<?xml version="1.0" encoding="utf-8" ?>
<rdf:RDF xmlns:rdf="http://www.w3.org/1999/02/22-rdf-syntax-ns#" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:syn="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/" xmlns="http://purl.org/rss/1.0/">




    



<channel rdf:about="http://old.isfol.it/temi/Lavoro_professioni/sviluppo-sostenibile/notizie-correlate/RSS">
  <title>Notizie correlate sviluppo sostenibile</title>
  <link>http://old.isfol.it</link>

  <description>
    
      
    
  </description>

  

  
            <syn:updatePeriod>daily</syn:updatePeriod>
            <syn:updateFrequency>1</syn:updateFrequency>
            <syn:updateBase>2012-12-04T10:19:09Z</syn:updateBase>
        

  <image rdf:resource="http://old.isfol.it/logo.png"/>

  <items>
    <rdf:Seq>
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-un-anno-dopo"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/i-giovani-e-il-lavoro"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/europass-ed-euroguidance-sotto-la-lente-dei-pari"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/compila-il-questionario-di-gradimento-della-newsletter-isfol-notizie"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/presentati-i-rapporti-iefp-e-apprendistato"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/il-dibattito-presso-luniversita-di-perugia"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/un-nuovo-numero-di-isfol-notizie-da-leggere"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/conferenza-stampa-21-giugno-ore-12-1"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/la-foto-del-nostro-paese-nel-volume-in-uscita"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/news/tre-giorni-con-l2019isfol-al-forum-pa-2016"/>
      
      
        <rdf:li rdf:resource="http://old.isfol.it/primo-piano/come-si-cerca-lavoro-in-italia-canali-di-intermediazione"/>
      
    </rdf:Seq>
  </items>

</channel>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni">
    <title>Una fotografia sulla realtà delle Fondazioni</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/una-fotografia-sulla-realta-delle-fondazioni</link>
    <description>Nuova indagine sulle Onp </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il testo, curato da Annalisa Turchini, rappresenta il secondo capitolo di un filone di studi rivolti al mondo  delle organizzazioni non profit impegnate nei servizi sociali. In questa edizione ad essere messe sotto la lente d’ingrandimento dei ricercatori Isfol sono le fondazioni, un soggetto nuovo per le politiche sociali  e ancor più per i servizi sociali. L’indagine, che ha interessato 1.681 soggetti, ha inteso fare luce su una realtà emergente nel panorama delle politiche sociali non solo riguardo la fornitura di servizi ma anche per la capacità di proporre soluzioni inedite nel sistema degli interventi sociali promuovendo una forte integrazione tra risorse pubbliche e private. Le fondazioni, secondo l’indagine, registrano nonostante il prolungato periodo di crisi un notevole incremento quantitativo tanto da imporsi in campo sociale sia grazie ai vantaggi fiscali e di <i>governance</i> di cui beneficiano, sia in ragione del forte radicamento nei contesti locali. Il catalogo dei servizi erogato dalle fondazioni è stato letto dal gruppo di lavoro dell’Inapp nel quadro del sistema di welfare italiano, il cosiddetto welfare mix che vede il soggetto pubblico in qualità di committente verso il mondo del non profit nella veste di fornitore. Ne è scaturito un quadro dal quale risulta evidente quanto e come gli stili organizzativi e le politiche di gestione delle risorse umane dei soggetti presi in esame influenzino in modo decisivo la qualità delle prestazioni sociali erogate. A questo proposito l’indagine fornisce una descrizione molto puntuale del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali individuando le quattro linee di tendenza che maggiormente le caratterizzano. La prima rappresenta un aspetto di originalità rispetto alle tipologie del non profit come ad esempio le cooperative sociali dove l’offerta prevalente è costituita da pacchetti di servizi a largo spettro e le professionalità utilizzate sono molteplici e diversificate. Al contrario, le fondazioni si contraddistinguono per una certa tendenza alla specializzazione, soprattutto nel campo dei servizi di tipo residenziale e domiciliare che prediligono target specifici quali anziani e disabili. In questo contesto le risorse umane più utilizzate sono gli operatori socio-sanitari la cui professionalità è di confine tra il sociale e il sanitario. Il secondo punto è rappresentato dal livello territoriale. A questo riguardo le fondazioni sono concentrate maggiormente nel settentrione con una forte prevalenza nel Nord-Ovest del Paese (53%) dove si rileva una forte presenza di famiglie mononucleari e una più consistente partecipazione delle donne al mercato del lavoro, quindi dove prevalgono i servizi residenziali. Ciò conferma  l’attenzione con cui le fondazioni si rapportano con il mercato adattando e differenziando l’offerta di servizi in base ai fabbisogni locali anche in ragione delle differenti possibilità di finanziare i servizi. Infatti, soprattutto al Nord, accanto al finanziamento da parte di istituzioni locali è molto diffuso il pagamento delle rette da parte di cittadini privati alle fondazioni. Passando alla terza tendenza, la ricerca evidenzia come la potenziale competitività delle fondazioni scaturisca in parte dalla loro natura patrimoniale che gli consente di disporre con immediatezza di risorse economiche per finalità stabilite dal fondatore  e in parte dalla disciplina codicistica che favorendo il riconoscimento di tali soggetti li ha resi organizzazioni agili tanto nell’organizzazione che nella <i>governance. </i>A quest’ultimo proposito le fondazioni non hanno obblighi legati alla presenza di un consiglio di amministrazione fatto che consente loro di ridurre i tempi dei processi decisionali a differenza sia delle amministrazioni pubbliche, sia dei soggetti profit che presentano maggiori rigidità strutturali. Ovviamente la carenza di forme di partecipazione allargata, se da un lato rappresenta un vantaggio per la riduzione dei tempi dall’altra comporta criticità riguardo la coesione dentro le organizzazioni. Il quarto ed ultimo punto si riferisce alla capacità da parte delle fondazioni di costruire relazioni con attori chiave a livello locale al fine di migliorare la qualità delle proprie prestazioni. Sotto questo profilo l’indagine rileva come le fondazioni abbiano saputo valorizzare il patrimonio di relazioni territoriali in loro possesso, insistendo molto sul rapporto con i cittadini/utenti e acquisendo un’expertise propria rispetto ad altri soggetti del Terzo settore. In sintesi le evidenze della ricerca restituiscono una fotografia del mondo delle fondazioni fornitrici di servizi sociali come soggetti in ascesa capaci di attuare strategie selettive del mercato, dei target e dei territori, attraverso una collaborazione di rete mirata a migliorare l’efficienza e l’efficacia dei propri servizi. In un’ottica di welfare allargato che valorizzi le risorse pubbliche ma anche quelle private, le fondazioni si qualificano come avamposto di sperimentazioni rispetto a nuove modalità di azioni capaci di combinare efficacemente risorse pubbliche e private attraverso strategie di specializzazione di servizi e condivisione di percorsi di rete con l’obiettivo di soddisfare al meglio i bisogni dei cittadini/utenti.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=21040">Soggetti emergenti nel panorama dei servizi sociali: le fondazioni</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-12-23T10:42:46Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-un-anno-dopo">
