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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 11.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali">
    <title>La responsabilità sociale d’impresa nei Fondi Interprofessionali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali</link>
    <description>Formazione continua</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’indagine fornisce un quadro conoscitivo degli interventi realizzati dai fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua per le alte professionalità sul tema della responsabilità e della sostenibilità sociale d’impresa. Si tratta di un altro passo in avanti in un’ottica di conoscenza di quanto fanno le imprese in quest’ambito, con uno sguardo particolare ai loro interventi formativi. L’attenzione è rivolta proprio alla formazione per i manager che hanno la prima responsabilità di migliorare la qualità dell’organizzazione e il clima di lavoro dei loro collaboratori e che possono orientare l’impegno aziendale in termini di responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale, oltre che sensibilizzare e permeare a cascata tutti gli altri livelli professionali.</p>
<p>I piani formativi presi in esame riguardano Fondir e Fondirigenti, i due fondi per la formazione continua dei dirigenti maggiormente rappresentativi a livello nazionale per numero di imprese aderenti e conseguente budget.</p>
<p>L’analisi ha consentito di acquisire informazioni e di realizzare approfondimenti su molteplici ambiti dell’impegno dei Fondi per la formazione continua in materia di Corporate Social Responsibility (CSR) e ha messo in evidenza, da un lato, come il crescente impegno delle imprese sulla formazione per la CSR e il welfare venga confermato, dall’altro lato quanto ancora resti da fare nella crescita di competenze manageriali mirate all’attuazione nelle imprese di modalità e procedure per la gestione di un’appropriata e finalizzata responsabilità sociale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-24T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-ruolo-del-capitale-umano-in-italia">
    <title>Il ruolo del capitale umano in Italia  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-ruolo-del-capitale-umano-in-italia</link>
    <description>Nuova analisi Isfol </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo analizza da diversi punti di vista e sotto numerosi aspetti la funzione e il peso del capitale umano nel contesto dell’attuale crisi economica e alla luce delle dinamiche del mercato del lavoro. Molti gli spunti e gli approfondimenti a partire dall’analisi della relazione tra qualità dell’istruzione e condizione occupazionale dei giovani. Da questo approfondimento emerge una polarizzazione che vede da una parte una situazione per cui l’investimento in istruzione e in particolare la specializzazione in materie tecniche-scientifiche rappresenta effettivamente uno strumento per uscire dalla condizione di non occupazione e transitare verso contratti a tempo indeterminato e dall’altra una situazione per cui quelle stesse scelte di istruzione e orientamento non sembrano agevolare l’inserimento lavorativo con contratti atipici e/o a tempo determinato. In altri termini i soggetti più istruiti hanno maggiori probabilità di transitare verso occupazioni stabili ma non di accedere a rapporti di lavoro atipici. Sempre in ottica di capitale umano altamente qualificato, il volume analizza i fattori di attrazione e di espulsione in grado di influenzare in maniera significativa la mobilità di dottori di ricerca. Ne emerge che insieme a motivazioni di ordine economico e personale ce ne sono altre che incidono sulle scelte migratorie dei laureati italiani e che fanno riferimento alla qualità delle istituzioni informali. Per questo studio i ricercatori dell’Isfol hanno utilizzato un indice specifico, l’Instututional Quality Index (IQI), che indaga cinque dimensioni della qualità delle istituzioni informali: partecipazione della società civile, efficacia dell’azione pubblica dei policy maker, qualità della regolamentazione per promuovere l’attività privata, certezza di diritto e corruzione. I risultati mettono in evidenza come all’aumentare del livello dell’IQI della regione di destinazione, aumenta notevolmente la probabilità migratoria del dottore di ricerca ma se lo stesso valore aumenta