<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:syn="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/">




    



<channel rdf:about="http://old.isfol.it/search_rss">
  <title>ISFOL</title>
  <link>http://old.isfol.it</link>

  <description>
    
            These are the search results for the query, showing results 1 to 5.
        
  </description>

  

  

  <image rdf:resource="http://old.isfol.it/logo.png"/>

  <items>
    <rdf:Seq>
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mezzogiorno-e-sviluppo-locale/Mezzogiorno_e_sviluppo_locale"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-convegno-sulle-azioni-di-prevenzione-e-contrasto"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/immigrazione-e-sommerso-prime-evidenza"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/avviata-indagine-su-lavoro-nero-e-irregolare"/>
      
    </rdf:Seq>
  </items>

</channel>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro">
    <title>Indagine campionaria sulla qualità del lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/indagine-campionaria-sulla-qualita-del-lavoro</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tema della qualità del lavoro è divenuto già da diverso tempo oggetto di ampio dibattito sia a livello comunitario che nazionale. Nell’attuale contesto economico, caratterizzato da una maggiore competizione a livello mondiale e da significativi cambiamenti demografici, nelle politiche del lavoro e nelle modalità contrattuali, si rileva la necessità di concentrarsi sulla qualità dei posti di lavoro sia per migliorare il benessere dell’individuo al lavoro, sia per accrescere la produttività del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify; ">Dal 2002 l’Isfol conduce un’indagine campionaria periodica volta a rilevare la qualità del lavoro in Italia<del cite="mailto:Valentina%20Gualtieri%20" datetime="2016-03-21T13:41"></del></p>
<p>L’indagine trae spunto dall’<a class="external-link" href="http://eurofound.europa.eu/ewco/surveys/" title="">European Working Condition Survey</a> (EWCS),  condotta dalla <a class="external-link" href="http://www.eurofound.europa.eu/" title="">European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions</a> (EUROFAUND)sulla totalità dei paesi dell'Unione Europea.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il concetto di qualità del lavoro amplia ed estende quello di “condizioni di lavoro”, che fa riferimento agli aspetti ergonomici del posto di lavoro, alla salute del lavoratore e alla sicurezza sul lavoro. Esso si presenta, infatti, come un concetto multidimensionale, che si riferisce anche agli obiettivi e alle pratiche organizzative delle aziende in cui i lavoratori operano, al clima sociale sul luogo di lavoro, alle attitudini ed esigenze dei lavoratori, alla corrispondenza tra le aspettative del lavoratore e le caratteristiche dell’occupazione, alla percezione che il lavoratore ha, in termini di soddisfazione, del lavoro che svolge, alle possibilità di sviluppo delle proprie competenze attraverso attività formative.</p>
<p style="text-align: justify; ">La rilevazione Isfol-QDL indaga aspetti soggettivi e oggettivi del lavoro e considera i fattori che ne determinano la qualità, declinata secondo dimensioni legate principalmente allo sviluppo professionale, alle prospettive di carriera, alla sicurezza sul lavoro, alla stabilità economica, all’autonomia e al grado di controllo, ai tempi e gli orari di lavoro.</p>
<p style="text-align: justify; ">Nel secondo semestre del 2015 è stata condotta la <a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/qualita-del-lavoro" class="internal-link" title="">IV indagine sulla Qualità del lavoro in Italia</a> che rispetto alle precedenti presenta <a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/obiettivi-e-aspetti-operativi" class="internal-link" title="">importanti innovazioni</a>, legate principalmente alla rilevazione di informazioni dal lato dell’impresa. Le ricerche realizzate nelle precedenti edizioni sono state condotte su un campione di soli lavoratori e non hanno consentito di rilevare in maniera compiuta il profilo del modello organizzativo adottato dall’impresa, che pure influisce notevolmente sul livello delle dimensioni della qualità. Di qui la necessità di <a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mercato-del-lavoro/qualita-del-lavoro-c/chi-viene-intervistato" class="internal-link" title="">integrare</a> la base informativa dal lato dei lavoratori con informazioni sulle imprese.<ins cite="mailto:Valentina%20Gualtieri%20" datetime="2016-03-21T14:09"></ins></p>
<p style="text-align: justify; ">Per informazioni: <a href="mailto:qualitadellavoro@isfol.it">qualitadellavoro@isfol.it</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Indagine campionaria</dc:subject>
    
