘Migrazioni tra lavoro e welfare’ per Isfol interverrà Antonello Scialdone (primo ricercatore della Struttura di Coordinamento scientifico del Dipartimento ‘Lavoro e politiche sociali’), il quale  presenterà una relazione su “Accesso dell’utenza migrante ai servizi e riqualificazione dell’offerta di welfare”.  Al workshop, inserito nel programma ufficiale della manifestazione Luci sul lavoro 2016, saranno presenti come relatori anche A. Lombardi (Ministero del Lavoro DG Immigrazione), M. Cilento (Confederazione Europea dei Sindacati) e G. Bordone (DG Coesione sociale Regione Piemonte). </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1258/ISFOL_Scialdone_Impatti%20della%20crisi%20sui%20nuclei%20migranti%20e%20scenari%20futuri.pdf?sequence=1">Impatti della crisi sui nuclei migranti e scenari futuri</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/1158">Vulnerables reconciliators. Female migrant domestic workers and global care chain</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20258">Gli allievi di origine straniera nella IeFP: percorsi, inclusione e occupabilità</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=18888">Etnie e web : la rappresentazione delle popolazioni migranti e Rom nella rete internet</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=17097">L’integrazione degli immigrati tra politiche attive del lavoro e politiche sociali</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=5652">Contributi per l'analisi delle politiche pubbliche in materia di immigrazione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-20T06:35:03Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-seminario-della-fondazione-di-vittorio">
    <title>Un seminario sui fenomeni migratori   </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-seminario-della-fondazione-di-vittorio</link>
    <description>Condizioni di vita e scenari di lavoro </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Numerose le prospettive di approfondimento tese ad aggiornare temi già sviluppati nel corso di precedenti incontri centrati sull’analisi delle analogie e differenze di diversi flussi migratori. Nel programma presentato in apertura dei lavori da Elisa Castellano, coordinatrice Archivi e Biblioteche della Fondazione, erano presenti temi quali il diritto di migrare, i processi di emancipazione legati alla mobilità, la democratizzazione del concetto di frontiera, l’accesso di popolazioni straniere a schemi di welfare ed ovviamente l’impatto della crisi sulle migrazioni.  Tra gli studiosi intervenuti Enrico Pugliese, ordinario di Sociologia presso La Sapienza, che ha sottolineato la stretta attualità di  una ripresa eccezionale dell’emigrazione italiana, legata in misura consistente a bassi titoli di studio e pertanto paragonabile a quella degli anni ’60. Maddalena Tirabassi, direttrice del centro Altreitalie, si è invece concentrata sull’analisi di genere legata ai flussi di mobilità geografica, illustrando i profili  secondo cui l’esperienza migratoria si qualifica come strumento capace di ridefinire i rapporti uomo-donna, agendo come mezzo per raggiungere l’emancipazione soprattutto per le donne provenienti da Paesi che non ne riconoscono i diritti: ne è scaturito un racconto per parole ed immagini nel corso del quale il genere è emerso come strumento potente di analisi della storia e della società. Anche l’Isfol è stato chiamato a fornire il proprio contributo al dibattito attraverso la relazione di Antonello Scialdone, esperto di tematiche legate all’inclusione sociale, che ha offerto un approfondimento riguardo gli impatti della crisi sulla condizione dei migranti e le prospettive sociodemografiche rivenienti dall’analisi di scenari e dati delle principali organizzazioni sovranazionali: combinando ad esempio recenti surveys di Ocse e Gallup, si rileva come l’aumento dell’incidenza della popolazione straniera nei Paesi più ricchi non ha aumentato le opportunità di integrazione e come addirittura proprio tali contesti geografici manifestino le maggiori chiusure rispetto al fenomeno in esame, a causa di un presunto spiazzamento delle opportunità delle