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  <title>ISFOL</title>
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            These are the search results for the query, showing results 1 to 7.
        
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicato-il-volume-che-indaga-il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">
    <title>Pubblicato il volume che indaga il non profit nell'erogazione dei servizi sociali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicato-il-volume-che-indaga-il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali</link>
    <description>Il welfare che cambia</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Lo studio fornisce una chiara fotografia del non profit in Italia evidenziando come questo sistema non presenti carenze e inefficienze, quanto piuttosto una sorta di negligenza verso le “persone reali”, da una parte nei confronti dei cittadini fruitori dei servizi stessi, che in molti casi si trovano costretti a far fronte a deficit dei servizi territoriali ricorrendo a fornitori “di cura” in nero, e dall’altra nei confronti dei lavoratori presso i servizi che si trovano a vivere un forte squilibrio tra ruolo sociale e reddito. Aspetto interessante dello studio è quello relativo all’identikit del lavoratore dei servizi sociali che risulta essere generalmente un dipendente a tempo indeterminato, donna, con adeguata qualificazione professionale, con retribuzione medio basse e per di più sovra-professionalizzato ossia in possesso di conoscenze e competenze spesso superiori al ruolo ricoperto. Per ciò che attiene alla governance generalmente praticata emerge il ricorso a processi decisionali democratici e allargati ad ampie fasce di lavoratori/trici, che porta alla riduzione di figure dirigenziali. La tendenza è quella di privilegiare la responsabilizzazione dei gruppi di lavoro e dei singoli operatori attraverso diffusi processi di co-decisione.</p>
<p>Importante punto di forza è la rete di collaborazione, ampia e diversificata sia in ambito istituzionale che nel campo degli altri attori del non profit e che si ramifica fino a coinvolgere istanze sociali non formalizzate.</p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20238">Testo integrale della ricerca – Il welfare che cambia: il non profit nell’erogazione dei servizi sociali</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Pagina tematica Economia sociale e non profit</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/mediateca/video-interviste/il-welfare-che-cambia.-intervista-ad-annalisa-turchini">Video intervista ad Annalisa Turchini</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">Notizia: Il non profit nell’erogazione dei servizi sociali</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/25-febbraio-2015-il-welfare-che-cambia-il-non-profit-nell2019erogazione-dei-servizi-sociali" class="internal-link" title="">Comunicato stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-25T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali">
    <title>Il non profit nell'erogazione dei servizi sociali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-non-profit-nellerogazione-dei-servizi-sociali</link>
    <description>Welfare</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">L’indagine fornisce una chiara fotografia del non profit in Italia. Le cooperative che somministrano servizi sociali sono più presenti nel Nord (60%), seguono il Sud e le Isole (24%) e infine il Centro (16%). Per quanto attiene il livello settoriale emerge una netta diversificazione degli interventi che coprono, oltre al sociale, altri tre macro-ambiti, quali welfare, cultura e ricreazione-istruzione. Particolare l’identikit del lavoratore che opera nei servizi sociali, che risulta essere in prevalenza donna, con contratto a tempo indeterminato, con adeguata qualificazione professionale ma con una retribuzioni medio bassa. Elemento significativo quello della governance che si basa sull’adozione di pratiche decisionali democratiche e allargate ad ampie fasce di lavoratori tale da ridurre il fabbisogno di figure dirigenziali.</p>
