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  <title>Notizie lavoro e professioni</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/seminario-201cgli-strumenti-europei-per-la-mobilita-transnazionale201d">
    <title>SEMINARIO “Gli strumenti europei per la mobilità transnazionale”</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/seminario-201cgli-strumenti-europei-per-la-mobilita-transnazionale201d</link>
    <description>EQF, Europass, Euroguidance</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Sono disponibili le presentazioni e i <a class="external-link" href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLR_q51hPf7R_vkHrx_vZQvN-o5aNMoQrf" title="">video </a>degli interventi relativi al seminario“Gli strumenti europei per la mobilità transnazionale” che si è svolto a Roma il 13 dicembre 2016. Il seminario è stato organizato dall'INAPP in qualità di  Punto Nazionale di Coordinamento EQF, Centro Nazionale Europass e Centro Euroguidance, con la collaborazione dell'Agenzia Locale Eurodesk di Roma Capitale. Obiettivo del seminario è stato presentare le caratteristiche e l'uso dei vari strumenti messi a disposizione dalla Commissione Europea a sostegno della libera circolazione dei cittadini per studio o lavoro e per l'apprendimento permanente.  </p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1599/Agenzia%20Locale%20Mobilita%20Giovani_Eurodesk.pdf?sequence=1" title="">Eurodesk</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1597/Macri_EQF.pdf?sequence=1" title="">EQF</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1601/Calzolari_Europass_Portafoglio_13%20dicembre%202016.pdf?sequence=1" title="">Europass</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1602/Calzolari_Euroguidance_13%20dicembre%202016.pdf?sequence=1" title="">Euroguidance</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1598/Mastracci_Rete%20Eures.pdf?sequence=1" title="">Eures</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1600/MLPS_Mastracci%20Catia_YourFirstEuresJob.pdf?sequence=1" title="">YourFirstEuresJob</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Diana Macri</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2017-03-23T14:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/workshop-201cl2019atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni-le-policies-e-i-servizi201d-gli-interventi-dei-relatori">
    <title>Workshop “L’Atlante del lavoro e delle qualificazioni: le policies e i servizi” : gli interventi dei relatori</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/workshop-201cl2019atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni-le-policies-e-i-servizi201d-gli-interventi-dei-relatori</link>
    <description>Repertorio nazionale dei titoli e delle qualifiche</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Sono disponibili i video degli interventi svolti in occasione del Workshop “L’Atlante del lavoro e delle qualificazioni: le policies e i servizi” che si è svolto a Roma il 15 dicembre 2016.</p>
<p>Durante l’evento sono state illustrate le potenzialità e le modalità di applicazione dell’<a href="http://nrpitalia.isfol.it/sito_standard/sito_demo/index.php">Atlante</a> nei diversi contesti di policies, per la validazione e la certificazione delle competenze, per lo sviluppo dell’apprendimento permanente e per le politiche attive del lavoro.</p>
<p>In particolare la tavola rotonda a cui hanno partecipato rappresentanti di varie realtà - Fondo Banche e Assicurazioni, Regione Emilia Romagna, IRES Piemonte, Regione Lazio, Ente Bilaterale Agricolo Nazionale - è stata occasione di confronto sull’utilizzo dell’Atlante per lo sviluppo dell’apprendimento permanente e le politiche attive del lavoro. Durante il workshop inoltre sono state illustrate le prospettive di ampliamento e articolazione dei servizi di validazione e certificazione delle competenze e presentate testimonianze da parte dell’Associazione AMESCI, del Programma Integra e del Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato – CSVnet.</p>
<p>Per accedere ai video degli interventi <a class="external-link" href="https://www.youtube.com/playlist?list=PLR_q51hPf7R_xnnpZADadfrPj6K5lqpsv" title="">cliccare qui</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Diana Macri</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2017-03-23T14:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni">
    <title>Atlante del lavoro e delle qualificazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni</link>