nella regione dove si è conseguito il dottorato la probabilità migratoria diminuisce notevolmente. Infine il testo offre un affondo sulla relazione che intercorre tra investimento in formazione professionale e propensione ad adottare accordi integrativi da parte delle imprese. Gli esiti dell’analisi dimostrano che l’intensità dell’investimento formativo incide positivamente soprattutto quando la contrattazione di secondo livello riguarda l’erogazione di premi salariali, meno se gli accordi integrativi interessano l’organizzazione del lavoro. Il motivo risiede nel fatto che spesso i premi salariali sono utilizzati per ridurre il rischio che lavoratori per i quali l’impresa ha fatto un investimento formativo possano accettare offerte da altre aziende che in questa maniera beneficerebbero dei rendimenti di competenze di cui non hanno sostenuto i costi.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20661">Crisi economica, lavoro e imprese. Il ruolo del Capitale Umano in Italia</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/rilevazione-longiutudinale-su-imprese-e-lavoro">RIL – Rilevazione su Imprese e Lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/transizione-scuola-lavoro">InTransizione</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro">Qualità del lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sulla-modalita-geografica-dei-dottori-di-ricerca">Indagine sulla mobilità geografica dei dottori di ricerca</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-03-31T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Formazione_apprendimento/formazione-degli-adulti/le-indagini-isfol-indaco-sulla-conoscenza-nelle-imprese-e-sui-comportamenti-formativi-degli-adulti">
    <title>Le indagini Isfol INDACO sulla conoscenza nelle imprese e sui comportamenti formativi degli adulti</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Formazione_apprendimento/formazione-degli-adulti/le-indagini-isfol-indaco-sulla-conoscenza-nelle-imprese-e-sui-comportamenti-formativi-degli-adulti</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p> </p>
<p>Le indagini INDACO rilevano indicatori armonizzati capaci di integrare il quadro informativo sulla domanda e l’offerta di formazione in Italia. Con queste indagini, quindi, l’Isfol innova l’assetto informativo sui temi dell’apprendimento permanente, collegandosi direttamente alle migliori pratiche esistenti a livello europeo. Le rilevazioni INDACO utilizzano infatti l’impianto e il corredo metodologico delle rilevazioni statistiche Eurostat  <b><a class="external-link" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_SDDS/EN/trng_cvts_esms.htm">CVTS</a></b> e <b><a class="external-link" href="http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/microdata/adult_education_survey">AES</a></b>, consentendo in tal modo di fornire l’aggiornamento nazionale degli indicatori armonizzati a livello europeo, che sono diffusi a cadenza quinquennale. È così possibile disporre del quadro della diffusione, in Italia, delle attività di formazione realizzate sul luogo di lavoro dalle imprese o per conto delle imprese, della partecipazione a tali attività, rese disponibili, direttamente o indirettamente, dalle imprese ai propri dipendenti e della partecipazione formativa della popolazione adulta.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Stefania Pinardi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>imprese</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Offerta formativa</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-14T09:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/attivita-di-assistenza-tecnica/rendicontazione-sociale">
    <title>Rendicontazione sociale</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/attivita-di-assistenza-tecnica/rendicontazione-sociale</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Nel panorama nazionale assistiamo a numerose, significative ed eterogenee esperienze di partecipazione e di attenzione ai temi e ai processi di rendicontazione sociale nell’ambito dell’economia sociale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le attività di studio, analisi e rilevazione condotte nel corso degli anni su le esperienze di rendicontazione sociale evidenziano:</p>
<ul style="text-align: justify; ">