<p style="text-align: justify; ">Lo studio ha chiarito come il sistema dei servizi sociali non presenti carenze e inefficienze, quanto piuttosto una sorta di negligenza verso le “persone reali”, da una parte nei confronti dei cittadini fruitori dei servizi stessi, che in molti casi si trovano costretti a far fronte a deficit dei servizi territoriali ricorrendo a fornitori “di cura” in nero, e dall’altra nei confronti dei lavoratori presso i servizi che si trovano a vivere un forte squilibrio tra ruolo sociale e reddito.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le macro aree sulle quali si dovrebbe operare riguardano il rilancio del settore delle politiche di welfare, attraverso  investimenti che prevedano l’aumento della spesa sociale e la riattivazione del Fondo Nazionale delle politiche sociali; il sostegno alle famiglie nell’acquisto dei servizi di cura dal mercato privato, con una combinazione di sistemi di acquisto tramite voucher, agevolazioni e sgravi fiscali; i vincoli per le Amministrazioni locali nell’agire il proprio ruolo di monitoraggio e valutazione degli interventi esternalizzati con procedure di contracting-out, predisponendo linee guida di definizione degli standard minimi di servizio; l’ottimizzazione dei tempi e delle risorse impiegate nei processi di outsourcing avvalendosi di procedure di e-procurement. Oltre ad agevolare la trasparenza, tali interventi potrebbero favorire la comune adozione di classificazioni omogenee dei servizi sociali, declinazione dei livelli essenziali di prestazione, clausole sociali ecc.; una maggiore attenzione alle dimensioni di “comunità” e di “valore sociale” che il soggetto pubblico dovrebbe mettere in sicurezza anziché usare a fini concorrenziali; l’adozione nelle gare pubbliche di criteri di valutazione dei benefici sociali sul modello del social value act, con l’utilizzo estensivo di percorsi di inserimento lavorativo per fasce deboli, la ridefinizione del design dei servizi e la revisione del concetto di efficacia sociale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale e non profit</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/mediateca/video-interviste/il-welfare-che-cambia.-intervista-ad-annalisa-turchini">Video intervista ad Annalisa Turchini</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-09-11T06:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-a-strasburgo-per-il-social-entrepreneurs">
    <title>L’Isfol a Strasburgo per il Social Entrepreneurs</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-a-strasburgo-per-il-social-entrepreneurs</link>
    <description>Economia sociale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’evento di grande importanza vede la partecipazione di oltre 2000 persone tra rappresentanti delle istituzioni pubbliche, dei network di ricerca  e delle imprese sociali, di cui circa 200 provenienti dall’Italia. Tale momento di confronto rappresenta il risultato di tutto il lavoro compiuto in ambito europeo per far si che le politiche di coesione e l’economia sociale fossero portare al centro delle politiche dei paesi membri. Tali obiettivi sono stati infatti recepiti nel nuovo Regolamento del Fondo sociale europeo 2014- 2020 divenendo una priorità orizzontale nell’agenda europea.</p>
<p>Ciò che ci si attende al termine della due giorni è la risposta a tre fondamentali sfide ossia un maggior riconoscimento del settore a livelli nazionali, al pari di ciò che è avvenuto a livello europeo, il sostegno allo sviluppo di tutte le organizzazioni che compongono l’economia sociale, comprese quelle imprese profit che hanno finalità sociali e quelle che nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa realizzano progetti sociali in partnership con il non profit e per finire lo sviluppo della finanza per l’imprenditorialità sociale, coinvolgendo le istituzioni finanziare private da un lato e aprendo alle nuove prospettive del public procurement del servizio pubblico dall’altro.</p>
<p>Su tutti questi temi dal 2011 (anno in cui è stata lanciata la Social Business) sta lavorando il gruppo Geces composto da esperti europei del settore. Il team è supportato da gruppi di lavoro a livello nazionale, per l’Italia questa attività è sviluppata dall’Isfol, nello specifico dalla <a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/economia-sociale-terzo-settore" class="internal-link" title="">Direzione generale per il Terzo settore e le formazioni sociali</a> del Ministero del Lavoro. Presenti all’evento le ricercatrici Isfol Annachiara Giorio e Cristiana Ranieri.</p>
<p><b>Per saperne di più:</b></p>
