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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 15.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit">
    <title>Le professioni sociali nelle organizzazioni non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit</link>
    <description>Risorse umane </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo da questi due assunti prende le mosse l’articolo di Annalisa Turchini e Michele Cuppone apparso sul secondo numero  de I Quaderni di Economia Sociale. I due ricercatori della Struttura Inclusione Sociale dell’Isfol hanno proposto un affondo sul tema de “Le risorse umane nelle imprese human intensive” attraverso il quale hanno indagato il mondo delle professioni sociali che operano all’interno delle organizzazioni non profit con particolare riguardo per le Fondazioni, ossia quei soggetti caratterizzati dall’obbligo di mettere a disposizione il proprio patrimonio esclusivamente per il raggiungimento dei fini sociali stabiliti.  Un primo aspetto affrontato nell’articolo è quello legato alla classificazione delle professioni sociali indispensabile per identificare e differenziare i lavoratori che operano all’interno dei contesti non profit e nello specifico delle Fondazioni. Il riferimento adottato è quello della Classificazione delle Professioni (CP2011) realizzata dall’Istat in collaborazione con l’Isfol, secondo la quale le professioni sociali risultano articolate come segue: sociologi, assistenti sociali specializzati, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, addetti all’assistenza personale, professioni qualificate nei servizi sociali. Nelle Fondazioni l’incidenza delle professioni sociali sul totale degli addetti è del 44,3% che in valori assoluti si traduce in circa 14mila unità. Di queste il gruppo più consistente è costituito dai cosiddetti operatori socio-saitari (OSS) che conta più della metà degli addetti delle Fondazioni (55,9%) e rappresenta una delle poche figure professionali normate a livello nazionale. Seguono con il 28,5% gli addetti all’assistenza personale che formando un gruppo di professioni non regolamentato presentano un alto livello di diversificazione territoriale dei contenuti professionali. In coda si trovano gli educatori professionali (9,9%), i sociologi (0,5%) e infine i tecnici del reinserimento (0,7%). Da questo quadro si deduce che l’azione delle Fondazioni nei servizi sociali è caratterizzata dal ricorso ad un mix di risorse umane di livello medio e da una consistente presenza di “bassi profili” la cui regia è affidata a un numero esiguo di figure di coordinamento. Tutto ciò all’interno di un contesto di scarsa regolamentazione professionale nel quale è difficile individuare percorsi di qualifica e mansioni da realizzare. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane l’articolo di Turchini e Cuppone dimostra che le Onp, a causa della scarsità di risorse economiche, scelgono di ricorrere a incentivi immateriali per motivare il proprio personale che si concretizzano nei corsi di formazione e nel coinvolgimento attivo nei processi decisionali.  Le Fondazioni, in particolare, investono molto sulla formazione dei soggetti impiegati nell’impresa, siano essi dipendenti o volontari, con quote così ripartite:  nel 47,1% dei casi sulla formazione continua, si prosegue con l’alta formazione (28,3%) fino  ad arrivare alla formazione specialistica (14,3%) e a quella destinata ai corsi di base per chi inizia il percorso di attività all’interno delle ONP (11,6%). Su questo tema l’articolo anticipa i contenuti di una ricerca Isfol di prossima uscita intitolata “Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni”, all’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine realizzata su un campione di Fondazioni che operano nei servizi sociali.  </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/woocommerce_uploads/2016/09/ques_2_2016_web.pdf">Articolo Turchini-Cuppone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T14:35:36Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale">
    <title>Approvato il Piano di Azione Biennale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale</link>
    <description>Osservatorio disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La riunione tenutasi ieri presso il Ministero del Lavoro alla presenza del Ministro Poletti ha visto anche la partecipazione dell’Isfol che opera all’interno dell’Osservatorio con funzioni di assistenza tecnico-scientifica. Durante l’incontro, che ha segnato la conclusione del secondo mandato triennale 2013-2016 dell’Organismo, è stata discussa e approvata la formulazione finale del Programma in base alle indicazioni emerse dai gruppi di lavoro e workshop organizzati durante la V Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità, tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre. In quell’occasione ha avuto luogo una discussione ampia e partecipata sulle Linee di intervento proposte, assicurando il confronto tra istituzioni, persone con disabilità, associazioni, federazioni di rappresentanza e altre organizzazioni del terzo settore, parti sociali, operatori ed esperti a vario titolo coinvolti sulle varie tematiche. L’approccio ampio e partecipato che ha caratterizzato l’Osservatorio è stato adottato anche nella stesura del Programma biennale per l’individuazione delle priorità d’azione. Il documento, nella versione definitiva approvata nell’incontro di via Flavia, sarà trasmesso al Consiglio dei Ministri e, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata delle Regini e Province autonome, verrà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica.  </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-19T09:06:43Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-punto-sugli-orientamenti-nazionali">
    <title>Il punto sugli orientamenti nazionali  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-punto-sugli-orientamenti-nazionali</link>
    <description>Politiche per la disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nasce con questo obiettivo il convegno “Politiche per la disabilità” tenutosi a Milano il 6 e 7 ottobre che ha visto la presenza dei numerosi attori che a vario titolo sono attivi sul tema della disabilità.</p>