<li>una molteplicità  di esperienze sviluppate nell’ambito dell’economia sociale in merito all’adozione di strumenti di bilancio sociale e/o di missione correlabili a politiche regolative e promozionali, oltreche alla propensione innovativa dei soggetti di Terzo settore;</li>
<li>una dinamicità di dimensioni e linee evolutive in ordine a definizioni operative, campi di applicazione, profili attuativi e sistemi di misurazione.</li>
</ul>
<p style="text-align: justify; ">I contenuti propri dei processi e degli schemi di rendicontazione sociale trovano coerenza e convergenza nella necessità di pervenire a sistemi di trasparenza così come pure esposto nel processo di riforma del Terzo settore,  dell’impresa sociale e il servizio civile universale. Nello scenario delle politiche di coesione, inoltre,  la dimensione dei sistemi di misurazione del valore sociale è intesa  quale strategia organizzativa e di sviluppo atta a sostenere le policy di intervento da parte delle P.A. interessate e quindi a rafforzare,  ai vari livelli della sussidiarietà, il disegno di consolidamento e di sviluppo che impegna le organizzazioni di economia sociale e non profit  alla realizzazione di politiche attive e di inclusione sociale, in stretta interazione con i loro territori</p>
<p style="text-align: justify; ">Di fronte al crescente interesse osservato da parte di un’ampia platea di stakeholders (nel sistema pubblico, nel terzo settore, negli sviluppi innovativi di responsabilità sociale di impresa e nella finanza etica, nel dibattito scientifico) emerge la necessità di cogliere <i>asset</i> comuni. L’obiettivo è analizzare le organizzazioni non profit e dell’economia sociale a partire dalla rappresentazione e dalla misurazione dei benefici sociali e dei vantaggi competitivi ottenuti in relazione al contesto descritto e ai profili di <i>accountability</i>, anche nell’ottica dell’innovazione sociale, dei vantaggi competitivi della funzione sociale (e della responsabilità sociale di impresa) e con quanto proveniente dai combinati disposti degli istituti delle clausole sociali contemplati nelle Direttive Europee sugli appalti e sui servizi di interesse generale (tra i quali i servizi sociali).</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Ricerca specifica</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/rilevazione-longiutudinale-su-imprese-e-lavoro">
    <title>Rilevazione longitudinale su Imprese e Lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/rilevazione-longiutudinale-su-imprese-e-lavoro</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’indagine RIL (Rilevazione Longitudinale su Imprese e Lavoro) è giunta nel 2011 alla sua terza edizione: le rilevazioni precedenti sono state effettuate nel 2005 e nel 2007. E' attualmente in corso laRilevazione 2015.</p>
<p>RIL studia il comportamento delle imprese nell’utilizzo del lavoro,  le caratteristiche della domanda di lavoro e il rapporto delle imprese con gli agenti di intermediazione di lavoro, sia pubbilci che privati. La rilevazione colma un vuoto informativo sui comportamenti della domanda di lavoro in merito all’utilizzo delle forme di contratto, acquisendo una serie di dati sul profilo delle imprese che utilizzano determinate forme di lavoro e analizzando i meccanismi che sottendono alle scelte praticate in presenza di modifiche della normativa e di variazioni della congiuntura economica.</p>
<p>La rilevazione è di tipo campionario e coinvolge circa 22 mila imprese in Italia, rappresentative delle società di persone e di capitali attive nei settori privati extragricoli.</p>
<p>Nell’indagine è presente una quota panel, ovvero imprese intervistati anche nelle precedenti rilevazione, pari a circa la metà del campione.</p>
<p>Tra le principali caratteristiche dell’indagine: </p>
<ul class="list-item">
<li>La tecnica di rilevazione è di tipo CATI (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Computer-assisted_telephone_interviewing">Computer-assisted telephone interviewing</a>)</li>
<li>La strategia campionaria ha previsto un campionamento stratificato con estrazione a probabilità variabili in proporzione alla dimensione d’impresa. L’allocazione del campione prevede la pianificazione dei domini di studio che coincidono con la regione, la classe di ampiezza, la forma giuridica e il settore di attività economica.</li>
