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  <title>News correlate_Professioni</title>
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  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni">
    <title>Atlante del lavoro e delle qualificazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/atlante-del-lavoro-e-delle-qualificazioni</link>
    <description>Uno strumento a servizio delle parti sociali e datoriali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il Repertorio fa parte dell’<i>Atlante del Lavoro e delle Qualificazioni</i>, un’ampia banca dati, quasi un’enciclopedia - in continua evoluzione ed aggiornamento - che si propone di realizzare una descrizione universale del lavoro allo scopo di monitorare e valutare in che modo il mercato si sta muovendo nell’ambito di un contesto socio-economico estremamente dinamico, come quello attuale. I contenuti dell’Atlante sono rappresentati attraverso uno schema di classificazione formato da 24 settori economico-professionali per 835 aree d’attività.</p>
<p>In particolare il Repertorio delle professioni dell'apprendistato è costituito da tutti i profili presenti nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro relativi all’apprendistato professionalizzante, raccolti in 15 diversi comparti rappresentativi di tutte le categorie contrattuali e referenziati ai codici statistici di classificazione delle attività economiche (ATECO) e delle professioni (CP-ISTAT). Sono 805 i codici inseriti ed a ciascuno corrisponde una descrizione del profilo professionale. Al suo interno si può trovare e scaricare il contratto corrispondente al settore produttivo d’interesse. Per ogni contratto è possibile estrarre i profili dell’apprendistato ed una scheda che dettaglia la qualificazione. Si descrive anche a quale potenziale sbocco occupazionale la qualificazione punta. Il Repertorio si propone anche di mettere in contatto il lavoro con i contesti di apprendimento. Tale sistema vuole essere utile anche alle regioni in quanto ora le qualificazioni regionali hanno valore nazionale.</p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Costantino Coros</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2017-02-21T14:34:16Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit">
    <title>Le professioni sociali nelle organizzazioni non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-professioni-sociali-nelle-organizzazioni-non-profit</link>
    <description>Risorse umane </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Partendo da questi due assunti prende le mosse l’articolo di Annalisa Turchini e Michele Cuppone apparso sul secondo numero  de I Quaderni di Economia Sociale. I due ricercatori della Struttura Inclusione Sociale dell’Isfol hanno proposto un affondo sul tema de “Le risorse umane nelle imprese human intensive” attraverso il quale hanno indagato il mondo delle professioni sociali che operano all’interno delle organizzazioni non profit con particolare riguardo per le Fondazioni, ossia quei soggetti caratterizzati dall’obbligo di mettere a disposizione il proprio patrimonio esclusivamente per il raggiungimento dei fini sociali stabiliti.  Un primo aspetto affrontato nell’articolo è quello legato alla classificazione delle professioni sociali indispensabile per identificare e differenziare i lavoratori che operano all’interno dei contesti non profit e nello specifico delle Fondazioni. Il riferimento adottato è quello della Classificazione delle Professioni (CP2011) realizzata dall’Istat in collaborazione con l’Isfol, secondo la quale le professioni sociali risultano articolate come segue: sociologi, assistenti sociali specializzati, psicologi, educatori professionali, assistenti sociali, tecnici del reinserimento e dell’integrazione sociale, addetti all’assistenza personale, professioni qualificate nei servizi sociali. Nelle Fondazioni l’incidenza delle professioni sociali sul totale degli addetti è del 44,3% che in valori assoluti si traduce in circa 14mila unità. Di queste il gruppo più consistente è costituito dai cosiddetti operatori socio-saitari (OSS) che conta più della metà degli addetti delle Fondazioni (55,9%) e rappresenta una delle poche figure professionali normate a livello nazionale. Seguono con il 28,5% gli addetti all’assistenza personale che formando un gruppo di professioni non regolamentato presentano un alto livello di diversificazione territoriale dei contenuti professionali. In coda si trovano gli educatori professionali (9,9%), i sociologi (0,5%) e infine i tecnici del reinserimento (0,7%). Da questo quadro si deduce che l’azione delle Fondazioni nei servizi sociali è caratterizzata dal ricorso ad un mix di risorse umane di livello medio e da una consistente presenza di “bassi profili” la cui regia è affidata a un numero esiguo di figure di coordinamento. Tutto ciò all’interno di un contesto di scarsa regolamentazione professionale nel quale è difficile individuare percorsi di qualifica e mansioni da realizzare. Sul fronte della valorizzazione delle risorse umane l’articolo di Turchini e Cuppone dimostra che le Onp, a causa della scarsità di risorse economiche, scelgono di ricorrere a incentivi immateriali per motivare il proprio personale che si concretizzano nei corsi di formazione e nel coinvolgimento attivo nei processi decisionali.  Le Fondazioni, in particolare, investono molto sulla formazione dei soggetti impiegati nell’impresa, siano essi dipendenti o volontari, con quote così ripartite:  nel 47,1% dei casi sulla formazione continua, si prosegue con l’alta formazione (28,3%) fino  ad arrivare alla formazione specialistica (14,3%) e a quella destinata ai corsi di base per chi inizia il percorso di attività all’interno delle ONP (11,6%). Su questo tema l’articolo anticipa i contenuti di una ricerca Isfol di prossima uscita intitolata “Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni”, all’interno della quale verranno presentati i risultati di un’indagine realizzata su un campione di Fondazioni che operano nei servizi sociali.  </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.sr-m.it/wp-content/uploads/woocommerce_uploads/2016/09/ques_2_2016_web.pdf">Articolo Turchini-Cuppone</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T14:35:36Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/il-30-novembre-presentazione-inapp">