    <title>Un volontario su due lavora</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/servizio-civile-un-anno-dopo</link>
    <description>Servizio civile </description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>E infatti quella del servizio civile si conferma una scelta vincente per i giovani: “Ad una anno di distanza dalla fine dell’esperienza, il 52% dichiara di lavorare, il 61% ha un contratto continuativo e regolamentato e per il 62% si tratta proprio del lavoro che cercava” ha sottolineato Paola Nicastro Direttore generale ISFOL-INAPP nel presentare i risultati della ricerca.</p>
<p class="Default">L’indagine è stata svolta sui volontari del bando 2013 (un campione di 1.511 su un totale di 13.375) che hanno prestato servizio nel 2014-15 e che sono stati intervistati a un anno di distanza.</p>
<p class="Default">Si tratta nel 67% dei casi di donne. Il 29,1% risiede al Nord, il 21,7% al Centro, il 29,6% nel Sud e il 19,6% nelle Isole. Relativamente ai titoli di studio, il 47% è laureato, il 49% diplomato, il 4% si ferma alla licenzia media.</p>
<p>Elevato anche il tasso di soddisfazione: il 95% di chi ha fatto il servizio civile ritiene di aver accresciuto le proprie competenze, il 97% rifarebbe la scelta compiuta e il 69% considera il servizio civile importante per la vita professionale.</p>
<p>I dati illustrati rappresentano il secondo step di un percorso d’indagine più ampio che mira a conoscere, in misura approfondita, l'universo costituito dai giovani volontari italiani. Nel mese di agosto il Ministero del Lavoro aveva infatti diffuso la fotografia scattata da ISFOL-INAPP sui giovani volontari italiani.</p>
<p>Il prossimo appuntamento è invece dedicato ai giovani che hanno svolto il servizio civile con Garanzia Giovani. "Un segmento di popolazione che presenta minori opportunità di formazione e lavoro" ha dichiarato Bobba, il quale ha concluso annunciando che, con l'emanazione del decreto legislativo (attualmente in discussione alla Camera e al Senato e inviato alla Conferenza Stato-Regioni), da gennaio 2017 avremo il servizio civile universale.</p>
<p> </p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/23-11-2016-cs-servizio-civile-un-anno-dopo">Comunicato stampa</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1357">Presentazione Nicastro</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/comunicati/infografiche-isfol/ISFOL_infograf_serviziocivile_23_11_16.jpeg">Infografica</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/rilevazioni-in-corso/indagine-isfol-sul-servizio-civile-nazionale">Indagine Isfol-Inapp Servizio civile</a></p>
<p><a href="http://www.lavoro.gov.it/stampa-e-media/Comunicati/Pagine/Presentata-al-Ministero-del-lavoro-la-prima-indagine-conoscitiva-sui-giovani-del-servizio-civile.aspx">Comunicato stampa Agosto 2016</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-24T09:25:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali">
    <title>Crisi economica e squilibri territoriali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/crisi-economica-e-squilibri-territoriali</link>
    <description>Pubblicazione Isfol</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Lo studio si inquadra, dunque, all’interno di queste riflessioni, con l’obiettivo di analizzare se e in che modo le regioni abbiano retto e reagito alla crisi e, soprattutto, comprendere come si è modificata la distribuzione delle disparità tra i territori. Le analisi proposte nel volume evidenziano una sostanziale interruzione del processo di convergenza, iniziato negli anni precedenti la crisi, determinata da due fattori: un peggioramento dei principali indicatori nelle regioni più sviluppate e un aggravamento della situazione delle regioni già in difficoltà. Sul versante dell’occupazione ci si trova di fronte ad un aumento delle distanze tra le diverse realtà territoriali e ad un inasprimento di alcuni fenomeni che nel tempo sono diventati quasi cronici tendenzialmente dovuto alle caratteristiche strutturali del tessuto produttivo e del mercato del lavoro. Sono emersi due modelli: quello delle regioni del Nord dove, per quanto riguarda le politiche passive, si osserva una concentrazione di interventi di cassa integrazione guadagni nelle sue varie forme e del ricorso all’apprendistato sul fronte delle politiche attive; e quello delle regioni del Sud dove è maggiore il sostegno in termini di indennità di disoccupazione e l’utilizzo delle agevolazioni destinate alle assunzioni. Le regioni del Centro si collocano in una situazione intermedia. In termini di convergenza tra regioni l’unico tema su cui al contrario si denota un certo miglioramento è quello del capitale umano, un tema anch’esso al centro del percorso di costruzione di politiche del lavoro efficaci. Le politiche del lavoro solo in parte hanno potuto contenere gli effetti della crisi economica e questo anche a causa del fatto che le politiche passive hanno assorbito gran parte delle risorse disponibili. Si conferma, dunque, l’importanza del rilancio del ruolo delle politiche attive, quale strumento per costruire sinergie tra i diversi interventi e soprattutto interrompere il processo di ampliamento delle divergenze tra i territori.</p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p>Testo completo - <a class="external-link" href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=21017" title="">Crisi economica e squilibri territoriali. Una lettura multidimensionale dei contesti regionali</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-11-15T10:21:12Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali">
    <title>La responsabilità sociale d’impresa nei Fondi Interprofessionali</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-responsabilita-sociale-d2019impresa-nei-fondi-interprofessionali</link>
