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  <title>News correlate pianificazione sociale</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/applicazioni-del-modello-macad">
    <title>Applicazioni del modello MACAD</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/applicazioni-del-modello-macad</link>
    <description>Il contributo dell'Isfol al convegno</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il punto di partenza dal quale ha preso le mosse il lavoro di analisi e ricerca dell’Isfol, secondo D’Emilione, è quello che considera la diseguaglianza e la povertà come fenomeni complessi e dipendenti da una molteplicità di fattori. Per questo il modello descrittivo prescelto è quello multidimensionale. A ciò si affianca la decisione di sviluppare il modello MACaD all’interno della struttura teorica del <i>capability approach</i> proposta da Amartya Sen, secondo il quale la deprivazione è intesa come carenza di libertà di scegliere la vita che si intende condurre. Nella prospettiva teorica del <i>capability approach</i>, ha proseguito D’Emilione, il modello MACaD si è concentrato sulla misurazione delle <i>capabilities</i> possedute dagli individui, intendendo con questa espressione la reale potenzialità di scelta di un individuo osservata attraverso la sua concretizzazione in funzionamenti attivati in un tempo dato e caratterizzati dall’esplicitarsi di una data azione. Su questa struttura, ha spiegato il ricercatore dell’Isfol, è stato costruito lo strumento di rilevazione, articolato in sezioni corrispondenti a ciascuna dimensione di vita considerata. La combinazione degli indicatori permette in questa maniera di disegnare uno spazio articolato lungo due assi, distinguendo quattro quadranti interpretativi.</p>
<p style="text-align: justify; "> D’Emilione ha proseguito presentando due applicazioni del modello MACaD, la prima delle quali ha coinvolto un campione di utenti dei servizi sociali del Municipio Roma X mentre la seconda, più recente, si è concentrata sui minori in età compresa tra gli 8 e i 13 anni e tra i 14 e i 17 anni provenienti dalle famiglie destinatarie della Carta Acquisti sperimentale (CAS). In questo secondo caso l’indagine si inserisce nel piano di valutazione della CAS in considerazione del fatto che il Decreto attuativo della misura prevedeva un esplicito obiettivo di miglioramento del benessere del minore. L’Isfol, per rispondere a questo obiettivo, ha spiegato D’Emilione, ha deciso di introdurre un elemento di novità, ossia somministrare direttamente ai minori il questionario ottenendo il loro punto di vista. Grazie a questo approccio, si è iniziato a lavorare sulla costruzione di un indicatore di Benessere Emotivo del minore e un indicatore di Benessere Standard, quest’ultimo costruito partendo dalla lista di diritti contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia.</p>
<p style="text-align: justify; ">Passando infine ad osservare quali potrebbero essere, in futuro, lo sviluppo e le applicazioni del modello, D’Emilione ha evidenziato che anche rispetto al disegno del Reddito di inclusione sociale (REIS) proposto durante il convegno, MACaD potrebbe rappresentare un valore aggiunto soprattutto nell’ambito della presa in carico dell’utente/destinatario del REIS dove si fa esplicitamente riferimento alla valutazione multidimensionale del bisogno in vista della stipula del Patto d’Inclusione e nella fase di monitoraggio e valutazione della misura dove MACaD potrebbe garantire un’osservazione multidimensionale degli effetti.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/contrasto-alla-poverta">MACaD</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2013/05/03/13A03807/sg" title="">Decreto 10 gennaio 2013 - Attuazione della sperimentazione della nuova carta acquisti</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://old.isfol.it/sistema-documentale/banche-dati/normative/archivio/dirittidelfanciullo_1959" class="internal-link" title="">Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo e della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-20T12:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/un-dibattito-aperto-a-tecnici-e-politici">
    <title>Un dibattito aperto a tecnici e politici</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/un-dibattito-aperto-a-tecnici-e-politici</link>