<p style="text-align: justify; ">Tra questi era presente anche l’Isfol che proprio nell’ambito del <a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=164&amp;Itemid=630&amp;lang=it">Programma triennale dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità (OND): 2014-2016</a> sta concludendo, tra l’altro, una specifica attività di ricerca realizzata in collaborazione con IRS, volta alla ricognizione delle esperienze territoriali di Budget di Salute.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ad Alessandra Tonucci, ricercatrice Isfol, è stato affidato il compito di ripercorrere i passaggi più significativi della riflessione maturata nell’ambito dei lavori dell’Osservatorio, a partire dal Gruppo 2 (OND) <i>Autonomia, vita indipendente e empowerment della persona con disabilità, </i>sul tema della <i>progettazione personalizzata sostenuta da budget di salute</i> evidenziandone i richiami formulati nell’attuale proposta di Programma di azione biennale presentata a Firenze in occasione della <i>V Conferenza Nazionale sulle Politiche della Disabilità.  </i>Nell’introdurre gli elementi evolutivi che hanno condotto alla definizione attuale di <i>progetto personale</i> assunta nello “Schema di Linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU”, la ricercatrice ha descritto in che modo la correlazione del progetto personale con i modelli allocativi di “budget personalizzati” (budget di cura, di salute o comunque denominati) e una “valutazione multidimensionale” (<i>cfr.</i> ICF modello bio-psico-sociale)  possa innescare un processo volto a supportare il progetto di vita della persona con disabilità e la sua inclusione. In tale prospettiva si colloca pertanto la centralità di una definizione quantitativa e qualitativa delle risorse economiche, professionali e umane per favorire la ricomposizione delle misure, la trasversalità degli interventi, l’unitarietà dei programmi e la coerenza degli obiettivi, senza ovviamente prescindere dal coinvolgimento diretto della persona con disabilità o di chi la rappresenta. Alla giornata hanno preso parte, insieme agli altri, rappresentanti regionali e degli enti locali.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/politiche-per-la-disabilita/programma" class="internal-link" title="">Programma seminario</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1333">Presentazione Tonucci</a></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/images/conferenza_2016/gruppo2/Gruppo2-Lineeguida_art19_REV-GRAFICA-DEF-PDF.pdf">Documento “Schema di linee comuni per l’applicazione dell’articolo 19 della Convenzione ONU</a></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/images/PDA_Disabilita_2016_Agosto2016.pdf">Proposta di II Programma di azione biennale</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/il-contributo-dellisfol-alla-v-conferenza">Notizia partecipazione Isfol V conferenza disabilità</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=186&amp;Itemid=687&amp;lang=it">Gruppo 2 Osservatorio Nazionale sulla condizione delle persone con disabilità</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-14T09:50:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi">
    <title>La conferenza annuale dell'AEMI</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi</link>
    <description>Migrazioni in Europa</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per quattro giorni, dal 28 settembre al 1 ottobre, il Consello da Cultura Gallega ha ospitato nella città di Santiago de Compostela la 26° Conferenza dell’Association of European Migration Institutions (AEMI) ed un cospicuo gruppo di studiosi ed esperti, giunti in Spagna da tutti i paesi europei oltre che da Australia, Usa, Brasile, Argentina.</p>
<p style="text-align: justify; ">AEMI raccoglie una rete di quaranta organizzazioni attive sui temi delle migrazioni in Europa, e periodicamente organizza  un forum internazionale per promuovere la conoscenza del fenomeno, la condivisione di linee di ricerca e di intervento. L’incontro di quest’anno, dedicato al tema delle diaspore in Europa e dell’identità culturale dei migranti, ha visto la partecipazioni di circa 50 relatori selezionati tramite call internazionale. Tra questi  era presente anche Antonello Scialdone dell’Isfol che nel corso della sessione dedicata a “Patterns of collective belonging” ha presentato una relazione intitolata “<i>On Cossack legacy and matriarchs in exile</i>”, nella quale ha in particolare approfondito il tema delle migrazioni ucraine -soprattutto di manodopera femminile- mettendolo in collegamento con il fenomeno della costruzione dell’identità nazionale e dell’affermazione di alcuni modelli di genere. Il caso dell’Ucraina (nazione impoverita e divisa da forti contrasti etnici nella difficoltosa transizione post-sovietica)  rappresenta un esempio complesso e interessante dal momento che si tratta del principale fornitore di lavoro migrante di tutta Europa e il primo per il lavoro migrante irregolare. Dopo l’indipendenza del 1991 ha avuto luogo un progressivo collasso economico che ha innescato fenomeni di mobilità di massa per la ricerca all’estero di lavori che il mercato nazionale non offriva più.  Secondo i dati che Scialdone ha desunto da un’ampia letteratura e da fonti internazionali, circa un terzo delle famiglie ucraine sono state interessate da processi migratori di un proprio componente: il volume ufficiale delle rimesse, cresciuto esponenzialmente negli ultimi 15 anni,  oggi è il primo in Europa e sopravanza di tre volte il totale degli investimenti stranieri in quel paese, sostenendo di fatto l’economia delle sempre più numerose famiglie transnazionali. Sembra perciò paradossale che in Ucraina –dove manca una vera politica migratoria- il tema della diaspora venga trascurato e le donne migranti (immagine che confligge con l’ideale femminile di certa retorica nazionalistica) siano anzi state stigmatizzate come causa della disgregazione familiare.</p>