popolazioni autoctone. Bisogna però sforzarsi di cogliere –come suggerito dalla rilettura Isfol- le numerose evidenze che descrivono una netta penalizzazione per reddito e condizioni di vita dei migranti rispetto ai nativi, indotta dalla crisi economica. In particolare rispetto all’Italia è possibile parlare di esiti della recessione piuttosto critici, con un abbassamento complessivo degli standard di vita della popolazione straniera, una conseguente caduta dei livelli di autonomia, oltre alla presenza di patologie legate a condizioni abitative insalubri e di crescenti disuguaglianze di salute. La stessa analisi dei dati Eurostat mostrati da Scialdone sull’incidenza relativa dei profili di elevata deprivazione materiale e dei soggetti a rischio di povertà  a livello nazionale ed europeo mette in evidenza per tutti gli anni dell’ultimo quinquennio un differenziale crescente tra nativi e persona nate fuori dell’ambito UE, chiaramente a sfavore di questi ultimi. Lo scenario complessivo parla ancora di ampie e persistenti asimmetrie economiche e demografiche tra nazioni e continenti che resteranno potenti generatori di migrazioni per il futuro: vengono a confronto due mondi, ovvero quello dei Paesi ricchi dove si registra un inesorabile declino demografico, e l’altro dei Paesi meno sviluppati che raddoppieranno la propria popolazione entro il 2050. Le proiezioni delle Nazioni Unite discusse nel seminario sostengono l’ipotesi secondo cui nei prossimi decenni l’esodo dalle realtà più deprivate si intensificherà notevolmente. Nelle  conclusioni, Scialdone ha proposto alcuni suggerimenti per un percorso di integrazione efficace, che non può non partire dalla riflessione sui costi della mancata inclusione dei migranti,  proseguire con la costruzione di uguali opportunità di accessi ai servizi, e promuovere  approcci realistici per un modello di multiculturalismo civico. L’indicazione è quella di guardare alle migrazioni con la considerazione che si deve ad un fenomeno ormai strutturale, senza sottovalutare la dimensione temporale ed il termine medio-lungo di  processi finalizzati all’integrazione.</p>
<p><b>Per approfondire: </b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/migrazioni-crisi-lavoro/locandina" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1258">Slide Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-04-13T11:11:20Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/due-seminari-sulle-famiglie-migranti">
    <title>Due seminari sulle famiglie migranti  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/due-seminari-sulle-famiglie-migranti</link>
    <description>In Europa e a Roma </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="Default" style="text-align: justify; ">Attualmente impegnato nel coordinamento scientifico del nostro Dipartimento Lavoro e Politiche sociali,  Antonello Scialdone ha da tempo incluso tra i propri interessi di ricerca le problematiche connesse alle migrazioni internazionali, ed in tal senso è stato selezionato da una <i>call</i> europea come relatore di un’importante Conferenza che si terrà in Bulgaria nei giorni 5-6 novembre. Promossa da COFACE-Confederazione delle Organizzazioni familiari dell'Unione Europea insieme con Bulgarian Center of  Women's Studies and Policies,  la Conferenza  “<i>Families beyond borders</i>” sarà dedicata all’analisi degli impatti del fenomeno migratorio sulla dimensione familiare. Il dibattito di Sofia vedrà la presenza di studiosi e politici di vari Paesi dell’Unione Europea e si concentrerà sul tema delle famiglie transnazionali, delle migrazioni economiche e dell’impiego di manodopera straniera nel lavoro di cura. Rispetto a tali argomenti sono previsti nella giornata del 6 novembre alcuni workshop di approfondimento con ricercatori ed esperti internazionali, tra cui Antonello Scialdone che per Isfol presenterà una relazione su <i>“Vulnerable reconciliators. Female migrant domestic workers and global care chain</i>” in cui si offrirà una ricostruzione delle caratteristiche della ‘nicchia’ del lavoro domestico e dei servizi di assistenza agli anziani (la quale tuttora rappresenta la principale porta d’accesso delle donne straniere al mercato del lavoro della UE). Secondo l’analisi di Scialdone, si tratta di spesso prestazioni quasi invisibili che esercitandosi in un contesto privato, chiuso e sottratto al confronto con il mercato, oltre che caratterizzato da rapporti sociali ambigui, genera un inadeguato riconoscimento economico e professionale dell’attività svolta, ed una sottovalutazione dei costi sopportati  dalle migranti e dalle loro famiglie di origine.</p>
