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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 2.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/dati-e-politiche-dall2019osservatorio-competenze-digitali">
    <title>Dati e politiche dall’Osservatorio Competenze digitali </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/dati-e-politiche-dall2019osservatorio-competenze-digitali</link>
    <description>Digital Skill</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel Rapporto, giunto alla sua seconda edizione, si mette in evidenza che lo sviluppo di una cultura digitale è strategico ed è un bisogno prioritario a cui occorre rispondere rafforzando l’impegno  e stimolando gli interventi a quattro livelli principali: i cittadini (promuovendo azioni di educazione digitale diffusa), la Pa e le Istituzioni (accellerando l’e-Government e la dematerializzazione), le imprese (con strumenti che favoriscono l’innovazione e accrescono la competitività) e il mondo della scuola (dove va favorita la cultura digitale ed ogni livello, a tutti i docenti e studenti, in ogni indirizzo scolastico). Si sottolinea inoltre la necessità di una condivisione strategica degli obiettivi comuni, per amplificare e velocizzare il dialogo tra mondo dell’istruzione e del lavoro. Fra le indicazioni operative si ricorda, ad esempio, il bisogno di accelerare la definizione di una rinnovata normativa per gli Ifts, realizzare una piattaforma nazionale dei contenuti didattici digitali, introdurre innovativi percorsi di formazione accademici, promuovere attività di tutoraggio extra curricolari, supportare un maggiore rapporto fra il mondo dell’istruzione e i bisogni del mercato del lavoro. Tutto questo sarebbe possibile creando le condizioni per un “ecosistema collaborativo” delle competenze digitali nato dalla collaborazione attiva di tutti gli attori sociali coinvolti.</p>
<p>Fra i dati che misurano le maggiori criticità, nel Rapporto si rileva che in Italia c’è uno scarso livello di copertura delle competenze Ict (definite sulla base del sistema europeo e-Competence Framework), misurato come simultanea presenza di tutte le componenti necessarie, livello che varia dal 73% delle aziende Ict al 67% delle società in house delle Regioni e Province Autonome al 48% delle aziende utenti, per poi scendere al 41% nella Pa Centrale e al 37% nella Pa Locale. Mentre in tema di osmosi scuola-lavoro, lo studio rileva che il 60% delle aziende e degli Enti ha rapporti continuativi con il mondo accademico, finalizzati prevalentemente ad assorbire risorse già formate per attività di stage, nonché di supporto a tesi di laurea sperimentali. Poche infatti sono le realtà che partecipano ai comitati di indirizzo dei corsi di studio. I rapporti con gli Istituti Tecnici/Istituti di Istruzione Secondaria sono scarsi: solo il 27,3% delle aziende Ict e il 22% di aziende utenti ed Enti Pubblici li dichiarano.</p>
<p>Al convegno è intervenuto anche Damien Lanfrey, (Segreteria tecnica del Miur) il quale ha presentato il <a href="http://www.istruzione.it/scuola_digitale/index.html">Piano nazionale Scuola digitale</a>, il documento di indirizzo del ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per il lancio di una strategia complessiva di innovazione della scuola italiana, un piano che non insiste tanto sulla dimensione tecnologica quanto sulla dimensione culturale ed educativa “un’azione culturale, che parte da un’idea rinnovata di scuola, intesa come spazio aperto per l’apprendimento e non unicamente luogo fisico, e come piattaforma che metta gli studenti nelle condizioni di sviluppare le competenze per la vita”.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.assinform.it/Rassegna_stampa/Dati-Di-Mercato-ICT/Assinform/Osservatorio-Delle-Competenze-Digitali-2015.kl">Osservatorio delle Competenze Digitali 2015</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-01-18T15:52:50Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/tutto-il-welfare-nel-rapporto-dellinps">
    <title>Tutto il welfare nel Rapporto dell'Inps</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/tutto-il-welfare-nel-rapporto-dellinps</link>
    <description>Scenari</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Boeri ha sottolineato che “<i>i </i><i>rischi principali, soprattutto durante una recessione, provengono dal mercato del lavoro, dalla perdita di quella che per la stragrande maggioranza degli europei è la principale fonte di reddito</i>” rimarcando che “<i>l</i><i>a crisi 2008-2014 ha fatto aumentare di un terzo il tasso di povertà. Il numero di persone che vivono al di sotto della linea di povertà Eurostat del 2007 (9380 Euro), aggiornata di anno in anno per tenere conto dell’inflazione, è aumentato di 4 milioni.” </i>In particolare ha ricordato che, come evidenziato nel primo capitolo del Rapporto, la crisi non è stata uguale per tutti poiché “<i>si è concentrata sul 10% più povero della popolazione, che ha subito mediamente riduzioni superiori al 27% del proprio reddito disponibile. (…) L’eredità più pesante della crisi è perciò in questa povertà diffusa ed intensa perché non solo ci sono più persone al di sotto della soglia di povertà, ma anche la distanza di molti da questa linea della povertà è aumentata. Oggi, ancor più che in passato, la povertà è il problema numero uno del nostro sistema di protezione sociale.” </i>In questo scenario di forti criticità il Presidente Boeri ha sostenuto la necessità di intervenire nella governance del sistema, con degli interventi normativi che rendano il sistema più equo, senza gravare dal punto di vista del bilancio, ed ha indicato i cinque cardini principali su cui si basa la proposta di riforma consegnata al Governo. </p>
<p align="JUSTIFY">Nell'intervento successivo, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha ringraziato l'Inps per il contributo di competenze messo a disposizione dell'esecutivo, sostenendo che sono stati fatti finora interventi importanti ma occorrono riforme strutturali, ormai indispensabili. </p>
<p align="JUSTIFY"><b>Per approfondire:</b> </p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.inps.it/docallegati/News/Documents/INPS_DEFINITIVO_BAssa_VSS.pdf">Rapporto annuale Inps 2014</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-07-08T17:10:56Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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