    <description>I lavori della giornata</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">“L’Isfol - ha proseguito – in attesa del decreto correttivo che lo trasformerà nell’Istituto Nazionale di Analisi per le Politiche Pubbliche (INAPP) - spero possa  contribuire allo sviluppo del reddito di inclusione per gli aspetti già citati”. L’altro intervento istituzionale che ha seguito quello del Commissario dell’Isfol è stato quello di Raffaele Tangorra Direttore Generale per l’Inclusione e le Politiche sociali del Ministero del Lavoro, il quale ha raccontato alla platea il lavoro svolto in merito al Sostegno per l’Inclusione Attiva (SIA), la misura partita lo scorso 2 settembre che, ha affermato Tangorra “farà da ponte verso il Reddito di inclusione (REIS)”. Descrivendo il Sia è stato ricordato che “non si tratta di un mero trasferimento di reddito con una condizionalità forte ma si interseca con un progetto legato alla persona intesa come nucleo familiare, in quanto, proprio come il REIS, si guarda alle risorse del nucleo familiare nell’identificazione dei beneficiari”.  E a proposito di Reddito di inclusione  un momento centrale del convegno è stata la presentazione della proposta elaborata dall’Alleanza contro la povertà da parte del suo Responsabile scientifico Cristiano Gori che ha parlato delle differenze fra la loro e le altre proposte in campo ricordando l’importanza della dimensione attuativa della misura e sottolineando come i due pilastri del lavoro dell’Alleanza siano stati l’incontro tra il dibattito scientifico e pratica quotidiana da una parte e il confronto plurale tra i punti di vista dall’altra. Il seminario poi è proseguito con una serie di interventi tutti di natura scientifica che hanno visto l’alternarsi di relatori e di discussant che hanno dibattuto, nel caso di Franco Pratesi e Dora Gambardella, sul ruolo dei servizi sociali oppure, come nel caso di  Stefano Sacchi e Paolo Sestito, di inserimento lavorativo. A conclusione di questa prima parte c’è stata la relazione di Matteo D’Emilione ricercatore Isfol che ha presentato il modello di analisi multidimensionale della deprivazione elaborato dal gruppo di ricerca MACaD dell’isfol. L’intervento, oltre a descrivere alla platea lo strumento, ha offerto una lettura capace di mettere in luce le possibilità offerte dal MACaD rispetto al REIS, soprattutto nell’ambito della presa in carico dell’utente/destinatario in riferimento alla valutazione multidimensionale del bisogno e nella fase di monitoraggio e valutazione della misura dove MACaD potrebbe garantire un’osservazione multidimensionale degli effetti.      </p>
<p style="text-align: justify; ">La seconda parte del seminario ha visto la presenza e il confronto tra esponenti politici impegnati a vario titolo sul tema del contrasto alla povertà. I nomi presenti in sala sono stati quelli di Nunzia Catalfo Vicepresidente Commissione XI del Senato, Ileana Piazzoni Commissione XII Camera dei Deputati e Maurizio Sacconi Presidente Commissione XI del Senato che hanno partecipato ad un dibattito stimolato dai quesiti di Stefano Sacchi. Ciascuno di loro rispondendo alle sollecitazioni del moderatore ha esposto il proprio punto di vista in merito al reddito di inclusione sociale e più in generale alle politiche di inclusione sociale e lavorativa. Le conclusioni sono state affidate al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Tommaso Nannicini che apprezzando il dibattito scaturito nel corso del convegno ha descritto l’azione del Governo in merito al contrasto alla povertà inteso in senso più generale passando quindi da quella economica fino a quella educativa.  </p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Materiali del convegno:</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/lotta-alla-poverta-una-svolta-per-l2019italia/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1319">Presentazione S. Sacchi</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1321">Presentazione R. Tangorra</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1321">Presentazione C. Gori</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1322">Presentazione M. D’Emilione</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/1323">Presentazione F. Pesaresi</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-21T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale">
    <title>Approvato il Piano di Azione Biennale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale</link>
    <description>Osservatorio disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La riunione tenutasi ieri presso il Ministero del Lavoro alla presenza del Ministro Poletti ha visto anche la partecipazione dell’Isfol che opera all’interno dell’Osservatorio con funzioni di assistenza tecnico-scientifica. Durante l’incontro, che ha segnato la conclusione del secondo mandato triennale 2013-2016 dell’Organismo, è stata discussa e approvata la formulazione finale del Programma in base alle indicazioni emerse dai gruppi di lavoro e workshop organizzati durante la V Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità, tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre. In quell’occasione ha avuto luogo una discussione ampia e partecipata sulle Linee di intervento proposte, assicurando il confronto tra istituzioni, persone con disabilità, associazioni, federazioni di rappresentanza e altre organizzazioni del terzo settore, parti sociali, operatori ed esperti a vario titolo coinvolti sulle varie tematiche. L’approccio ampio e partecipato che ha caratterizzato l’Osservatorio è stato adottato anche nella stesura del Programma biennale per l’individuazione delle priorità d’azione. Il documento, nella versione definitiva approvata nell’incontro di via Flavia, sarà trasmesso al Consiglio dei Ministri e, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata delle Regini e Province autonome, verrà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica.  </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-19T09:06:43Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/da-horizon-2020-e-easi-nuove-opportunita-per-l2019isfol">
    <title>Da Horizon 2020 e Easi nuove opportunità per l’Isfol</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/da-horizon-2020-e-easi-nuove-opportunita-per-l2019isfol</link>
    <description>Seminario informativo</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nell’intervento di apertura Antonella Attanasio, responsabile del Progetto cooperazione transnazionale, ha illustrato il ruolo e le funzioni di supporto che la struttura può offrire ai colleghi interessati alla partecipazione ai bandi sulla base del <i>know how</i> acquisito dal gruppo di lavoro nel corso degli anni. A seguire gli interventi di Sabina Anderini, Giovanna de Mottoni, Maria Laura Marini e Valentina Benni, ricercatrici dell’area, che hanno spiegato le caratteristiche del Programma Horizon 2020 e illustrato obiettivi, temi, bandi e modalità di partecipazione soffermandosi in particolare sugli aspetti di maggior interesse rispetto a quanto finora implementato dall’Istituto. Il Programma europeo dispone di un budget di 77 miliardi di euro da distribuire nell’arco del periodo 2014-2020 in funzione di tre pilastri principali (<i>excellent science, industrial leadership </i>e <i>societal challenges</i>) e prevede un accesso, un finanziamento  e una valutazione semplificati rispetto alle modalità praticate in precedenza. </p>
<p>Al termine del seminario Tiziana Lang, Punto di contatto Programma Progress – Italia, ha descritto obiettivi e peculiarità del Programma EaSI (<i>EU Programme for Employment and Social Innovation</i>), nuovo Programma dell’Unione Europea per l’occupazione e l’innovazione sociale, distinto in tre assi principali e dotato di un budget di circa 919 milioni di euro nell’intero periodo di programmazione. Anche in questo caso ci sono molteplici aspetti di contatto con ambiti di ricerca in cui l’Isfol è attivo da tempo.</p>
<p><b>Per approfondimenti:</b></p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/research/participants/portal/desktop/en/home.html">Horizon 2020 – partecipant portal</a></p>
<p><a href="http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=1081&amp;langId=en">EU Programme for Employment and Social Innovation</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-03-05T16:15:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-il-numero-5-7-del-2014-e-on-line">
    <title>Isfol notizie:  il numero 5/7 del 2014 è on line</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-il-numero-5-7-del-2014-e-on-line</link>
    <description>Da leggere</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel numero si parla anche delle due audizioni effettuate alla Camera dei Deputati sul settore dei <i>call center</i> e sulla dispersione scolastica, dei numerosi convegni realizzati da varie aree dell’Istituto e delle indagini in corso d’opera di cui si darà più approfonditamente conto nelle prossime uscite. In particolare si riportano i dettagli su alcuni appuntamenti di presentazione di ricerche sul mercato del lavoro, sulle competenze, sulle politiche di inclusione sociale e sulla partecipazione dell’Isfol alla XV edizione di Forum Pa. A seguire la rubrica <i>L’evento</i> sul seminario <i>Riforme del mercato del lavoro e Programma garanzia giovani: un confronto fra Germania e Italia</i>, svoltosi in Istituto il 12 giugno e una intervista sul tema del lavoro sommerso e irregolare degli immigrati in Italia. In chiusura la consueta rubrica <i>Da leggere </i>con<i> </i>le segnalazioni bibliografiche di testi editi e letteratura grigia.</p>
<p>La newsletter mensile dell’Isfol e tutto l’archivio dei numeri usciti finora sono disponibili in formato pdf nel sito Isfol. Chi lo desidera può riceverla con regolarità per posta elettronica inviando i propri dati alla casella: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it" title="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/isfol-notizie">Isfol notizie</a></p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-07-28T10:40:47Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/europemobility-due-giorni-per-lo-scambio-di-buone-esperienze">