<p style="text-align: justify; ">La seconda iniziativa, che segue a stretto giro nel calendario di novembre, è invece promossa a Roma dalla Pontificia Università Urbaniana, che ha da poco avviato un ciclo di seminari di formazione specialistica per i propri docenti, dedicato a “Le migrazioni: un fenomeno sociale ed una sfida pastorale”. Si tratta di undici incontri con noti teologi, biblisti e studiosi dei processi migratori, tra cui Fabio Baggio (Preside Scalabrini International Migration Institute) e Lambert Tonamou (Pontificio Consiglio per i Migranti). Per il nostro Istituto è stato invitato Antonello Scialdone, che giovedì 12 novembre terrà un seminario su <i>“Società contemporanee e migrazioni: modelli possibili di accoglienza, convivenza, integrazione”</i>, volto a fare il punto sulla situazione attuale e sulle problematiche sociali che il fenomeno della mobilità innesca nelle popolazioni migranti ed in quelle dei Paesi di destinazione. </p>
<p class="Default"> <b>Per approfondire:</b></p>
<p class="Default"><b> </b><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/programma-conferenza-sofia" class="internal-link" title="">Programma conferenza Sofia</a></p>
<p class="Default"><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/presentazione-coface" class="internal-link" title="">Presentazione Coface</a></p>
<p class="Default"><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/programma-seminario-urbaniana" class="internal-link" title="">Programma seminario Urbaniana</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-03T07:20:05Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sul-lavoro-sommerso-e-irregolare-degli-stranieri-in-italia">
    <title>Indagine sul lavoro sommerso e irregolare degli stranieri in Italia</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sul-lavoro-sommerso-e-irregolare-degli-stranieri-in-italia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il progetto ha affrontato il tema del lavoro nero con riferimento ad alcune categorie “svantaggiate”, che più di altre mostrano fragilità nel mercato del lavoro e di conseguenza sono maggiormente esposte al rischio di varcare la soglia del lavoro sommerso. Obiettivo specifico è stato quello di migliorare la comprensione dell’occupazione degli stranieri in Italia e del fenomeno del lavoro sommerso/irregolare, integrando la lettura dei dati quantitativi disponibili , con informazioni di tipo qualitativo finalizzate a comprendere modalità, forme e motivazioni del ricorso al lavoro sommerso.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il progetto, si è articolato nelle seguenti attività:</p>
<ul style="text-align: justify; ">
<li>Ricostruzione, sulla base di statistiche esistenti, di un quadro conoscitivo di tipo quantitativo, dell’occupazione degli stranieri in Italia, al fine di evidenziarne la distribuzione territoriale, la dimensione, le articolazioni e caratteristiche principali anche rispetto agli altri settori.</li>
<li>Rilevazione e analisi delle norme e dei provvedimenti di attuazione di politiche a livello europeo, nazionale e regionale/territoriale in materia di irregolarità del lavoro e politiche migratorie, degli accordi istituzionali, dei protocolli tra parti sociali, ecc finalizzati al contrasto del sommerso. L’analisi svolta ha consentito di individuare e riclassificare le politiche e le misure rivolte a contrastare l’irregolarità del lavoro, distinguendo tra due grandi approcci: quello della “deterrenza”, largamente dominante, in base al quale si cerca di individuare e punire il mancato rispetto delle regole, e quello della prevenzione.</li>