<p><a class="external-link" href="http://ec.europa.eu/internal_market/conferences/2014/0116-social-entrepreneurs/index_en.htm" title="">http://ec.europa.eu/internal_market/conferences/2014/0116-social-entrepreneurs/index_en.htm</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-01-16T07:09:23Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/il-valore-della-rendicontazione-sociale">
    <title>Il valore della rendicontazione sociale</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/il-valore-della-rendicontazione-sociale</link>
    <description>Verso il IV Congresso Regionale del Forum Terzo Settore </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Proprio quest’ultimo ha ricordato che il Forum TS tiene in grande considerazione le ricerche che  l’Isfol svolge da anni in modo sistematico ad efficace riguardo l’osservazione del fenomeno in oggetto e proprio per questo motivo ha “manifestato l’interesse ad avviare una fattiva collaborazione in merito alla rendicontazione sociale”. “L’obbiettivo, ha proseguito Palumbo, è quello di inserire la rendicontazione sociale come requisito presente nelle organizzazioni che intendono aderire  al Forum”. Sulla stessa scia è intervenuto Enrico Spataro il quale come coordinatore del  gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale e terzo settore</a> ha illustrato le rilevazioni che l’Isfol sta svolgendo su queste tematiche e che vanno ad alimentare il Sistema Informativo delle Organizzazioni Non Profit (SIONP). “L’attività - ha affermato Spataro - prevede la realizzazione di indagini ricorrenti per alimentare il Sistema con dati ed informazioni quali - quantitative, e ha lo scopo di trasformare un archivio di dati amministrativi, rilevati da una molteplicità di soggetti, in un sistema di analisi in grado di produrre dati statisticamente rilevanti”. A Cristiana Ranieri è spettato il compito di fare un affondo sul progetto “Promuovere esperienze di rendicontazione sociale ed organizzativa” che l’Isfol in collaborazione con la Dg III settore e formazioni sociali del Ministero del Lavoro sta portando avanti. “Per approfondire quale sia il peso ed il contributo dell’economia sociale alla costruzione di welfare e di innovazione”, ha affermato la Ranieri, “si è articolata una strategia di ricerca multilevel sulle esperienze di rendicontazione sociale: per mappare le esperienze  rilevazione quantitativa si sono inserite specifiche domande nelle rilevazioni in corso all’interno di un campione di 300 imprese sociali, 1200 organizzazioni di volontariato, 1200 Fondazioni, 239 organizzazioni non Governative presenti nell’universo Sionp, 162 associazioni di promozione sociale nazionali e 2.668 cooperative sociali”. “Dal punto di vista delle aree di analisi - ha proseguito la Ranieri - abbiamo posto da 1 a 5 domande sulla presenza del bilancio sociale, il modello di rendicontazione adottato, la tipologia organizzativa del processo di redazione, le motivazioni e le finalità dell’utilizzo e infine la specificità di alcuni contenuti”. Nel confronto tra ricerca e fenomeni, ha continuato la ricercatrice dell’Isfol, “l’ottica promozionale è quella della qualificazione di processi strettamente incardinati nella adozione degli strumenti utilizzati, su questioni di fondo legate alla misurabilità ed alla contabilità di valori aggiunti sociali”. Le conclusioni derivate dall’acceso dibattito apertosi durante la giornata, saranno riportate il 23 aprile durante in occasione del Congresso Ragionale del Forum TS insieme a quelle degli altri due incontri avvenuti il 16 e il 23 marzo sui temi della democrazia e welfare e dello sviluppo locale.             </p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/557" title="">Economia sociale e non profit - Relazione di Enrico Spataro</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/556" title="">La rendicontazione sociale - Relazione di Cristiana Ranieri</a><strong><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/556" title=""></a><br /></strong></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.lavoro.gov.it/NR/rdonlyres/839B6CCE-9BE5-4086-85B9-DBDBE0C60590/0/Piano_Azione_RSI_2012_14.pdf" title="">Piano d'azione nazionale sulla responsabilità sociale d'impresa</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.istat.it/it/files/2013/03/bes_2013.pdf" title="">Rapporto BES 2013 - Il benessere equo sostenibile in Italia (ISTAT)</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-04-10T12:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/indagine-isfol-201cil-lavoro-volontario-e-non-nelle-organizzazion-di-volonariato201d">