    <description>Formazione continua</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>L’indagine fornisce un quadro conoscitivo degli interventi realizzati dai fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua per le alte professionalità sul tema della responsabilità e della sostenibilità sociale d’impresa. Si tratta di un altro passo in avanti in un’ottica di conoscenza di quanto fanno le imprese in quest’ambito, con uno sguardo particolare ai loro interventi formativi. L’attenzione è rivolta proprio alla formazione per i manager che hanno la prima responsabilità di migliorare la qualità dell’organizzazione e il clima di lavoro dei loro collaboratori e che possono orientare l’impegno aziendale in termini di responsabilità e sostenibilità sociale e ambientale, oltre che sensibilizzare e permeare a cascata tutti gli altri livelli professionali.</p>
<p>I piani formativi presi in esame riguardano Fondir e Fondirigenti, i due fondi per la formazione continua dei dirigenti maggiormente rappresentativi a livello nazionale per numero di imprese aderenti e conseguente budget.</p>
<p>L’analisi ha consentito di acquisire informazioni e di realizzare approfondimenti su molteplici ambiti dell’impegno dei Fondi per la formazione continua in materia di Corporate Social Responsibility (CSR) e ha messo in evidenza, da un lato, come il crescente impegno delle imprese sulla formazione per la CSR e il welfare venga confermato, dall’altro lato quanto ancora resti da fare nella crescita di competenze manageriali mirate all’attuazione nelle imprese di modalità e procedure per la gestione di un’appropriata e finalizzata responsabilità sociale.</p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Monica Benincampi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-24T10:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/i-giovani-e-il-lavoro">
    <title>I giovani e il lavoro</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/i-giovani-e-il-lavoro</link>
    <description>Convegno a La Sapienza</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Lo studio, che ha analizzato le opinioni di un campione di 1.000 giovani italiani, ha avuto l’obiettivo di comprendere la loro visione e il loro approccio al mondo del lavoro, attraverso l’uso di focus specifici su temi come l’autorealizzazione professionale, la rilevanza delle relazioni sociali nella progettualità professionale, il rapporto tra lavoro e ricerca di senso. Si è voluto approcciare quindi a tale fenomeno con uno sguardo al futuro per riflettere su pratiche pedagogiche ed educative che portino nei più giovani una maggiore consapevolezza di sé e una volontà di valorizzare le loro risorse interiori, sostenendo la loro capacità di essere resilienti e il loro desiderio di autorealizzazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">Ad illustrare i dati delle ricerca Patrizio Paoletti e Tania Di Giuseppe per la Fondazione patrizio paoletti, Grazia Serantoni per Sapienza – Università di Roma e Daniela Pavoncello per l’Isfol. I ricercatori hanno prima di tutto illustrato il perché di un sondaggio sui giovani che parte dalla necessità di costruire un osservatorio del mondo giovanile in un contesto in costante cambiamento e che si pone la priorità di intercettare risorse e capacità presenti, evidenziare i segni del cambiamento in corso, connettere tali segni all’interno di una visione pedagogica dell’uomo e riflettere sulle linee di intervento possibili. Lo studio è stato condotto in due tempi. In una prima fase si è proceduto con la definizione teorica e la costruzione operativa del questionario per il sondaggio d’opinione, seguendo le norme stabilite dai principi della metodologia della ricerca in psicologia e psicopedagogia (McBurney e White, 2008; Kazdin, 2013) ed è stata valutata la stratificazione del campione. Nella seconda, che segue la raccolta, l’inserimento e il controllo dei dati, sono state effettuate tutte le analisi statistiche necessarie al fine di poter testare le ipotesi dello studio e definire un quadro efficace delle caratteristiche che i giovani si attribuiscono relativamente al lavoro e il senso che attribuiscono a quest’ultimo. Dalla ricerca è emerso un vero e proprio identikit dei giovani italiani che risultano essere molto informati sulle politiche giovanili attuali che però valutano e criticano esprimendo poca soddisfazione. Il lavoro quindi per i ragazzi risulta essere sinonimo di espressione di se stessi delle proprie capacità che trova origine e significato in ciò che appassiona e ciò che piace. Emerge quindi la necessità di partire da sé, attingendo al proprio mondo interno ai propri valori Il lavoro quindi non ha solo il senso di mantenersi ma il lavoro per molti si colloca all’interno dello scopo della propria vita.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/i-giovani-e-il-lavoro/programma">Programma</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1332">Presentazione Pavoncello</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-10-07T11:10:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/europass-ed-euroguidance-sotto-la-lente-dei-pari">
    <title>Valutazione delle performance</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/europass-ed-euroguidance-sotto-la-lente-dei-pari</link>
    <description>Europass ed Euroguidance</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>“E’ la prima volta che la metodologia della <a href="http://www.isfol.it/eqavet/primo-piano-rpn/la-peer-review">Peer review</a> viene applicata per valutare l’operato dei centri”, spiega Ismene Tramontano coordinatrice di entrambe le strutture operative presso l’Istituto. E difatti, gli esperti sono tutti specialisti del settore provenienti da altri punti Europass ed Euroguidance, ovvero dei ‘pari’. </p>
<p>Alexandra Enzi (Austria) e Dick Van Der Wal (Olanda) analizzeranno attività e risultati del centro Europass, mentre Graziana Boscato (Francia) e Jennifer McKenzie (Irelanda) quelle del centro Euroguidance.</p>
<p>Gli esperti si tratterranno in Italia due giorni, nel corso dei quali incontreranno il personale Isfol che lavora nei centri e il personale del ministero del Lavoro e dell’Istruzione, enti che cofinanziano entrambe le reti, per sottoporli ad una serie di interviste volte proprio ad indagare l’impatto di Europass ed Euroguidance sul sistema di istruzione e formazione professionale italiano.</p>
<p>Sono previste inoltre alcune visite esterne al Dipartimento Formazione Superiore e Ricerca del Miur ed a scuole e centri di formazione per ascoltare la voce di chi opera sul campo e quella dei fruitori finali, gli studenti.</p>
<p>Il lavoro si concluderà con l’elaborazione di un rapporto che costituirà la base del più ampio <i>First Peer Review</i> <i>Europass-Euroguidance</i> Report prodotto dall’Isfol.</p>
<p><a href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/europass-and-euroguidance-peer-review-2016/programma-def">Programma</a> </p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1325">Presentazione Ismene Tramontano</a></p>
<p> </p>