    <description>Uno strumento a servizio delle parti sociali e datoriali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Repertorio fa parte dell’<i>Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni</i>, un’ampia banca dati, quasi un’enciclopedia - in continua evoluzione ed aggiornamento - che si propone di realizzare una descrizione universale del lavoro allo scopo di monitorare e valutare in che modo il mercato si sta muovendo nell’ambito di un contesto socio-economico estremamente dinamico, come quello attuale. I contenuti dell’Atlante sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico-professionali per 835 aree d’attività.</p>
<p>In particolare il Repertorio delle professioni dell'apprendistato è costituito da tutti i profili presenti nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi all’apprendistato professionalizzante, raccolti in 15 diversi comparti rappresentativi di tutte le categorie contrattuali e referenziati ai codici statistici di classificazione delle attività economiche (ATECO) e delle professioni (CP-ISTAT). Sono 805 i codici inseriti ed a ciascuno corrisponde una descrizione del profilo professionale. Al suo interno si può trovare e scaricare il contratto corrispondente al settore produttivo d’interesse. Per ogni contratto è possibile estrarre i profili dell’apprendistato ed una scheda che dettaglia la qualificazione. Si descrive anche a quale potenziale sbocco occupazionale la qualificazione punta. Il Repertorio si propone anche di mettere in contatto il lavoro con i contesti di apprendimento. Tale sistema vuole essere utile anche alle regioni in quanto ora le qualificazioni regionali hanno valore nazionale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-02-21T14:34:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita">
    <title>Agricoltura sociale. Partecipazione, appartenenza e comunità</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/agricoltura-sociale.-partecipazione-appartenenza-e-comunita</link>
    <description>Convegno INAPP - CREA</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La giornata ha l’obiettivo di mettere a fuoco quelle pratiche di agricoltura sociale che hanno rappresentato una vera e propria opportunità per favorire la cittadinanza attiva di quelle persone che a causa di difficoltà fisiche o psichiche, in condizioni di disagio, dipendenza, detenzione o altro vivevano condizioni di marginalità. Questo perché si è avuto modo di constatare negli anni che mediante percorsi di formazione, inserimento lavorativo, socializzazione, terapia attivati in azienda agricola era possibile (ri)acquistare un vero senso di appartenenza alla propria comunità e ritrovare quindi il proprio posto nella società.Per l’INAPP erano presenti Massimiliano Deidda, che ha svolto un intervento introduttivo, Daniela Pavoncello, che ha illustrato i primi risultati dell’indagine campionaria e qualitativa,  Alessandra Innamorati, che ha riportato in plenaria una sintesi di una delle due sessioni tematiche pomeridiane, e Pietro Checcucci, che ha fatto un bilancio dei lavori della giornata, fornendo spunti di riflessione per il proseguimento delle attività. Daniela Pavoncello, in particolare, si è soffermata sui primi risultati del progetto “Il farming for health: l’agricoltura sociale come opportunità per l’inclusione sociale delle persone con disabilità” ed ha sottolineato come il valore aggiunto dell’economia sociale sia confermato in almeno tre aspetti fondamentali: 1) essere uno strumento di risposta ai bisogni crescenti della popolazione sia in termini educativi che di produzione agricola sostenibile, e questo dal punto di vista sociale, economico, ambientale, e in termini di offerta di servizi socio-sanitari e socio-lavorativi 2) mettere in campo valori nuovi (<i>learning by doing</i>) e nuovi modelli di intervento a sostegno del raggiungimento della piena dignità delle persone disabili come sancito dalla Convenzione ONU sulla disabilità 3) consentire una condivisione dell’esperienza professionalizzante tra persone con disabilità e non, in un’ottica di reciproca crescita sia individuale che collettiva, umana e professionale.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/partecipazione-appartenenza-e-comunita.-percorsi-di-agricoltura-sociale/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1385">Presentazione D. Pavoncello</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://www.crea.gov.it/" title="">CREA</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-13T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78">
    <title>Pubblicata la Relazione annuale ex lege 845/78</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/pubblicata-la-relazione-annuale-ex-lege-845-78</link>