    <title>Indagine Isfol “Il lavoro volontario e non nelle organizzazioni di volontariato"</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/indagine-isfol-201cil-lavoro-volontario-e-non-nelle-organizzazion-di-volonariato201d</link>
    <description>Terzo Settore</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>È questo l’obiettivo dell’indagine Isfol “Il lavoro volontario e non nelle organizzazioni di volontariato” curata dal gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale e non profit</a>.</p>
<p>Nello specifico la rilevazione, in corso presso le organizzazioni di volontariato, si articola in due punti. Prima di tutto l’aggiornamento, l’implementazione e l’integrazione dell’archivio anagrafico delle Organizzazioni di volontariato di cui è costituito il Sistema Informativo sulle Organizzazioni <i>NonProfit</i> (SIONP). Successivamente un’indagine statistica sulla mappatura delle risorse umane impiegate (volontari, dipendenti, altre risorse) nelle Organizzazioni di volontariato, che vuole rilevare le tipologie contrattuali utilizzate, le competenze, i titoli di studio, i canali di ricerca del personale, i processi formativi che hanno interessato le Risorse Umane, con una focalizzazione sui volontari operanti nelle organizzazioni campionate.</p>
<p>Le attività portate avanti dal gruppo di ricerca Isfol si inseriscono nel  framework comunitario definito dalle priorità di Europa 2020, i principi dichiarati di crescita inclusiva, intelligente e sostenibile, caratterizzata da alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale. L’obiettivo dell’Istituto è quello di fornire al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali “Sistemi informativi” aggiornati e attendibili, necessari a programmare ed attuare policy coerenti con gli obiettivi, generali e specifici, previsti dagli orientamenti comunitari.</p>
<p><b>Per saperne di più:</b></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.formatresearch.com/odv/" target="_self" title="">http://www.formatresearch.com/odv/</a> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-03-11T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/imprese-sociali">
    <title>Imprese sociali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/imprese-sociali</link>
    <description>Al via l’indagine</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E’ questo l’oggetto dell’indagine recentemente avviata dall’Isfol nell’ambito del progetto “<a title="" href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/analisi-e-valorizzazione-dei-modelli-imprenditoriali-dell2019economia-sociale-per-l2019inserimento-lavorativo" class="internal-link" target="_self">Analisi e valorizzazione dei modelli imprenditoriali dell’economia sociale</a>” condotto nell’ambito delle attività di FSE su mandato della DG per il Terzo settore e le formazioni sociali del Ministero del lavoro.</p>
<p>Nel corso del mese di febbraio e fino all’inizio di marzo, la rilevazione raccoglierà informazioni su circa 300 unità. Si tratta di organismi non profit che hanno acquisito la qualifica di impresa sociale con  la <a title="" href="http://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/legge-13-giugno-2005-n.118/Stato_Leggen.118del130605.pdf" class="internal-link" target="_self">L.118/05</a> e <a title="" href="http://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/398/Stato_DecretoLegislativon.155del240306.pdf" class="internal-link" target="_self">D.Lgs.155/06</a>, o che vengono definite tali  (in particolare cooperative sociali e associazioni)  in quanto perseguono  finalità sociali. Tali imprese si fondano su principi di inclusione e partecipazione (dei lavoratori e di tutti gli stakeholders), agiscono nei sistemi di welfare e nei sistemi produttivi a livello locale in modo imprenditoriale e creano occupazione aggiuntiva per chi ha difficoltà ad entrare o rimanere nel mercato del lavoro. A fronte  di un esiguo numero di imprese sociali regolarmente registrate (circa 300), le indagini specialistiche evidenziano un’espansione di modelli e di pratiche di impresa sociale assunti da differenti forme giuridiche , non solo del non profit quali le cooperative sociali, ma provenienti anche da esperienze di impresa profit tradizionali, anche nel tessuto economico strutturalmente più sofferente delle regioni del sud.</p>