<p style="text-align: justify; ">Oltre a presentare questa relazione, A. Scialdone è pure intervenuto come ‘panelist’ della <i>Open Discussion on the European Migration Crises</i> in programma nell’ultimo giorno dei lavori. In quell’occasione il rappresentante Isfol, citando gli esiti di recenti survey internazionali e di proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare stereotipi infondati e di costruire politiche <i>evidence-based</i>.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/european-migrant-diasporas-and-cultural-identities-sett-2016/programma">Programma</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1331" title="">Presentazione Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-07T08:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/un-dibattito-aperto-a-tecnici-e-politici">
    <title>Un dibattito aperto a tecnici e politici</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/un-dibattito-aperto-a-tecnici-e-politici</link>
    <description>I lavori della giornata</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">“L’Isfol - ha proseguito – in attesa del decreto correttivo che lo trasformerà nell’Istituto Nazionale di Analisi per le Politiche Pubbliche (INAPP) - spero possa  contribuire allo sviluppo del reddito di inclusione per gli aspetti già citati”. L’altro intervento istituzionale che ha seguito quello del Commissario dell’Isfol è stato quello di Raffaele Tangorra Direttore Generale per l’Inclusione e le Politiche sociali del Ministero del Lavoro, il quale ha raccontato alla platea il lavoro svolto in merito al Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), la misura partita lo scorso 2 settembre che, ha affermato Tangorra “farà da ponte verso il Reddito di inclusione (REIS)”. Descrivendo il Sia è stato ricordato che “non si tratta di un mero trasferimento di reddito con una condizionalità forte ma si interseca con un progetto legato alla persona intesa come nucleo familiare, in quanto, proprio come il REIS, si guarda alle risorse del nucleo familiare nell’identificazione dei beneficiari”.  E a proposito di Reddito di inclusione  un momento centrale del convegno è stata la presentazione della proposta elaborata dall’Alleanza contro la povertà da parte del suo Responsabile scientifico Cristiano Gori che ha parlato delle differenze fra la loro e le altre proposte in campo ricordando l’importanza della dimensione attuativa della misura e sottolineando come i due pilastri del lavoro dell’Alleanza siano stati l’incontro tra il dibattito scientifico e pratica quotidiana da una parte e il confronto plurale tra i punti di vista dall’altra. Il seminario poi è proseguito con una serie di interventi tutti di natura scientifica che hanno visto l’alternarsi di relatori e di discussant che hanno dibattuto, nel caso di Franco Pratesi e Dora Gambardella, sul ruolo dei servizi sociali oppure, come nel caso di  Stefano Sacchi e Paolo Sestito, di inserimento lavorativo. A conclusione di questa prima parte c’è stata la relazione di Matteo D’Emilione ricercatore Isfol che ha presentato il modello di analisi multidimensionale della deprivazione elaborato dal gruppo di ricerca MACaD dell’isfol. L’intervento, oltre a descrivere alla platea lo strumento, ha offerto una lettura capace di mettere in luce le possibilità offerte dal MACaD rispetto al REIS, soprattutto nell’ambito della presa in carico dell’utente/destinatario in riferimento alla valutazione multidimensionale del bisogno e nella fase di monitoraggio e valutazione della misura dove MACaD potrebbe garantire un’osservazione multidimensionale degli effetti.      </p>
<p style="text-align: justify; ">La seconda parte del seminario ha visto la presenza e il confronto tra esponenti politici impegnati a vario titolo sul tema del contrasto alla povertà. I nomi presenti in sala sono stati quelli di Nunzia Catalfo Vicepresidente Commissione XI del Senato, Ileana Piazzoni Commissione XII Camera dei Deputati e Maurizio Sacconi Presidente Commissione XI del Senato che hanno partecipato ad un dibattito stimolato dai quesiti di Stefano Sacchi. Ciascuno di loro rispondendo alle sollecitazioni del moderatore ha esposto il proprio punto di vista in merito al reddito di inclusione sociale e più in generale alle politiche di inclusione sociale e lavorativa. Le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini che apprezzando il dibattito scaturito nel corso del convegno ha descritto l’azione del Governo in merito al contrasto alla povertà inteso in senso più generale passando quindi da quella economica fino a quella educativa.  </p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Materiali del convegno:</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/lotta-alla-poverta-una-svolta-per-l2019italia/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1319">Presentazione S. Sacchi</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1321">Presentazione R. Tangorra</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1321">Presentazione C. Gori</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1322">Presentazione M. D’Emilione</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/1323">Presentazione F. Pesaresi</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-21T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-contributo-dellisfol-alla-v-conferenza">
    <title>Il contributo dell'Isfol alla V Conferenza</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-contributo-dellisfol-alla-v-conferenza</link>
    <description>Politiche per la disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Focus della Conferenza è stata la presentazione della proposta di Programma d’azione biennale e dei lavori  dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità (OND), a cui l’ISFOL ha contribuito partecipando ai <a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=22&amp;Itemid=145&amp;lang=it">gruppi di lavoro</a> nonché alla realizzazione di specifici approfondimenti tematici. In occasione della V Conferenza, l’ISFOL ha partecipato sia agli otto gruppi che hanno condotto una discussione ampia e partecipata sulle Linee di intervento proposte nel nuovo <a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=226:30-agosto-2016-pubblicata-la-proposta-del-ii-programma-di-azione-biennale-in-materia-di-disabilita&amp;catid=16&amp;lang=it&amp;Itemid=124">Programma d’Azione</a> sia ai workshop tematici che si sono svolti in parallelo nella sessione pomeridiana. </p>