    <description>Formazione professionale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Si tratta di uno strumento di riflessione volto a favorire lo sviluppo di politiche adeguate a rispondere ai fabbisogni del Paese in materia di formazione iniziale e continua.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presente Rapporto, che fa riferimento all’anno formativo 2014-15, adotta, nell’analisi dei sistemi formativi, un’ottica di tipo generazionale, nell’intento di ricostruire le diverse politiche nazionali. Si osservano gli interventi destinati ai più giovani, maggiormente ancorati al sistema educativo nazionale e quelli rivolti agli adulti occupati o in cerca di occupazione, cui si richiede una strettissima connessione con le richieste del mercato del lavoro e del tessuto produttivo del Paese.</p>
<p style="text-align: justify; ">In particolare vengono approfondite tre tematiche: la filiera lunga della formazione tecnico-professionale,   che riporta un’analisi qualitativa e quantitativa dei percorsi della formazione iniziale, a partire dai dati di monitoraggio annualmente acquisiti dall’Isfol; gli strumenti di sostegno alla formazione per gli adulti che esamina le politiche a sostegno della formazione degli adulti, con particolare riguardo a quella dei lavoratori;<i> </i>l’apprendimento permanente e il confronto intergenerazionale, nel quale gli aspetti della partecipazione formativa della popolazione adulta e della forza lavoro sono analizzati alla luce delle profonde trasformazioni demografiche intervenute negli ultimi decenni in Italia nonché della forte accelerazione di processi di crisi economica da un lato e di cambiamento tecnologico dall’altro.</p>
<p> </p>
<p>Per saperne di più: <a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21027" title="scarica il documento"><i>Relazione ex lege 845/78 art. 20</i></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-28T11:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta">
    <title>Isfol alla 26° edizione JOB&amp;ORIENTA</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-alla-26deg-edizione-job-orienta</link>
    <description>Tre giorni dedicati al lavoro, alla scuola e all’orientamento</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il tradizionale appuntamento si svolgerà alla Fiera di Verona dal 24 al 26 novembre 2016. Otto seminari si potranno seguire all’interno della ‘Casa del Welfare’, lo stand del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che vede oltre all’ISFOL, anche Italia Lavoro, Inail, Inps e Covip i quali propongono workshop e laboratori interattivi per aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro. Il nono appuntamento sarà invece un ‘grande evento’ dal titolo: “Passo dopo passo verso la costruzione dell’apprendimento duale”. Quest’ultimo si terrà nell’ambito dell’evento “Le Olimpiadi dei Mestieri” e vedrà intervenire il Commissario straordinario dell’ISFOL-INAPP Stefano Sacchi, insieme al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ad altri esponenti del mondo dell’impresa, delle istituzioni, dell’accademia e del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: justify; ">Come nelle precedenti tre edizioni anche quest’anno Isfol in collaborazione con il Ministero del Lavoro e con il supporto organizzativo e realizzativo di Enaip (Ente nazionale Acli Istruzione Professionale), organizza sei itinerari tematici per rendere la visita dei giovani un’occasione utile e reale di conoscenza, apprendimento e scoperta delle opportunità offerte dal mondo della formazione, della scuola e del lavoro.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’edizione 2016 - si legge in una nota stampa diffusa dall’organizzazione - “si propone da un lato di aiutare i giovani a compiere scelte formative e professionali più consapevoli ed efficaci, dall’altro di potenziare il dialogo tra la scuola e le imprese valorizzando le alleanze tra i due mondi”. Tante le proposte sul tappetto dirette ad accompagnare il pubblico a “imparare, riconoscere e valorizzare al meglio le proprie competenze e abilità, conoscere i canali e gli strumenti più adatti ed efficaci nella ricerca di lavoro, individuare le opportunità e i servizi messi a disposizione dai soggetti pubblici e privati. E ancora, approfondire i temi della previdenza e delle tutele contrattuali, ascoltare le testimonianze di giovani imprenditori, artigiani, startupper del settore digitale, cooperatori, che hanno affrontato con successo la sfida di avviare una propria attività, utilizzare gli strumenti di sostegno alla nuova impresa”.</p>