<li>Analisi di n. 2 esperienze estere di contrasto ed emersione del lavoro non regolare degli stranieri in ambito Ue. Nello specifico sono state analizzate due esperienze europee di contrasto ed emersione del lavoro irregolare tra i lavoratori stranieri di origine extra UE, con l’’obiettivo di identificare modelli internazionali che possano descrivere problematiche nuove e individuare nuove modalità di contrasto o nuove prassi rilevanti di intervento.</li>
<li>Indagine di campo mediante la realizzazione di 3.000 interviste a lavoratori stranieri prevalentemente occupati in modo non regolare, in 6 regioni Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify; ">L’indagine ha consentito di evidenziare, mediante un confronto tra lavoratori regolari e lavoratori irregolari, i differenti percorsi lavorativi e identificare le dinamiche e le fenomenologie dell’irregolarità, tenuto conto dei possibili ambiti settoriali di lavoro, al fine di porre in evidenza come condizioni di debolezza nel mercato del lavoro incidano sulle condizioni di vita e sulle prospettive future.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-convegno-sulle-azioni-di-prevenzione-e-contrasto">
    <title>L’Isfol al convegno sulle azioni di prevenzione e contrasto</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-convegno-sulle-azioni-di-prevenzione-e-contrasto</link>
    <description>Immigrazione e lavoro sommerso</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per l’Isfol erano presenti Claudio Tagliaferro e Valeria Iadevaia che hanno illustrato i risultati dell’indagine “Il lavoro sommerso degli stranieri in Italia”. Tagliaferro introducendo la ricerca ha sottolineato come “l’Isfol è impegnato dall’inizio del 2000 sui temi del sommerso e irregolare rispetto ai quali ha prodotto una serie di approfondimenti. Negli ultimi anni siamo arrivati a studiare le categorie più deboli legate al fenomeno del sommerso, così è nata l’indagine che presentiamo oggi”. Il compito di mostrare i dati della ricerca è stato affidato a Valeria Iadevaia che nell’intervento successivo ha descritto le caratteristiche dell’indagine di campo realizzata dall’Isfol: “la ricerca ha previsto 3.000 interviste rivolte ad immigrati, il 40% dei quali irregolari e in nero, presso sei Regioni italiane. Dall’analisi condotta è emersa una maggiore esposizione all’irregolarità lavorativa soprattutto nel primo periodo d’ingresso e per soggetti con scarsa istruzione e provenienza extra UE”.</p>
<p>La mattinata è stata chiusa dall’intervento del Segretario Generale del Ministero del Lavoro Paolo Pennesi che ha fatto riferimento “all’importanza della legge delega sulla riforma del lavoro come valido strumento di contrasto al lavoro sommerso” e accanto a questo ha ricordato “l’altro elemento sul quale si potrebbe intervenire per togliere acqua al sommerso ossia la disciplina dei voucher”. La giornata è proseguita con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati confederali e delle associazioni datoriali durante la quale sono stati messi a confronto i risultati delle esperienze realizzate insieme ad una serie di proposte per il futuro. Le conclusioni sono state affidate alla Sottosegretaria del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali Franca Biondelli .</p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/897/1/Iadevaia_Lavoro%20sommerso_Presentazione.pdf" title="">Slide relazione V. Iadevaia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-10-31T11:51:13Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/mediateca/servizi-video/il-lavoro-sommerso-e-irregolare-degli-stranieri-in-italia">
    <title>Il lavoro sommerso e irregolare degli stranieri in Italia  </title>
    <link>http://old.isfol.it/mediateca/servizi-video/il-lavoro-sommerso-e-irregolare-degli-stranieri-in-italia</link>
    <description>Isfol presenta i risultati di un'indagine su lavoro sommerso e immigrazione. Video servizio sul convegno che si è svolto il 24 giugno nella sede dell'istituto di ricerca.</description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>lavoro</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Mercato del lavoro</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-06-24T14:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Video</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/immigrazione-e-sommerso-prime-evidenza">