    <title>Isfol diventa Inapp </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/il-30-novembre-presentazione-inapp</link>
    <description>Al via l’Istituto per l’Analisi delle Politiche Pubbliche</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">“Il nuovo ente pubblico di ricerca, vigilato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, si occuperà di analisi monitoraggio e valutazione delle politiche del lavoro e dei servizi per il lavoro, politiche dell’istruzione e della formazione, politiche sociali e più in generale di tutte le politiche economiche che hanno effetti sul mercato del lavoro” ha detto il presidente Stefano Sacchi, questa mattina a Roma presso la Camera dei Deputati, in occasione della conferenza stampa di presentazione di INAPP.</p>
<p style="text-align: justify; ">“Il compito dell’Istituto è quello di costruire informazioni e ricerche che siano non soltanto di carattere statistico, ma che possono fornire ai decisori politici, al governo e al parlamento le coordinate per azioni di natura legislativa. Informare e suggerire orientamenti riguardo le politiche sulle quali il legislatore deciderà” ha detto Cesare Damiano, presidente della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera nel corso del suo intervento.</p>
<p style="text-align: justify; ">Le aree tematiche di INAPP sono cinque: innovazione, occupazione, welfare; professioni e competenze; dinamiche, istituzioni e politiche del mercato del lavoro; istituzioni e politiche della formazione; povertà, disabilità, inclusione sociale. “I principi fondanti che ispirano l’azione del nuovo Istituto sono riferiti ai concetti di innovazione, crescita e benessere” ha spiegato il prof. Sacchi, il quale ha aggiunto che i referenti di INAPP sono in particolare “la comunità scientifica nazionale e internazionale, il mondo della pratica e dei policymaking”.</p>
<p style="text-align: justify; ">In tale prospettiva INAPP ha la vocazione di costruire beni pubblici per il mondo della ricerca, per il lavoro e le imprese, conducendo indagini in detti ambiti. Non è un caso infatti che dal 2017 l’Italia sarà di nuovo nello European Social Survey, la più importante indagine europea su attitudini e valori dei cittadini europei.</p>
<p style="text-align: justify; ">“Condivido l’esigenza, certamente dei decisori, ma ad essi vorrei aggiungere anche delle parti sociali di avere uno strumento di monitoraggio e valutazione di questo tipo” ha detto Maurizio Sacconi, presidente della Commissione lavoro e previdenza sociale del Senato, nel corso del suo intervento.</p>
<p style="text-align: justify; ">Il presidente Sacchi ha anticipato alcuni temi in agenda per il 2017 che riguarderanno gli ‘effetti della riforma pensioni su assunzioni programmate’ gli ‘effetti del Jobs Act sull’andamento dei contratti di lavoro a tempo indeterminato’ e ‘gli effetti della contrattazione decentrata’.</p>
<p style="text-align: justify; ">La missione di INAPP si caratterizza, in sintesi, su due pilastri: “da un lato la costruzione di beni pubblici accessibili a tutti, università e studiosi per la ricerca, dall’altro una ricerca d’istituto <i>policy oriented,</i> finalizzata a studiare in modo rigoroso fenomeni d’importanza strategica per la collettività, al fine di fornire informazioni, conoscenze e strumenti utili al <i>policy maker</i> per compiere le proprie scelte, ma utile anche ai cittadini per valutare l’impatto di queste scelte” ha concluso il presidente.</p>
<p style="text-align: justify; ">La conferenza stampa, riservata ai giornalisti, è stata trasmessa in diretta streaming sul sito della Camera dei Deputati.<b> <a class="external-link" href="http://webtv.camera.it/evento/10327" title="">Guarda la diretta</a></b></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1370" title="">Presentazione S. Sacchi</a><a href="resolveuid/d117208b7e534b7a9cfc6b46fe3b9a9a" class="internal-link" title=""></a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T13:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche">
    <title>L’Isfol presenta a Milano gli esiti delle ultime ricerche </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/l2019isfol-presenta-a-milano-gli-esiti-delle-ultime-ricerche</link>
    <description>Convegno Nazionale sui Neet</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Per cambiare prospettiva l’Istituto Toniolo di Studi Superiori, in collaborazione con la Fondazione Cariplo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano hanno voluto dare vita ad un convegno –il primo a livello nazionale- che affrontasse il tema in un’ottica interdisciplinare attraverso letture ed analisi di tipo sociologico, economico, demografico, psicologico ed educativo. Studiosi, ricercatori ed esperti sono stati invitati a presentare contributi sul tema in oggetto e quelli di loro che hanno superato la <i>call</i> si sono ritrovati oggi nella sede dell’Università cattolica del sacro Cuore per confrontarsi su dati, analisi e proposte. Due i contributi Isfol che hanno passato la selezione e che verranno presentati nel corso di questa prima giornata di incontri del convegno Neeting. La prima ad intervenire sarà Anna Ancora con una relazione