<p style="text-align: justify; ">Alessandra Tonucci ha presentato, nell’ambito della sessione di lavoro del gruppo 6 <i>L’accessibilità nella prospettiva dell’Universal Design, </i>un intervento programmato su <i>L’Edilizia Scolastica nella Buona Scuola e l’Accessibilità nel Programma d’Azione Biennale </i>prospettando nuovi spazi operativi per un progressivo allineamento tra il percorso di  Riforma in atto e le Azioni programmate nel quadro delle politiche di inclusione delle persone con disabilità.</p>
<p style="text-align: justify; ">Alcuni degli workshop organizzati nell’ambito della Conferenza hanno rappresentato l’occasione per presentare una sintesi dei risultati dei progetti di ricerca che l’Istituto ha realizzato, su richiesta dell’Osservatorio, in merito ad argomenti ritenuti rilevanti per l’elaborazione del Programma di Azione che, in analogia al precedente, verrà nella sua versione definitiva adottato dal Governo con Decreto del Presidente della Repubblica.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare, Pietro Checcucci ha partecipato al seminario dedicato al Budget di salute. Nel corso dei lavori sono stati presentati e discussi i risultati della ricognizione realizzata dall’Isfol sulle esperienze rintracciabili in Italia dell’approccio del Budget di Salute, inteso come modello allocativo per l’ottimizzazione dell’uso delle risorse socio-sanitarie, in una logica non prestazionale e frammentata. L’obiettivo dell’indagine era quello di acquisire conoscenze aggiornate su contenuti e risultati delle esperienze territoriali in materia di progettazione personalizzata sostenuta attraverso il budget di salute, anche al fine di prefigurare linee di indirizzo per una sua possibile sperimentazione e adozione a livello nazionale e regionale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Daniela Pavoncello, è intervenuta all’interno del workshop <i>Agricoltura Sociale e Servizi per le persone con disabilità</i>. Durante  i lavori è stato presentato l’impianto metodologico ed alcuni risultati della ricerca relativamente alla ricognizione effettuata dall’Isfol in merito all’analisi delle pratiche di agricoltura sociale realizzate a livello ed europeo per favorire la partecipazione attiva e l’inclusione sociale delle persone con disabilità, partendo da una ricognizione delle esperienze più significative. In particolare la ricerca si è posta gli obiettivi di delineare il ruolo dell’agricoltura sociale nei progetti e nelle azioni volte a migliorare la qualità della vita di persone con disabilità, nella prospettiva di nuovi principi di welfare di comunità e generativo, nonché dell’economia civile nonché di inquadrare il profilo dell’agricoltura sociale a livello nazionale individuandone le dimensioni, le caratteristiche maggiormente significative, le pratiche diffuse, i loro principi di riferimento e la loro sostenibilità, i punti di forza e di debolezza al fine di favorire l’inserimento socio-lavorativo, la formazione e lo sviluppo delle abilità personali e professionali delle persone con disabilità</p>
<p style="text-align: justify; ">Dal 2010 l’Isfol assicura il supporto tecnico scientifico ai lavori dell’Osservatorio grazie al contributo di ricercatrici e ricercatori, tra cui Franco Deriu, invitato permanente dell’OND, personale ISFOL  e il Gruppo di ricerca Disabilità dal 2015 coordinato da Pietro Checcucci.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1317">Intervento di Pietro Checcucci</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1310">Intervento di Daniela Pavoncello</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1316">Intervento di Alessandra Tonucci</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/due-giorni-a-firenze-sulla-disabilita">Due giorni a Firenze sulla disabilità</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-21T05:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/applicazioni-del-modello-macad">
    <title>Applicazioni del modello MACAD</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/applicazioni-del-modello-macad</link>
    <description>Il contributo dell'Isfol al convegno</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il punto di partenza dal quale ha preso le mosse il lavoro di analisi e ricerca dell’Isfol, secondo D’Emilione, è quello che considera la diseguaglianza e la povertà come fenomeni complessi e dipendenti da una molteplicità di fattori. Per questo il modello descrittivo prescelto è quello multidimensionale. A ciò si affianca la decisione di sviluppare il modello MACaD all’interno della struttura teorica del <i>capability approach</i> proposta da Amartya Sen, secondo il quale la deprivazione è intesa come carenza di libertà di scegliere la vita che si intende condurre. Nella prospettiva teorica del <i>capability approach</i>, ha proseguito D’Emilione, il modello MACaD si è concentrato sulla misurazione delle <i>capabilities</i> possedute dagli individui, intendendo con questa espressione la reale potenzialità di scelta di un individuo osservata attraverso la sua concretizzazione in funzionamenti attivati in un tempo dato e caratterizzati dall’esplicitarsi di una data azione. Su questa struttura, ha spiegato il ricercatore dell’Isfol, è stato costruito lo strumento di rilevazione, articolato in sezioni corrispondenti a ciascuna dimensione di vita considerata. La combinazione degli indicatori permette in questa maniera di disegnare uno spazio articolato lungo due assi, distinguendo quattro quadranti interpretativi.</p>
<p style="text-align: justify; "> D’Emilione ha proseguito presentando due applicazioni del modello MACaD, la prima delle quali ha coinvolto un campione di utenti dei servizi sociali del Municipio Roma X mentre la seconda, più recente, si è concentrata sui minori in età compresa tra gli 8 e i 13 anni e tra i 14 e i 17 anni provenienti dalle famiglie destinatarie della Carta Acquisti sperimentale (CAS). In questo secondo caso l’indagine si inserisce nel piano di valutazione della CAS in considerazione del fatto che il Decreto attuativo della misura prevedeva un esplicito obiettivo di miglioramento del benessere del minore. L’Isfol, per rispondere a questo obiettivo, ha spiegato D’Emilione, ha deciso di introdurre un elemento di novità, ossia somministrare direttamente ai minori il questionario ottenendo il loro punto di vista. Grazie a questo approccio, si è iniziato a lavorare sulla costruzione di un indicatore di Benessere Emotivo del minore e un indicatore di Benessere Standard, quest’ultimo costruito partendo dalla lista di diritti contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.</p>