<li>La fase di stima ha previsto la messa a punto di uno stimatore calibrato basato su una serie di informazioni ausiliarie. I totali noti dalla procedura di calibrazione sono stati ricavati dall’archivio <a href="http://www.istat.it/it/archivio/archivio+asia">ASIA</a> (Archivio Statistico delle Imprese Attive) fornito dall’Istat e coincidono con i domini di studio</li>
<li>La popolazione di riferimento è quella fornita dall’Istat con l’archivio ASIA.</li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Stefania Pinardi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Mercato del lavoro</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>lavoro</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>Lavoratori</dc:subject>
    
    
      <dc:subject>imprese</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/risultati-dell2019indagine-politiche-attive-del-lavoro-e-mezzogiorno">
    <title>Risultati indagine politiche attive del lavoro e imprese</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/risultati-dell2019indagine-politiche-attive-del-lavoro-e-mezzogiorno</link>
    <description>Workshop Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo studio è stato condotto mediante una indagine di campo che ha interessato un campione di 1280 piccole e medie imprese (tra i 10 e i 249 addetti) residenti nelle quattro regioni del Mezzogiorno afferenti all’Obiettivo Convergenza (Campania, Puglia, Sicilia, Calabria) e nel Veneto, con l’obiettivo di verificare l’utilizzo, il grado di consapevolezza e  l’interesse rispetto agli strumenti di politica attiva del lavoro attualmente disponibili.</p>
<p>Le evidenze emerse indicano l’esistenza di alcune criticità di sistema che rendono meno agevole e più complesso il ricorso agli strumenti di politica attiva del lavoro da parte soprattutto delle imprese di minori dimensioni. I risultati hanno messo in luce una sorta di <i>mismatch</i> tra domanda e offerta, in particolare pubblica, di politiche attive che può essenzialmente ricondursi a problemi legati ad aspetti della cultura d’impresa, come quelli relativi alla <i>governance</i>, oppure al sistema di erogazione dei servizi per il lavoro (dal mancato coordinamento e integrazione con le politiche di sviluppo, alla frammentazione del sistema, alle carenze informative, alla complessità e onerosità delle procedure di accesso e gestione degli interventi) e infine alla parziale inadeguatezza degli strumenti proposti.</p>
<p>Gli esiti dell’indagine, realizzata in collaborazione con il RTI Cles S.r.l/Troisi Ricerche, sono stati presentati da Lucia Zabatta e Massimo Resce, ricercatori del gruppo di lavoro Isfol diretto da Claudio Tagliaferro che ha realizzato l’indagine, il 9 luglio scorso in un <i>workshop</i>, tenutosi presso l’Istituto alla presenza di rappresentanti delle istituzioni centrali e locali, parti sociali ed esperti esterni e d’Istituto.</p>
<p>Al workshop, coordinato dal Presidente Prof. Pier Antonio Varesi, hanno partecipato: Salvatore Pirrone (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – DG Politiche Attive e Passive del Lavoro), Giuseppe Lella (Regione Puglia – Dirigente Politiche Attive tutela della sicurezza e qualità del lavoro), Bruno Anastasia (Veneto Lavoro), Nicola Marongiu (CGIL), Paolo Carraro (CISL), Marco Massera (UIL), Giulio De Caprariis (Confindustria), Armando Occhipinti (Confapi), Mario Vitolo (OBR Campania), Prof. Sebastiano Fadda (Università Roma Tre), Prof. Marco Carcano (Sociologo del lavoro e delle organizzazioni), Daniela Pieri (Cles S.r.l.). Per l’Isfol erano presenti Mario Gatti, Maria Grazia Mereu, Anna D’Arcangelo e Silvana Porcari.</p>
<p>Dalla discussione è emerso un generale apprezzamento per la prospettiva di analisi adottata, ovvero l’osservazione delle politiche attive del lavoro dal punto di vista delle imprese, e una sostanziale condivisione dei principali risultati emersi. L’Istituto è stato sollecitato a proseguire nel lavoro di analisi su questo filone di indagine e sono stati suggeriti ulteriori approfondimenti su campioni che possano consentire maggiori stratificazioni così da poter cogliere meglio le determinanti delle criticità rilevate e fornire una base informativa più ricca ai <i>policy maker</i> e gli <i>stakeholder</i> interessati alla programmazione e attuazione degli interventi di politica attiva del lavoro.</p>