intitolata “Nel girone dei Neet” attraverso la quale, partendo dai risultati di un indagine Isfol avviata negli ultimi mesi del 2013, si cercherà di spiegare e connotare la condizione di Neet. Il campione scelto per lo studio è costituito da giovani tra i 25 e i 34 anni, ossia la fascia di età più “anziana” dei Neet, residenti in quattro regioni italiane: Lombardia, Lazio, Puglia e Campania. La ripartizione del campione è la seguente: 299 giovani occupati e 715 Neet, quest’ultimi distinti a loro volta in 482 attivi nella ricerca di un lavoro e 233 inattivi. Il primo risultato della ricerca evidenzia sorprendentemente come i giovani provenienti da famiglie di estrazione sociale più elevata sembrino essere più inclini all’inattività passiva, quindi a permanere nella condizione di inattività senza preoccuparsi di cercare lavoro. Viceversa, a conferma di quanto evidenziato anche in altre indagini sul tema, aver realizzato percorsi di studio migliori porta più facilmente alla realizzazione professionale. Tra i dati più interessanti, secondo la ricercatrice Isfol, vi è quello che riguarda la consapevolezza espressa dagli intervistati relativamente alla propria identità professionale. La quasi totalità del campione, infatti, non sa definire le proprie competenze in maniera chiara ed esprime disorientamento rispetto alla propria collocazione nel mondo del lavoro pur rimarcando la propria propensione a lavorare. I più smarriti in assoluto sono i maschi provenienti da famiglie di ceto sociale elevato che hanno realizzato percorsi di studio di maggior successo e inattivi da più di due anni. Al contrario, risulta più semplice definire le proprie competenze quando si tratta di professioni meno qualificate e più operative, che hanno un filo diretto con i lavori da svolgere. Quasi tutti gli intervistati percepiscono la propria condizione di esclusione come “scontata” e la vivono con sentimenti di frustrazione e rabbia. Secondo le conclusioni riportate da Anna Ancora, i Neet rappresentano una popolazione che non riconosce se stessa e che non è consapevole dei rischi a cui è esposta, primo fra tutti quello di far saltare il capitale umano a disposizione, a causa della prolungata esclusione dai contesti occupazionali e formativi.</p>
<p style="text-align: justify; ">A seguire, nella sessione poster, verrà presentata una analisi a cura di Alessandro Chiozza, Benedetta Torchia e Luca Mattei che arricchisce le riflessioni sui fenomeni di esclusione dal mondo del lavoro e della formazione con un approfondimento che mette al centro il segmento dei 30-34 ovvero dei <i>giovani-adulti: </i>una generazione di confine ormai estranea a misure loro dedicate, come ad esempio Garanzia Giovani. Il tema indagato è il passaggio verso la vita adulta che convenzionalmente viene sancito dal raggiungimento di cinque eventi: la conclusione dei percorsi di studio, l’inserimento nel mercato del lavoro, l’indipendenza abitativa, la costruzione di una nuova famiglia e la genitorialità. Secondo lo studio Isfol che si basa sui dati dell’indagine InTransizione realizzata su un campione di circa 45.000 giovani di età compresa tra 20 e 34 anni, solo il 21,5% dei 30-34enni traguarda tutti e i cinque gli eventi ma non per questo tutti gli altri non presentano caratteristiche associabili alla sfera dell’età adulta. E’ evidente quindi che tali parametri non possano funzionare per descrivere la condizione di adulto che, invece, è comunque riconoscibile nelle biografie individuali. Se si volesse estendere la definizione di neet anche per il segmento 30-34 ci accorgeremmo che il 32,1% dei giovani adulti, analogamente ai loro coetanei più giovani, non è impegnato in alcuna attività di studio o di lavoro con significative differenze tra uomini (25,8%) e donne (38,9%). Dall’indagine, inoltre, risulta cruciale la disponibilità o meno di risorse familiari e individuali rispetto alle quali l’Isfol ha messo a punto l’indicatore <i>ad hoc</i> per la misurazione della dote familiare. Esso sintetizza la condizione occupazionale, la professione e il titolo di studio dei genitori degli intervistati mettendo questi elementi in relazione alle occasioni o meno di raggiungere l’autonomia dalla famiglia di origine. Ne emergono alcuni dati interessanti, come quello ad esempio che indica una percentuale considerevole di giovani-adulti con una dote familiare alta che rimane a vivere in famiglia procrastinando ulteriormente l’uscita di casa: rispetto ad altri, possono decidere di attendere il momento più favorevole per lasciare il nucleo familiare. A fronte di tali risultati emerge la difficoltà di attribuire una definizione univoca e di utilizzare le categorie più tradizionali per descrivere il passaggio verso la vita adulta dei 30-34enni, tanto che l’analisi suggerisce l’opportunità di investire su questa generazione per sostenere traiettorie di vita sempre meno omologate. Sono gli stessi trentenni infatti che rilanciano i temi del diritto al lavoro e del diritto all’abitazione come tasselli importanti per realizzare il proprio progetto di vita.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1339">Presentazione Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1341">Paper Ancora</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1340">Documentazione Chiozza-Torchia-Mattei</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-03T08:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema">
    <title>Isfol e Istat per la modernizzazione del sistema</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema</link>