    <dc:date>2014-11-12T14:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mezzogiorno-e-sviluppo-locale/Mezzogiorno_e_sviluppo_locale">
    <title>Mezzogiorno e sviluppo locale</title>
    <link>http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/mezzogiorno-e-sviluppo-locale/Mezzogiorno_e_sviluppo_locale</link>
    <description></description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il Progetto Strategico, il cui gruppo di lavoro comprende anche il personale della Sede Isfol di Benevento, riguarda le tematiche inerenti lo sviluppo locale, le politiche attive del lavoro e dello sviluppo all’interno delle Regioni del Mezzogiorno, nonché le iniziative volte all’integrazione delle politiche. L’attività del gruppo si articola attraverso i seguenti progetti e attività:</p>
<p style="text-align: justify; ">- lo “<i>Sviluppo, politiche del lavoro e Mezzogiorno</i>” che si concentra sulle tematiche del lavoro e della formazione all’interno delle Regioni del Sud attraverso la rilettura del ruolo del capitale umano, del lavoro e del capitale sociale. L'obiettivo è quello di verificare la presenza e la rispondenza delle politiche attive del lavoro erogate, rispetto alle esigenze e/o fabbisogni manifestati dalle imprese, nei territori del Mezzogiorno, per aumentarne la qualità e favorire l’integrazione dei sistemi. Tutto questo in un’ottica di sviluppo territoriale, di distretti, di filiere produttive, di reti tra sistemi di imprese volti alla produzione di conoscenza e innovazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">- il “<i>Lavoro sommerso, economia informale e politiche per l’emersione<b>”</b></i> che si concentra sull'analisi del fenomeno del lavoro nero/irregolare con l’obiettivo di definire un quadro di contesto sui processi in atto, sia attraverso lo studio del fenomeno (e quindi delle sue variabili territoriali, settoriali e delle gradazioni di irregolarità), sia mediante l’analisi delle politiche nazionali e regionali di contrasto. Lo scopo è  quello di fornire ai decisori politici, nazionali e locali strumenti informativi e di analisi utili a calibrare dispositivi efficaci per la prevenzione e il contrasto del fenomeno.</p>
<p style="text-align: justify; ">Inoltre la struttura mantiene e sviluppa rapporti e partenariati con i soggetti internazionali, come ad esempio il Partenariato con il Programma LEED/OCSE, che dedica particolare l’attenzione alla promozione delle politiche attive per i sistemi territoriali, all’innalzamento e allo sviluppo delle competenze nell’ambito della “Skills strategy”, alle PMI, all’individuazione di buone prassi e al miglioramento della qualità degli strumenti per l’implementazione della capacity building nei sistemi territoriali.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-12T14:02:30Z</dc:date>
    <dc:type>Portlet Page</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-convegno-sulle-azioni-di-prevenzione-e-contrasto">
    <title>L’Isfol al convegno sulle azioni di prevenzione e contrasto</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-al-convegno-sulle-azioni-di-prevenzione-e-contrasto</link>
    <description>Immigrazione e lavoro sommerso</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Per l’Isfol erano presenti Claudio Tagliaferro e Valeria Iadevaia che hanno illustrato i risultati dell’indagine “Il lavoro sommerso degli stranieri in Italia”. Tagliaferro introducendo la ricerca ha sottolineato come “l’Isfol è impegnato dall’inizio del 2000 sui temi del sommerso e irregolare rispetto ai quali ha prodotto una serie di approfondimenti. Negli ultimi anni siamo arrivati a studiare le categorie più deboli legate al fenomeno del sommerso, così è nata l’indagine che presentiamo oggi”. Il compito di mostrare i dati della ricerca è stato affidato a Valeria Iadevaia che nell’intervento successivo ha descritto le caratteristiche dell’indagine di campo realizzata dall’Isfol: “la ricerca ha previsto 3.000 interviste rivolte ad immigrati, il 40% dei quali irregolari e in nero, presso sei Regioni italiane. Dall’analisi condotta è emersa una maggiore esposizione all’irregolarità lavorativa soprattutto nel primo periodo d’ingresso e per soggetti con scarsa istruzione e provenienza extra UE”.</p>