<p>Il Presidente Varesi, nel ringraziare i partecipanti per le indicazioni e i suggerimenti forniti, di cui sicuramente l’Istituto terrà conto nel prosieguo del lavoro, ha ribadito la volontà dell’Isfol di sviluppare ulteriormente l’ambito di analisi relativo all’integrazione delle politiche attive del lavoro con le politiche di sviluppo emersa come questione cruciale nell’indagine appena conclusa.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-07-14T11:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/quinta-edizione-del-festival-del-lavoro">
    <title>Quinta edizione del Festival del Lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/quinta-edizione-del-festival-del-lavoro</link>
    <description>Isfol tra i relatori su donne e apprendistato </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Giunta alla quinta edizione, la manifestazione dedicata al lavoro sta vedendo un susseguirsi d’incontri, dibattiti con politici e con rappresentanti delle parti sociali, dell’industria, delle imprese ed intellettuali, il tutto condito da eventi culturali. <br />Il Festival è stato preceduto dall’ottavo Congresso nazionale dell’Ordine, i cui lavori sono stati aperti alla presenza del Ministro del lavoro Poletti. Secondo il Ministro, intervenuto per l’occasione “la Riforma del Titolo V rischia di passare per una sorta di disputa per i poteri mentre è bene che si discuta su un assetto di poteri”. Anche sul fronte della tassazione Irap, il Ministro ha sottolineato che “una tassazione che ha come riferimento il lavoro e il suo costo deprime le imprese ad alto tasso di occupazione; è un tema che va affrontato nello specifico e su questo credo che la disponibilità dei Ministri e del Governo ci sia tutta”.<br />Parlando di riforma del mercato del lavoro e, più in generale, della normativa in materia di lavoro - si legge in una nota diffusa dall’ufficio stampa dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro - il Ministro Poletti è intervenuto sulla relazione lavoro-imprese e sulla modernizzazione necessaria dei contratti di lavoro: “credo ci sia un problema culturale nella relazione lavoro-impresa secondo cui l’impresa è il luogo nel quale si sfrutta il lavoro; abbiamo bisogno di una logica partecipativa ed una riaffermazione della responsabilità”.</p>
<p>Tanti i temi affrontati, fra i quali il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e nelle posizioni di vertice. Nel corso del seminario è intervenuto il Direttore Generale dell’Isfol, Paola Nicastro, che ha ricordato fra l’altro l’importanza del ruolo dell’Istituto nell’analizzare le politiche del lavoro al fine di supportare i policy makers nel prendere le decisioni. <br />Sul fronte, invece, del tema dell’apprendistato, Sandra D’Agostino, esperta dell’Isfol, ha sottolineato che c’è bisogno di un cambiamento di consapevolezza rispetto alle potenzialità di questo contratto, superando quegli aspetti che lo fanno percepire in alcuni suoi passaggi troppo burocratico e poco funzionale alle esigenze delle imprese.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>lavoro</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-06-27T13:38:54Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/mercato-del-lavoro-capitale-umano-e-imprese">
    <title>Mercato del lavoro, capitale umano e imprese</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/mercato-del-lavoro-capitale-umano-e-imprese</link>
    <description>Convegno Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Ad aprire la giornata è stato Pier Antonio Varesi, Presidente dell’Isfol, che ha sottolineato come l’evento si ponga in un contesto di dibattiti scientifici che l’Istituto sta sviluppando su temi di particolare importanza nell’attuale contesto sociale ed economico del Paese. La prima parte della giornata è stata dedicata alla presentazione dei dati del volume introdotti da Marco Centra, Responsabile del Servizio Statistico Isfol, e ulteriormente descritti da Andrea Ricci. A questi primi due interventi sono seguiti quelli di Marco Leonardi (Università Statale di Milano) e Giuseppe Ciccarone (Università degli Studi di Roma “La Sapienza”) che hanno dato vita ad un dibattito scientifico sulle principali evidenze dello studio. Nella seconda parte della mattinata si è svolta la tavola rotonda coordinata da Ricci che ha visto la partecipazione di Salvatore Pirrone (Direttore Generale Ministero del Lavoro, DGPAPL) e di esponenti delle organizzazioni sindacali.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=19806">Mercato del lavoro, capitale umano ed imprese: una prospettiva di politica del lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2014/mercato-del-lavoro/mercato-del-lavoro-capitale-umano-e-imprese-una-prospettiva-di-politica-del-lavoro">Concept Note</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2014/mercato-del-lavoro/Programma_convegno_ISFOL_25_giugno.pdf">Il programma della giornata</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-25T07:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/come-trasformare-intraprendenza-in-imprenditorialita">