    <description>Dodicesima Conferenza nazionale di statistica</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tre giorni, 5 sessioni plenarie, 4 aree tematiche e 24 sessioni parallele per affrontare il tema conduttore contenuto nel titolo della manifestazione “Più forza ai dati: un valore per il Paese”, sullo sfondo la ricorrenza dei 90 anni dell’Istituto nazionale di statistica con quello che rappresenta in termini di rafforzamento della statistica ufficiale tanto sul fronte nazionale che europeo ed internazionale. Diversi gli spazi di confronto e i laboratori  che hanno visto, tra gli altri, anche la partecipazione dell’Isfol. Ieri infatti Marco Centra Responsabile della Struttura Lavoro e Professioni dell’Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori è intervenuto nel corso dell’incontro su “Sinergie, opportunità e criticità per lo sviluppo del Programma di Modernizzazione dell'Istat” durante il quale, partendo da alcuni esempi concreti relativi al mercato del lavoro, si è affrontato il tema della valorizzazione degli archivi amministrativi e del loro uso congiunto con le rilevazioni dell’Istituto per la costruzione di registri statistici. Nel corso della sua relazione Centra ha proposto un confronto ragionato tra le evidenze scaturite dalle fonti informative basate sulle comunicazioni obbligatorie (COB), in particolare Sisco e Cico diffuse dal Ministero del lavoro  e dal Network SeCO, e quelle prodotte dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro. Scopo ultimo dell’analisi era quello di rendere coerenti le due fonti, promuovendo un utilizzo sistematico e parallelo delle basi informative desunte sia dai registri che dalle fonti basate su rilevazioni campionarie.  Obiettivo tanto più importante se si considera che nel corso degli ultimi anni l’affiancamento di fonti informative diverse, rappresentate da una parte da survey e dall’altra da registri amministrativi per le analisi del mercato del lavoro ha posto seri problemi di comparabilità dei dati, producendo spesso incongruenze e confusione. Alla discussione hanno partecipato anche Nadia Mignolli, Francesca Abate e Piero Demetrio Falorsi dell’Istat insieme a Leopoldo Mondauto di Italia Lavoro e Onofrio Strignano dell’Università Sapienza di Roma.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.istat.it/it/dodicesima-conferenza/programma">Programma completo dell’evento</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1293">Slide relazione Marco Centra</a></p>
<p><b><br /></b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-23T10:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/cultura-e-lavoro-in-piazza-galdus">
    <title>Cultura e lavoro in piazza Galdus</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/cultura-e-lavoro-in-piazza-galdus</link>
    <description>Istruzione e formazione professionale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Venticinque maestri di diversi settori e mestieri sono saliti in cattedra rivolgendosi a gruppi di studenti, docenti, ospiti, trasformando la sede della struttura in un cantiere aperto sulle diverse professioni cui si accede dai percorsi di IeFP triennali e quadriennali realizzati presso il Centro.</p>
<p>Accanto agli interventi di Gianni Bocchieri (direzione generale Istruzione, formazione e lavoro della Regione Lombardia), Giuseppe Bertagna (Ordinario di Pedagogia generale e sociale), Maurizio Del Conte (Presidente Anpal), Diego Montrone (Presidente Galdus), Paolo Soraci (Capo ufficio stampa Librerie Feltrinelli), Emmanuele Crispolti, ricercatore della Struttura Sistemi e Servizi formativi dell’Isfol, ha illustrato i risultati dell’ultimo monitoraggio della IeFP, pubblicato da pochi giorni sul sito dell’Istituto, offrendo alcune raccomandazioni ai policy makers e agli attori del sistema, proprio alla luce delle risultanze del monitoraggio e delle altre indagini recentemente realizzate.</p>
<p>E’ stato evidenziato come il sistema IeFP continui a rispondere ad una duplice esigenza espressa dal territorio: da una parte la qualificazione di<b> </b>giovani che intendono trovare occupazione attraverso un percorso professionalizzante di breve durata, dall’altra<b> </b>una funzione di inclusione sociale, reinserendo all’interno dei circuiti formativi giovani provenienti da precedente insuccessi scolastici. Crispolti ha inoltre evidenziato il buon tasso di successo formativo, soprattutto dei percorsi realizzati presso i Centri accreditati, anche dovuto alla stretta connessione con il lavoro che caratterizza questo tipologia di offerta formativa, che conta ormai oltre 329 mila allievi.</p>
<p> Alla luce di tali evidenze, sono state suggerite alcunedirettrici di lavorofinalizzate a rispondere alle attuali esigenze del sistema IeFP:</p>
<ul>
<li>
<p>rafforzare i finanziamenti verso i soggetti che risultano in grado di erogare una formazione di qualità;</p>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<p>avviare un processo finalizzato ad esprimere una valutazione delle politiche formative messe in atto;</p>
</li>
<li>
<p>rafforzare il rapporto tra sistema formativo e fabbisogni territoriali, anche attraverso una revisione del Repertorio nazionale (introducendo nuove figure professionali e ritarando gli standard delle figure esistenti);</p>
</li>
<li>
<p>diffondere la conoscenza e l’attrattività di questo canale formativo presso la popolazione in fase di scelta formativa e presso i loro genitori.</p>
</li>
</ul>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-04T10:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-capitale-umano-e-il-non-profit">
    <title>Il capitale umano e il non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-capitale-umano-e-il-non-profit</link>