<p>La mattinata è stata chiusa dall’intervento del Segretario Generale del Ministero del Lavoro Paolo Pennesi che ha fatto riferimento “all’importanza della legge delega sulla riforma del lavoro come valido strumento di contrasto al lavoro sommerso” e accanto a questo ha ricordato “l’altro elemento sul quale si potrebbe intervenire per togliere acqua al sommerso ossia la disciplina dei voucher”. La giornata è proseguita con una tavola rotonda alla quale hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati confederali e delle associazioni datoriali durante la quale sono stati messi a confronto i risultati delle esperienze realizzate insieme ad una serie di proposte per il futuro. Le conclusioni sono state affidate alla Sottosegretaria del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali Franca Biondelli .</p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/bitstream/123456789/897/1/Iadevaia_Lavoro%20sommerso_Presentazione.pdf" title="">Slide relazione V. Iadevaia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-10-31T11:51:13Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/immigrazione-e-sommerso-prime-evidenza">
    <title>Lavoro sommerso e immigrazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/immigrazione-e-sommerso-prime-evidenza</link>
    <description>Un'analisi  Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il saluto di apertura è spettato al presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi, con la lettura di un messaggio inviato dal Sottosegretario di Stato Franca Biondelli, che ribadito la complessità dell’intreccio tra immigrazione e lavoro nero e l’importanza per il decisore politico di avere il sostegno di studi approfonditi sul fenomeno. A questo proposito Tagliaferro ha ricordato che l’Isfol è impegnato da un decennio su tali tematiche, fin da quando nel 2004 ha incominciato a svolgere assistenza tecnica qualificata per il Ministero del Lavoro, proseguendo poi nel 2007 all’interno della cabina di regia istituita su questi temi, fino agli ultimi anni in cui si è distinto per ricerche sempre più innovative sul lavoro sommerso, declinato nelle sue varie sfaccettature di genere o settoriali ed ora sulle categorie svantaggiate.</p>
<p>A dar corpo a queste affermazioni ci hanno pensato Valeria Iadevaia e Francesco Pomponi, che si sono alternati nell’esposizione dei risultati della ricerca, realizzata grazie alla collaborazione con la società Ares 2.0. Il progetto, durato un anno, ha previsto 3.000 interviste a lavoratori stranieri prevalentemente occupati in modo non regolare in sei Regioni: Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia. Dai risultati emerge che il primo periodo d’ingresso è quello che espone maggiormente all’irregolarità insieme alla provenienza, nel caso di immigrati extra comunitari. Sul fronte opposto, invece, troviamo il titolo di studio, che secondo l’indagine si identifica come fattore di protezione rispetto alle situazioni di sfruttamento. Passando ad analizzare le condizioni di lavoro risulta che gli irregolari siano soggetti ad una maggiore volatilità nel rapporto di lavoro, il 39,1% di irregolari infatti dichiara di avere un rapporto di lavoro occasionale, contro il 44,4% dei regolari che dichiara di avere un lavoro a tempo indeterminato.</p>
<p>Una ulteriore tendenza che emerge dall’analisi dei dati è quella dello <i>scarring effect</i>, ossia dell’effetto cicatrice: chi entra da irregolare nel mercato del lavoro e con rapporti precari e occasionali, nella maggior parte dei casi rimane in quella condizione dando vita  ad una sorta di trappola dello status occupazionale, che soprattutto nel caso dei lavoratori in nero, amplifica la fragilità e lo svantaggio, con evidenti conseguenze anche sulle condizioni e il livello di vita e sulle prospettive future.</p>