    <title>Lavoro sommerso e immigrazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/immigrazione-e-sommerso-prime-evidenza</link>
    <description>Un'analisi  Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il saluto di apertura è spettato al presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi, con la lettura di un messaggio inviato dal Sottosegretario di Stato Franca Biondelli, che ribadito la complessità dell’intreccio tra immigrazione e lavoro nero e l’importanza per il decisore politico di avere il sostegno di studi approfonditi sul fenomeno. A questo proposito Tagliaferro ha ricordato che l’Isfol è impegnato da un decennio su tali tematiche, fin da quando nel 2004 ha incominciato a svolgere assistenza tecnica qualificata per il Ministero del Lavoro, proseguendo poi nel 2007 all’interno della cabina di regia istituita su questi temi, fino agli ultimi anni in cui si è distinto per ricerche sempre più innovative sul lavoro sommerso, declinato nelle sue varie sfaccettature di genere o settoriali ed ora sulle categorie svantaggiate.</p>
<p>A dar corpo a queste affermazioni ci hanno pensato Valeria Iadevaia e Francesco Pomponi, che si sono alternati nell’esposizione dei risultati della ricerca, realizzata grazie alla collaborazione con la società Ares 2.0. Il progetto, durato un anno, ha previsto 3.000 interviste a lavoratori stranieri prevalentemente occupati in modo non regolare in sei Regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Dai risultati emerge che il primo periodo d’ingresso è quello che espone maggiormente all’irregolarità insieme alla provenienza, nel caso di immigrati extra comunitari. Sul fronte opposto, invece, troviamo il titolo di studio, che secondo l’indagine si identifica come fattore di protezione rispetto alle situazioni di sfruttamento. Passando ad analizzare le condizioni di lavoro risulta che gli irregolari siano soggetti ad una maggiore volatilità nel rapporto di lavoro, il 39,1% di irregolari infatti dichiara di avere un rapporto di lavoro occasionale, contro il 44,4% dei regolari che dichiara di avere un lavoro a tempo indeterminato.</p>
<p>Una ulteriore tendenza che emerge dall’analisi dei dati è quella dello <i>scarring effect</i>, ossia dell’effetto cicatrice: chi entra da irregolare nel mercato del lavoro e con rapporti precari e occasionali, nella maggior parte dei casi rimane in quella condizione dando vita  ad una sorta di trappola dello status occupazionale, che soprattutto nel caso dei lavoratori in nero, amplifica la fragilità e lo svantaggio, con evidenti conseguenze anche sulle condizioni e il livello di vita e sulle prospettive future.</p>
<p>Accanto alle evidenze fornite dalle indagini di campo, sono state presentate anche alcune riflessioni sull’incrocio tra politiche di contrasto al lavoro irregolare e politiche di regolazione dell’immigrazione la cui rigidità avrebbe, in qualche modo, favorito la presenza di immigrazione irregolare, funzionale alle aspettative di quella parte del mercato del lavoro tentata dalle convenienze dell’economia informale, legate ad alcune caratteristiche del nostro mercato del lavoro, dagli alti oneri fiscali e retributivi sulla retribuzione, alla mancanza di una cultura della legalità, fino alla presenza della criminalità organizzata.   A cavallo degli anni 90 e 2000, infatti, a fronte di un’economia stagnante e tassi di disoccupazione crescenti, l’immigrazione seguiva andamenti decisamente positivi, andando, probabilmente ad occupare gli spazi aperti dalle trasformazione dei sistemi produttivi e non coperti dall’offerta   degli autoctoni. Il risultato, secondo la ricerca, è stato l’innescarsi di uno schema per cui l’economia sommersa, alimentata da fattori endogeni, e le politiche dell’immigrazioni, incentrate sullo stretto rapporto tra contratto di lavoro e legittima permanenza nel Paese avrebbero rappresentato il presupposto del diffondersi dell’immigrazione clandestina, destinata ad essere il serbatoio attraverso il quale il sistema del lavoro sommerso si alimenta.</p>