    <title>Europemobility: due giorni per lo scambio di buone esperienze</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/europemobility-due-giorni-per-lo-scambio-di-buone-esperienze</link>
    <description>Conferenza internazionale a Cagliari</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Nel corso della conferenza, nell’ambito del workshop <i>Recognition of Mobility</i>,  Sveva Balduini, direttore dell’Agenzia nazionale <a href="http://www.erasmusplus.it/">Erasmus+</a> Isfol, ha presentato le attività realizzate in Italia dal Gruppo nazionale esperti <a href="http://www.isfol.it/ecvet">Ecvet</a> e le opportunità e criticità legate all’applicazione del dispositivo in Italia, un sistema di trasferimento di crediti messo a punto per facilitare il riconoscimento e il trasferimento dei risultati di apprendimento. Il  gruppo di esperti, coordinato dall’Agenza nazionale del Programma, opera presso l’Isfol e promuove una più ampia percezione del valore aggiunto di questo dispositivo da parte dei diversi attori del contesto dell’istruzione e formazione professionale. Anche Gianluca Calzolari, ricercatore del <a href="http://www.isfol.it/Istituto/chi-siamo/dipartimento-sistemi-formativi/cooperazione-transnazionale-1/cooperazione-transnazionale">Progetto Cooperazione Transnazionale Isfol</a>, è intervenuto insieme a una collega del Ministero del lavoro tedesco, ed ha presentato gli obiettivi ed i primi risultati della <i>Rete transnazionale Fse on Trasnational mobility measures for disadvantaged youth and young adults</i>, coordinata proprio dalla Germania. In particolare il network ha realizzato due documenti fondamentali per l'avvio coordinato di bandi di mobilità Fse: un bando coordinato ed un manuale ad esso collegato.</p>
<p>L’incontro si è rivelato buona occasione per lo scambio di esperienze internazionali poiché vi hanno partecipato esperti in rappresentanza di 16 Paesi (Italia, Belgio, Danimarca, Spagna, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Malta, Paesi Bassi, Pakistan, Polonia, Romania, Svezia e Regno Unito).</p>
<p><b>Per approfondimenti:</b></p>
<p><a href="http://www.europemobility.eu/">Europemobility</a></p>
<p><a href="http://www.tln-mobility.eu/EN/Home/home.html">TLN Mobility</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-10-03T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi">
    <title>La conferenza annuale dell'AEMI</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi</link>
    <description>Migrazioni in Europa</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per quattro giorni, dal 28 settembre al 1 ottobre, il Consello da Cultura Gallega ha ospitato nella città di Santiago de Compostela la 26° Conferenza dell’Association of European Migration Institutions (AEMI) ed un cospicuo gruppo di studiosi ed esperti, giunti in Spagna da tutti i paesi europei oltre che da Australia, Usa, Brasile, Argentina.</p>
<p style="text-align: justify; ">AEMI raccoglie una rete di quaranta organizzazioni attive sui temi delle migrazioni in Europa, e periodicamente organizza  un forum internazionale per promuovere la conoscenza del fenomeno, la condivisione di linee di ricerca e di intervento. L’incontro di quest’anno, dedicato al tema delle diaspore in Europa e dell’identità culturale dei migranti, ha visto la partecipazioni di circa 50 relatori selezionati tramite call internazionale. Tra questi  era presente anche Antonello Scialdone dell’Isfol che nel corso della sessione dedicata a “Patterns of collective belonging” ha presentato una relazione intitolata “<i>On Cossack legacy and matriarchs in exile</i>”, nella quale ha in particolare approfondito il tema delle migrazioni ucraine -soprattutto di manodopera femminile- mettendolo in collegamento con il fenomeno della costruzione dell’identità nazionale e dell’affermazione di alcuni modelli di genere. Il caso dell’Ucraina (nazione impoverita e divisa da forti contrasti etnici nella difficoltosa transizione post-sovietica)  rappresenta un esempio complesso e interessante dal momento che si tratta del principale fornitore di lavoro migrante di tutta Europa e il primo per il lavoro migrante irregolare. Dopo l’indipendenza del 1991 ha avuto luogo un progressivo collasso economico che ha innescato fenomeni di mobilità di massa per la ricerca all’estero di lavori che il mercato nazionale non offriva più.  Secondo i dati che Scialdone ha desunto da un’ampia letteratura e da fonti internazionali, circa un terzo delle famiglie ucraine sono state interessate da processi migratori di un proprio componente: il volume ufficiale delle rimesse, cresciuto esponenzialmente negli ultimi 15 anni,  oggi è il primo in Europa e sopravanza di tre volte il totale degli investimenti stranieri in quel paese, sostenendo di fatto l’economia delle sempre più numerose famiglie transnazionali. Sembra perciò paradossale che in Ucraina –dove manca una vera politica migratoria- il tema della diaspora venga trascurato e le donne migranti (immagine che confligge con l’ideale femminile di certa retorica nazionalistica) siano anzi state stigmatizzate come causa della disgregazione familiare.</p>