<p style="text-align: justify; ">Passando infine ad osservare quali potrebbero essere, in futuro, lo sviluppo e le applicazioni del modello, D’Emilione ha evidenziato che anche rispetto al disegno del Reddito di inclusione sociale (REIS) proposto durante il convegno, MACaD potrebbe rappresentare un valore aggiunto soprattutto nell’ambito della presa in carico dell’utente/destinatario del REIS dove si fa esplicitamente riferimento alla valutazione multidimensionale del bisogno in vista della stipula del Patto d’Inclusione e nella fase di monitoraggio e valutazione della misura dove MACaD potrebbe garantire un’osservazione multidimensionale degli effetti.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta">MACaD</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/05/03/13A03807/sg" title="">Decreto 10 gennaio 2013 - Attuazione della sperimentazione della nuova carta acquisti</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/dirittidelfanciullo_1959" class="internal-link" title="">Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-20T12:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-poverta-si-combatte-tutti-insieme">
    <title>La povertà si combatte tutti insieme</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-poverta-si-combatte-tutti-insieme</link>
    <description>La proposta di reddito di inclusione sociale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; "><b>La proposta</b>. Il Reddito d’inclusione sociale (Reis) consiste in una misura nazionale rivolta a tutte le famiglie che si trovano a vivere in una condizione di povertà assoluta. Il Reis viene presentato in modo articolato ed approfondito nella pubblicazione: “<i>Il reddito d’inclusione sociale (Reis). La proposta dell’Alleanza contro la povertà in Italia</i>”, edizioni Il Mulino, Bologna, 2016.</p>
<p style="text-align: justify; "><b>Dentro il volume</b>. Il testo spiega in modo sistematico la questione, partendo dalla definizione di povertà, dalla presentazione dei criteri di come ricevere il Reis, per arrivare all’illustrazione del ruolo della rete dei servizi alla persona, degli strumenti per la gestione, delle risorse economiche, fino alla definizione del Piano nazionale per la sua applicazione.</p>
<p style="text-align: justify; "><b>Isfol</b>. Uno dei degli autori del volume è il prof. Stefano Sacchi, da qualche mese alla guida dell’Isfol. Sulla base di quanto esposto nel testo, prende le mosse il seminario dal titolo: “Lotta alla povertà: una svolta per l’Italia?”, che si svolge a Roma martedi 20 settembre presso la sede dell’Isfol.</p>
<p style="text-align: justify; "><b>Come funziona</b>. Il Reis, come spiegato nel volume, “garantisce a chiunque sia caduto in povertà assoluta un insieme di risorse adeguate a raggiungere una condizione materiale decente e – dove necessario – a progettare percorsi d’inserimento sociale o lavorativo”. Il Reis si rivolge a tutti coloro i quali si trovano in povertà assoluta, valutata sulla base delle condizioni economiche del relativo nucleo familiare. Possono richiederlo cittadini italiani o stranieri, comunitari o non comunitari. In caso di nuclei familiari, è sufficiente che uno solo dei coniugi soddisfi i requisiti richiesti. “Il principio guida è l’universalismo: una misura per tutti i poveri” spiegano gli autori. “Ogni nucleo riceve mensilmente la somma necessaria a colmare la differenza tra la soglia di povertà e il proprio reddito disponibile”. La soglia è pari a 400 euro al mese per i nuclei composti da una sola persona, abitanti in case di proprietà, e viene elevata – secondo una scala di equivalenza – all’aumentare dei componenti. La soglia è pure innalzata nel caso di nuclei che vivono in affitto, in percentuale al canone di locazione pagato. Per le persone beneficiarie del Reis vengono intrapresi percorsi di inclusione attiva nel mercato del lavoro. Queste, oltre che attivarsi direttamente nella ricerca di un impiego, devono dare disponibilità a frequentare attività di formazione o riqualificazione professionale e ad iniziare ogni occupazione congrua offerta dai centri per l’impiego. A livello locale il Reis è gestito in modo condiviso dai comuni, terzo settore, centri per l’impiego e degli altri soggetti impegnati nella lotta alla povertà.</p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://old.isfol.it/repository-immagini/Coesione%20sociale/il-reis-in-sintesi_20-09-16" class="internal-link" title="">ll REIS in sintesi</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-20T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta/supporto-alla-valutazione-del-sia">
    <title>Supporto alla valutazione del SIA</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta/supporto-alla-valutazione-del-sia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La norma istitutiva prevede che la misura sia oggetto di valutazione, al fine di fornire elementi per una migliore definizione di una misura di contrasto alla povertà assoluta basata sui principi della inclusione attiva, nonché dare conto alla collettività dei risultati raggiunti con gli interventi messi in campo. L’azione di ricerca messa in atto risponde all’esigenza di supportare le attività di valutazione del SIA al fine di verificare l’efficacia del programma sui destinatari dell’intervento e di analizzare le modalità di implementazione sul sistema dei servizi sociali a livello di singola amministrazione comunale coinvolta.</p>
<p>Tale progetto si sta sviluppando in due attività tra loro connesse:</p>
<ol>
<li>Analisi esiti sperimentazione della Nuova Social Card nelle 12 aree metropolitane</li>
<li>Costruzione e predisposizione del sistema di valutazione del SIA</li>
</ol>
<p> </p>
<p><b>1. Analisi esiti sperimentazione della Nuova Social Card nelle 12 aree metropolitane. </b></p>