<p style="text-align: justify; ">La partecipazione di ISFOL-INAPP al JOB&amp;ORIENTA avviene alla vigilia del cambio di nome dell’Istituto. Infatti, dal 1° dicembre ISFOL prenderà la denominazione di INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche). L’INAPP si occuperà di ricerca, analisi strategica, monitoraggio e valutazione delle politiche economiche, sociali, del lavoro, dell’istruzione e della formazione professionale. Come ha spiegato il Commissario straordinario di ISFOL-INAPP, Stefano Sacchi: «faremo ricerche a tutto campo. Sulla formazione, ma anche sulle politiche sociali ed economiche che hanno un impatto sul mercato del lavoro. Come ad esempio povertà e disuguaglianze».</p>
<p>Per informazioni:<a class="external-link" href="http://www.joborienta.info" title=""> www.joborienta.info</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>Orientamento</dc:subject>
    
    <dc:date>2016-11-21T13:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali">
    <title>Crisi economica e squilibri territoriali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali</link>
    <description>Pubblicazione Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Lo studio si inquadra, dunque, all’interno di queste riflessioni, con l’obiettivo di analizzare se e in che modo le regioni abbiano retto e reagito alla crisi e, soprattutto, comprendere come si è modificata la distribuzione delle disparità tra i territori. Le analisi proposte nel volume evidenziano una sostanziale interruzione del processo di convergenza, iniziato negli anni precedenti la crisi, determinata da due fattori: un peggioramento dei principali indicatori nelle regioni più sviluppate e un aggravamento della situazione delle regioni già in difficoltà. Sul versante dell’occupazione ci si trova di fronte ad un aumento delle distanze tra le diverse realtà territoriali e ad un inasprimento di alcuni fenomeni che nel tempo sono diventati quasi cronici tendenzialmente dovuto alle caratteristiche strutturali del tessuto produttivo e del mercato del lavoro. Sono emersi due modelli: quello delle regioni del Nord dove, per quanto riguarda le politiche passive, si osserva una concentrazione di interventi di cassa integrazione guadagni nelle sue varie forme e del ricorso all’apprendistato sul fronte delle politiche attive; e quello delle regioni del Sud dove è maggiore il sostegno in termini di indennità di disoccupazione e l’utilizzo delle agevolazioni destinate alle assunzioni. Le regioni del Centro si collocano in una situazione intermedia. In termini di convergenza tra regioni l’unico tema su cui al contrario si denota un certo miglioramento è quello del capitale umano, un tema anch’esso al centro del percorso di costruzione di politiche del lavoro efficaci. Le politiche del lavoro solo in parte hanno potuto contenere gli effetti della crisi economica e questo anche a causa del fatto che le politiche passive hanno assorbito gran parte delle risorse disponibili. Si conferma, dunque, l’importanza del rilancio del ruolo delle politiche attive, quale strumento per costruire sinergie tra i diversi interventi e soprattutto interrompere il processo di ampliamento delle divergenze tra i territori.</p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p>Testo completo - <a class="external-link" href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=21017" title="">Crisi economica e squilibri territoriali. Una lettura multidimensionale dei contesti regionali</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T10:21:12Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche">
    <title>L’Isfol presenta a Milano gli esiti delle ultime ricerche </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche</link>
    <description>Convegno Nazionale sui Neet</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per cambiare prospettiva l’Istituto Toniolo di Studi Superiori, in collaborazione con la Fondazione Cariplo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano hanno voluto dare vita ad un convegno –il primo a livello nazionale- che affrontasse il tema in un’ottica interdisciplinare attraverso letture ed analisi di tipo sociologico, economico, demografico, psicologico ed educativo. Studiosi, ricercatori ed esperti sono stati invitati a presentare contributi sul tema in oggetto e quelli di loro che hanno superato la <i>call</i> si sono ritrovati oggi nella sede dell’Università cattolica del sacro Cuore per confrontarsi su dati, analisi e proposte. Due i contributi Isfol che hanno passato la selezione e che verranno presentati nel corso di questa prima giornata di incontri del convegno Neeting. La prima ad intervenire sarà Anna Ancora con una relazione intitolata “Nel girone dei Neet” attraverso la quale, partendo dai risultati di un indagine Isfol avviata negli ultimi mesi del 2013, si cercherà di spiegare e connotare la condizione di Neet. Il campione scelto per lo studio è costituito