Dalla definizione alla misura della qualità del lavoro

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La riflessione teorica sul tema della qualità del lavoro trova le sue origini in Italia a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, principalmente nei lavori di Luciano Gallino e Michele La Rosa.  Gli elementi innovativi dell’approccio attengono principalmente alla definizione della qualità del lavoro, non più declinata in base alle sole condizioni di lavoro, ma anche rispetto alla complessità dell’esperienza lavorativa e alla molteplicità degli aspetti del lavoro che fanno riferimento ai bisogni dell’individuo. Il percorso che caratterizza la transizione dalla nozione di condizione a quella di qualità vede quindi il passaggio da una concezione del lavoro come insieme di elementi di carattere prevalentemente fisico e ambientale, ad una nella quale fanno il loro ingresso fattori legati al benessere psichico e sociale, accanto ad aspetti connessi al controllo degli obiettivi del proprio lavoro e alle prospettive di crescita. La qualità del lavoro costituisce, dunque, l’esito del rapporto fra bisogni del lavoratore e profilo dell’organizzazione del lavoro .  La qualità del lavoro “non può essere definita con un unico metro (…) in essa sono individuabili dimensioni differenti che corrispondono a bisogni differenti.” (Gallino L., Informatica e qualità del lavoro, Torino, Einaudi, 1985, p.116).

Al progressivo ampliamento dei domini che costituiscono la qualità del lavoro è riconducibile il quadro teorico fondato su delle dimensioni articolate, plastiche, non necessariamente connesse tra loro,  che costituisce oggi quella che può essere definita “la via italiana all’analisi della qualità del lavoro” e alla quale si rifanno le attività di studio e di ricerca condotte dall’ISFOL.

L’attenzione dell’ISFOL sul tema della qualità del lavoro nasce sin dai primi anni Ottanta, con lo sviluppo di un filone di ricerca contenente diverse attività. Le prime esperienze di studio si sono concentrate su un approfondimento a carattere teorico e metodologico e sullo sviluppo di un programma di ricerca esplorativo a carattere prevalentemente qualitativo. Su tali basi, a conferma di un interesse sistematico per il tema della qualità del lavoro, l’ISFOL ha avviato successivamente una nuova fase caratterizzata dall’esigenza di produrre evidenze empiriche. Il percorso ha comportato la soluzione di una serie di questioni di natura metodologica, legate al passaggio dalla definizione alla misura e l’adozione di un approccio statistico-quantitativo.  L’attività ha previsto la conduzione di indagini campionarie, con cadenza quadriennale. Il nuovo progetto è stato avviato in collaborazione con EUROFOUND e la prima indagine quantitativa è stata realizzata nel 2002; a questa sono seguite altre due rilevazioni realizzate nel 2006 e nel 2010.

Nel pdf trovi anche:

  • La qualità del lavoro nel contesto internaizonale
  • La “via italiana” alla qualità del lavoro e il contributo dell’ISFOL 
  • Le caratteristiche degli occupati italiani

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