    <description>Infoday del Terzo Settore</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Nella sessione riservata al capitale umano è presente l’Isfol, che dedica un approfondimento alla relazione tra nonprofit e risorse umane. Ad alternarsi al tavolo di presidenza, coordinati da Antonello Scialdone (esperto delle tematiche del terzo settore), Simone Casadei, Elisabetta Perulli e Giusy Montalbano. L’intervento di Casadei si concentra sui risultati dell’Audit dei fabbisogni delle imprese non profit, e mira ad evidenziare conoscenze e skills degli operatori, oltre ad analizzare gli ambiti nei quali esse devono svilupparsi nel tempo. Nell’altra presentazione Perulli e Montalbano affrontano il tema della validazione degli apprendimenti non formali e informali, con particolare all’attestazione e alla certificazione delle competenze acquisite in attività di servizio civile nell’ambito del Programma Garanzia Giovani, e all’esperienza in corso nel territorio laziale.</p>
<p style="text-align: justify; ">Partendo da considerazioni teoriche sul ruolo del Terzo Settore, l’InfoDay ha lo scopo di fornire momenti concreti di orientamento e training point, testimonianze e casi-studio, dibattiti e tavole rotonde, simulazioni di colloqui di lavoro e di strategie utili ad esprimere al meglio talenti e capacità. Presenti alla giornata, tra gli altri, <b>Pietro Barbieri </b>(Portavoce Nazionale Forum), <b>Luigi Bobba</b> (Sottosegretario di Stato al Lavoro e alle politiche sociali),<b> Giacomo D’Arrigo </b>(Direttore Agenzia Nazionale Giovani) e<b> Lucia Valente</b> (Assessore al Lavoro e Pari opportunità della Regione Lazio).</p>
<p><b><br /></b></p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/info-day-terzo-settore/programma">Programma dell’evento</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1250">Slide Elisabetta Perulli</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Formazione_apprendimento/certificazione-delle-competenze/copy_of_validazione-e-certificazione-delle-competenze">Validazione e certificazione delle competenze</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/isfol-europa/garanzia-giovani">Garanzia Giovani</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1249">Slide Simone Casadei</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni">Sito Professioni</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/attivita/indagini-e-ricerche/indagini-campionarie/audit-dei-fabbisogni-professionali">Audit dei fabbisogni professionali</a></p>
<p><a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">Professionioccupazione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-04-05T09:45:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/verso-la-costruzione-del-quadro-nazionale">
    <title>Verso la costruzione del Quadro nazionale</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/verso-la-costruzione-del-quadro-nazionale</link>
    <description>Validazione e certificazione delle competenze</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>La giornata è stata l’occasione per fare il punto sullo stato d’avanzamento dell’implementazione del sistema nazionale di certificazione, in raccordo con quanto sostenuto dalle Raccomandazioni europee riguardanti la Costituzione del Quadro europeo delle qualificazioni per l’apprendimento permanente (Eqf) e la Convalida dell'apprendimento non formale e informale e in attuazione del d.lgs 13/2013.</p>
<p>“Per la costruzione del sistema nazionale di certificazione il nostro Paese si muove pienamente nel solco delle linee europee - ha sottolineato Sandra D’Agostino dell’Isfol -.  Per aumentare il grado di convergenza nel 2016 sarà progettato il Quadro nazionale delle Qualificazioni, come strumento di raccordo con il Quadro europeo Eqf”.</p>
<p>Su questo punto è intervenuto Riccardo Mazzarella dell’Isfol, il quale ha illustrato il percorso che ha portato alla costruzione del Quadro nazionale delle qualificazioni regionali, quale segmento del Repertorio nazionale: “Il Quadro è organizzato sulla base delle classificazioni delle attività economiche e delle professioni (Ateco + CP) ed è articolato sui livelli Eqf. E’ concepito come un sistema classificatorio al quale vengono agganciate tutte le qualificazioni rilasciate dalle Regioni e nell’apprendistato, in una logica di riordino del sistema”.</p>
<p>Elisabetta Perulli, sempre dell’Isfol, ha invece ricostruito il processo di individuazione, validazione e certificazione degli apprendimenti, compresi quelli non formali ed informali, ed ha spiegato come tutto questo concretamente impatta sulla vita dei cittadini. A partire dalla  sperimentazione fatta con il Servizio civile in Garanzia giovani dove si è provveduto ad definire una procedura per la validazione delle competenze acquisite durante l’esperienza.</p>
<p>I lavori sono proseguiti con l’illustrazione della Banca dati delle qualificazioni e delle competenze messa a punto dall’Isfol e con le testimonianze dirette di professionisti e beneficiari.</p>
<p><strong> Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1204">La costruzione del quadro nazionale delle qualificazioni nella prospettiva dell'EQF</a>, D’Agostino Sandra</p>
<p> <a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1202">La realizzazione del Quadro operativo nazionale delle qualificazioni regionali nell’ambito dei lavori di definizione del Repertorio Nazionale</a>; Mazzarella Riccardo</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1203">Validazione degli apprendimenti non formali e informali: standard, processi, attori, garanzie nelle riforme nazionali</a>, Perulli Elisabetta</p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1201">L’elaborazione dei profili di certificabilità dei Progetti nazionali di Servizio Civile Garanzia Giovani: un primo uso sperimentale del Quadro operativo nazionale delle qualificazioni regionali</a>, Mazzarella Riccardo</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    
      <dc:subject>EQF</dc:subject>
    