    <title>Come trasformare l'intraprendenza in imprenditorialità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2012/come-trasformare-intraprendenza-in-imprenditorialita</link>
    <description>Occupazione giovanile</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È stato questo il tema del workshop “<i>I giovani e lo spirito imprenditoriale</i>” che si è tenuto a Roma lo scorso 13 dicembre e che prende spunto da una ricerca dell’Isfol, in corso di realizzazione, sul tema dell’educazione e della formazione all’imprenditorialità. All’incontro erano presenti rappresentanti del Ministero dell’Istruzione, dell’Ufficio scolastico del Veneto, di Unioncamere, di Junior Achievement Italia, della Rete ITER, della Fondazione Aldini Valeriani, del Programma Bollenti Spiriti della Regione Puglia, dell’Agenzia Nazionale per il Programma Leonardo da Vinci.</p>
<p>L’obiettivo del workshop, organizzato dal Gruppo di ricerca “<i>Modelli e strumenti per la formazione all’imprenditorialità e alla managerialità</i>” dell’Isfol, è consistito nel confronto e nello scambio con decisori ed esperti su valutazioni e proposte per la redazione di linee guida utili allo sviluppo di policies condivise per lo sviluppo dell’educazione e della formazione all’imprenditorialità. In particolare, i partecipanti hanno condiviso la necessità di istituire un tavolo tecnico per il confronto periodico sulle tematiche di interesse; di creare nuove forme di reti sul territorio tra insegnanti e giovani, tra scuole e organismi datoriali; di mettere a punto dispositivi formativi flessibili e di rafforzare il collegamento tra il Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro e quello dello Sviluppo economico.</p>
<p>Alcune azioni potrebbero già essere attivate nei modelli di alternanza scuola-lavoro, nella progettazione di strumenti per l’acquisizione di competenze imprenditoriali, nello sviluppo delle azioni svolte dai nuovi Poli Tecnici Professionali, con attività specifiche di formazione degli insegnanti.</p>
<p>La rete costituita continuerà a collaborare per la messa a punto di prodotti di ricerca utili alla definizione di specifiche policies per lo sviluppo dell’imprenditorialità, nel quadro dei processi di riforma che investono i sistemi dell’educazione, della formazione e del lavoro.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a title="" href="http://old.isfol.it/agenda-tecnica/i-giovani-e-lo-spirito-imprenditoriale/i-giovani-e-lo-spirito-imprenditoriale" class="internal-link" target="_self">Agenda tecnica</a></p>
<p><strong>Leggi gli interventi del workshop:</strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/471" target="_self" title="">I giovani e lo spirito imprenditoriale</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/472"></a><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/472" target="_self" title="">L’educazione all’imprenditorialità</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/473" target="_self" title="">I casi di studio</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-12-19T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sulla-conoscenza-nelle-imprese-indaco-imprese-ctvs">