<p>Lo studio dell’Isfol propone una serie di indicazioni per uscire da questo schema perverso, come quella di introdurre un permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, oppure di estendere agli immigrati il diritto di partecipare a concorsi pubblici facilitando il riconoscimento dei titoli di studio oppure agevolare il rimpatrio volontario attraverso la possibilità di riscattare i contributi versati.</p>
<p>Su questi temi si è aperto un dibattito, che ha visto l’intervento di Emilio Reyneri professore di Sociologia del lavoro all’Università di Milano Bicocca, il quale ha sottolineato come “spesso gli immigrati affermino di essere venuti in Italia perché è più facile trovare lavoro e hanno ragione se si riferiscono a quello sommerso” e ha concluso “è l’economia irregolare che  attira gli immigrati”. Stesso interesse per gli esiti dell’indagine è stato espresso anche dai due rappresentanti del Ministero del Lavoro chiamati a partecipare: Daniele Lunetta della Dg Mercato del Lavoro e Antonella Ferrini della Dg Immigrazione. Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda coordinata dal presidente Varesi, alla quale hanno preso parte rappresentanti delle Regioni Veneto, Lazio e Campania insieme a quelli delle associazioni datoriali e sindacali.</p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/895">Il lavoro nero e irregolare degli stranieri in Italia</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/900">Presentazione Pomponi</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/897">Presentazione Iadevaia</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/913">Presentazione Reyneri</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-24T12:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/la-condizione-dei-lavoratori-stranieri-in-italia">
    <title>La condizione dei lavoratori stranieri in Italia</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/la-condizione-dei-lavoratori-stranieri-in-italia</link>
    <description>Lavoro nero e irregolare</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>elementare, L’impiego prevalente è in settori come l’agricoltura, le costruzioni e le attività domestiche presso le famiglie. Vi è inoltre un’alta percentuale di lavoratori stranieri che hanno avuto incidenti sul lavoro. Sono tutti elementi che sembrerebbero confermare un’immigrazione prevalentemente destinata verso lavori che richiedono basse competenze e bassa specializzazione, destinata ad occupare i segmenti più “sfruttati” del mercato del lavoro.</p>
<p>Nel corso del primo dei due Focus, tenutosi a Roma il 13 novembre, si è dibattuto in particolare sulle ricadute della crisi, che sembrerebbe produrre effetti subdoli, laddove non solo diminuisce il lavoro sommerso, spiegabile con la diminuzione generale del lavoro e l’aumento del tasso di disoccupazione, ma in alcuni territori sembrerebbe favorire un clima di competizione tra nuovi lavoratori stranieri e lavoratori locali, che spingono affinché diminuisca il numero dei permessi di soggiorno richiesti dal competente ufficio immigrazione, fenomeno che segnerebbe, almeno in parte e in alcuni territori specifici, il ritorno dei lavoratori locali verso lavori e mansioni prima dismesse e via via occupati dai lavoratori stranieri.</p>
<p>Il secondo Focus, svoltosi a Napoli il 20 novembre, è stata l’occasione per confrontarsi, tra l’altro, sull’art.18 del Testo Unico sull’Immigrazione, relativo al Soggiorno per motivi di protezione sociale, visto quale strumento fondamentale dell’approccio centrato sul rispetto dei diritti umani ma le cui potenzialità sono al momento ancora del tutto espresse. Ad esempio l’estensione dell’articolo, per cui vi sarebbe il rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari nel caso in cui si ravvisino condizioni di grave sfruttamento, sembrerebbe aprire nuove possibilità di controllo del fenomeno.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-12-11T09:27:56Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/l2019altra-faccia-della-luna">