    <dc:date>2015-12-23T10:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/audizione-alla-camera-dei-deputati">
    <title>Audizione alla Camera dei deputati</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/audizione-alla-camera-dei-deputati</link>
    <description>Professioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">D’Agostino ha richiamato l’attenzione dell’aula sul contributo metodologico che l’Isfol può fornire al legislatore ed ha illustrato il lavoro svolto insieme ad Istat rispetto alla classificazione delle professioni. Lavoro che parte dalla classificazione internazionale Isco, definita a livello mondiale, tradotta poi da Istat e successivamente specificata da Isfol e Istat, i quali provvedono insieme a descrivere le singole unità professionali. Quindi anche le due figure professionali prese in esame dalla Camera: l’educatore e il pedagogista, sebbene quest’ultimo sia richiamato all’interno “della figura di esperto della progettazione formativa e curriculare che ha tra i suoi lemmi elementari anche la figura del pedagogista” ha precisato D’Agostino.</p>
<p>Per quanto riguarda il riconoscimento dei titoli, D’Agostino ha evidenziato che l’Italia ha ormai da diversi anni avviato il processo di referenziazione delle qualificazioni al Quadro europeo (Eqf). Nel caso specifico “sia la laurea triennale che la magistrale si trovano collocate rispettivamente al livello sesto e settimo del Quadro Eqf” ha aggiunto D’Agostino.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1156">Leggi il testo del documento</a></p>
<p><a href="http://webtv.camera.it/archivio?id=8567&amp;position=0">Guarda il video dell’audizione</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-11-09T11:00:34Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/guide-alla-navigazione-per-cpi-e-enti-di-formazione">
    <title>Guide alla navigazione per Cpi e enti di formazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/guide-alla-navigazione-per-cpi-e-enti-di-formazione</link>
    <description>On line due tutorial sul sito professionioccupazione.isfol.it</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hXQOiTnoHbg">Il primo video</a> si rivolge principalmente agli operatori dei centri per l’impiego e indica i percorsi per raggiungere informazioni su conoscenze e competenze utili ad orientare gli utenti dei Centri nella propria scelta professionale. Attraverso il portale gli operatori dei CPI potranno offrire informazioni anche sulle reali opportunità offerte dal mercato del lavoro.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=fqwTfnXfDtk">Il secondo tutorial</a> si rivolge agli enti della formazione per supportare in particolare gli operatori responsabili della progettazione formativa per accompagnarli in pochi passaggi verso gli strumenti offerti da sito per definire i contenuti formativi di un percorso di aggiornamento professionale.</p>
<p>Il sito <a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/" title="">professionioccupazione.isfol.it</a>, nato per volontà del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e realizzato in Isfol dal Gruppo di ricerca Professioni, rappresenta un importante polo informativo su fabbisogni professionali, occupazione e lavoro ed è dedicato a chi vuole individuare la professione che fa per se, agli operatori della formazione, dei centri per l'impiego e i decisori politici.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Marchionne</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-09-11T10:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/le-competenze-del-futuro-nel-non-profit">
    <title>Le competenze del futuro nel non profit</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/le-competenze-del-futuro-nel-non-profit</link>
    <description>Professioni</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tra le figure più citate si segnalano, per fare alcuni esempi, educatori professionali, operatori sociosanitari, figure tecniche delle mediazione sociale ed interculturale, psicologi e assistenti sociali. Riguardo la distribuzione geografica dei fabbisogni professionali dall’indagine emerge, per quanto riguarda le Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, una concentrazione soprattutto in Lombardia (25,3%), Veneto (12,4%), Puglia (7,6%) e Sicilia (7,4%). In merito alle Professioni esecutive nel lavoro di ufficio, invece, le esigenze di aggiornamento si registrano in prevalenza in Lombardia (14,9%), Lazio (12%), Toscana (9,7%) e Veneto (9,1%). Il discorso è in parte diverso per quel che concerne le Professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi: Lombardia (23,7%), Piemonte (10,3%), Toscana (7,9%) e Veneto (7,6%). Infine il grande gruppo delle Professioni tecniche, che presenta nel complesso un fabbisogno consistente in diverse regioni, tra cui Lombardia (19,3%), Piemonte (10,3%), Toscana (7,4%), Veneto e Sardegna (7% in entrambi i territori). I fabbisogni di conoscenze e competenze naturalmente mutano in base alle professioni citate dai responsabili delle imprese non profit. Per quanto riguarda le Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione, tipicamente deputate nell’ambito dell’impresa sociale alla progettazione di interventi, al loro monitoraggio e valutazione, il fabbisogno di aggiornamento si concentra soprattutto sul versante delle conoscenze afferenti alle scienze sociali e psicosociali. Per il grande gruppo delle Professioni tecniche - a cui sono riconducibili tutte le figure che animano i servizi e gli interventi sociali territoriali - si segnala invece la necessità di aggiornare le competenze relative alla soluzione di problemi complessi, orientamento al servizio, valutazione e capacità di prendere decisioni. L’indagine “Audit sui fabbisogni professionali delle imprese non profit” dell’Isfol contribuisce ad alimentare il portale <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">professionioccupazione.isfol.it</a>, all’interno del quale sono descritte tutte le professioni esistenti in Italia (800 scheda di Unità professionali), con particolare riferimento ai fabbisogni delle imprese, ai contenuti professionali, alle previsioni di occupazione a medio termine a livello nazionale e regionale, alle previsioni sugli andamenti dell’economia e dell’occupazione settoriale nei prossimi anni.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://professionioccupazione.isfol.it/documenti/it/audit_imprese_no_profit.doc" title="">Nota dell'Audit</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-05-26T08:44:45Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/i-nuovi-risultatti-dell2019audit-isfol">