da giovani tra i 25 e i 34 anni, ossia la fascia di età più “anziana” dei Neet, residenti in quattro regioni italiane: Lombardia, Lazio, Puglia e Campania. La ripartizione del campione è la seguente: 299 giovani occupati e 715 Neet, quest’ultimi distinti a loro volta in 482 attivi nella ricerca di un lavoro e 233 inattivi. Il primo risultato della ricerca evidenzia sorprendentemente come i giovani provenienti da famiglie di estrazione sociale più elevata sembrino essere più inclini all’inattività passiva, quindi a permanere nella condizione di inattività senza preoccuparsi di cercare lavoro. Viceversa, a conferma di quanto evidenziato anche in altre indagini sul tema, aver realizzato percorsi di studio migliori porta più facilmente alla realizzazione professionale. Tra i dati più interessanti, secondo la ricercatrice Isfol, vi è quello che riguarda la consapevolezza espressa dagli intervistati relativamente alla propria identità professionale. La quasi totalità del campione, infatti, non sa definire le proprie competenze in maniera chiara ed esprime disorientamento rispetto alla propria collocazione nel mondo del lavoro pur rimarcando la propria propensione a lavorare. I più smarriti in assoluto sono i maschi provenienti da famiglie di ceto sociale elevato che hanno realizzato percorsi di studio di maggior successo e inattivi da più di due anni. Al contrario, risulta più semplice definire le proprie competenze quando si tratta di professioni meno qualificate e più operative, che hanno un filo diretto con i lavori da svolgere. Quasi tutti gli intervistati percepiscono la propria condizione di esclusione come “scontata” e la vivono con sentimenti di frustrazione e rabbia. Secondo le conclusioni riportate da Anna Ancora, i Neet rappresentano una popolazione che non riconosce se stessa e che non è consapevole dei rischi a cui è esposta, primo fra tutti quello di far saltare il capitale umano a disposizione, a causa della prolungata esclusione dai contesti occupazionali e formativi.</p>
<p style="text-align: justify; ">A seguire, nella sessione poster, verrà presentata una analisi a cura di Alessandro Chiozza, Benedetta Torchia e Luca Mattei che arricchisce le riflessioni sui fenomeni di esclusione dal mondo del lavoro e della formazione con un approfondimento che mette al centro il segmento dei 30-34 ovvero dei <i>giovani-adulti: </i>una generazione di confine ormai estranea a misure loro dedicate, come ad esempio Garanzia Giovani. Il tema indagato è il passaggio verso la vita adulta che convenzionalmente viene sancito dal raggiungimento di cinque eventi: la conclusione dei percorsi di studio, l’inserimento nel mercato del lavoro, l’indipendenza abitativa, la costruzione di una nuova famiglia e la genitorialità. Secondo lo studio Isfol che si basa sui dati dell’indagine InTransizione realizzata su un campione di circa 45.000 giovani di età compresa tra 20 e 34 anni, solo il 21,5% dei 30-34enni traguarda tutti e i cinque gli eventi ma non per questo tutti gli altri non presentano caratteristiche associabili alla sfera dell’età adulta. E’ evidente quindi che tali parametri non possano funzionare per descrivere la condizione di adulto che, invece, è comunque riconoscibile nelle biografie individuali. Se si volesse estendere la definizione di neet anche per il segmento 30-34 ci accorgeremmo che il 32,1% dei giovani adulti, analogamente ai loro coetanei più giovani, non è impegnato in alcuna attività di studio o di lavoro con significative differenze tra uomini (25,8%) e donne (38,9%). Dall’indagine, inoltre, risulta cruciale la disponibilità o meno di risorse familiari e individuali rispetto alle quali l’Isfol ha messo a punto l’indicatore <i>ad hoc</i> per la misurazione della dote familiare. Esso sintetizza la condizione occupazionale, la professione e il titolo di studio dei genitori degli intervistati mettendo questi elementi in relazione alle occasioni o meno di raggiungere l’autonomia dalla famiglia di origine. Ne emergono alcuni dati interessanti, come quello ad esempio che indica una percentuale considerevole di giovani-adulti con una dote familiare alta che rimane a vivere in famiglia procrastinando ulteriormente l’uscita di casa: rispetto ad altri, possono decidere di attendere il momento più favorevole per lasciare il nucleo familiare. A fronte di tali risultati emerge la difficoltà di attribuire una definizione univoca e di utilizzare le categorie più tradizionali per descrivere il passaggio verso la vita adulta dei 30-34enni, tanto che l’analisi suggerisce l’opportunità di investire su questa generazione per sostenere traiettorie di vita sempre meno omologate. Sono gli stessi trentenni infatti che rilanciano i temi del diritto al lavoro e del diritto all’abitazione come tasselli importanti per realizzare il proprio progetto di vita.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1339">Presentazione Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1341">Paper Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1340">Documentazione Chiozza-Torchia-Mattei</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-03T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/erasmus-vet-partecipa-alla-consultazione-in-rete">