<p>Accanto alle evidenze fornite dalle indagini di campo, sono state presentate anche alcune riflessioni sull’incrocio tra politiche di contrasto al lavoro irregolare e politiche di regolazione dell’immigrazione la cui rigidità avrebbe, in qualche modo, favorito la presenza di immigrazione irregolare, funzionale alle aspettative di quella parte del mercato del lavoro tentata dalle convenienze dell’economia informale, legate ad alcune caratteristiche del nostro mercato del lavoro, dagli alti oneri fiscali e retributivi sulla retribuzione, alla mancanza di una cultura della legalità, fino alla presenza della criminalità organizzata.   A cavallo degli anni 90 e 2000, infatti, a fronte di un’economia stagnante e tassi di disoccupazione crescenti, l’immigrazione seguiva andamenti decisamente positivi, andando, probabilmente ad occupare gli spazi aperti dalle trasformazione dei sistemi produttivi e non coperti dall’offerta   degli autoctoni. Il risultato, secondo la ricerca, è stato l’innescarsi di uno schema per cui l’economia sommersa, alimentata da fattori endogeni, e le politiche dell’immigrazioni, incentrate sullo stretto rapporto tra contratto di lavoro e legittima permanenza nel Paese avrebbero rappresentato il presupposto del diffondersi dell’immigrazione clandestina, destinata ad essere il serbatoio attraverso il quale il sistema del lavoro sommerso si alimenta.</p>
<p>Lo studio dell’Isfol propone una serie di indicazioni per uscire da questo schema perverso, come quella di introdurre un permesso di soggiorno per la ricerca di lavoro, oppure di estendere agli immigrati il diritto di partecipare a concorsi pubblici facilitando il riconoscimento dei titoli di studio oppure agevolare il rimpatrio volontario attraverso la possibilità di riscattare i contributi versati.</p>
<p>Su questi temi si è aperto un dibattito, che ha visto l’intervento di Emilio Reyneri professore di Sociologia del lavoro all’Università di Milano Bicocca, il quale ha sottolineato come “spesso gli immigrati affermino di essere venuti in Italia perché è più facile trovare lavoro e hanno ragione se si riferiscono a quello sommerso” e ha concluso “è l’economia irregolare che  attira gli immigrati”. Stesso interesse per gli esiti dell’indagine è stato espresso anche dai due rappresentanti del Ministero del Lavoro chiamati a partecipare: Daniele Lunetta della Dg Mercato del Lavoro e Antonella Ferrini della Dg Immigrazione. Il convegno si è chiuso con una tavola rotonda coordinata dal presidente Varesi, alla quale hanno preso parte rappresentanti delle Regioni Veneto, Lazio e Campania insieme a quelli delle associazioni datoriali e sindacali.</p>
<p><strong>Per approfondire</strong>:</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/895">Il lavoro nero e irregolare degli stranieri in Italia</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/900">Presentazione Pomponi</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/897">Presentazione Iadevaia</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/913">Presentazione Reyneri</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-06-24T12:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/notizie-2013/avviata-indagine-su-lavoro-nero-e-irregolare">
    <title>Avviata indagine su lavoro nero e irregolare</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/notizie-2013/avviata-indagine-su-lavoro-nero-e-irregolare</link>
    <description>Stranieri in Italia</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’obiettivo è di rappresentare il quadro generale della presenza degli immigrati nel sistema economico e nel mercato del lavoro italiano e di analizzare le dinamiche occupazionali e le principali <i>policies</i> attraverso le quali, all'interno dei diversi livelli istituzionali, si interviene in questo ambito.</p>
<p>E’ attualmente in corso la fase di rilevazione sul campo, realizzata in collaborazione con la società di ricerca economica e sociale Ares 2.0, che prevede la somministrazione di 3.000 questionari a un campione di soggetti stranieri localizzati in 6 regioni: Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio, Campania, Puglia, Sicilia.</p>
<p>L'indagine è eseguita attraverso interviste personali, con la collaborazione di Anci e della estesa rete di sportelli territoriali di Sprar, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asili e Rifugiati, con cui collaborano 10 Associazioni Onlus.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Luca Rosetti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2013-07-19T10:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>




</rdf:RDF>