<p style="text-align: justify; ">L’analisi è finalizzata principalmente a verificare l’efficacia dell’integrazione tra sussidio economico e servizi a sostegno dell’inclusione attiva, rispetto all’obiettivo di favorire il superamento della condizione di bisogno, e ad individuare eventuali correttivi da introdurre nel programma in riferimento al suo disegno e alla sua implementazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare l’analisi è focalizzata su alcuni aspetti specifici (obiettivi specifici della valutazione):</p>
<ul>
<li style="text-align: justify; ">la capacità di intercettare le famiglie con minori in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio;</li>
<li style="text-align: justify; ">l’efficacia dell’integrazione tra sussidio economico e servizi a sostegno dell’inclusione attiva, rispetto all’obiettivo di favorire il superamento della condizione di bisogno (concentrando l’attenzione sul ruolo del modello di presa in carico proposto dal piano di attuazione del SIA);</li>
<li style="text-align: justify; ">l’effetto prodotto dall’integrazione sul territorio tra servizi competenti in materia di servizi per l’impiego, istruzione e tutela della salute;</li>
<li style="text-align: justify; ">il rafforzamento dei servizi e degli interventi offerti.</li>
</ul>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>2. Costruzione e predisposizione del sistema di valutazione del SIA. </b></p>
<p style="text-align: justify; ">L’azione di ricerca mira a definire un piano di valutazione del SIA  volto a valutare il processo rispetto all’efficacia del programma sul miglioramento del benessere dei minori e della famiglia nel suo complesso e all’obiettivo di farli uscire definitivamente  dalla condizione di povertà assoluta e di grave deprivazione materiale. Il piano di valutazione focalizzerà l’attenzione sugli aspetti identificati con riferimento alla sperimentazione avviata.</p>
<p style="text-align: justify; ">Oggetto della valutazione e di approfondimenti specifici saranno i destinatari della misura.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-19T08:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta/supporto-allimplementazione-del-sia">
    <title>Supporto all'implementazione  del SIA</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta/supporto-allimplementazione-del-sia</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La Programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 e il Programma operativo Nazionale Inclusione identificano il Sostegno all’Inclusione attiva (SIA) come misura principale da implementare. Così come evidenziato nel PON il “SIA non è da considerarsi un sussidio economico, bensì un programma di inserimento sociale” che condiziona il sostegno finanziario alla stipula di un patto di inserimento tra gli individui appartenenti al nucleo familiare beneficiario ed i servizi sociali. Ai fini dell’efficace attuazione del programma SIA e in continuità con quanto realizzato nel corso del 2015 l’Isfol intende supportare l’implementazione e il monitoraggio della misura tenendo in considerazione alcune “lezioni apprese” nella sperimentazione della Nuova Social Card.</p>
<p>Per tale motivo il Piano di Attività Isfol sviluppa nell’ambito del Progetto due attività principali:</p>
<ol>
<li>Costruzione, predisposizione e implementazione del sistema di monitoraggio del SIA;</li>
<li>Attività di consulenza tecnico scientifica all’implementazione della misura.</li>
</ol>
<p><b>1)</b> <b>Costruzione, predisposizione e implementazione del sistema di monitoraggio del SIA</b></p>
<p style="text-align: justify; ">L’azione di ricerca è volta a fornire un monitoraggio del SIA a livello locale e delle principali dinamiche d’implementazione della misura e un’elaborazione e predisposizione di reportistica e analisi specifiche sull’andamento della misura stessa al fine di svolgere una funzione informativa anche per le Regioni e gli ambiti sociali.</p>
<p><b>2)</b> <b>Attività di consulenza tecnico scientifica all’implementazione della misura</b></p>
<p style="text-align: justify; ">Il Piano prevede specifiche attività di supporto da parte dell’Isfol al rafforzamento dei servizi di accompagnamento e delle misure di attivazione collegati al programma, nonché alla capacità della rete istituzionale di poter accompagnare i servizi nel processo di inclusione attiva dei beneficiari.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-19T08:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/due-giorni-a-firenze-sulla-disabilita">
    <title>Due giorni a Firenze sulla disabilità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/due-giorni-a-firenze-sulla-disabilita</link>
    <description>V Conferenza Nazionale </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Due giorni, 16 e 17 settembre, organizzati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme al Comune di Firenze per promuovere l’incontro e il confronto tra istituzioni, operatori, organizzazioni della società civile e rappresentanti delle persone con disabilità allo scopo di favorire lo scambio di buone prassi, trovare soluzioni e servizi utili da replicare.</p>
<p style="text-align: justify; ">Al centro della discussione che vedrà tra i suoi partecipanti il Ministro del Lavoro Giuliano Poletti, Franca Biondelli Sottosegretario al Lavoro e alla Politiche Sociali e Raffaele Tangorra Direttore generale per l’inclusione e le politiche sociali del Ministero del Lavoro ci sarà il Programma biennale di azione sulla disabilità elaborato dall’Osservatorio Nazionale delle Persone con Disabilità di cui l’Isfol è componente e all’interno del quale opera da anni. Per l’Istituto sarà presente Pietro Checcucci in quanto referente per l'assistenza tecnico scientifica dell’Osservatorio e Daniela Pavoncello ricercatrice esperta delle tematiche legate alla disabilità che presenteranno i loro interventi all’interno dei workshop dedicati rispettivamente a “Budget di salute e politiche per la disabilità” e “Agricoltura sociale e servizi per le persone con disabilità”.   </p>