<p style="text-align: justify; ">Oltre a presentare questa relazione, A. Scialdone è pure intervenuto come ‘panelist’ della <i>Open Discussion on the European Migration Crises</i> in programma nell’ultimo giorno dei lavori. In quell’occasione il rappresentante Isfol, citando gli esiti di recenti survey internazionali e di proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare stereotipi infondati e di costruire politiche <i>evidence-based</i>.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/european-migrant-diasporas-and-cultural-identities-sett-2016/programma">Programma</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1331" title="">Presentazione Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-07T08:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero">
    <title>Isfol notizie, pronto il nuovo numero </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero</link>
    <description>Newsletter</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A seguire una serie di notizie brevi sui principali ambiti di attività in cui l’Istituto si è dedicato in maniera particolare nelle ultime settimane e la rubrica <i>L’intervista</i>, con una serie di domande rivolte a Pietro Checcucci e Alessandra Tonucci, dedicata alle politiche sulla disabilità e al ruolo svolto dall’Isfol e dai sui ricercatori in questo campo.</p>
<p>La newsletter mensile dell’Isfol può essere scaricata in formato pdf dalla sezione dedicata del sito. Chi lo desidera può anche riceverla con regolarità per posta elettronica inviando una richiesta con i propri dati a: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it" title="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>
<p>A partire dal 2016 tutti i numeri sono disponibili anche in <a href="https://issuu.com/isfol">versione sfogliabile</a> on line.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-26T10:43:30Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte">
    <title>Le opportunità per il terzo settore in Piemonte</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte</link>
    <description>La mappatura delle organizzazioni non profit</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Due le tavole rotonde che hanno dato vita al dibattito della giornata: la prima dal titolo “Verso il registro unico del Terzo Settore: il dialogo fra le istituzioni detentrici dei dati” a cui sono stati invitati: Istat, Agenzia delle Entrate, Unioncamere, Prefetture e Regione Piemonte; e la seconda dal titolo “Il ruolo dei fondi strutturali e dei programmi europei per lo sviluppo del non profit” a cui sono stati invitati esperti, rappresentanti del mondo del non profit e gli assessori della Giunta Regionale del Piemonte interessati al tema del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify; ">La giornata è stata l’occasione per presentare il lavoro svolto relativamente alla sperimentazione del sistema informativo come base dati aggiornabile e affidabile per costruire mappature e svolgere indagini a basso costo, confronti scientifici e gli scambi informativi significativi per migliorare le procedure e le funzionalità in un’ottica di miglioramento della capacità istituzionale del sistema, gli elementi di benchmark utili alla costituzione del Registro Unico, con informazioni che riguardano le tipologie organizzative del non profit articolate per competenza: dagli enti territoriali alle amministrazioni centrali, dalle fonti private a quelle di rappresentanza.</p>
<p style="text-align: justify; ">Per l’Isfol erano presenti Enrico Spataro (Coordinatore Gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/economia-sociale-terzo-settore">Economia sociale non profit</a>) e Anna Elisa Carbone (Ricercatrice del Gruppo di ricerca Economia sociale e non profit) che ha seguito direttamente la realizzazione dell’Archivio Sperimentale Piemonte.</p>
<p>Vedi anche il <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/21-novembre-2014-le-opportunita-per-il-terzo-settore-in-piemonte">Comunicato stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-11-21T15:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/favorire-ladozione-del-bilancio-di-genere-dallaicree-allisfol">
    <title>Favorire l'adozione del bilancio di genere: dall'Aicree all'Isfol</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/favorire-ladozione-del-bilancio-di-genere-dallaicree-allisfol</link>