    <title>ERASMUS+ Vet: partecipa alla consultazione in rete</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/erasmus-vet-partecipa-alla-consultazione-in-rete</link>
    <description>Fino al 13 dicembre</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Obiettivo di questa survey  è comprendere il livello di attrattività del Programma Erasmus+ in Italia, in particolare per l’ambito IFP,  la conoscenza sulle opportunità che esso offre e la facilità di accesso percepita da parte degli utenti e degli addetti ai lavori.</p>
<p>I risultati della consultazione  alimenteranno la valutazione intermedia d’impatto del Programma Erasmus+ 2014-2020 e consentiranno una maggiore definizione di eventuali azioni di miglioramento.</p>
<p>Franca Fiacco, responsabile della Agenzia Nazionale Erasmus+ Isfol, al riguardo ha sottolineato la necessità che in tanti offrano il loro contributo: “Invitiamo a farlo non solo coloro che già conoscono ed utilizzano il Programma, ma soprattutto quanti che pur avendone sentito parlare, non hanno mai avuto l’opportunità di approfondire la loro conoscenza”.</p>
<p>La consultazione, realizzata anche grazie alla consulenza metodologica della ricercatrice Anna Ancora, è anonima. L'Isfol ne garantisce la riservatezza in ottemperanza al D.L.196/2003 e successive modificazioni, nel rispetto del trattamento dei dati personali.</p>
<p>Per eventuali richieste di informazioni e/o supporto è possibile inviare una email a: <a href="mailto:comunicazione.eplus@isfol.it.">comunicazione.eplus@isfol.it.</a></p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.isfol.it/agenzia-nazionale-erasmus-isfol">Agenzia Nazionale Erasmus+ Isfol</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-02T18:02:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero">
    <title>Isfol notizie, pronto il nuovo numero </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-notizie-pronto-il-nuovo-numero</link>
    <description>Newsletter</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>A seguire una serie di notizie brevi sui principali ambiti di attività in cui l’Istituto si è dedicato in maniera particolare nelle ultime settimane e la rubrica <i>L’intervista</i>, con una serie di domande rivolte a Pietro Checcucci e Alessandra Tonucci, dedicata alle politiche sulla disabilità e al ruolo svolto dall’Isfol e dai sui ricercatori in questo campo.</p>
<p>La newsletter mensile dell’Isfol può essere scaricata in formato pdf dalla sezione dedicata del sito. Chi lo desidera può anche riceverla con regolarità per posta elettronica inviando una richiesta con i propri dati a: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it" title="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>
<p>A partire dal 2016 tutti i numeri sono disponibili anche in <a href="https://issuu.com/isfol">versione sfogliabile</a> on line.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-26T10:43:30Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali">
    <title>La responsabilità sociale d’impresa nei Fondi Interprofessionali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali</link>
    <description>Formazione continua</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’indagine fornisce un quadro conoscitivo degli interventi realizzati dai fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua per le alte professionalità sul tema della responsabilità e della sostenibilità sociale d’impresa. Si tratta di un altro passo in avanti in un’ottica di conoscenza di quanto fanno le imprese in quest’ambito, con uno sguardo particolare ai loro interventi formativi. L’attenzione è rivolta proprio alla formazione per i manager che hanno la prima responsabilità di migliorare la qualità dell’organizzazione e il clima di lavoro dei loro collaboratori e che possono orientare l’impegno aziendale in termini di responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale, oltre che sensibilizzare e permeare a cascata tutti gli altri livelli professionali.</p>
<p>I piani formativi presi in esame riguardano Fondir e Fondirigenti, i due fondi per la formazione continua dei dirigenti maggiormente rappresentativi a livello nazionale per numero di imprese aderenti e conseguente budget.</p>