<p style="text-align: justify; ">Nel corso della Conferenza, inoltre, verranno affrontati i temi più significativi per quel che riguarda l'area della disabilità quali la scuola, la salute, la vita indipendente, il lavoro, l'accessibilità, il riconoscimento della condizione di disabilità, il reporting  e la cooperazione internazionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2016/conferenza-disabilita/v-conferenza-nazionale-sulle-politiche-della-disabilita" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://www.osservatoriodisabilita.it/index.php?lang=it">Osservatorio Disabilità</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-15T06:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/piano-nazionale-lotta-alla-poverta-e-all2019esclusione-sociale-presentato-il-sia">
    <title>Presentate le misure del Piano nazionale di lotta alla povertà e all’esclusione sociale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/piano-nazionale-lotta-alla-poverta-e-all2019esclusione-sociale-presentato-il-sia</link>
    <description>Politiche sociali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’obiettivo è quello di arrivare ad una misura unica nazionale dedicata a sostenere i cittadini più fragili, individuata nel Reddito di inclusione. Tale misura, si legge in una nota del Ministero del Lavoro, “si basa su un sostegno economico condizionato all'attivazione di percorsi verso l’autonomia, sostenuti da servizi personalizzati e da una rete integrata di interventi individuati dai servizi sociali in rete con i servizi per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole e con i soggetti del terzo settore e di tutta la comunità”. Il reddito d’inclusione “diventerà strutturale a partire dal 2017 e segnerà una tappa importante nel percorso di graduale definizione di livelli essenziali per il contrasto alla povertà”. A tale fine, il SIA è “stato ridisegnato al fine di anticipare alcuni contenuti essenziali del Reddito di inclusione: una sorta di ‘misura ponte’ che permette di avviare subito una misura nazionale di contrasto alla povertà in attesa che si completi l’iter parlamentare e il successivo percorso attuativo”.</p>
<p>Nel corso della mattinata Raffaele Tangorra, Direttore generale per l’Inclusione e le politiche sociali del Ministero, ha illustrato i requisiti dei nuclei familiari beneficiari del Sia (cittadini italiani o comunitari con un figlio minorenne o disabile o una donna in gravidanza ed un Isee inferiore o uguale a 3mila euro, non fruitori di altri strumenti di sostegno al reddito) ed ha indicato che per l’anno in corso sono disponibili 750 milioni di euro che a partire dal 2017 la Legge di Stabilità porta ad un miliardo. Il sostegno monetario viene erogato bimestralmente attraverso una carta elettronica di pagamento ed è strettamente connesso ad una valutazione multidimensionale dei bisogni e delle potenzialità di ciascun nucleo familiare da parte dei Comuni e condizionato all’adesione a progetti personalizzati. </p>
<p>Dunque, “c'è un quadro d'interventi utili per le persone in condizione di fragilità: lottiamo contro povertà economica, educativa e alimentare” ha ricordato Poletti citando le altre misure che sono stati messe in campo finora: da una parte l’Asdi, l’assegno di disoccupazione per chi si trova in condizioni di grave disagio economico, dall’altra le iniziative per le persone senza dimora (la campagna #HomelessZero), il Fondo di aiuti per la distribuzione di beni alimentari e di materiale scolastico e il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’Isfol, supporta il Ministero nell’implementazione delle iniziative previste dal Piano. </p>
<p>Il Ministero del lavoro ha anche presentato una scheda che illustra in sintesi le altre iniziative di lotta alla povertà. Eccole punto per punto.</p>
<p><b>#HomelessZero</b> - Con l’adozione nel dicembre 2015 delle Linee guida sulla grave emarginazione adulta il Ministero ha fornito gli indirizzi ai diversi livelli di governo per assicurare interventi organici e strutturati per le persone senza dimora e con particolari fragilità, sostenendo l’adozione di un modello strategico integrato di intervento dei servizi sociali. A livello nazionale le risorse economiche destinate al finanziamento di progetti housing first per le persone senza dimora sono garantite anche attraverso finanziamenti comunitari per il contrasto alla marginalità estrema. In particolare il PON Inclusione, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo e gestito dal Ministero del lavoro, prevede l’assegnazione di risorse alle città in cui il fenomeno è maggiormente presente per realizzare servizi mentre il FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti) è destinato a fornire aiuti materiali. Nei prossimi sette anni, grazie al modo in cui è stato programmato l’utilizzo dei fondi comunitari in sinergia con le risorse nazionali, avremo a disposizione circa 100 milioni di euro (50milioni dal PON inclusione + 50 milioni dal FEAD) da destinare agli interventi di contrasto alla marginalità estrema coerenti con le Linee guida. Il Ministero patrocina anche la campagna #Homelesszero, a cura di Fio.PSD., la più grande federazione che riunisce le organizzazioni e gli enti che si occupano dei senza dimora.</p>
<p><b>Povertà alimentare</b> - Il FEAD (Fondo di aiuti europei agli indigenti), Programma Operativo a titolarità del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, contribuisce anche ad alleviare le forme più gravi di povertà distribuendo prodotti alimentari. L’Italia ha scelto di integrare la componente obbligatoria di finanziamento del Programma Operativo con una componente volontaria, più che raddoppiando in tal modo le risorse disponibili. Per la distribuzione di beni alimentari (servizi di mensa, distribuzione di pacchi alimentari, empori sociali, distribuzione tramite unità di strada) sono a disposizione anni circa 480 milioni di euro per la programmazione 2014-2020.</p>
<p><b>Povertà educativa</b> – Assicurare il benessere dei bambini, curando in particolare la sfera dell’educazione, della salute e della socialità, contribuisce in maniera determinante a spezzare il circolo vizioso della trasmissione intergenerazionale della povertà. La legge di Stabilità 2016 istituisce inoltre il “Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile”, alimentato dai versamenti effettuati dalle fondazioni bancarie, che finanzierà progetti in questo campo per circa 400 milioni di euro in un triennio. Inoltre anche il FEAD riserva parte delle risorse alla povertà educativa: 150 milioni sono infatti destinati alla distribuzione di materiale scolastico per i minorenni inseriti in famiglie con grave disagio economico già presi in carico nell’ambito del SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) o in situazione equivalente. Ulteriori 77 milioni sono destinati ai servizi di refezione scolastica nei contesti maggiormente deprivati economicamente e socialmente, per contrastare la povertà alimentare dei bambini e permettere loro di usufruire di servizi socio-educativi in orario extra-scolastico.</p>