    <description>Pari opportunità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La giornata è stata l'occasione per riproporre l’applicazione della <a href="http://www.ccre.org/docs/charte_egalite_it.pdf">Carta Europea per l’uguaglianza di donne e uomini nella vita locale e regionale</a>, un documento elaborato e promosso dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa che invita gli enti territoriali a utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini. Nel suo intervento Tindara Addabbo, docente dell'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha sottolineato che “il nostro Paese, caratterizzato ancora da forti disuguaglianze, ha nel bilancio di genere una grossa opportunità. Occorre quindi estenderne l'applicazione poiché è impossibile pensare che le politiche da intraprendere siano indifferenti rispetto al genere”. Infatti, coerentemente con la normativa comunitaria e nazionale, la realizzazione del bilancio di genere favorisce una maggiore trasparenza delle procedure di programmazione e rendicontazione economico-finanziaria al fine di garantire forme più eque di distribuzione delle risorse tra donne e uomini e assicurare l’applicazione del <i>gender mainstreaming</i> nelle fasi di programmazione e attuazione della spesa pubblica. </p>
<p>Nel corso del convegno sono state anche presentate e diffuse le esperienze di alcune amministrazioni che già utilizzano questa metodologia. Fra la documentazione disponibile per i partecipanti anche alcuni materiali sulla prima sperimentazione del Bilancio di genere nella Regione Puglia, realizzati dal Gruppo di ricerca <a href="http://www.isfol.it/Istituto/chi-siamo/dipartimento-mercato-del-lavoro-e-politiche-sociali/struttura-inclusione-sociale/pari-opportunita-e-contrasto-alle-discriminazioni">Pari opportunità e contrasto alle discriminazioni dell'Isfol</a>. Su questo tema è in corso di pubblicazione un nuovo numero della collana <i>I libri del fondo sociale europeo</i>, un testo che presenta i risultati del lavoro condotto in Puglia,  nell’ambito dell’attività prevista nell’Asse D del Pon Fse Governance e Azioni di Sistema volta a sostenere la diffusione della metodologia del Bilancio di Genere nei territori in Obiettivo Convergenza. </p>
<p><b>Per approfondimenti:</b> </p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=5905">Impiego delle risorse finanziarie in chiave di genere nelle politiche cofinanziate dal Fse: le province di Genova, Modena e Siena</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2014-02-25T11:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-ad-expo-per-il-convegno-internazionale">
    <title>L’isfol ad Expo per il convegno internazionale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-ad-expo-per-il-convegno-internazionale</link>
    <description>Agricoltura sociale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Anche l’isfol era presente con Daniela Pavoncello, ricercatrice impegnata da anni sui temi<a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/pro.p" class="internal-link" title=""> dell’inclusione socio-lavorativa</a> dei soggetti con disturbo psichico, che ha contribuito al dibattito attraverso un documento a firma sua e di Amedeo Spagnolo dal titolo “Agricoltura sociale: un’opportunità per la transizione scuola-lavoro dei giovani con disabilità psichica. Esempi di buone pratiche”. Lo studio individua nell’agricoltura sociale un fattore importante di sviluppo per le persone con disabilità psichica, un assunto perfettamente in linea con le riflessioni emerse nel corso dell’incontro secondo cui l’agricoltura sociale si sta affermando sempre più come strumento di inclusione e cittadinanza capace di contribuire allo sviluppo sostenibile dei territori e del loro tessuto sociale. Il convegno è stata inoltre l’occasione per illustrare la  nuova Legge sull’Agricoltura Sociale entrata in vigore proprio in questi giorni e che rappresenta un importante passo in avanti verso una ripresa economica di qualità rispetto alla quale il settore agricolo avrà un ruolo centrale. Tutti gli impegni, le riflessioni e i temi  emersi nel corso della giornata sono stati inseriti nella Carta di Milano che costituirà l’eredità di Expo 2015 per un futuro sostenibile.</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1141">Documento Pavoncello-Spagnolo</a></p>
<p><a href="http://www.forumagricolturasociale.it/wp-content/uploads/2015/09/programmaConvegnoAgricolturaSociale.pdf">Programma</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-09-24T09:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/tutto-il-welfare-nel-rapporto-dellinps">
    <title>Tutto il welfare nel Rapporto dell'Inps</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/tutto-il-welfare-nel-rapporto-dellinps</link>