<p><img src="http://old.isfol.it/isfol-europa/dispositivi-europei/logh-per-portlet-dispositivi/euroguidance/@@images/8fbceb7e-2d06-42b5-bd47-cbfaa741f22b.jpeg" style="float: left; " title="Euroguidance" class="image-inline" alt="Euroguidance" /><b>Euroguidance Italy </b>è un organismo promosso dalla Commissione europea - DG Occupazione, affari sociali e inclusione - e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - DG per le Politiche Attive e i servizi per il lavoro e la formazione al fine di promuovere la mobilità per motivi di studio e formazione tra i Paesi dell’Unione europea.  <a href="http://www.isfol.it/euroguidance">Vai alla sezione dedicata</a></p>
<p> </p>
<p><img src="http://old.isfol.it/isfol-europa/dispositivi-europei/logh-per-portlet-dispositivi/europass/@@images/50a9f424-3aa1-412e-9c5c-ffd0f9eca2f2.png" style="float: left; " title="europass" class="image-inline" alt="europass" />  Il <strong>NEC Italia </strong>fa parte di una rete europea di Centri Nazionali Europass coordinata dalla Commissione europea ­ DG Istruzione e Cultura con il supporto del Cedefop. Il NEC coordina tutte le attività connesse all´applicazione del portafoglio Europass, garantisce che i documenti Europass siano accessibili a tutti i cittadini e siano rilasciati conformemente alla decisione e alle disposizioni nazionali.  <a href="http://www.isfol.it/europass">Vai alla sezione dedicata</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-09-29T11:05:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/compila-il-questionario-di-gradimento-della-newsletter-isfol-notizie">
    <title>LEGGI ISFOL NOTIZIE E MANDACI LA TUA OPINIONE </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/compila-il-questionario-di-gradimento-della-newsletter-isfol-notizie</link>
    <description>La tua opinione conta</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Vorremmo che i lettori ci aiutassero a  migliorare la <a href="http://www.isfol.it/isfol-notizie">versione attuale</a> della newsletter istituzionale Isfol notizie, dedicandoci due minuti per dirci cosa ne pensano e come vorrebbero che fosse.</p>
<p>Abbiamo bisogno della vostra opinione per adattarci meglio alle vostre esigenze.</p>
<p> </p>
<p>----------------------------------------------------------------------------------------------------------</p>
<p><em>Aiutaci a migliorare Isfol notizie compilando il questionario di gradimento:</em></p>
<p><em>per contribuire clicca <b><a href="http://servizisociali.isfol.it/limesurvey/index.php/995681/lang-it">qui</a></b>.</em></p>
<p><em>Grazie!</em></p>
<p><em>La redazione </em></p>
<p><em>-----------------------------------------------------------------------------------------------------------</em></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-08-02T10:20:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/presentati-i-rapporti-iefp-e-apprendistato">
    <title>Presentati i rapporti IeFP e Apprendistato </title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/presentati-i-rapporti-iefp-e-apprendistato</link>
    <description>Verso il sistema duale</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p class="Normal">“La IeFP ha funzionato molto bene quale strumento antidispersione soprattutto in virtù della qualità dell'offerta. Cresce infatti il numero di ragazzi che si iscrivono a questi corsi per scelta e non per seconda opportunità” ha sottolineato Emmanuele Crispolti dell’Isfol nell’illustrare il rapporto IeFP. La lettura dei dati evidenzia inoltre una buona performance in termini di successo formativo: la percentuale dei giovani qualificati sugli iscritti al primo anno è del 70% nei Centri accreditati, del 60% nella sussidiarietà complementare è del 54% nella sussidiarietà integrativa.</p>
<p class="Normal">Tra le criticità riscontrate: la scarsa conoscenza del sistema da parte dei giovani e delle famiglie.</p>
<p class="Normal">Sul fronte dell’apprendistato si assiste invece ad una riduzione di giovani assunti (- 8,1% nel 2015 rispetto all’anno precedente). Un trend negativo legato principalmente agli effetti della legge 190 del 2014 che introduce l’esonero totale del versamento dei contributi previdenziali da parte dei datori di lavoro per tre anni dall’assunzione con contratto a tempo determinato. “Tale flessione colpisce soprattutto le classi di età più giovani ed il settore delle Costruzioni è quello in cui lo stock medio di apprendisti subisce la maggiore contrazione” ha spiegato Giulio Mattioni dell’Inps che insieme ad Isfol ha curato la realizzazione del rapporto Apprendistato.</p>
<p class="Normal">“Tra le tre tipologie di apprendistato previste dalla normativa, la forma professionalizzante è quella di gran lunga più utilizzata e cresce il numero di apprendisti coinvolti in attività formative. Nell’apprendistato per l’alta formazione e la ricerca prevalgono i Master universitari”, ha aggiunto Silvia Vaccaro dell’Isfol.</p>
<p class="Normal">“Tutte le regioni sono impegnate nel costruire un sistema di qualità che posa dare risposte ai ragazzi e alle famiglie. Le difficolta che ci troviamo ad affrontare sono le risorse diminuite a fronte di una crescita della domanda” ha evidenziato l’Assessore Grieco.</p>
<p class="Normal">Se questi sono gli scenari, allora che fare? “Con l’avvio del sistema duale abbiamo avvicinato la scuola al lavoro” ha detto il sottosegretario Faraone. “La scelta di presentare in un'unica occasione i due rapporti Isfol – ha dichiarato il sottosegretario Bobba – risponde ad una precisa strategia: provare a dare forma concreta e precisa alla via italiana al sistema duale”. In conclusione del suo intervento Bobba ha prospettato la possibilità di incrementare la quantità di risorse disponibili e, qualora lo si ritenesse necessario, di rivedere alcune norme in corso d’opera, come ad esempio quelle relative ai tirocini. Il Sottosegretario ha inoltre accennato al fondo per la lotta alla povertà educativa dei minori, proponendo di dedicare una parte dei finanziamenti specificatamente all’area adolescenziale che rischia di finire nel buco nero dei Neet. “Sarebbe opportuno – ha infine affermato Bobba, riprendendo un’idea avanzata dal Ministro dell’economia francese – un Erasmus dell’apprendistato”.</p>
<p><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/events/eventi-2016/iefp-2013-apprendistato-verso-il-sistema-duale/programma" title="">Programma dell'evento</a></p>
<p><strong>Materiali relativi al Rapporto Istruzione e Formazione Professionale</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20733" title="">XIV Rapporto Monitoraggio IeFP 2014-15</a></li>
<li><a class="external-link" href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20733" title="">Executive Summary</a></li>
<li><a class="external-link" href="https://magic.piktochart.com/output/12735109-isfol-rapporto-iefp2016" title="">Infografica</a></li>
<li><a href="http://www.isfol.it/highlights/istruzione-e-formazione-professionale-iefp/xiv-rapporto-di-monitoraggio-delle-azioni-formative-realizzate-nell2019ambito-del-diritto-dovere" title="">Highlights</a></li>
<li><a href="http://isfoloa.isfol.it/handle/123456789/1270" title="scarica i documenti">Open data</a></li>