<p>L’analisi ha consentito di acquisire informazioni e di realizzare approfondimenti su molteplici ambiti dell’impegno dei Fondi per la formazione continua in materia di Corporate Social Responsibility (CSR) e ha messo in evidenza, da un lato, come il crescente impegno delle imprese sulla formazione per la CSR e il welfare venga confermato, dall’altro lato quanto ancora resti da fare nella crescita di competenze manageriali mirate all’attuazione nelle imprese di modalità e procedure per la gestione di un’appropriata e finalizzata responsabilità sociale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-24T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale">
    <title>Approvato il Piano di Azione Biennale </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/approvato-il-piano-di-azione-biennale</link>
    <description>Osservatorio disabilità</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La riunione tenutasi ieri presso il Ministero del Lavoro alla presenza del Ministro Poletti ha visto anche la partecipazione dell’Isfol che opera all’interno dell’Osservatorio con funzioni di assistenza tecnico-scientifica. Durante l’incontro, che ha segnato la conclusione del secondo mandato triennale 2013-2016 dell’Organismo, è stata discussa e approvata la formulazione finale del Programma in base alle indicazioni emerse dai gruppi di lavoro e workshop organizzati durante la V Conferenza Nazionale sulle politiche per la disabilità, tenutasi a Firenze il 16 e 17 settembre. In quell’occasione ha avuto luogo una discussione ampia e partecipata sulle Linee di intervento proposte, assicurando il confronto tra istituzioni, persone con disabilità, associazioni, federazioni di rappresentanza e altre organizzazioni del terzo settore, parti sociali, operatori ed esperti a vario titolo coinvolti sulle varie tematiche. L’approccio ampio e partecipato che ha caratterizzato l’Osservatorio è stato adottato anche nella stesura del Programma biennale per l’individuazione delle priorità d’azione. Il documento, nella versione definitiva approvata nell’incontro di via Flavia, sarà trasmesso al Consiglio dei Ministri e, acquisito il parere favorevole della Conferenza Unificata delle Regini e Province autonome, verrà adottato con Decreto del Presidente della Repubblica.  </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-19T09:06:43Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/i-giovani-e-il-lavoro">
    <title>I giovani e il lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/i-giovani-e-il-lavoro</link>
    <description>Convegno a La Sapienza</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Lo studio, che ha analizzato le opinioni di un campione di 1.000 giovani italiani, ha avuto l’obiettivo di comprendere la loro visione e il loro approccio al mondo del lavoro, attraverso l’uso di focus specifici su temi come l’autorealizzazione professionale, la rilevanza delle relazioni sociali nella progettualità professionale, il rapporto tra lavoro e ricerca di senso. Si è voluto approcciare quindi a tale fenomeno con uno sguardo al futuro per riflettere su pratiche pedagogiche ed educative che portino nei più giovani una maggiore consapevolezza di sé e una volontà di valorizzare le loro risorse interiori, sostenendo la loro capacità di essere resilienti e il loro desiderio di autorealizzazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ad illustrare i dati delle ricerca Patrizio Paoletti e Tania Di Giuseppe per la Fondazione patrizio paoletti, Grazia Serantoni per Sapienza – Università di Roma e Daniela Pavoncello per l’Isfol. I ricercatori hanno prima di tutto illustrato il perché di un sondaggio sui giovani che parte dalla necessità di costruire un osservatorio del mondo giovanile in un contesto in costante cambiamento e che si pone la priorità di intercettare risorse e capacità presenti, evidenziare i segni del cambiamento in corso, connettere tali segni all’interno di una visione pedagogica dell’uomo e riflettere sulle linee di intervento possibili. Lo studio è stato condotto in due tempi. In una prima fase si è proceduto con la definizione teorica e la costruzione operativa del questionario per il sondaggio d’opinione, seguendo le norme stabilite dai principi della metodologia della ricerca in psicologia e psicopedagogia (McBurney e White, 2008; Kazdin, 2013) ed è stata valutata la stratificazione del campione. Nella seconda, che segue la raccolta, l’inserimento e il controllo dei dati, sono state effettuate tutte le analisi statistiche necessarie al fine di poter testare le ipotesi dello studio e definire un quadro efficace delle caratteristiche