    <description>Scenari</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Boeri ha sottolineato che “<i>i </i><i>rischi principali, soprattutto durante una recessione, provengono dal mercato del lavoro, dalla perdita di quella che per la stragrande maggioranza degli europei è la principale fonte di reddito</i>” rimarcando che “<i>l</i><i>a crisi 2008-2014 ha fatto aumentare di un terzo il tasso di povertà. Il numero di persone che vivono al di sotto della linea di povertà Eurostat del 2007 (9380 Euro), aggiornata di anno in anno per tenere conto dell’inflazione, è aumentato di 4 milioni.” </i>In particolare ha ricordato che, come evidenziato nel primo capitolo del Rapporto, la crisi non è stata uguale per tutti poiché “<i>si è concentrata sul 10% più povero della popolazione, che ha subito mediamente riduzioni superiori al 27% del proprio reddito disponibile. (…) L’eredità più pesante della crisi è perciò in questa povertà diffusa ed intensa perché non solo ci sono più persone al di sotto della soglia di povertà, ma anche la distanza di molti da questa linea della povertà è aumentata. Oggi, ancor più che in passato, la povertà è il problema numero uno del nostro sistema di protezione sociale.” </i>In questo scenario di forti criticità il Presidente Boeri ha sostenuto la necessità di intervenire nella governance del sistema, con degli interventi normativi che rendano il sistema più equo, senza gravare dal punto di vista del bilancio, ed ha indicato i cinque cardini principali su cui si basa la proposta di riforma consegnata al Governo. </p>
<p align="JUSTIFY">Nell'intervento successivo, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti ha ringraziato l'Inps per il contributo di competenze messo a disposizione dell'esecutivo, sostenendo che sono stati fatti finora interventi importanti ma occorrono riforme strutturali, ormai indispensabili. </p>
<p align="JUSTIFY"><b>Per approfondire:</b> </p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.inps.it/docallegati/News/Documents/INPS_DEFINITIVO_BAssa_VSS.pdf">Rapporto annuale Inps 2014</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-07-08T17:10:56Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit">
    <title>Le professioni sociali nelle organizzazioni non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit</link>
    <description>Risorse umane </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo da questi due assunti prende le mosse l’articolo di Annalisa Turchini e Michele Cuppone apparso sul secondo numero  de I Quaderni di Economia Sociale. I due ricercatori della Struttura Inclusione Sociale dell’Isfol hanno proposto un affondo sul tema de “Le risorse umane nelle imprese human intensive” attraverso il quale hanno indagato il mondo delle professioni sociali che operano all’interno delle organizzazioni non profit con particolare riguardo per le Fondazioni, ossia quei soggetti caratterizzati dall’obbligo di mettere a disposizione il proprio patrimonio esclusivamente per il raggiungimento dei fini sociali stabiliti.  Un primo aspetto affrontato nell’articolo è quello legato alla classificazione delle professioni sociali indispensabile per identificare e differenziare i lavoratori che operano all’interno dei contesti non profit e nello specifico delle Fondazioni. Il riferimento adottato è quello della Classificazione delle Professioni (CP2011) realizzata dall’Istat in collaborazione con l’Isfol, secondo la quale le professioni sociali risultano articolate come segue: sociologi, assistenti sociali specializzati, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, addetti all’assistenza personale, professioni qualificate nei servizi sociali. Nelle Fondazioni l’incidenza delle professioni sociali sul totale degli addetti è del 44,3% che in valori assoluti si traduce in circa 14mila unità. Di queste il gruppo più consistente è costituito dai cosiddetti operatori socio-saitari (OSS) che conta più della metà degli addetti delle Fondazioni (55,9%) e rappresenta una delle poche figure professionali normate a livello nazionale. Seguono con il 28,5% gli addetti all’assistenza personale che formando un gruppo di professioni non regolamentato presentano un alto livello di diversificazione territoriale dei contenuti professionali. In coda si trovano gli educatori professionali (9,9%), i sociologi (0,5%) e infine i tecnici del reinserimento (0,7%). Da questo quadro si deduce che l’azione delle Fondazioni nei servizi sociali è caratterizzata dal ricorso ad un mix di risorse umane di livello medio e da una consistente presenza di “bassi profili” la cui regia è affidata a un numero esiguo di figure di coordinamento. Tutto ciò all’interno di un contesto di scarsa regolamentazione professionale nel quale è difficile individuare percorsi di qualifica e mansioni da realizzare. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane l’articolo di Turchini e Cuppone dimostra che le Onp, a causa della scarsità di risorse economiche, scelgono di ricorrere a incentivi immateriali per motivare il proprio personale che si concretizzano nei corsi di formazione e nel coinvolgimento attivo nei processi decisionali.  