<p><b>Povertà da mancanza di lavoro</b> – Da marzo 2016 è possibile presentare domanda per l'ASDI, l’assegno di disoccupazione riconosciuto a coloro che, dopo aver percepito l'indennità di disoccupazione (NASPI - Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l'Impiego) per la sua intera durata, non hanno trovato un nuovo impiego e si trovano in una condizione di particolare disagio economico. L'ASDI viene erogato mensilmente, per una durata massima di 6 mesi. L'assegno è pari al 75% dell'ultima indennità NASPI percepita, e, comunque, non può superare l'importo dell'assegno sociale (la cifra può aumentare in base ai carichi familiari del lavoratore). Oltre allo stato di disoccupazione e ad un ISEE pari o inferiore a 5 mila euro, altra condizione è la presenza di un minorenne nel nucleo familiare o aver compiuto 55 anni senza aver maturato i requisiti per la pensione anticipata o di vecchiaia. Come per le altre misure di inclusione attiva, per ricevere l'ASDI è necessario aver sottoscritto un patto di servizio personalizzato presso i competenti centri per l'impiego, con specifici impegni in termini di ricerca attiva di lavoro, disponibilità a partecipare ad iniziative di formazione e/o di politiche attive. Le risorse finanziarie destinate all'ASDI ammontano a circa 600 milioni per il 2016, parte dei quali stanziati dalla legge di Stabilità.</p>
<p><b>Per approfondimenti:</b></p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/poverta-ed-esclusione-sociale/focus-on/Pagine/default.aspx">Focus su Povertà ed esclusione sociale</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/Istituto/chi-siamo/lorganizzazione/dipartimento-mercato-del-lavoro-e-politiche-sociali/struttura-inclusione-sociale/inclusione-sociale">Struttura  Inclusione sociale</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/presentato-il-fondo-per-il-contrasto-della-poverta-educativa-minorile">Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-19T15:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/dallaccoglienza-allintegrazione">
    <title>Dall'accoglienza all'integrazione </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/dallaccoglienza-allintegrazione</link>
    <description>Giornata Mondiale del Rifugiato</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">A causa di conflitti e persecuzioni, circa 43.000 persone al giorno hanno dovuto abbandonare le loro case secondo le ultime stime disponibili:  ed un rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) presentato nei giorni scorsi a Ginevra fissa a 1,19 milioni il numero di soggetti  che nel 2017 necessiteranno di reinsediamento, in particolare per la gravità della situazione del Medio Oriente.   </p>
<p style="text-align: justify; ">Per l’edizione 2016 della Giornata Mondiale è stata lanciata una campagna #<a href="http://www.unhcr.org/refugeeday/it/petizione/" target="_blank">WithRefugees</a> che durerà fino al 19 settembre, ovvero la data in cui a New York  verrà presentata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite al Quartier Generale ONU la petizione per chiedere ai governi di lavorare insieme per questa particolare categoria di migranti, assicurando alle famiglie rifugiate condizioni sicure, ai bambini opportunità di educazione, e ad ogni soggetto adulto occasioni di lavoro o di qualificazione per dare il proprio contributo alle comunità di destinazione. La prospettiva che si intende raccomandare, quindi, è quella dell’integrazione e non solo della mera garanzia di sussistenza. Si parla perciò  di politiche di integrazione anche nelle numerose iniziative che nel nostro Paese stanno fiorendo intorno alla ricorrenza della Giornata Mondiale, e che vedranno tra l’altro la partecipazione dell’Isfol  quale Ente di ricerca che nel corso della sua pluriennale esperienza ha prodotto diversi studi sulle tematiche dell’immigrazione e dell’inclusione di persone di origine straniera. In particolare il prossimo 8 luglio a Montepulciano, in occasione del workshop ‘Migrazioni tra lavoro e welfare’ per Isfol interverrà Antonello Scialdone (primo ricercatore della Struttura di Coordinamento scientifico del Dipartimento ‘Lavoro e politiche sociali’), il quale  presenterà una relazione su “Accesso dell’utenza migrante ai servizi e riqualificazione dell’offerta di welfare”.  Al workshop, inserito nel programma ufficiale della manifestazione Luci sul lavoro 2016, saranno presenti come relatori anche A. Lombardi (Ministero del Lavoro DG Immigrazione), M. Cilento (Confederazione Europea dei Sindacati) e G. Bordone (DG Coesione sociale Regione Piemonte). </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1258/ISFOL_Scialdone_Impatti%20della%20crisi%20sui%20nuclei%20migranti%20e%20scenari%20futuri.pdf?sequence=1">Impatti della crisi sui nuclei migranti e scenari futuri</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/1158">Vulnerables reconciliators. Female migrant domestic workers and global care chain</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20258">Gli allievi di origine straniera nella IeFP: percorsi, inclusione e occupabilità</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=18888">Etnie e web : la rappresentazione delle popolazioni migranti e Rom nella rete internet</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=17097">L’integrazione degli immigrati tra politiche attive del lavoro e politiche sociali</a></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=5652">Contributi per l'analisi delle politiche pubbliche in materia di immigrazione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-20T06:35:03Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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