    <title>Indagine sulla conoscenza nelle imprese (INDACO - Imprese / CVTS)</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-sulla-conoscenza-nelle-imprese-indaco-imprese-ctvs</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><img src="http://old.isfol.it/repository-immagini/Formazione%20e%20capitale%20umano/Isfol_formazione_%2025.JPG/@@images/a38af529-2e41-4b9c-a36b-10cba19090c1.jpeg" alt="Isfol_formazione_ 25.JPG" class="image-left" title="Isfol_formazione_ 25.JPG" />L’<strong>Indagine sulla conoscenza nelle imprese</strong> (ISF-00039) - realizzata dal Gruppo di ricerca "<a href="http://old.isfol.it/Istituto/chi-siamo/lorganizzazione/dipartimento-sistemi-formativi/struttura-sistemi-e-servizi-formativi/indagini-sulla-domanda-e-lofferta-di-formazione-1/indagini-sulla-domanda-e-lofferta-di-formazione" class="internal-link" title="">Studi, analisi e indagini sui sistemi di domanda e offerta di formazione</a>" - ha come principale obiettivo quello di rilevare i comportamenti e le politiche formative delle imprese, il ruolo dei processi formativi e di apprendimento e le modalità di diffusione della conoscenza all’interno delle organizzazioni produttive.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il fenomeno oggetto di studio è costituito dall’insieme delle attività di formazione professionale aziendale, decisa e finanziata dalle imprese per far acquisire al proprio personale nuove competenze professionali o semplicemente per aggiornare quelle esistenti. Il concetto di formazione professionale utilizzato è il risultato di una consultazione promossa da Eurostat a livello comunitario nel 2005, che ha coinvolto i trenta paesi partecipanti a CVTS3 e rappresenta, pertanto, una definizione armonizzata che costituisce la nuova base di riferimento per la rilevazione, la misurazione e la confrontabilità del fenomeno all’interno del sistema delle statistiche europee. Essa include non solo i corsi ma anche le altre attività formative, fra cui il training on the job, la rotazione nelle mansioni lavorative, la partecipazione ai circoli di qualità e la formazione “aperta” o “a distanza”. Viene inoltre rilevata la formazione “iniziale”, che riguarda essenzialmente le attività di apprendistato.</p>
<p style="text-align: justify; ">Unità di rilevazione sono le imprese, distinte secondo la definizione comunitaria in grandi, medie, piccole e micro imprese, queste ultime con almeno 6 addetti.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’indagine fornisce un quadro approfondito della domanda e dell’offerta di formazione aziendale, attraverso la rilevazione e l’analisi di un insieme di indicatori armonizzati a livello europeo (<i>key indicators</i>): incidenza delle imprese formatrici, partecipazione e accesso, durata e costi della formazione. Altre informazioni rilevate riguardano gli investimenti e le strategie formative dell’impresa, in termini di organizzazione e di strumenti utilizzati, le caratteristiche della formazione erogata e del personale coinvolto, i fabbisogni formativi, la speranza di formazione, il ruolo delle parti sociali, il finanziamento pubblico utilizzato, la valutazione della formazione e dei suoi effetti sulle attività delle imprese, i fattori che ostacolano o limitano l'attività di formazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">Attraverso tali informazioni è possibile analizzare gli effetti della formazione su produttività, redditività e performance aziendali nonché i legami con l’innovazione tecnologica e, soprattutto, organizzativa.</p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p class="occhiello"><strong>Survey on knowledge in Enterprises (INDACO-Enterprises / CVTS)</strong></p>
<p>The sample survey, carried out by ISFOL in cooperation with the Italian National Institute of Statistics (ISTAT), looks at the training strategies and behaviour of large companies, SMEs and micro-enterprises.</p>
<p>It provides a measure of human capital on the demand side by detecting the key indicators of employers’ provided training (incidence, participation, access, intensity and cost of training courses) and other information on characteristics of firms, trained workers and training activities (courses and other forms of training), companies training strategies, innovation, core competencies and key skills, training management, obstacles to training, Innovation, IVT (Initial Vocational Training for apprentices), the effects of the crisis and anti-crisis strategies.</p>
<p>The survey is complementary to Eurostat’s CVTS (Continuing Vocational Training Survey), follows the same methodology and constitutes an extra survey to it (for the sample of micro-enterprises).</p>
<p>The survey uses methodologies harmonized with the survey CVTS (Continuing Vocational Training Survey) EUROSTAT, integrating series CVTS through the production of harmonized statistics and comparable over time.</p>