Le Fondazioni, in particolare, investono molto sulla formazione dei soggetti impiegati nell’impresa, siano essi dipendenti o volontari, con quote così ripartite:  nel 47,1% dei casi sulla formazione continua, si prosegue con l’alta formazione (28,3%) fino  ad arrivare alla formazione specialistica (14,3%) e a quella destinata ai corsi di base per chi inizia il percorso di attività all’interno delle ONP (11,6%). Su questo tema l’articolo anticipa i contenuti di una ricerca Isfol di prossima uscita intitolata “Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni”, all’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine realizzata su un campione di Fondazioni che operano nei servizi sociali.  </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/woocommerce_uploads/2016/09/ques_2_2016_web.pdf">Articolo Turchini-Cuppone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T14:35:36Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/due-seminari-sulle-famiglie-migranti">
    <title>Due seminari sulle famiglie migranti  </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/due-seminari-sulle-famiglie-migranti</link>
    <description>In Europa e a Roma </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="Default" style="text-align: justify; ">Attualmente impegnato nel coordinamento scientifico del nostro Dipartimento Lavoro e Politiche sociali,  Antonello Scialdone ha da tempo incluso tra i propri interessi di ricerca le problematiche connesse alle migrazioni internazionali, ed in tal senso è stato selezionato da una <i>call</i> europea come relatore di un’importante Conferenza che si terrà in Bulgaria nei giorni 5-6 novembre. Promossa da COFACE-Confederazione delle Organizzazioni familiari dell'Unione Europea insieme con Bulgarian Center of  Women's Studies and Policies,  la Conferenza  “<i>Families beyond borders</i>” sarà dedicata all’analisi degli impatti del fenomeno migratorio sulla dimensione familiare. Il dibattito di Sofia vedrà la presenza di studiosi e politici di vari Paesi dell’Unione Europea e si concentrerà sul tema delle famiglie transnazionali, delle migrazioni economiche e dell’impiego di manodopera straniera nel lavoro di cura. Rispetto a tali argomenti sono previsti nella giornata del 6 novembre alcuni workshop di approfondimento con ricercatori ed esperti internazionali, tra cui Antonello Scialdone che per Isfol presenterà una relazione su <i>“Vulnerable reconciliators. Female migrant domestic workers and global care chain</i>” in cui si offrirà una ricostruzione delle caratteristiche della ‘nicchia’ del lavoro domestico e dei servizi di assistenza agli anziani (la quale tuttora rappresenta la principale porta d’accesso delle donne straniere al mercato del lavoro della UE). Secondo l’analisi di Scialdone, si tratta di spesso prestazioni quasi invisibili che esercitandosi in un contesto privato, chiuso e sottratto al confronto con il mercato, oltre che caratterizzato da rapporti sociali ambigui, genera un inadeguato riconoscimento economico e professionale dell’attività svolta, ed una sottovalutazione dei costi sopportati  dalle migranti e dalle loro famiglie di origine.</p>
<p style="text-align: justify; ">La seconda iniziativa, che segue a stretto giro nel calendario di novembre, è invece promossa a Roma dalla Pontificia Università Urbaniana, che ha da poco avviato un ciclo di seminari di formazione specialistica per i propri docenti, dedicato a “Le migrazioni: un fenomeno sociale ed una sfida pastorale”. Si tratta di undici incontri con noti teologi, biblisti e studiosi dei processi migratori, tra cui Fabio Baggio (Preside Scalabrini International Migration Institute) e Lambert Tonamou (Pontificio Consiglio per i Migranti). Per il nostro Istituto è stato invitato Antonello Scialdone, che giovedì 12 novembre terrà un seminario su <i>“Società contemporanee e migrazioni: modelli possibili di accoglienza, convivenza, integrazione”</i>, volto a fare il punto sulla situazione attuale e sulle problematiche sociali che il fenomeno della mobilità innesca nelle popolazioni migranti ed in quelle dei Paesi di destinazione. </p>
<p class="Default"> <b>Per approfondire:</b></p>
<p class="Default"><b> </b><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/programma-conferenza-sofia" class="internal-link" title="">Programma conferenza Sofia</a></p>
<p class="Default"><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/presentazione-coface" class="internal-link" title="">Presentazione Coface</a></p>
<p class="Default"><a href="http://old.isfol.it/temi/Inclusione_sociale/materiali_incusione-sociale/programma-seminario-urbaniana" class="internal-link" title="">Programma seminario Urbaniana</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-03T07:20:05Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





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