<li><a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/22-aprile-2016-xiv-rapporto-istruzione-e-formazione">Comunicato Stampa</a></li>
</ul>
<p> <strong>Materiali relativi al Rapporto Apprendistato</strong></p>
<ul>
<li><a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20867" title="">Verso il sistema duale: XVI Rapporto di monitoraggio sull’apprendistato</a></li>
<li><a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20867" title="">Executive Summary</a></li>
<li><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/comunicati/infografiche-isfol/Isfol_InfograficaApprendistato2016_722.jpg" title="">Infografica</a></li>
<li><a class="internal-link" href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/14-luglio-2016-lapprendistato-in-italia" title="">Comunicato Stampa</a></li>
</ul>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Francesca Ludovisi</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-14T13:35:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/il-dibattito-presso-luniversita-di-perugia">
    <title>Il dibattito presso l'Università di Perugia</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/il-dibattito-presso-luniversita-di-perugia</link>
    <description>Transizioni scuola-lavoro</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Al tavolo dei relatori coordinato dalla professoressa Mirella Damiani, insieme al  Presidente dell’Inps, sedeva anche Andrea Ricci economista e ricercatore Isfol impegnato da anni sui temi del mercato del lavoro e del capitale umano. Nella sua relazione Ricci ha presentato i risultati degli ultimi studi realizzati sul tema che lo hanno visto affrontare diverse piste di ricerca. La prima, che ha preso  le mosse dall’Indagine sulle Transizioni Scuola Lavoro (TSL) condotta dall’ Isfol nel 2014 su un campione rappresentativo di oltre 45000 giovani di età compresa tra i 20 e i 35 anni, si è concentrata sull’analisi dei rapporti che intercorrono tra «qualità» dei percorsi formativi e transizioni verso l’occupazione, soprattutto riguardo la forza lavoro più giovane. I risultati, presentati all’auditorium di giovani universitari, hanno messo in luce fondamentalmente due aspetti, ossia che investire in istruzione (anche umanistica) aumenta sempre la probabilità di occupazione per i giovani, indipendentemente dalla scelta dell’ambito disciplinare e in seconda battuta che investire in studi di tipo scientifico aumenta le prospettive occupazionali soprattutto per le donne. Rispetto agli ambiti territoriali la ricerca evidenzia come l’investimento in istruzione offra prospettive occupazionali relativamente migliori nelle regioni del Centro-Sud rispetto a quelle del Nord, dove le lauree di tipo umanistico sono associate ad una probabilità di occupazione (32,7%) del tutto analoga a quella che si registra per le lauree di tipo scientifico (32,9%), discorso diverso nella macro-area del Centro dove la specializzazione nelle materie scientifiche offre maggiori opportunità di occupazione rispetto alle altre. La seconda parte della relazione di Ricci si è concentrata sull’analisi del nesso che intercorre tra caratteristiche demografiche degli imprenditori e qualità dell’occupazione, partendo dai dati della Rilevazione sulle Imprese e i Lavoratori (RIL) condotta da ISFOL nel 2010 su un campione rappresentativo oltre 25.000  società di persone e società di capitali. I risultati indicano il livello di istruzione degli imprenditori come fattore potenzialmente cruciale per incentivare  la domanda di lavoro di buona qualità intesa come occupazione stabile, investimento in formazione professionale e crescita salariale, quello che però si rileva nel tessuto produttivo del nostro Paese, secondo Ricci, è ancora un “mismatch» tra livello di istruzione dei lavoratori, inquadramento contrattuale e riconoscimento dei premi salariali con conseguente indebolimento delle prospettive professionali e reddituali dei lavoratori più qualificati. Per questo le indicazioni conclusive fornite dal ricercatore dell’Isfol vanno nella direzione di suggerire una politica economica che promuova   misure normative locali e nazionali capaci di aumentare il capitale umano imprenditoriale come meccanismo per valorizzare le risorse umane nei mercati interni del lavoro.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1302">Intervento Andrea Ricci</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-11T08:13:58Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/un-nuovo-numero-di-isfol-notizie-da-leggere">
    <title>Un nuovo numero di Isfol notizie da leggere</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/un-nuovo-numero-di-isfol-notizie-da-leggere</link>
    <description>Newsletter</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Il numero 5 del 2016 presenta un doppio <i>Primo piano, </i>il primo<i> </i>dedicato alle ricerche recentemente effettuate sui servizi per il lavoro, il secondo focalizzato sul XVI Rapporto sulla formazione continua in Italia. Nelle pagine successive una panoramica di notizie sulle recenti attività dell’Isfol, in particolare sulla partecipazione dell’Istituto al Forum Pa e sulla giornata di studio sul questionario di autovalutazione sulla occupabilità Avo. A seguire la rubrica<i> L’evento</i> dedicata al Refernet partnership Forum che ha riunito in Isfol i responsabili nazionali del progetto Cedefop-Refernet, il 12 e 13 maggio scorso.In chiusura come sempre la rubrica <i>Da leggere</i> con le novità editoriali e le segnalazioni di letteratura grigia.</p>
<p>La newsletter e l’archivio dei numeri usciti finora sono come sempre disponibili nella sezione dedicata del sito internet. A partire dal 2016 tutti i numeri sono disponibili anche in <a href="https://issuu.com/isfol">versione sfogliabile</a> on line. In questo nuovo numero sono stati effettuati dei piccoli interventi di restyling grafico per consentire una maggiore fluidità e gradevolezza nella lettura in rete, in sintonia con le indicazioni ricevute dagli utenti.</p>
<p>Per ricevere Isfol notizie con regolarità per posta elettronica basta inviare i propri dati a: <a href="mailto:isfolnotizie@isfol.it">isfolnotizie@isfol.it</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-07-05T13:55:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema">
    <title>Isfol e Istat per la modernizzazione del sistema</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/isfol-e-istat-per-la-modernizzazione-del-sistema</link>