    <title>I nuovi risultati dell'Audit Isfol</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/i-nuovi-risultatti-dell2019audit-isfol</link>
    <description>Professioni, le competenze da aggiornare in azienda </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I dati contenuti nella ricerca rappresentano la media biennale delle due edizioni dell’indagine che si è basata su un campione nazionale di circa 35.000 imprese private con almeno un dipendente con un contratto a tempo indeterminato, a termine, di apprendistato e lavoro stagionale. Di queste il 33% (circa 510 mila) dichiarano di avere in azienda almeno una figura per cui si registra un fabbisogno professionale da soddisfare nell’arco dei prossimi mesi con specifiche attività di formazione.</p>
<p>Riguardo le professioni, quelle per cui si registrano le esigenze più forti di aggiornamento appartengono ai seguenti quattro grandi gruppi: <i>professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi</i> (23,9%); <i>artigiani, operai specializzati e agricoltori</i> (22,9%); <i>professioni tecniche</i> (20%); <i>esecutive nel lavoro di ufficio</i> (18,3%). A questo proposito la ricerca indiga anche la distribuzione territoriale dei fabbisogni in merito ai grandi gruppi professionali registrando questa ripartizione: per quanto riguarda le <i>professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi</i> il fabbisogno si concentra soprattutto in Lombardia (13,8%), Veneto (9%), Toscana (8,3%), Puglia (8,1%) e Sicilia (7,9%). Il gruppo degli <i>artigiani, operai specializzati e agricoltori</i> presenta un fabbisogno consistente soprattutto al Sud, con percentuali di rilievo in diverse regioni, tra cui Puglia (8%), Campania (7,8%) e Sicilia (7,6%). Per le <i>professioni tecniche</i> il fabbisogno è prevalente in Lombardia (21,3%), Veneto (11,3%), Emilia Romagna (8,8%) e Campania (8,5%). Le esigenze di aggiornamento relative alle <i>professioni esecutive nel lavoro di ufficio</i> si concentrano in prevalenza in Lombardia (14,8%), Veneto (10,3%), Lazio (9,4%) e Campania (8,9%).</p>
<p>L’Audit contribuisce ad alimentare il portale <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">professionioccupazione.isfol.it</a> che descrive tutte le professioni esistenti in Italia (800 schede di Unità Professionali), con un’attenzione particolare all’analisi dei fabbisogni delle imprese, ai contenuti professionali, alle previsioni di occupazione a medio termine a livello nazionale e regionale, alle previsioni sugli andamenti dell’economia e dell’occupazione settoriale nei prossimi anni.</p>
<p><a href="http://professionioccupazione.isfol.it/downloads/nota_audit_fabbisogni.pdf">Audit sui fabbisogni professionali contingenti</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/professioni/professioni" class="internal-link" title="">Pagina tematica sulle Professioni</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/26-marzo-2015-2013-tecnici-figure-del-commercio-e-artigiani-ecco-le-conoscenze-e-le-competenze-importanti-per-il-futuro.-i-nuovi-risultati-dell2019audit-isfol" class="internal-link" title="">Comunicato Stampa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-03-26T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/tutte-le-news-dell2019istituto-in-un-pdf">
    <title>Tutte le news dell’Istituto in un pdf </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/tutte-le-news-dell2019istituto-in-un-pdf</link>
    <description>Isfol notizie </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il <a href="http://old.isfol.it/isfol-notizie/archivio-isfol-notizie/isfol-notizie-1-2-2015" class="internal-link" title="">numero 1/2 2015</a>  si apre con due notizie di <i>Primo piano</i>, una dedicata al Programma Erasmus +, l’altra alla prima indagine realizzata in Isfol sulla conoscenza del sistema educativo da parte degli italiani. Nelle pagine successive una panoramica di notizie brevi sulle recenti attività dell’Istituto ed un approfondimento sul seminario di presentazione del <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">sistema informativo professioni</a> che si è tenuto lo scorso 19 febbraio al Cnel.  In chiusura come sempre la rubrica <i>Da leggere</i> con le novità delle collane editoriali e le segnalazioni di letteratura grigia.</p>
<p>In questo numero doppio sono stati introdotti dei piccoli cambiamenti nell’impaginazione per rinfrescare l’impostazione grafica del periodico, innovazioni sulle quali la redazione gradirebbe ricevere un <i>feedback</i> da parte degli utenti.</p>
<p>La newsletter e l’archivio dei numeri usciti finora sono come sempre disponibili in una sezione dedicata del portale Isfol. Il pdf viene inviato via e-mail ad una lista di utenti registrati, per riceverlo con regolarità basta inviare i propri dati a: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-03-13T12:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo">