<p>The survey is included in the National Statistics Plan of Sistan.</p>
<p>The total population includes companies with 6 or more employees in non-agricultural sectors with a theoretical sample of 19,618 units and a percentage of respondents in the last survey of 37.3%. The detection technique used is CATI-CAWI and the frequency is every three years.</p>
<p>Through this information it is possible to analyze the effects of training on productivity, profitability and company performance, the links between training and the technological and organizational innovation.</p>
<p> </p>
<dl><dt></dt></dl>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Camilla Micheletta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    <dc:date>2012-06-25T15:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavoro-a-termine-e-produttivita">
    <title>Lavoro a termine e produttività </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2012/lavoro-a-termine-e-produttivita</link>
    <description>Seminario Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Un incontro tra accademia e politica, tra numeri e linee di intervento, in un terreno dove si muovono insieme il rigore della ricerca e il pragmatismo sintetico dell’amministrazione pubblica. Tra i partecipanti, infatti, oltre ai rappresentanti dell’Istituto, il Capo segreteria tecnica del Ministro Elsa Fornero, Laura Piatti, Carlo dell’Aringa dell’Università Cattolica di Milano, Paolo Piacentini dell’Università La Sapienza di Roma ed esponenti di Banca d’Italia, Istat, Luiss e delle Università di Torino e di Cassino. <br /> <br /> Al centro del dibattito l’impatto dell’uso di forme di flessibilità contrattuali in termini di crescita di capitale umano, profitto per le imprese e livello di competitività dell’intero sistema economico. <br /> <br /> Il seminario si pone  in continuità con gli studi sul rendimento del capitale umano recentemente elaborati e diffusi dall’Isfol.  Tra le evidenze emerse e discusse, quella che pone in relazione inversa l’utilizzo di forme contrattuali a termine e la produttività dell’impresa. Un risultato che emerge dalla lettura integrata tra l’analisi sull’offerta di lavoro e la dinamica della domanda, osservando congiuntamente i dati sui lavoratori e quelli sulle imprese. L’utilizzo di forme contrattuali flessibili al fine di abbattere il costo del lavoro è prevalente nelle aziende che presentano un basso livello di specializzazione e con figure professionali poco qualificate. Tali aziende, in sintesi, preferiscono un rendimento immediato piuttosto che guardare a rendimenti a medio lungo termine ottenuti tramite investimenti in innovazione e capitale umano. Viceversa nelle imprese innovative e con figure altamente qualificate la flessibilità ha prevalentemente una funzione di screening dei lavoratori e qualificazione del capitale umano. <br /> <br /> Un occasione di dibattito tecnico che, “per le tematiche che si trova ad affrontare - ha sottolineato il Direttore Generale dell’Isfol Aviana Bulgarelli - giunge in un momento di riflessione decisivo sulla riforma del mercato del lavoro”. Il Direttore, inoltre, ha sottolineato come si confermi la valenza del contratto di apprendistato quale strumento privilegiato di ingresso nel mercato del lavoro. <br /> <br /> Il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro, intervenendo in apertura dei lavori, ha ribadito l’esistenza di una “flessibilità buona e una flessibilità cattiva” dove la prima è quella che evita di trasformarsi in precarietà. Laura Piatti ha poi confermato la necessità di far pagare di più la flessibilità in ingresso e di incoraggiare processi di stabilizzazione mediante un sistema di incentivi e disincentivi economici.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per saperne di più</strong></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=18164">Istruzione formazione e mercato del lavoro: i rendimenti del capitale umano in Italia</a></p>
<p> </p>
<p><strong>Notizie correlate</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/news/notizie-2012/competenze-sviluppo-economico-e-sistema-produttivo-1" class="external-link">Competenze, sviluppo economico e sistema produttivo</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2012-04-06T10:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>




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