    <title>L’altra faccia della Luna </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/l2019altra-faccia-della-luna</link>
    <description>L’integrazione socio-lavorativa degli immigrati in due Rapporti di studio </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Cresce l’occupazione straniera, aumenta la loro presenza nel settore dei servizi mentre diminuisce nell’industria e nelle costruzioni, significativa la quota dei contratti a tempo indeterminato e temporaneo rispetto a quella degli indipendenti. Questa è la fotografia scattata dal <i>Terzo Rapporto </i><i>annuale sul mercato del lavoro degli immigrati</i>, curato dalla Direzione Generale dell’Immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.</p>
<p>Sono 2 milioni e 334 mila gli stranieri occupati nel 2012 in Italia. Rispetto all’anno precedente, si è registrata una crescita dell’occupazione straniera di circa 82 mila persone, accompagnata da una diminuzione di 151 mila occupati italiani, generando così un saldo negativo di 69 mila unità. Riguardo ai settori produttivi, tra il 2011 e il 2012 sono diminuiti gli occupati stranieri nell’industria in senso stretto (-2,8% per la componente UE e -2,6% per quella extra UE) e nelle costruzioni (-3,1 % UE e -0,4% extra UE), mentre è salita l’occupazione straniera nei servizi (+ 6,4%). Nel 2012 i cittadini stranieri in cerca di lavoro sono risultati quasi 385 mila (circa 120 mila comunitari e 265 mila extracomunitari) e il relativo tasso (pari al 14%) sopravanza di 4 punti il valore relativo ai cittadini italiani. Nell’ultimo triennio dal 2010 al 2012, le persone in cerca di lavoro di cittadinanza UE sono cresciute di oltre 35 mila unità, mentre tra le forze lavoro extra UE, l’aumento è superiore alle 72 mila persone.</p>
<p>Il Rapporto ha poi osservato tra gli stranieri una quota di occupati permanenti superiore a quella degli italiani (61,4%). Rispetto al 2011 lo studio ha notato un aumento generalizzato dell’occupazione temporanea, nettamente maggiore per la componente straniera: infatti, tra i dipendenti extracomunitari si è registrato un incremento dei contratti a termine del 24% per i lavoratori extra comunitari, del 21% per i comunitari e del 7,6%. per gli italiani. Nettamente inferiore è invece la quota di stranieri indipendenti (circa 300 mila) e pari quasi al 12% dei lavoratori UE ed al 13,5% di quelli extracomunitari, contro il 26% degli italiani.</p>
<p>Dalla lettura delle dinamiche occupazionali alla misurazione del grado d’integrazione degli immigrati nel contesto socio-lavorativo italiano il salto è breve.</p>
<p>Secondo il IX Rapporto sugli <i>Indici di integrazione degli immigrati in Italia</i>, curato dal Cnel e dal Ministero del Lavoro, la regione a più alto potenziale di integrazione è il Piemonte, con un indice (62,8) inferiore di ben 8 punti a quello (70,6) che nel 2009 consentiva al Friuli V.G. di guidare la stessa graduatoria. I punteggi sono fissati su una scala 1-100, riguardano il 2011 in confronto al 2009, anno di riferimento del precedente Rapporto. Nel 2011 il Friuli V. G. si colloca al 4° posto, con un indice (60,8) sceso di circa 10 punti rispetto al 2009, ed è preceduto – oltre che dal Piemonte – anche dall’Emilia Romagna (2a regione con il più alto potenziale di integrazione, indice pari a 61,7, sceso di soli 1,4 punti rispetto al 2009) e dalla Liguria (3a con 60,9). L’Abruzzo e le Marche, si fermano rispettivamente al 5° e 6° posto con indici quasi uguali (60,2 e 60,1), completando così, il gruppo di fascia <i>alta</i> nella graduatoria, corrispondente a valori dell’indice compresi tra 60,1 e 80,0. Le regioni che nel 2011 hanno offerto agli immigrati le migliori condizioni di inserimento occupazionale sono state l’Emilia Romagna (73,8) e la Liguria (70,6), seguite da Toscana e Lombardia (3° e 4° posto, entrambe con un indice di 69,4), mentre il 5° posto è andato al Piemonte (64,5) e il 6° alla Sardegna (64,3). Chiudono il gruppo di testa il Friuli V.G. (7° con 61,9) e il Lazio (8° con 60,4).</p>