che i giovani si attribuiscono relativamente al lavoro e il senso che attribuiscono a quest’ultimo. Dalla ricerca è emerso un vero e proprio identikit dei giovani italiani che risultano essere molto informati sulle politiche giovanili attuali che però valutano e criticano esprimendo poca soddisfazione. Il lavoro quindi per i ragazzi risulta essere sinonimo di espressione di se stessi delle proprie capacità che trova origine e significato in ciò che appassiona e ciò che piace. Emerge quindi la necessità di partire da sé, attingendo al proprio mondo interno ai propri valori Il lavoro quindi non ha solo il senso di mantenersi ma il lavoro per molti si colloca all’interno dello scopo della propria vita.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/i-giovani-e-il-lavoro/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1332">Presentazione Pavoncello</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-07T11:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi">
    <title>La conferenza annuale dell'AEMI</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-conferenza-annuale-dellaemi</link>
    <description>Migrazioni in Europa</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per quattro giorni, dal 28 settembre al 1 ottobre, il Consello da Cultura Gallega ha ospitato nella città di Santiago de Compostela la 26° Conferenza dell’Association of European Migration Institutions (AEMI) ed un cospicuo gruppo di studiosi ed esperti, giunti in Spagna da tutti i paesi europei oltre che da Australia, Usa, Brasile, Argentina.</p>
<p style="text-align: justify; ">AEMI raccoglie una rete di quaranta organizzazioni attive sui temi delle migrazioni in Europa, e periodicamente organizza  un forum internazionale per promuovere la conoscenza del fenomeno, la condivisione di linee di ricerca e di intervento. L’incontro di quest’anno, dedicato al tema delle diaspore in Europa e dell’identità culturale dei migranti, ha visto la partecipazioni di circa 50 relatori selezionati tramite call internazionale. Tra questi  era presente anche Antonello Scialdone dell’Isfol che nel corso della sessione dedicata a “Patterns of collective belonging” ha presentato una relazione intitolata “<i>On Cossack legacy and matriarchs in exile</i>”, nella quale ha in particolare approfondito il tema delle migrazioni ucraine -soprattutto di manodopera femminile- mettendolo in collegamento con il fenomeno della costruzione dell’identità nazionale e dell’affermazione di alcuni modelli di genere. Il caso dell’Ucraina (nazione impoverita e divisa da forti contrasti etnici nella difficoltosa transizione post-sovietica)  rappresenta un esempio complesso e interessante dal momento che si tratta del principale fornitore di lavoro migrante di tutta Europa e il primo per il lavoro migrante irregolare. Dopo l’indipendenza del 1991 ha avuto luogo un progressivo collasso economico che ha innescato fenomeni di mobilità di massa per la ricerca all’estero di lavori che il mercato nazionale non offriva più.  Secondo i dati che Scialdone ha desunto da un’ampia letteratura e da fonti internazionali, circa un terzo delle famiglie ucraine sono state interessate da processi migratori di un proprio componente: il volume ufficiale delle rimesse, cresciuto esponenzialmente negli ultimi 15 anni,  oggi è il primo in Europa e sopravanza di tre volte il totale degli investimenti stranieri in quel paese, sostenendo di fatto l’economia delle sempre più numerose famiglie transnazionali. Sembra perciò paradossale che in Ucraina –dove manca una vera politica migratoria- il tema della diaspora venga trascurato e le donne migranti (immagine che confligge con l’ideale femminile di certa retorica nazionalistica) siano anzi state stigmatizzate come causa della disgregazione familiare.</p>
<p style="text-align: justify; ">Oltre a presentare questa relazione, A. Scialdone è pure intervenuto come ‘panelist’ della <i>Open Discussion on the European Migration Crises</i> in programma nell’ultimo giorno dei lavori. In quell’occasione il rappresentante Isfol, citando gli esiti di recenti survey internazionali e di proiezioni demografiche delle Nazioni Unite, ha richiamato l’attenzione sulla necessità di contrastare stereotipi infondati e di costruire politiche <i>evidence-based</i>.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/european-migrant-diasporas-and-cultural-identities-sett-2016/programma">Programma</a></p>
<p><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1331" title="">Presentazione Scialdone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-07T08:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





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