    <description>Dodicesima Conferenza nazionale di statistica</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Tre giorni, 5 sessioni plenarie, 4 aree tematiche e 24 sessioni parallele per affrontare il tema conduttore contenuto nel titolo della manifestazione “Più forza ai dati: un valore per il Paese”, sullo sfondo la ricorrenza dei 90 anni dell’Istituto nazionale di statistica con quello che rappresenta in termini di rafforzamento della statistica ufficiale tanto sul fronte nazionale che europeo ed internazionale. Diversi gli spazi di confronto e i laboratori  che hanno visto, tra gli altri, anche la partecipazione dell’Isfol. Ieri infatti Marco Centra Responsabile della Struttura Lavoro e Professioni dell’Istituto per la Formazione Professionale dei Lavoratori è intervenuto nel corso dell’incontro su “Sinergie, opportunità e criticità per lo sviluppo del Programma di Modernizzazione dell'Istat” durante il quale, partendo da alcuni esempi concreti relativi al mercato del lavoro, si è affrontato il tema della valorizzazione degli archivi amministrativi e del loro uso congiunto con le rilevazioni dell’Istituto per la costruzione di registri statistici. Nel corso della sua relazione Centra ha proposto un confronto ragionato tra le evidenze scaturite dalle fonti informative basate sulle comunicazioni obbligatorie (COB), in particolare Sisco e Cico diffuse dal Ministero del lavoro  e dal Network SeCO, e quelle prodotte dalla rilevazione Istat sulle forze di lavoro. Scopo ultimo dell’analisi era quello di rendere coerenti le due fonti, promuovendo un utilizzo sistematico e parallelo delle basi informative desunte sia dai registri che dalle fonti basate su rilevazioni campionarie.  Obiettivo tanto più importante se si considera che nel corso degli ultimi anni l’affiancamento di fonti informative diverse, rappresentate da una parte da survey e dall’altra da registri amministrativi per le analisi del mercato del lavoro ha posto seri problemi di comparabilità dei dati, producendo spesso incongruenze e confusione. Alla discussione hanno partecipato anche Nadia Mignolli, Francesca Abate e Piero Demetrio Falorsi dell’Istat insieme a Leopoldo Mondauto di Italia Lavoro e Onofrio Strignano dell’Università Sapienza di Roma.</p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://www.istat.it/it/dodicesima-conferenza/programma">Programma completo dell’evento</a></p>
<p><a href="http://isfoloa.isfol.it/xmlui/handle/123456789/1293">Slide relazione Marco Centra</a></p>
<p><b><br /></b></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-23T10:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/conferenza-stampa-21-giugno-ore-12-1">
    <title>Uno su tre trova lavoro dopo un mese</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/conferenza-stampa-21-giugno-ore-12-1</link>
    <description>Conferenza stampa Garanzia Giovani</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>I numeri parlano chiaro e mostrano che, dopo una partenza a rilento, oggi un terzo dei ragazzi che hanno ricevuto un intervento del programma trova lavoro a un mese della conclusione del percorso. Dopo tre mesi la percentuale degli occupati sale al 40%,  dopo sei mesi al 43%.</p>
<p>Come ha rilevato Stefano Sacchi ‘un miglioramento progressivo interessa tutti gli indicatori del monitoraggio, da quelli che descrivono gli aspetti organizzativi fino a quelli che riguardano gli esiti occupazionali’. Il numero di occupati sul totale degli iscritti è quasi raddoppiato dal 30 settembre 2015 al 31 marzo 2016. </p>
<p>Il tirocinio è la misura più utilizzata in Garanzia Giovani, ma il dato più interessante è che circa il 36,6% di coloro che lo ha completato entro il 31 marzo 2016, risulta avere un rapporto di lavoro alle dipendenze al 30 aprile 2016. In un caso su cinque il datore di lavoro ha usufruito di un bonus occupazionale messo a disposizione dal programma.</p>
<p>Garanzia Giovani segna una svolta anche nel ruolo dei centri per l’impiego. Come ha detto il Ministro ‘per la prima volta ai Cpi si presentano giovani inoperosi per ricevere politiche attive e non per essere registrati come disoccupati’. Il ministro ha posto l’accento sul buon lavoro fatto dai centri anche grazie ad un programma di potenziamento messo in piedi in stretto raccordo con le Regioni.</p>
<p>Il progressivo miglioramento dei risultati riguarda anche il mezzogiorno che, pur presentando problemi strutturali, ha fatto registrare incrementi dei tassi di inserimento occupazionale. ‘Abbiamo avuto buoni riscontri da tutte le regioni - ha detto Cristina Grieco rappresentante del Coordinamento delle regioni. La Grieco ha evidenziato una criticità oggettiva che risiede nella capacità del programma di raggiungere le fasce più deboli.</p>
<p>Dal punto di vista finanziario l’Italia si dimostra virtuosa nell’impegno e nella spesa dei fondi europei e nazionali. Come ha detto Poletti, Ministero e Regioni si stanno accordando per farsi carico della prosecuzione del programma anche nel periodo di interruzione del finanziamento europeo tra questa e l’eventuale prossima programmazione.  Adesso che la macchina c’è e funziona, è opportuno continuare a farla camminare con prestazioni sempre migliori.</p>
<p>Il Rapporto è disponibile di seguito insieme ad una sintesi dei dati principali (Executive Summary).</p>
<p><br /> </p>
<p style="text-align: justify; "><strong>Per approfondire</strong> <a href="http://www.isfol.it/isfol-europa/garanzia-giovani"></a></p>
<p style="text-align: justify; "><a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20837" title="">Rapporto e Executive summary</a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/21-giugno-2016-conferenza-stampa-garanzia-giovani" class="internal-link" title="">Comunicato stampa</a><a href="http://www.isfol.it/isfol-europa/garanzia-giovani"></a></p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://www.isfol.it/isfol-europa/garanzia-giovani">Garanzia Giovani</a></p>
<p style="text-align: justify; "> </p>
<p style="text-align: justify; "> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-16T09:00:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/la-foto-del-nostro-paese-nel-volume-in-uscita">
    <title>La foto del nostro Paese nel volume in uscita </title>
    <link>http://old.isfol.it/news/la-foto-del-nostro-paese-nel-volume-in-uscita</link>
    <description>Monitoraggio Mercato del Lavoro</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Il risultato è una analisi dello stato di salute del nostro Paese all’indomani di una importante stagione di riforme legate al mercato del lavoro e all’inclusione sociale, il cui obiettivo prioritario è stato quello di sostenere la reazione dell’Italia alla recessione e incoraggiarne la ripresa. Alcuni dei principali risultati presenti nel volume sono stati già presentati durante il convegno Isfol <a href="http://old.isfol.it/primo-piano/lavoro-e-crisi-al-centro-del-dibattito" class="internal-link" title="">“Lavoro e crisi economica”</a>, lo scorso 10 dicembre.