<p><b>Per saperne di più: </b></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.lavoro.gov.it/Notizie/Pages/20130712_RapportoImmigrazione2013.aspx" title="">Terzo Rapporto annuale sul mercato del lavoro degli immigrati</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.cnel.it/29?shadow_ultimi_aggiornamenti=3484" title="">IX Rapporto sugli Indici di integrazione degli immigrati in Italia</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-07-26T09:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/comunicare-limmigrazione-presentata-la-guida-promossa-dal-ministero-del-lavoro">
    <title>Comunicare l'immigrazione: presentata la guida promossa dal Ministero del Lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2012/comunicare-limmigrazione-presentata-la-guida-promossa-dal-ministero-del-lavoro</link>
    <description>Nuove pubblicazioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<div>20.02.2012 - Il 7,5% della popolazione in Italia è costituito da immigrati, un fenomeno che è notevolmente cresciuto negli ultimi 3 anni e sul quale spesso non si comunica e non si informa correttamente. E’ per questo che è stato realizzato il manuale <i>Comunicare l’immigrazione. Guida pratica per gli operatori dell’informazione</i> presentato oggi presso il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale dell’Università Sapienza di Roma.</div>
<div></div>
<div>“<i>La comunicazione sul tema è carente, spesso viziata da stereotipi…ma c’è anche un problema più ampio dettato dalla non conoscenza del fenomeno”. </i>Lo ha sottolineato Maria Cecilia Guerra, sottosegretario del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ricordando le azioni promosse fra gli operatori per favorire un corretto aggiornamento su queste tematiche ed una valida informazione sull’apporto che i cittadini stranieri danno alla vita sociale ed economica del nostro Paese. In questo quadro il volume rappresenta un punto di riferimento per una rappresentazione in termini positivi di una società multiculturale quale sarà sempre di più la nostra.</div>
<div></div>
<div>Il testo si apre con un’ampia sitografia ragionata delle fonti informative in rete alle quali si può attingere per trovare dati, statistiche, ricerche per approfondire i vari aspetti del fenomeno. Fra gli enti di ricerca a cui far riferimento viene chiaramente segnalato anche l’Isfol. A seguire un capitolo che illustra i termini dello scenario migratorio italiano e uno che ripropone i riferimenti normativi e inquadra le competenze istituzionali di riferimento. Non mancano gli esempi di buone prassi comunicative nonché storie di migrazione di successo. Al temine un glossario articolato su una cinquantina di voci principali.</div>
<div></div>
<p>Il volume, realizzato dalla cooperativa <a href="http://www.laimomo.it/">Lai-momo</a> e dal <a href="http://www.dossierimmigrazione.it/">Centro studi e ricerche Idos</a>, nell’ambito del progetto <i>Co-in – comunicare l’integrazione</i>, promosso dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, direzione generale dell’Immigrazione e delle politiche di integrazione, verrà distribuito in maniera capillare nelle redazioni stampa, web e radio-tv. La versione pdf del manuale è disponibile, oltre che sui siti di chi ne ha curato la redazione  sul <a href="http://www.integrazionemigranti.gov.it/Pagine/default.aspx">Portale integrazione migranti</a>, frutto della collaborazione tra i ministeri del Lavoro, dell’Interno, dell’Istruzione e del Ministro della Cooperazione Internazionale e gestito con il supporto di Isfol e Italia Lavoro.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-04-06T09:56:21Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/pari-opportunita-no-discriminazione/organismi-1/basilicata-commissione-regionale-per-limmigrazione">
    <title>Basilicata - Commissione regionale per l'immigrazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/pari-opportunita-no-discriminazione/organismi-1/basilicata-commissione-regionale-per-limmigrazione</link>
    <description></description>
    
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-10-18T09:29:30Z</dc:date>
    <dc:type>File</dc:type>
  </item>




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