<p>L’indagine, dopo aver analizzato in una prima fase i dati relativi alle imprese sociali iscritte nei registri  delle Camere di Commercio  nella sezione speciale L (riservata alle imprese sociali), si sta rivolgendo ora all’analisi di alcuni aspetti  che caratterizzano  le imprese sociali rispetto alle imprese più tradizionali, in particolare l’operare in relazione, in rete con altri soggetti pubblici (amministrazioni locali) privati profit e altri organismi non profit  che non producono beni o servizi ma che svolgono altre funzioni nel contesto sociale (organizzazioni di volontariato, associazioni, ).  Focus della rilevazione è inoltre  il rapporto tra  questa formula imprenditoriale e il superamento  della  crisi economica e sociale, specie in relazione a due delle caratteristiche di questo particolare modello imprenditoriale: la capacità di offrire occupazione a quei soggetti  che si presentano oggi come i più deboli nel mercato occupazionale  e la capacità di fare innovazione di processi e  prodotti, ma soprattutto di fare  innovazione sociale .</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-02-07T11:58:11Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/servizi-sociali-offerti-dal-terso-settore">
    <title>Avviata la rilevazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/servizi-sociali-offerti-dal-terso-settore</link>
    <description>Servizi sociali offerti dal Terzo settore</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La rilevazione, che si concentra sulla tipologia organizzativa delle Cooperative Sociali e delle Organizzazioni di Volontariato, viene condotta nell’ambito di uno dei tre filoni di analisi del progetto “<a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/implementazione-dei-sistemi-informativi-sul-terzo-settore">Implementazione di sistemi informativi sul Terzo Settore</a>”  affidato dal Ministero del lavoro all’Isfol.</p>
<p>Gli obiettivi dell’indagine sono tanto conoscitivi che informativi. Da un lato si intende arrivare ad una catalogazione puntuale dei servizi socio assistenziali erogati ai territori da parte di Cooperative sociali e Organizzazioni di Volontariato.  La struttura dell’indagine propone inoltre un affondo sulle professioni sociali. Si tratta di dati attualmente non disponibili, non essendo stata individuata e resa operativa ad oggi nessuna delle classificazioni sui servizi sociali.</p>
<p>Le finalità informative nascono d’altro canto  dalla necessità di sviluppare indagini mirate a rafforzare le informazioni nel campo dei servizi sociali come previsto della <a title="" href="resolveuid/fe000b3d174648adafc60b38f2a09f35" class="internal-link" target="_self">Legge 328/00</a>. Le informazioni raccolte saranno integrate nel <a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/320">SIONP</a> che disporrà pertanto di dati aggiornati al 2012. Informazioni utili anche alle amministrazioni pubbliche che si trovano oggi ad operare in un scenario piuttosto complesso. Il contesto dei servizi sociali, in rapida evoluzione, è infatti caratterizzato da forte frammentazione dovuta alla differenziazione dei gruppi d’utenza, dei bisogni e quindi della domanda.  Lo stesso quadro delle politiche, gli interventi e i servizi  sono ancora poco improntati a logiche integrate.</p>
<p>In un’ottica di risparmio di risorse pubbliche l’indagine propone una modalità di acquisizione delle informazioni che riduce al minimo le spese attraverso la somministrazione on line dei questionari .</p>
<p>Il gruppo di ricerca Isfol invita i soggetti che operano nel Terzo settore alla collaborazione compilando, entro il prossimo 28 febbraio,  il questionario inviato da<a title="" href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore" class="internal-link" target="_self"> Isfol – Economia sociale e Terzo settore</a>.</p>
<p> <a title="" href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/documentazione_implementazione-dei-sistemi-informativi/lettera-di-presentazione_implementazione-dei-sistemi-informativi" class="internal-link" target="_self">Lettera presentazione ricerca</a></p>
<p><a title="" href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore/documentazione_implementazione-dei-sistemi-informativi/sintesi-ricerca-modelli-di-erogazione-dei-servizi-sociali" class="internal-link" target="_self">Sintesi ricerca Modelli di erogazione dei servizi sociali</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-01-28T07:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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