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’uscita del volume è l’occasione per offrire il quadro completo del lavoro svolto dall’Isfol su tali temi nel corso del 2015. Molti gli approfondimenti presenti all’interno del volume che affronta il grande tema delle riforme del mercato del lavoro italiano con particolare attenzione per il <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/8/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%202.pdf">Jobs Act</a><a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/retrieve/3777">,</a> descrive le <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/9/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%203-4-5.pdf">le dinamiche occupazionali negli anni di crisi</a>  sia riguardo ai contratti di lavoro che alla flessibilità, per soffermarsi infine su tematiche specifiche connesse a <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/10/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%206.pdf">famiglia</a>, <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/11/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%207.pdf">giovani</a> e <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/12/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%208.pdf">innovazione</a>. Filo conduttore dell’intera attività di studio è il paradigma contenuto nella strategia di <a href="http://isfoloa.isfol.it/jspui/bitstream/123456789/1288/1/Rapporto%20di%20Monitoraggio%20del%20Mercato%20del%20lavoro_Capitolo%201.pdf">Europa 2020</a> che punta ad “una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva”, la cui idea di fondo è aumentare la competitività dell’Europa a livello globale attraverso la lotta alla disoccupazione strutturale, ma soprattutto attraverso nuove forme di sviluppo economico che mirino alla costruzione di un’economia basata sulla conoscenza e sull’innovazione, e che oltre ai parametri economici, tengano conto anche della sostenibilità ambientale  e dell’inclusione sociale.</p>
<p style="text-align: justify; ">La crisi economica ha, in molti casi, modificato il profilo del disagio sia economico che sociale di individui e famiglie. I dati PLUS 2014 mostrano, ad esempio, che il 27% degli italiani, afferma di non essere in grado di affrontare una spesa imprevista di 300 euro, e se fra gli occupati il dato scende al 18%, è importante evidenziare che fra questi ultimi il 46% vive in nuclei familiari nei quali è presente almeno un reddito e nel 45% dei casi addirittura due redditi. Inoltre, fra gli occupati, il gruppo in situazione di maggior difficoltà dal punto di vista economico mostra fragilità anche riguardo ad altri aspetti: possiede, infatti, un titolo di studio basso (licenza elementare/media) in oltre il 50% dei casi, ha uno stato di salute non soddisfacente, vive in contesti nei quali la bassa qualità dei servizi sembra essere sensibilmente più diffusa, mostra minore soddisfazione nei confronti della propria vita in generale, e di alcuni aspetti legati al lavoro. Tale scenario richiama, quindi, la necessità di assicurare, non solo o non tanto, più e migliore lavoro all’interno delle famiglie, quanto garantire che ciascun cittadino al di là del proprio reddito possa avere accesso ad un rete di servizi efficienti e in grado di proteggerlo da situazioni di disagio, oltre che economico, anche di tipo personale (salute, della qualità dei servizi, qualità abitativa).</p>
<p style="text-align: justify; ">La lunga fase recessiva ha portato, inoltre, ad un maggiore utilizzo delle forme di lavoro atipiche e durante il periodo di crisi economica è aumentata la probabilità, per un lavoratore atipico di rimanere nella condizione di instabilità, e di non riuscire a vedere trasformato il proprio contratto in un contratto a tempo indeterminato. Nel corso del 2015 l’aumento della numerosità dei contratti a tempo indeterminato si è verificato grazie al doppio incentivo, economico (sgravio triennale) e normativo (contratto a tutele crescenti) offerto rispettivamente dalla Legge di Stabilità 2015 e dal Jobs Act, tuttavia in molti casi si è contribuito soprattutto alla trasformazione a tempo indeterminato proprio di quei contratti atipici (a tempo determinato) non disincentivati dalle riforme di questi ultimi anni.</p>
<p style="text-align: justify; ">Riguardo la partecipazione femminile gli approfondimenti proposti sottolineano le enormi difficoltà ad aumentare i livelli di fecondità e di occupazione femminile in un contesto in cui le donne sono spesso espulse dal mercato del lavoro dopo la nascita del primo figlio e con realtà familiari che stentano a proporre modelli simmetrici di condivisione della cura fra i generi, soprattutto nei casi in cui le donne presentano bassi livelli di istruzione. Inoltre, se l’analisi sui percorsi di studio evidenzia la relazione positiva tra indirizzi di tipo tecnico scientifici e la probabilità di trovare un’occupazione, sottolinea anche come tale relazione sia soggetta a una fondamentale eterogeneità territoriale e presenti una forte connotazione di genere a sfavore delle donne.</p>
<p style="text-align: justify; ">L’analisi della condizione dei giovani fra i 20 e i 34 anni mostra poi, una significativa presenza di esperienze di contatto con il mondo del lavoro già durante gli studi (quasi il 51% ha svolto ad esempio stage o tirocini curriculari); ma anche un atteggiamento di rinuncia, fra i giovani,  riguardo alla coerenza tra il percorso di studi e le attività di lavoro nella scelta di quest’ultimo, a favore, invece, di un contesto occupazionale che garantisca sicurezza sul lavoro (93,7%). Il 93% dei giovani italiani considera inoltre il lavoro come un diritto fondamentale, ma allo stesso tempo il 92,1%, con vero disincanto, dichiara che per poter lavorare è necessario sapersi adattare (92,1<b>%). </b></p>
<p style="text-align: justify; ">La strategia Europa 2020, da cui prende spunto l’intero volume, suggerisce, per aumentare i livelli di competitività di ciascun Paese,  di puntare sul capitale umano e sull’investimento in Innovazione e non più sulla riduzione del costo del lavoro. Ma come si misura l’Innovazione e quali sono i modelli di governance della ricerca e dell’innovazione in Europa? Il volume si chiude con un approfondimento su tale tema, ed in particolare con una analisi della relazione fra il modello di governance dell’innovazione di alcuni paesi (Italia, Francia e Germania)  e i livelli di performance raggiunti.</p>
<p> </p>
<p><strong>Per approfondire:</strong></p>
<p><a href="http://bw5.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?web=ISFL&amp;opac=Default&amp;ids=20794">Rapporto di Monitoraggio del mercato del lavoro</a></p>
<p><a href="http://old.isfol.it/comunicati/archivio/14-giugno-2016-monitoraggio-mercato-del-lavoro-italia-fra-jobs-act-ed-europa-2020" class="internal-link" title="">Comunicato Stampa</a></p>
<p> </p>
<p> </p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Micol Motta</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-06-14T11:10:33Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/news/tre-giorni-con-l2019isfol-al-forum-pa-2016">
    <title>Tre giorni con l’Isfol al Forum PA 2016</title>
    <link>http://old.isfol.it/news/tre-giorni-con-l2019isfol-al-forum-pa-2016</link>
    <description>Manifestazioni nazionali</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p>Fra i 100 workshop in programma ve ne sono stati 4 organizzati dall’Isfol. L’Istituto ha inoltre confermato la propria presenza nella <i>Casa del welfare</i>, in uno spazio organizzato dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali per  offrire ai cittadini un punto di accesso diretto alle informazioni sui temi dell’orientamento al lavoro, politiche attive, tutele e previdenza.</p>