    <title>Professioni: presentato il sistema informativo</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/professioni-pronto-il-sistema-informativo</link>
    <description>Convegno Isfol-Istat</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Ad aprire il convegno è stato il Presidente dell’Isfol Pier Antonio Varesi che ha definito “spirito pionieristico” quello che ha animato i promotori del progetto per sottolinearne la capacità innovativa e di anticipazione. In particolare ha ricordato che “il valore aggiunto rappresentato dal Sistema informativo sulle professioni è proprio quello di rendere disponibili tutti i dati e le statistiche presenti sul tema delle professioni in base alle esigenze dell’utenza. Questo significa fornire un vero strumento di orientamento”. Ha inoltre sottolineato che “il tratto peculiare di questo sistema è la collaborazione tra diverse Istituzioni, una decina quelle attualmente coinvolte tra cui: Isfol, Istat, Ministero del Lavoro, Unioncamere, Inail, Regione Veneto, Regione Liguria, Albo professionale Agrotecnici e altre in procinto di entrare come il Miur, l’Inps e l’Enpam. L’auspicio è quello di riuscire a coinvolgere tutte le Regioni e tutte le Agenzie del lavoro interessate magari attraverso una formalizzazione più solida dei soggetti presenti e l’istituzione di un organismo di coordinamento”. Dello stesso avviso anche il Presidente dell’Istat Giorgio alleva che ha posto l’accento sulla capacità del Sistema di rispondere alla crescente domanda di informazioni rappresentata da una parte dai decisori politici e dall’altra dai cittadini ma anche della committenza istituzionale. A questo proposito si è inserito l’intervento di Salvatore Pirrone Direttore generale per le politiche attive, i servizi per il lavoro e la formazione del Ministero del Lavoro che ha parlato del Sistema informativo sulle professioni come di “un’interessantissima esperienza” e ha proseguito ricordando che “spesso le informazioni riguardo le politiche del lavoro sono tante ma sparpagliate. Questo lavoro è importante perché si presta fin da subito per finalità gestionali preziose in un momento come questo di passaggio dalle politiche di sostegno al reddito a quelle attive che prevedono l’attivazione dei soggetti”. Sul versante europeo è intervenuta Mara Brugia Deputy Director del Cedefop che ha ricordato come anche l’Ocse abbia individuato nel Sistema informativo sulle professioni un importante riferimento. A questo punto la parola è passata a Cristina Freguja dell’Istat e Mario Gatti dell’Isfol che hanno illustrato nei particolari il Sistema informativo sulle professioni offrendo anche alcuni esempi di navigazione. Gatti, in particolare, ha sottolineato “la logica elementare sottesa al Sistema: coagulare intorno ad una professione tutti i dati e le informazioni disponibili evitando sovrapposizioni e promuovendo la complementarietà. E ha proseguito ricordando che “questo Sistema offre molti vantaggi e pochi svantaggi. Complessivamente non produce costi, ogni istituzione mantiene i propri dati ma tutte le informazioni, una volta messe a sistema, aumentano esponenzialmente il loro valore”. La seconda parte del seminario ha visto il confronto fra diversi soggetti provenienti dalle Istituzioni e dalle Regioni all’interno di una tavola rotonda coordinata da Grazia Stano Direttore Generale Innovazione e Comunicazione del Ministero del Lavoro sul tema dell’informazione per l’occupazione e la crescita. Le conclusioni sono state affidate a Luigi Bobba Sottosegretario del Ministero del Lavoro che ha sottolineato come “il servizio pubblico ha il compito di accompagnare i giovani neet che sono attualmente i soggetti più difficili da raggiungere, orientare e collocare”.</p>
<p> I video correlati propongono una guida alla navigazione del Sistema informativo delle professioni e del sito <a href="http://professionioccupazione.isfol.it/">Professionioccupazione.isfol.it</a></p>
<p><strong>Per saperne di più:</strong></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/events/eventi-2015/sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Programma</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/18-febbraio-2015-il-sistema-informativo-sulle-professioni.-un-insieme-aggiornato-di-dati-utili-sui-percorsi-di-lavoro-di-formazione-e-di-sviluppo-della-carriera">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni" class="internal-link" title="">Highlights</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/bitstream/handle/123456789/1011/Presidente_Intervento%20CNEL.pdf?sequence=1">Intervento del Presidente Isfol - Pier Antonio Varesi</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/presentazione-del-sistema-informativo-sulle-professioni">Intervento Isfol</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/istat-scheda-professioni">Intervento Istat</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/inps-documento-sul-sistema-informativo-19-feb-2015">Intervento Inps</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/mlps-sisco-scheda-19-feb-2015">Intervento  Ministero del Lavoro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/excelsior">Intervento Excelsior</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/agrotecnici-scheda-professioni-evento-19-feb-2015">Intervento  Collegio Nazionale Agrotecnici</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/regione-liguria-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Regione Liguria</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/highlights/highlights-1-2015-sistema-informativo-professioni/veneto-lavoro-scheda-intervento-convegno-19-feb-2015">Intervento Veneto Lavoro</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2015-02-17T09:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
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