<p>Il primo seminario si è svolto il 24 maggio con il titolo <i><a href="http://eventi.fpanet.it/it/event-details/?id=4993" title="">Dalla ricerca alla creazione di lavoro. ISFOL racconta La Via Nicolaiana</a>. </i>A partire dall’esperienza di applicazione del metodo del “coaching territoriale”, sperimentato lo scorso in un Municipio romano, Roberta Pistagni ha spiegato come la  pubblica amministrazione possa stimolare la nascita di reti territoriali, stavolta nell’ambito di uno dei possibili cammini europei. Nella realizzazione di questo progetto si sta utilizzando l’ambiente di Apprendimento Moodle, una piattaforma dinamica e modulabile per la condivisione della conoscenza, come ha spiegato Franco Cesari nel suo intervento. </p>
<p>Nel secondo workshop, in programma il 25 maggio<i>, </i>Sveva Balduini ha parlato di <i><a href="http://eventi.fpanet.it/it/event-details/?id=4978" title="">Programma Erasmus+ ed il work-based learning</a>, </i>ricordando che le esperienze di WBL in Italia coinvolgono quasi un milione di persone, delle quali circa 450 mila apprendisti (elaborazioni Isfol), 228 mila studenti in alternanza scuola/lavoro (dati Indire) e 310 mila tirocinanti in impresa (fonte Excelsior). Durante il terzo incontro, sempre nella stessa giornata, Chiara Loasses si è soffermata sul tema del <em><a href="http://eventi.fpanet.it/it/event-details/?id=5011" title="">Coworking e fablab: nuovi modelli di apprendimento</a></em> ed ha illustrato le esperienze che sono state analizzate nell’ambito delle Università e del settore privato. </p>
<p>Infine, nel giorno di chiusura della manifestazione, Silvia Lotito ha tenuto un seminario su <a href="http://eventi.fpanet.it/it/event-details/?id=4994" title=""><i>Il Portafoglio Europass per la trasparenza e la mobilità</i></a> illustrando ai partecipanti scopi, caratteristiche dei 5 strumenti che compongono Europass: Europass Curriculum vitae, Europass Passaporto delle Lingue, Europass Mobilità, Europass Supplemento al Certificato e Europass Supplemento al Diploma. </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a href="http://eventi.fpanet.it/it/partner/partner-detail/?pid=211">La casa del Welfare al Forum Pa</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Aurelia Tirelli</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-31T13:40:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>


  <item rdf:about="http://old.isfol.it/primo-piano/come-si-cerca-lavoro-in-italia-canali-di-intermediazione">
    <title>Come si cerca lavoro in Italia? Canali di intermediazione</title>
    <link>http://old.isfol.it/primo-piano/come-si-cerca-lavoro-in-italia-canali-di-intermediazione</link>
    <description>Terza uscita sui servizi per l'impiego</description>
    <content:encoded xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">Buona parte delle opportunità di lavoro viene intermediata dai canali informali (amici, parenti e conoscenti, autopromozione e ambiente professionale), mentre quelli formali (Centri per le Impiego, società di ricerca, annunci e concorsi) hanno un ruolo più circoscritto. L’utilizzo crescente dei rapporti informali desta alcune preoccupazioni soprattutto nella misura in cui riduce le opportunità lavorative a disposizione di tutti, impedendo a quanti non possiedono adeguate reti di conoscenze, di trovare una corretta collocazione.</p>
<p style="text-align: justify; ">“L’Italia continua ad essere un paese dove per trovare lavoro conta moltissimo la rete di conoscenze che un individuo può mettere in campo”, ha dichiarato il Commissario straordinario dell’Isfol Stefano Sacchi. “I dati che presentiamo dimostrano come le <i>chance</i> occupazionali e di carriera delle persone siano fortemente condizionate dalla famiglia di origine, dall’appartenenza a determinati ambienti. Questo va a scapito del merito e riduce le opportunità di ascesa delle fasce più deboli del mercato del lavoro, che solo in misura molto ridotta ottengono aiuto dai servizi per l’impiego, pubblici o privati che siano”.</p>
<p style="text-align: justify; ">Scendendo nel dettaglio, è possibile fare una distinzione tra intermediazione diretta e indiretta, intendendo con la prima quella che porta all’occupazione vera e propria mentre la seconda riguarda le forme di assistenza utile a trovare lavoro. I Centri per l’Impiego, ad esempio, hanno una capacità di intermediazione diretta che si ferma al 3,4% degli attuali occupati ma raggiungono il 33% delle persone “in cerca” riguardo la funzione indiretta che, in considerazione del tipo di utenza servita, ossia la più debole, si conferma quale strumento di sostegno importante.</p>
<p> </p>
<p><b>Per approfondire:</b></p>
<p><a class="external-link" href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20789" title="">I canali di intermediazione e i servizi per il lavoro</a>, Isfol 2016 Emiliano Mandrone, Roberto Landi, Manuel Marocco e Debora Radicchia</p>
<p><a href="http://www.isfol.it/ufficio-stampa/comunicati/archivio/30-maggio-2016-come-si-trova-lavoro-in-italia">Comunicato stampa 30 maggio 2016</a></p>
<p><a href="http://www.isfol.it/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/30-maggio-2016-isfol-appunti-come-si-trova-lavoro-in-italia">Isfol Appunti 30 maggio 2016 - Come si trova lavoro in Italia</a></p>
<p><b>23 maggio 2016 ‘Pubblico e privato nei servizi per il lavoro’: </b><a href="http://www.isfol.it/Isfol-appunti/archivio-isfol-appunti/23-maggio-2016-isfol-appunti-servizi-per-il-lavoro">Isfol Appunti</a>, <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/201cnonostante-un2019utenza-piu-numerosa-e-piu-difficile-i-centri-per-l2019impiego-hanno-performance-non-cosi-distanti-da-quelle-delle-agenzie-per-il-lavoro201d.-e2019-il-commento-di-stefano-sacchi-ai-dati-resi-noti-oggi-dall2019isfol-con-la-nota">comunicato stampa</a>, <a href="http://www.isfol.it/primo-piano/sistema-pubblico-e-privato-a-confronto">notizia</a>; <a href="https://magic.piktochart.com/output/13942958-plus_isfol_2016">infografica</a></p>
<p><b>16 maggio 2016 ‘Rappto Monitoraggio SPI 2015</b><b>’:</b> <a href="http://sbnlo2.cilea.it/bw5ne2/opac.aspx?WEB=ISFL&amp;IDS=20724">Monitoraggio SPI 2015</a>, <a href="http://www.isfol.it/highlights/monit_spi2015/monitoraggio-sui-servizi-per-il-lavoro-2015">Highlights</a>, <a href="http://www.isfol.it/comunicati/archivio/16-maggio-2016-monitoraggio-spi">comunicato stampa</a>, <a href="http://www.isfol.it/primo-piano/uscito-il-rapporto-di-monitoraggio-dell2019isfol">notizia</a></p>]]></content:encoded>
    <dc:publisher>No publisher</dc:publisher>
    <dc:creator>Valentina Orienti</dc:creator>
    <dc:rights></dc:rights>
    <dc:date>2016-05-30T09:30:00Z</dc:date>
    <dc:type>Notizia</dc:type>
  </item>





</rdf:RDF>
